Spirito
La risposta del Papa al secondo «dubium» dei cardinali
La questione della benedizione delle unioni tra persone dello stesso sesso serpeggia nel Sinodo. Il cardinale Jean-Claude Hollerich, relatore generale, ha una posizione chiara – e negativa – sulla questione. Quanto al cardinale Mario Grech, segretario generale, sembrava voler disinnescare un possibile confronto, ma la questione è tornata sul tavolo come risulta da un rapporto.
Non è privo di interesse ripercorrere le tappe dell’instaurarsi di questa controversia, che non sappiamo quale piega prenderà nel corso del Sinodo.
Storia della «benedizione» delle coppie dello stesso sesso
Nel marzo 2019 i vescovi tedeschi hanno avviato il Cammino sinodale con 4 forum. Il secondo riguardava la morale sessuale. Incaricato della stesura di un documento, quest’ultimo chiedeva «di riconoscere incondizionatamente le unioni omosessuali e di rinunciare a squalificare moralmente la pratica sessuale che ne deriva. (…) Bisogna considerare anche la valorizzazione liturgica di questi valori».
Il 3 febbraio 2021, il vescovo di Magonza, mons. Peter Kohlgraf, ha rivelato di aver approvato una raccolta «che presenta degli esempi di benedizioni liturgiche offerte dai ministri alle coppie dello stesso sesso». Rivela anche che questo tipo di celebrazione ha già avuto luogo nella sua diocesi.
Il 15 marzo 2021, la Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF) ha pubblicato una risposta a un dubium su questo argomento. Il dubbio che richiede una risposta «sì» o «no» consente una formulazione breve e decisiva. La domanda è così formulata: «La Chiesa ha il potere di benedire le unioni di persone dello stesso sesso?» La risposta è «no».
Una nota esplicativa precisa che la questione è stata sollevata a causa di “progetti” che vanno in questa direzione. Aggiunge che le benedizioni possono applicarsi solo a ciò che conduce l’uomo al suo bene. Ma le unioni omosessuali vanno contro la volontà di Dio. Infine, conclude la nota, esse potrebbero essere assimilati ad una sorta di matrimonio, il che sarebbe profondamente errato e pericoloso.
Il 10 maggio 2021, dei sacerdoti organizzano 110 cerimonie in tutta la Germania per procedere alle «benedizioni» delle coppie omosessuali. Diversi vescovi tedeschi avevano annunciato che avrebbero lasciato che ciò accadesse. Le bandiere LGBT spuntano allora sulle chiese e ai piedi degli altari.
Il 21 luglio 2021 il Vaticano ammonisce i vescovi tedeschi sul Cammino sinodale. Il testo mette in guardia dal pericolo per l’unità della Chiesa, a causa del progetto di introdurre «nuove strutture nelle diocesi» senza il consenso della Chiesa universale.
Di conseguenza, il testo ritiene «auspicabile che le proposte del Cammino della Chiesa particolare in Germania siano integrate nel processo sinodale in cui è impegnata la Chiesa universale, per contribuire al reciproco arricchimento e dare una testimonianza di unità attraverso la quale il corpo della Chiesa manifesta la sua fedeltà a Cristo Signore» – L’effetto di questo ammonimento sarà nullo.
Il 20 settembre 2022 i vescovi del Belgio di lingua olandese hanno pubblicato una liturgia per la celebrazione della «benedizione» delle coppie omosessuali: questa pratica esisteva ma non era regolamentata. Il quotidiano La Croix spiega che il testo è in elaborazione da un incontro dei teologi con Francesco nel maggio 2018, che ha ricevuto incoraggiamento dal pontefice.
Il 18 novembre 2022, il Vaticano ha proposto attraverso tre cardinali, durante la visita ad limina dei vescovi tedeschi, una moratoria sul Cammino sinodale. – Proposta che sarà respinta dall’episcopato transrenano.
L’11 marzo 2023, nel corso della quinta e ultima assemblea del Cammino sinodale, il testo adottato raccomanda di «sviluppare e introdurre a tempo debito celebrazioni liturgiche adeguate (…) con proposte di forme di celebrazione della benedizione per le diverse situazioni di coppia (coppie risposate, coppie dello stesso sesso, coppie dopo un matrimonio civile)».
