Connettiti con Renovato 21

Terrorismo

La polizia tedesca era stata avvisata un anno fa del killer del mercato di Natale, ma non è intervenuta

Pubblicato

il

La polizia tedesca ha ammesso di aver ricevuto avvertimenti dall’Arabia Saudita su Taleb al-Abdulmohsen prima che guidasse un’auto attraverso un affollato mercatino di Natale a Magdeburgo, uccidendo cinque persone e ferendone centinaia.

 

Il capo dell’Ufficio federale di polizia criminale (BKA) tedesco ha ammesso che l’anno scorso la sua agenzia ha ricevuto una soffiata da Riad su al-Abdulmohsen, un rifugiato saudita.

 

L’ambasciata saudita a Berlino ha tentato di mettere in guardia il governo tedesco da una serie di post sui social media in cui il presidente esprimeva minacce.

 

In un post aveva scritto: «Vi assicuro: se la Germania vuole la guerra, la faremo. Se la Germania vuole ucciderci, li massacreremo, moriremo o andremo orgogliosamente in prigione».

 

In un altro post, ha giurato: «La Germania pagherà il prezzo. Un prezzo enorme… Vi assicuro che la vendetta al 100 percento arriverà presto. Anche se mi costerà la vita».

Acquistate le Maglie Crociate

I sauditi avevano chiesto inoltre all’Interpol di arrestare al-Abdulmohsen per terrorismo, ma le autorità tedesche respinsero la richiesta, ritenendola motivata da ragioni politiche. Anche altri avvertimenti, tra cui quello di una donna saudita, sono stati ignorati.

 

È stato rivelato che al-Abdulmohsen aveva avuto ripetuti scontri con la legge in Germania. Nel 2013, è stato condannato e multato per disturbo della quiete pubblica e minaccia di reati penali.

 

Avrebbe dovuto comparire in tribunale il giorno prima dell’attacco al mercatino di Natale per aver chiamato in modo falso i vigili del fuoco di Berlino.

 

Le motivazioni di Taleb al-Abdulmohsen sembrano inusuali per un attacco di questo tipo. Più che essere un islamista, sembra essere anti-islamista. Aveva espresso rabbia nei confronti della Germania per aver permesso agli islamisti di entrare nel paese dalla Siria, impedendo agli ex musulmani, come lui, di farlo. Si era espresso contro l’islamizzazione dell’Europa, di cui sosteneva che la Germania fosse in prima linea.

 

Ci sono stati tentativi di associare al-Abdulmohsen al partito di destra Alternativa per la Germania (AfD), tuttavia il settimanale Der Spiegel riferisce che si considerava un uomo di sinistra.

 

Voci in rete, appoggiate su video non verificati, sostengono che l’uomo avrebbe esclamato «Allahu Akbar» mentre veniva arrestato.

 

Aiuta Renovatio 21

Alcuni sostengono che non fosse un ex-islamico, ateo, fan dell’AfD e di Elon Musk (elementi subito entrati nella narrazione dei media dell’establishment), un estremista sciita. È l’idea portata avanti in un video virale dalla produttrice iraniano-tedesca Maral Salmassi, che sostiene che organizzazioni di ex-islamici avevano ricevuto messaggi di minaccia dall’uomo, che avrebbe una storia di interazioni internet con entità di estremismo islamico tout court.

 

«Questo è un classico esempio della Taqqya, la pratica islamica che consente ai musulmani di mentire ed ingannare per avanzare i progetti islamici» dice la Salmassi. «La falsa narrativa di Taleb serve a creare divisione, caos, terrore rivela la psicopatia e la natura manipolativa di un jihadista, le sua azioni cercano di destabilizzare e confondere la società, paralizzare ogni minima risposta alle minacce radicaliste».

 


«Rappresentandosi come vittima dell’Arabia Saudita sunnita, che lui dalla sua prospettiva sciita radicale considera come “falsi musulmani”, lui porta avanti sia i suoi obiettivi jihadisti e la sua battaglia settaria» continua la Salmassi.

 

«Individui come Taleb non hanno lealtà per la vita terrestre. Le loro vite sadomasochiste sono interamente devote alla preparazione del giorno del giudizio quando gli infedeli finalmente soffriranno la tortura eterna nel fuoco dell’inferno mentre loro saranno ricompensati in Paradiso per i loro sacrifici mondani, con anche la famigerata promessa delle 72 vergini».

 

«Senza dubbio, Taleb non era un ateo. Per terroristi come lui la vita è un mezzo temporaneo per servire la sua violenta visione apocalittica della volontà divina».

