Militaria
Esplosioni in un’azienda di armi tedesca
Un incendio ha avvolto uno stabilimento a Berlino appartenente al produttore tedesco di armi Diehl, hanno riferito i vigili del fuoco locali. L’azienda produce il sistema di difesa aerea IRIS-T, diverse unità delle quali il governo tedesco ha fornito all’Ucraina dalla fine del 2022. Lo riporta RT.
Venerdì, in un post su X, i vigili del fuoco di Berlino hanno riferito che «sta bruciando un edificio industriale in cui sono immagazzinati anche prodotti chimici» e che 190 persone erano state dispiegate sul posto. «I test sulla qualità dell’aria vengono condotti continuamente» nella zona, aggiunge il messaggio.
Dall’inizio dell’incendio, che dura da più di cinque ore, sono state osservate diverse grandi detonazioni all’interno della struttura. Un rappresentante dei vigili del fuoco ha dichiarato alla stampa che i soccorsi non sono ancora riusciti a riportare la situazione sotto controllo e che l’operazione dovrebbe durare fino a tarda notte.
Brand in Berlin. Angeblich ist das Unternehmen Diehl betroffen, das unter anderem sich an der Produktion von Rüstung beteiligt. Russische Medien haben den Brand bereits aufgegriffen. Video: Feuerwehrkreise. Mehr Info unter https://t.co/HShYV4r2TB pic.twitter.com/iPZAfsEbiu
— Tomasz Kurianowicz (@tomasz_kurian) May 3, 2024
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Il Berliner Zeitung ha riferito che l’impianto industriale aveva, tra gli altri materiali, una scorta di acido solforico e cianuro di rame. Secondo il giornale, citando i funzionari dei servizi di emergenza, livelli elevati di inquinamento sono stati rilevati finora solo nelle immediate vicinanze dell’edificio in fiamme.
In un post successivo su X, i vigili del fuoco hanno consigliato ai residenti di chiudere porte e finestre e di spegnere l’aria condizionata.
Anche il Berliner Zeitung ha citato un portavoce dei vigili del fuoco, secondo cui l’incendio ha interessato un’area di circa 2.000 metri quadrati. A causa delle sostanze chimiche pericolose all’interno dell’impianto, i vigili del fuoco non possono entrare nei locali e stanno spegnendo le fiamme dall’esterno.
Le autorità non hanno ad ora fornito dettagli sulle cause dell’incendio.
Il sito web di Diehl afferma che la società ha testato il primo prototipo del sistema di difesa aerea IRIS-T nel 1996, seguito dall’esercito tedesco e dagli eserciti di diverse altre nazioni.
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Immagine screenshot da Twitter
Militaria
Zelens’kyj vuole missili 300 intercettori. Non è chiaro se vi siano
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Militaria
Guerra con l’Iran, gli USA hanno utilizzato «praticamente tutti» i loro missili balistici tattici
L’esercito statunitense ha di fatto esaurito le scorte di missili tattici terrestri ad alta precisione a causa della campagna contro l’Iran. Lo riporta l’agenzia Reuters che cita fonti a conoscenza dei fatti.
Numerose fonti giornalistiche e valutazioni indipendenti hanno segnalato carenze di munizioni sofisticate e critiche nell’arsenale statunitense, a seguito della pubblicazione di un rapporto del Center for Strategic and International Security (CSIS) ad aprile. Oltre a indebolire le capacità offensive del Pentagono, si ritiene che il conflitto abbia inferto un duro colpo alle scorte statunitensi di missili antiaerei.
La leadership degli Stati Uniti ha ripetutamente smentito tali affermazioni, insistendo sul fatto di disporre ancora di un’ampia scorta di munizioni.
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Secondo fonti della Reuters, il conflitto con l’Iran ha ridotto drasticamente le scorte di missili terra-terra dell’esercito statunitense, in particolare i sistemi missilistici tattici dell’esercito (ATACMS) e i missili di precisione (PrSM), con due fonti che hanno riferito all’agenzia che le forze armate hanno utilizzato «praticamente tutte» queste armi.
Sebbene non si conoscesse in precedenza l’entità dell’esaurimento delle scorte di missili ATACMS da parte dell’esercito statunitense, l’apparente esaurimento delle scorte di PrSM è stato ripetutamente segnalato da metà aprile. Le munizioni, destinate a sostituire i vecchi ATACMS, non erano già disponibili in abbondanza: il Pentagono ne aveva ordinati 130 prima dell’anno fiscale 2024 e altri 250 nel 2025, e non era immediatamente chiaro quante unità fossero state effettivamente consegnate. I nuovi missili sono stati infine utilizzati contro l’Iran senza essere stati sottoposti a un adeguato ciclo di test.
Il Segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth ha liquidato le notizie come «fake news». Su X, ha citato in particolare un servizio della CNN che riportava una fonte secondo cui gli Stati Uniti avrebbero utilizzato quasi l’80% dei loro «intercettori missilistici chiave».
«Quel sottopancia NON è vero, CNN. Vergognatevi», ha scritto lo Hegseth.
That banner is NOT TRUE, @CNN. Shame on you.
We don’t hate the Fake News media enough. pic.twitter.com/QCwEoykQZR
— Pete Hegseth (@PeteHegseth) August 4, 2026
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A metà aprile, un funzionario dell’esercito statunitense ha ammesso che un’unità equipaggiata con missili PrSM aveva esaurito l’intero inventario all’inizio del conflitto. Più tardi, nello stesso mese, il Center for Strategic and International Studies (CSIS) ha pubblicato un’analisi in cui si concludeva che le forze armate statunitensi avevano pericolosamente ridotto le proprie scorte di munizioni critiche nella guerra contro l’Iran.
Nello specifico, secondo la valutazione, nelle prime sette settimane il Pentagono aveva consumato almeno il 45% delle sue scorte di PrSM, quasi il 50% dei suoi intercettori Patriot e oltre la metà dei suoi missili antibalistici THAAD (Terminal High Altitude Area Defense).
Alla fine del mese scorso, il New York Times e il Wall Street Journal hanno riportato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva deciso di accantonare un nuovo attacco su larga scala contro l’Iran a causa della diminuzione delle scorte di missili antiaerei.
Il presidente statunitense ha tuttavia respinto tali affermazioni, insistendo sul fatto che gli Stati Uniti possiedono «molte più munizioni di chiunque altro al mondo e molte più di quelle di cui abbiamo bisogno».
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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Washington si ritirerà dalla guida del gruppo di aiuti NATO all’Ucraina
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