Nella stessa data, mons. Johan Bonny, vescovo di Anversa, intervenendo a questa Assemblea, ha spiegato che il Papa e il Vaticano hanno tacitamente accettato la benedizione delle coppie omosessuali messa in atto dall’episcopato belga, presentata durante la visita ad limina a Novembre 2022. «Tutti dicevano: “è la vostra Conferenza episcopale, è una vostra decisione”. Il Papa non ha detto né sì né no».
Nel luglio 2023, mons. Víctor Manuel Fernández, nominato capo del dicastero per la dottrina della fede, ha suggerito che una benedizione delle unioni omosessuali è possibile «se è data in modo tale da non indurre a confusione con il matrimonio».
L’8 settembre 2023 questa risposta è stata confermata in un’intervista al Register: «in questa fase è chiaro che la Chiesa intende il matrimonio solo come unione indissolubile tra un uomo e una donna» – E nella fase successiva?
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La risposta del Papa al secondo Dubium dei cardinali
Il 10 luglio 2023 cinque cardinali trasmettono a papa Francesco una serie di cinque dubia. Il secondo riguarda la benedizione delle coppie dello stesso sesso: «Può la Chiesa (…) [accettare] come “bene possibile” situazioni oggettivamente peccaminose, come le unioni di persone dello stesso sesso, senza violare la dottrina rivelata?».
L’11 luglio 2023 Papa Francesco risponde a questi dubia. Quanto al secondo, riconosce che solo «un’unione esclusiva, stabile e indissolubile tra un uomo e una donna, naturalmente aperta a generare figli» può essere chiamata «matrimonio». Ma aggiunge che altre forme di unione la realizzano solo «in modo parziale e analogico (Amoris laetitia, 292)».
Riconosce che questo nome deve essere riservato esclusivamente «alla realtà che chiamiamo matrimonio». Aggiunge che «la Chiesa vita qualsiasi tipo di rito o sacramentale che possa contraddire questa convinzione e far intendere che si riconosca come matrimonio qualcosa che non lo è».
Ma – perché c’è un ma – «nel rapporto con le persone, non si deve perdere la carità pastorale, (…) La difesa della verità oggettiva non è l’unica espressione di questa carità, che è anche fatta di gentilezza, pazienza, comprensione, tenerezza e incoraggiamento. Pertanto, non possiamo essere giudici che solo negano, respingono, escludono».
Francesco invoca poi «la prudenza pastorale deve discernere adeguatamente se ci sono forme di benedizione, richieste da una o più persone, che non trasmettano un concetto errato del matrimonio. Perché quando si chiede una benedizione, si sta esprimendo una richiesta di aiuto a Dio, una supplica per poter vivere meglio, una fiducia in un Padre che può aiutarci a vivere meglio».
Poi arriva l’eccezione: «sebbene ci siano situazioni che dal punto di vista oggettivo non sono moralmente accettabili, la stessa carità pastorale ci impone di non trattare semplicemente come “peccatori” altre persone la cui colpa o responsabilità può essere attenuata da vari fattori che influenzano l’imputabilità soggettiva».
Ma non si tratta di questo: c’è una differenza molto grande tra dare l’assoluzione a una persona la cui responsabilità è attenuata, e «benedire» davanti alla Chiesa e ai fedeli la situazione oggettivamente sbagliata in cui si trova, chiudendo così ogni possibilità di aprirsi alla verità e inducendo gli altri fedeli nell’errore.
Per mitigare il punto precedente, il Papa spiega che «le decisioni che, in determinate circostanze, possono far parte della prudenza pastorale, non devono necessariamente diventare una norma».
In altre parole: «Cioè, non è opportuno che una Diocesi, una Conferenza Episcopale o qualsiasi altra struttura ecclesiale abiliti costantemente e ufficialmente procedure o riti per ogni tipo di questione», poiché tutto «ciò che fa parte di un discernimento pratico davanti ad una situazione particolare non può essere elevato al livello di una norma”, perché questo “darebbe luogo a una casuistica insopportabile” (Amoris laetitia, 304)».
Dietro questa formulazione, che sembra escludere una sistematizzazione di un rito, resta il fatto che il Papa accetta chiaramente che, secondo la prudenza pastorale, in determinate circostanze, un sacerdote possa essere condotto – e quindi autorizzato – a benedire una coppia omosessuale. È questa accettazione che ha portato i cinque cardinali a riformulare il loro dubium:
«È possibile, in “determinate circostanze”, che un sacerdote benedica le unioni omosessuali suggerendo così che il comportamento omosessuale in sé non sarebbe contrario alla legge di Dio e al percorso di una persona verso Dio?»