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine screenshot da Twitter

 

Continua a leggere

Terrorismo

L’afghano della sparatoria di Washington aveva collaborato con la CIA

Pubblicato

il

Da

Rahmanullah Lakanwal, il presunto responsabile dell’attentato mortale contro due militari della Guardia Nazionale a Washington DC, aveva collaborato con la CIA durante l’occupazione americana dell’Afghanistan.   Mercoledì l’uomo, cittadino afghano, ha aperto il fuoco a bruciapelo contro due appartenenti alla Guardia Nazionale della Virginia Occidentale che stavano effettuando un pattugliamento. Il giorno dopo è deceduta la specialista dell’Esercito Sarah Beckstrom, mentre il sergente maggiore dell’Aeronautica Andrew Wolfe versa ancora in condizioni critiche.   Secondo le autorità, Lakanwal è arrivato negli Stati Uniti nel settembre 2021 grazie a un visto speciale riservato agli afghani a rischio – inclusi quelli che avevano lavorato con le forze occidentali – dopo la riconquista talebana del Paese.

Sostieni Renovatio 21

Giovedì il direttore della CIA John Ratcliffe ha confermato che il sospettato era stato ammesso negli USA «in virtù del suo precedente impiego con il governo statunitense, compresa la CIA, come membro di una forza partner a Kandahar», rapporto terminato subito dopo l’evacuazione caotica dell’agosto 2021.   «Questo individuo – e purtroppo tanti altri come lui – non avrebbe mai dovuto mettere piede qui», ha dichiarato Ratcliffe, facendo eco alle dure critiche del presidente Donald Trump nei confronti del «disastroso» ritiro ordinato dall’amministrazione Biden.   Anche il direttore dell’FBI Kash Patel ha confermato che Lakanwal «manteneva rapporti in Afghanistan con forze alleate» e che tali legami sono attualmente oggetto di indagine.   Il servizio pashto della BBC ha intervistato un ex comandante che aveva operato accanto a Lakanwal: questi lavorava come specialista GPS in un’unità denominata Scorpion Forces, inizialmente sotto il controllo diretto della CIA e poi passata alla Direzione Nazionale per la Sicurezza afghana. Sempre secondo l’ex comandante, Lakanwal contribuì inoltre a proteggere le truppe USA all’aeroporto di Kabul nelle ultime, concitate settimane del ritiro.   Lakanwal ha lasciato Kandahar per Kabul cinque giorni prima dell’ingresso dei talebani nella capitale (agosto 2021) ed è stato evacuato in aereo verso gli Stati Uniti appena sei giorni dopo.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine screenshot da YouTube
Continua a leggere

Terrorismo

Cinquanta bambini fuggono dopo un rapimento di massa in una scuola in Nigeria

Pubblicato

il

Da

Secondo l’associazione cristiana della Nigeria, almeno 50 dei oltre 300 bambini rapiti venerdì da una scuola cattolica nella regione centro-settentrionale del Paese sono riusciti a fuggire dai loro sequestratori.

 

Gli studenti, tra i 10 e i 18 anni, sono tornati dalle famiglie tra venerdì e sabato, ha annunciato domenica la Christian Association of Nigeria (CAN) in una nota ufficiale.

 

Sabato la polizia nigeriana aveva riferito che banditi armati avevano assaltato la St. Mary’s Catholic Primary and Secondary School a Papiri, nello Stato del Niger, intorno alle 2:00 ora locale di venerdì, rapendo «un numero ancora indefinito di alunni dall’ostello scolastico».

 

La CAN ha tuttavia precisato che gli assalitori hanno sequestrato in totale 315 persone: 303 studenti e 12 insegnanti. Al momento, 253 ragazzi e tutti i docenti restano prigionieri.

Sostieni Renovatio 21

«Oltre ai 50 fuggiti e tornati a casa, ne abbiamo 141 che non sono stati portati via», ha dichiarato domenica il presidente della CAN dello Stato del Niger, il reverendo Bulus Yohanna. La polizia ha avviato un’operazione congiunta di ricerca e soccorso coordinata dall’esercito.

 

L’episodio supera i 276 studenti rapiti nel 2014 a Chibok da Boko Haram e si inserisce in una catena di aggressioni a scuole e chiese.

 

Pochi giorni prima, 25 studentesse erano state sequestrate in un collegio a Maga, nello Stato di Kebbi, con due morti tra il personale. La scorsa settimana, due fedeli sono stati uccisi in un attacco alla Chiesa Apostolica di Cristo a Eruku, nello Stato di Kwara; le autorità locali hanno annunciato domenica il salvataggio di 38 ostaggi.

 

Il governo ha ordinato la chiusura temporanea delle scuole nelle aree colpite.