Conclusione
Anche se la risposta del Papa sembra escludere una «autorizzazione ufficiale» alla benedizione delle coppie dello stesso sesso da parte di una struttura ecclesiale, resta il fatto che egli la autorizza almeno in «determinate circostanze». Inoltre, come è avvenuto con i vescovi belgi, ha lasciato che ciò accadesse.
Una volta ammessa l’eccezione, tutto crolla. Qualunque cosa dica il Papa, ognuno potrà evocare «determinate circostanze» per agire come desidera. Tanto vale dire che è stata data un’autorizzazione generale. Come spesso accade, non è con un «sì» che Francesco va avanti, ma restando in silenzio e lasciando fare.
Ciò non gli impedisce di essere più che complice: il superiore è il primo responsabile.
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Immagine di Catholic Church England and Wales via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-NC-ND 2.0)
Spirito
Professore cattolico dice che l’insegnamento di Papa Leone XIV sulla guerra giusta «manca di coerenza»
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Spirito
Comunità tradizionali amiche della Fraternità Sacerdotale San Pio X: una fecondità evangelica
Intorno alla Fraternità Sacerdotale San Pio X si è mantenuta o riformata una vera e propria costellazione di vita religiosa: più di venti rami tradizionali, derivanti da ordini e congregazioni storiche, conservano le loro antiche Costituzioni in tutto il loro rigore e la loro bellezza, attirando centinaia di giovani uomini e donne.
Lungi dall’essere un istituto di ripiego, la Fraternità Sacerdotale San Pio X si definisce soprattutto un’opera di ricostruzione cattolica. In un mondo segnato da continui sconvolgimenti e da un’accelerazione delle riforme moderniste che scuotono le fondamenta della fede, essa si erge come baluardo di stabilità. La sua ambizione non è una lotta fine a se stessa, ma la gelosa custodia del deposito della fede per permettere alla Chiesa di rimanere ancorata alla propria identità. Attingendo a una liturgia secolare e a una dottrina immutabile, permette ai fedeli di elevarsi al di sopra delle mode passeggere e di abbracciare la Tradizione viva.
Insieme ai nostri 738 sacerdoti, 268 seminaristi, 145 fratelli e 87 suore oblate (1), ecco una panoramica delle comunità religiose che collaborano con noi nella lotta per la Chiesa, seguendo le orme mons. Lefebvre.
I compagni della prima ora
Per lo più costretti ad abbandonare le proprie comunità a seguito della rivoluzione che seguì il Concilio, questi pionieri fondarono un ramo tradizionale della loro Congregazione.
► LE DISCEPOLE DEL CENACOLO – 1967
La comunità fu fondata nel 1967 a Velletri, vicino Roma, da Padre Francesco Putti, con il sostegno spirituale di Padre Pio.
Attualmente si dedicano all’insegnamento del catechismo, alla divulgazione giornalistica e alla diffusione di idee dottrinali e antimoderniste (rivista italiana Sì Sì No No). La loro spiritualità è sacerdotale, riparativa, centrata sull’Eucaristia e sulla preghiera per i sacerdoti. Rimangono fedeli alla Tradizione.
► LA FRATERNITÀ DELLA TRASFIGURAZIONE – 1970
Fondata nel 1970 a Mérigny, nel dipartimento dell’Indre, da Padre Lecareux, e composta da circa quaranta membri – sacerdoti, fratelli e suore – serve sette centri liturgici. Eredi spirituali del vescovo Vladimir Ghika, dimostrano una grande apertura verso i cristiani orientali, in particolare i greco-cattolici, e un impegno per l’unità cristiana attraverso la preghiera e l’opera per un rinnovato ecumenismo tra gli scismatici ortodossi.
Il cuore della loro spiritualità è quella del Tabor, incentrata sulla Trasfigurazione di Cristo, l’adorazione eucaristica, la contemplazione e la partecipazione alla gloria di Cristo attraverso la Croce. Svolgono il ministero parrocchiale nella Francia centrale e occidentale, rimanendo fedeli alla Tradizione e rifiutando il modernismo, e sono noti per i loro numerosi ritiri spirituali e corsi di canto gregoriano.
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► LE PICCOLE SORELLE DI SAN FRANCESCO – 1971, 1986
La congregazione originaria fu fondata ad Angers l’8 dicembre 1873 da Louise Renault (1819-1889), che divenne Madre Giuseppina nella vita religiosa. Proveniente da una famiglia povera, aveva lavorato per molti anni con i malati e gli orfani presso l’ospedale di Angers, nello spirito del Terz’Ordine Francescano.
La congregazione, in rapida espansione, ricevette l’approvazione definitiva delle sue costituzioni da Pio XII nel 1955.
Mentre la congregazione si stava frammentando in seguito al Concilio, due suore, Madre hérèse-Marie e Madre Marie-Xavier, desideravano mantenere una stretta aderenza alle costituzioni del 1955 e a uno stile di vita tradizionale. Nel 1971, con l’aiuto di Padre Coache e Padre Eugène, fondarono una nuova comunità a Flavigny-sur-Ozerain. Attualmente risiedono a Morlaix e Trévoux, dove si prendono cura degli anziani e dei convalescenti. Il loro ideale è riassunto dalla profonda riflessione di Madre Giuseppina: «Siamo i più piccoli».
► I CAPPUCCINI – 1972
A seguito delle riforme attuate dal Concilio Vaticano II, Padre Eugène de Villeurbanne e alcuni frati cappuccini fondarono la comunità nel 1972 per rimanere fedeli alle loro costituzioni.
Centrati sulla figura di Cristo crocifisso e sull’imitazione di San Francesco, si dedicano a diverse forme di apostolato (ritiri spirituali, parrocchie, scuole, Terz’Ordine) e hanno tre case in Francia (Morgon 1983, Aurenque 2005, Blois 2012), tra cui un noviziato di grande ispirazione.
► I BENEDETTINI – ANNI ’70
A partire da Le Barroux, luogo di rinnovamento nel 1978, spiccano due monasteri: uno negli Stati Uniti (Silver City, 1991, con 42 monaci) e l’altro in Germania (Reichenstein, 2017), entrambi legati da una stretta amicizia con la Fraternità Sacerdotale San Pio X.
Cercando Dio nel silenzio e nel lavoro, lo lodano sette volte al giorno nel coro della chiesa e praticano la lectio divina.(attraverso una lettura orante delle Sacre Scritture), vivono nell’umiltà, nella stabilità comunitaria e nel lavoro.
► LE SUORE DELLA FRATERNITÀ SAN PIO X – 1973
Questa congregazione non appartiene canonicamente alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, ma è profondamente legata ad essa, essendo stata cofondata da mons. Lefebvre insieme a Madre Marie-Gabriel.
Sostengono la Fraternità San Pio X, sono presenti in 10 Paesi e contano 226 suore e 20 novizie. La loro casa madre si trova a Saint-Michel-en-Brenne e la congregazione ha novizie in diverse parti del mondo: Ruffec (Francia), Göffingen (Germania), Browerville (Stati Uniti) e Pilar (Argentina).
► SUORE DOMENICANE INSEGNANTI DEL SANTO NOME DI GESÙ (CONGREGAZIONE DI SAINT-PRÉ) – 1974
Nel 1974, l’allora Superiora Generale di questa congregazione di suore insegnanti di Tolosa decise di fondare una sede tradizionale a Tolone, fedele alle Costituzioni pre-Concilio Vaticano II. Sono guidate da un teologo di fama: Padre Calmel, O.P.
Sono insegnanti e contano circa 160 suore che gestiscono una quindicina di scuole in Francia, Argentina e Spagna.
► LE SUORE DOMENICANE INSEGNANTI DEL SANTO NOME DI GESÙ (CONGREGAZIONE DI FANJEAUX) – 1975
Un anno dopo la fondazione della sede di Tolone, la Superiora Generale, rimasta a Tolosa, fu costretta a lasciare la congregazione insieme ad altre suore, e nel 1975 fondarono un’altra sede tradizionale a Fanjeaux.
Sono insegnanti e gestiscono 23 scuole in Francia, Germania, Stati Uniti, Svizzera e Canada. Sono composte da 270 suore e 2.800 studenti.
È una delle congregazioni della Chiesa più fiorenti in Francia.