 

Questi assalti seguono le denunce di politici USA su presunti attacchi mirati ai cristiani da parte di ribelli islamici, con il presidente Donald Trump che ha minacciato un intervento militare se Abuja non proteggerà le comunità cristiane. Il governo nigeriano respinge l’etichetta di «genocidio religioso», insistendo che la violenza colpisce tutte le fedi.

 

Domenica Papa Leone XIV ha espresso «profondo dolore» per i sequestri e ha invocato il «rilascio immediato degli ostaggi», esortando le autorità a «intervenire con prontezza e adeguatezza» per garantire la loro liberazione.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine generata artificialmente

Continua a leggere

Terrorismo

I mercatini di Natale tedeschi in forse per i costi della sicurezza

Pubblicato

il

Da

L’impennata dei costi per la sicurezza potrebbe presto portare alla chiusura dei tradizionali mercatini di Natale tedeschi – tra le attrazioni turistiche più iconiche e un tempo pilastri economici per le comunità locali – ha lanciato l’allarme un’associazione che rappresenta gli organizzatori di eventi.   Secondo la Bundesvereinigung City und Stadtmarketing (BCSD), ossia l’associazione federale per i mercatini cittadini, negli ultimi tre anni le spese per la protezione sono salite in media del 44%, in conseguenza di una serie di attentati clamorosi.   Nel 2016, un richiedente asilo tunisino respinto ha falciato la folla con un camion a un mercatino di Natale a Berlino, causando 12 morti e decine di feriti. L’anno scorso, uno psichiatra saudita di 50 anni ha investito i passanti a Magdeburgo, uccidendo cinque persone e ne ha ferite oltre 200.

Sostieni Renovatio 21

Ora gli organizzatori devono recintare gli spazi con barriere di cemento, istituire checkpoint all’ingresso, montare telecamere di sorveglianza e ingaggiare più guardie private, come riportato da Reuters. Un sondaggio recente del BCSD su 258 operatori ha indicato i costi di sicurezza come la principale minaccia: oltre il 75% dei mercati dipende da sussidi pubblici e solo l’1,6% chiude in utile.   «Abbiamo bisogno di norme nazionali stabili e uniformi, valide per tutti i livelli di governo, altrimenti presto nessuno vorrà più sobbarcarsi l’onere crescente di organizzare e finanziare questi eventi», ha dichiarato il direttore del BCSD, Gerold Leppa.   «Non è ammissibile che i governi superiori si defilino, lasciando il peso e i costi alla polizia locale e agli organizzatori volontari».   I vertici federali hanno ammesso il problema, ma non hanno proposto rimedi concreti. I mercatini di Natale sono particolarmente vulnerabili per la loro natura aperta al pubblico, ha spiegato la scorsa settimana un portavoce del Ministero dell’Interno a Handelsblatt, ribadendo che la sicurezza spetta agli Stati federati, non al governo centrale.   Il cancelliere Friedrich Merz ha dichiarato alla Bild: «Senza un piano di sicurezza esaustivo non potremo più organizzare mercatini di Natale, nemmeno nelle cittadine più piccole», ma ha precisato che la responsabilità ricade sulle forze di polizia regionali e che il suo esecutivo «non può intervenire direttamente».

Aiuta Renovatio 21

L’uso di SUV e grandi veicoli contro la popolazione in situazioni affollate era stato esaltato anche da Dabiq, pubblicazione considerabile come la rivista sociale dell’ISIS. Alcuni canali Telegram di radicalizzazione promuovevano attacchi con «camion, coltelli, bombe, qualsiasi cosa. È Tempo di vendetta», scrive il Combating Terrorism Center di West Point.   Alcuni canali hanno distribuito anche «manuali operativi», basati su attacchi low-tech di successo condotti in passato dai sostenitori dello Stato Islamico. Pensati come guide didattiche per potenziali aggressori, questi manuali descrivono in dettaglio l’addestramento, la pianificazione e le strategie di attacco di autori ormai famigerati come Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, che ha guidato un camion merci in mezzo alla folla a Nizza, in Francia, nel 2016, uccidendo 86 persone e ferendone oltre 400.   Questi manuali rappresentano un nuovo tentativo non solo di glorificare gli aggressori e incoraggiare simili trame, ma anche di aiutare i potenziali autori a imparare dai successi e dai fallimenti degli operatori precedenti.   Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato n un’atmosfera di sfida intollerabile, la settimana scorsa immigrati siriani hanno cantato «Allahu akbar» nei mercatini di Natale tedeschi per celebrare la cacciata di Bashar Assad e l’avvento dei jihadisti a Damasco. Perché quindi non vadano là è una domanda logica ma che nessuno sembra porsi.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Continua a leggere

Più popolari