► LE PICCOLE SERVE DI SAN GIOVANNI BATTISTA – 1979, 2011
de La Chevasnerie (1889-1968), gesuita e Dottore in Teologia, fondò l’Istituto delle Piccole Serve dell’Agnello di Dio a Brest nel 1945.
Nel 1979, Madre Marie de Magdala, fondatrice ed ex Economa Generale dell’Istituto dell’Agnello di Dio, istituì una sezione tradizionale, oggi chiamata «Piccole Serve di San Giovanni Battista».
Accettano come membri donne di tutte le età, provenienze e livelli di istruzione; sane, inferme o fragili, purché abbiano un’autentica vocazione religiosa.
Sono affettuosamente chiamate Suore Ospedaliere, poiché la loro discreta dedizione infermieristica edifica i pellegrinaggi a Lourdes e Chartres organizzati dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X, e gestiscono due ospizi (Le Rafflay, 1979; Lourdes, 2011) per malati e convalescenti, per coloro che necessitano di un luogo di riposo.
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► LE BENEDETTINE DI PERDECHAT – 1980, 2008
Madre Gertrude, ex priora dell’abbazia di Faremoutiers, scelse di mantenere una vita benedettina tradizionale (Messa tridentina, uffici in latino, rigorosa osservanza monastica), nonostante le riforme liturgiche derivanti dal Concilio Vaticano II.
Si stabilì a Lamairé nel 1980, ma la comunità ristagnò per alcuni anni prima di rifiorire. L’Abbazia Notre-Dame de Toute-Confiance è stata fondata in Alvernia nel 2008, la sua chiesa è stata costruita negli anni 2010, seguita da continui ampliamenti, e ora ospita 21 monache. Nel 2024, l’edificio è stato ampliato con l’aggiunta di 15 celle monastiche. Pace divina e umana è l’atmosfera che si irradia da questo monastero.
Sviluppo negli anni ’80 e ’90
► LE CARMELITANE – 1978-2024
Diverse comunità carmelitane sono state fondate in Belgio (1978), Francia (1983), Stati Uniti (1985, 2024) e Svizzera (1990).
La sorella di mons. Lefebvre, una carmelitana in Australia, che non poteva in coscienza attuare le riforme distruttive degli anni ’70, fondò una comunità carmelitana tradizionale a Quiévrain, da cui sono scaturite la maggior parte delle altre fondazioni.
► LE SUORE DELLA TRASFIGURAZIONE – 1985
Questa è la sezione femminile dell’omonima Fraternità. Condividono la stessa spiritualità.
► LE SUORE DOMENICANE CONTEMPLATIVE – 1982, 2017
Dopo la graduale disgregazione della vita contemplativa in seguito alla fine del Concilio, Madre Marie-Emmanuel la restaurò all’interno di una cornice tradizionale domenicana fondando il Monastero di San Giuseppe ad Avrillé.
Nel 2017, a causa del numero insufficiente di suore, si sono trasferite a Montagnac, nella regione della Dordogna. Attualmente sono circa una trentina.
► LE CLARISSE – 1994
La sezione femminile contemplativa dei Francescani, con sede a Morgon, vicino ai Cappuccini.
La loro spiritualità è profondamente francescana: povertà radicale, vita di clausura e di silenzio, adorazione e liturgia, amore per i poveri e per Cristo crocifisso, e imitazione di San Francesco e Santa Chiara d’Assisi.
Congregazioni che si avvicinano alla Fraternità Sacerdotale San Pio X negli anni 2000
► LE SUORE CONSOLATRICI DEL SACRO CUORE – 1996
Fondata nel 1961 da Padre Basilio Rosati, un passionista, questa congregazione si è posta sotto la protezione della Fraternità Sacerdotale San Pio X nel 1996.
Oltre ai voti tradizionali di povertà, castità e obbedienza, si impegnano a promuovere la devozione al Sacro Cuore di Gesù.
Questo è una delle congregazioni in più rapida crescita oggi, diventata nota alle giovani donne americane grazie al suo orfanotrofio in India. Situato a Vigne di Narni, in Umbria, il noviziato occupa un ex monastero cappuccino del XVII secolo dal 2021, con lavori di ampliamento iniziati nel 2025. Dopo aver fondato una struttura a Phoenix, in Arizona, nel 2023, intraprenderanno la costruzione di un altro noviziato negli Stati Uniti nel 2026.
Sono dedite a una fervente devozione al Cuore amorevole di Gesù e all’educazione dei giovani, dalle famiglie tradizionali ai più abbandonati.
► LA FRATERNITA’ SAN GIOSAFAT – c. 2000
Circa 25 sacerdoti servono quasi 10.000 fedeli in 24 luoghi di culto in Ucraina. Il Seminario del Cuore Immacolato di Maria, situato a Leopoli, si propone di essere un trampolino di lancio per la conversione al cattolicesimo in Ucraina e Russia.
Celebrano i sacramenti secondo il rito slavo pre-conciliare e coltivano una spiritualità romano-bizantina e mariana, in particolare attraverso la preghiera, utilizzando pratiche romane come il Rosario, la Via Crucis e l’Adorazione Eucaristica, storicamente conservate tra i cattolici greci ucraini.
Si oppongono coraggiosamente ai cambiamenti dottrinali introdotti dal Concilio Vaticano II.
► LE SUORE BASILIANE DI ORIENTE DELLA FRATERNITA’ SAN GIOSAFAT
Accanto al seminario della Fraternità San Giosafat si trova il convento di una ventina di suore basiliane, che seguono la Regola Orientale di San Basilio Magno. Esse sostengono il seminario e l’apostolato di questa Fraternità.
► LE SUORE FRANCESCANE INSEGNANTI DI CRISTO RE – 2000
Questo istituto religioso, fondato negli Stati Uniti nel 2000 da Padre Eugene Heidt e Madre Mary Herlinda McCarty O.S.F., segue le costituzioni del Terz’Ordine di San Francesco, approvate da Papa Pio XI nel 1927.
Uno degli obiettivi apostolici primari della comunità è la formazione cristiana dei giovani. Si dedicano alla formazione delle giovani donne nelle scuole, nei campi estivi e nel servizio parrocchiale della Fraternità Sacerdotale San Pio X.
La loro vita è semplice, gioiosa e penitenziale nell’amore di Cristo crocifisso.
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► LE MINIME – 2000
Le Francescane Minime del Perpetuo Soccorso sono una Congregazione fondata secondo la Regola Primitiva di San Francesco d’Assisi nel 1942 in Messico da Madre Conchita, e definitivamente riconosciuta nel 1964. Nel 2000 hanno stretto legami più stretti con la Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX). Sono 34 suore e stanno cercando di fondare una nuova casa.
Le suore si offrono come vittime unite a Gesù per espiare e riparare tutti i peccati del mondo. La spiritualità dell’Eucaristia – nel senso di vittime del sacrificio d’Amore – le spinge a essere fedeli imitatrici delle virtù con cui Gesù si offre, in particolare la carità e l’immolazione del suo Cuore nascosto nella Santa Eucaristia.
Il loro apostolato si concentra principalmente sulle giovani donne, con l’obiettivo di purificare i costumi e formare le future mogli cristiane, fornendo loro l’educazione familiare di cui hanno disperatamente bisogno, affrontando così uno dei maggiori problemi sociali dei nostri giorni.
► LE SUORE DOMENICANE INSEGNANTI DI WANGANUI – 2002
Una giovane congregazione, fondata nel 2002 in Nuova Zelanda sotto l’autorità di mons. Fellay da una suora domenicana di quel paese, che aveva lasciato il suo convento (fondato da suore irlandesi nel 1871).
La comunità conta attualmente 25 suore provenienti da Nuova Zelanda, Australia, Sudafrica, India, Canada, Stati Uniti, Argentina, Samoa e Filippine.
Gestiscono scuole per ragazze.
► LE SERVE DI GESÙ SACERDOTE E DEL CUORE DI MARIA – 2005
Nel 2005, un gruppo di suore di Barcellona, Spagna, fu costretto a lasciare la propria comunità d’origine per rimanere fedele alla buona battaglia della fede. Mons. de Galarreta, con l’approvazione del Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, decise che le suore avrebbero continuato la loro vita religiosa in una nuova congregazione. Oltre ai tre voti religiosi di povertà, castità e obbedienza, le suore pronunciano un quarto voto, chiamato “voto vocazionale”, con il quale offrono la propria vita, il proprio lavoro e i propri sacrifici per la santificazione dei ministri dell’altare e delle anime consacrate.
Sono contemplative. La dottrina di San Francesco di Sales anima la loro vita consacrata per quanto riguarda la pratica della virtù. Il centro della loro vita religiosa è la Santa Messa.
Ultimi arrivi
► LE SUORE RIPARATRICI DELLO SPIRITO SANTO – 2011
Questa comunità si trova in Germania, vicino al confine francese. La congregazione fu fondata nel 1946 in Cecoslovacchia. Strettamente sorvegliate dalle autorità comuniste, private del loro convento e costrette a lavorare nelle fabbriche, le suore ricevettero aiuto dalla Diocesi di Magonza e si stabilirono nella Germania Ovest.
Gestiscono una casa per anziani e coltivano una spiritualità di riparazione attraverso la carità. Hanno chiesto alla SSPX di provvedere al loro Orientamento nel 2011:
«Per anni abbiamo pregato per una vera guida. Ora, la Divina Provvidenza ci ha mostrato la via verso di voi. Siamo molto grati al Padre Celeste e a voi per la nostra “associazione” con la Fraternità San Pio X, nella quale la vera fede cattolica viene ancora predicata e vissuta, e ribadiamo con gioia la nostra gratitudine».
► I DOMENICANI – 1979, 2014
I Fratelli di Nostra Signora del Rosario, che hanno lasciato il convento di Avrillé nel 2014, si sono stabiliti nella regione della Dordogna nel 2018. Come predicatori, il loro lavoro si concentra principalmente sullo studio, la formazione, la predicazione e il sostegno alle comunità contemplative.
► LA FRATERNITÀ DI SAN GIOVANNI PRECURSORE (FSJPD) – c. 2015
Di rito bizantino-slavo, principalmente in Lettonia, i sacerdoti di questa giovane comunità collaborano con la Fraternità San Pio X.
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► LE BENEDETTINE DI SILVER CITY – 2018
Il Monastero di San Giuseppe è stato fondato nel 2018 e ospita già circa quindici monache. Esse beneficiano del ministero dei monaci vicini.
► IL CARMELO DI ARLINGTON, TEXAS – 2024
Un nuovo Carmelo, quello di Arlington, in Texas, ha chiesto alla Fraternità Sacerdotale San Pio X di poter beneficiare del suo ministero nel 2024:
«Da diversi anni, proviamo grande gioia e rinnovamento spirituale riscoprendo le ricchezze dell’immemorabile tradizione liturgica della Chiesa. Nel nostro desiderio di crescere in santità e in una fedeltà sempre più profonda al nostro carisma di Carmelitani Scalzi, e come mezzo degno di servire al meglio la Santa Madre Chiesa, in agosto, a seguito della decisione unanime del Capitolo del Monastero e con l’accordo dell’intera comunità, abbiamo completato gli ultimi passi necessari per l’affiliazione del nostro monastero alla Società di San Pio X, che d’ora in poi garantirà la nostra vita sacramentale e il nostro governo. Siamo profondamente grati al Reverendo Padre Superiore Generale e ai suoi delegati qui negli Stati Uniti per la loro comprensione e la loro paterna accoglienza». (2)
Conclusione: Uno Splendore di Santità
Questa missione di salvaguardia si estende oltre i confini della Società. Attorno ad essa, una vera e propria costellazione di vita religiosa è stata mantenuta o riformata: più di venti rami tradizionali, derivanti da ordini e congregazioni storiche, mantengono le loro antiche Costituzioni in tutto il loro rigore e la loro bellezza, attirando centinaia di giovani uomini e donne.
Questi religiosi e queste religiose, attraverso la loro totale dedizione, testimoniano che la Tradizione non è un museo, ma una fonte di vita in continuo flusso. Scegliendo il cammino di santità tracciato dai santi nel corso della storia, essi assicurano alla Chiesa di domani un solido fondamento spirituale.
Don Guillaume Gaud
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
NOTE
1) Dati di marzo 2026.
2) Lettera del Carmelo di Arlington al Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, 2024.
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Immagine screenshot FSSPX.News
Spirito
Mons. Viganò: contro la FSSPX Prevost rivela la frode sinodale
Prevost svela (involontariamente?) la frode sinodale.
Il vero motivo della minacciata scomunica alla FSSPX non è la Consacrazione di nuovi Vescovi senza il mandato pontificio, ma il rifiuto del Concilio Vaticano II (come nel mio caso). Prevost sposta il focus della questione,… — Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) June 18, 2026
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