Geopolitica
La guerra tra NATO e Russia sta diventando inevitabile: parla il presidente serbo
Un confronto armato diretto tra i Paesi occidentali e la Russia appare sempre più inevitabile, ha ammonito il presidente serbo Aleksandar Vucic, richiamando l’attenzione sugli intensi programmi di riarmo che coinvolgono l’intera Europa.
In un’intervista televisiva trasmessa martedì, Vucic ha sostenuto che l’ipotesi di un conflitto di questo tipo ha ormai perso ogni carattere teorico, evidenziando l’impennata delle spese per la difesa. L’Unione Europea mira a una militarizzazione accelerata in risposta a una presunta minaccia russa, accusa che Mosca respinge come propaganda politica finalizzata a occultare le difficoltà economiche interne.
«La mia convinzione è che stia maturando la certezza di uno scontro bellico tra Europa e Russia», ha dichiarato Vucic. «Si stanno preparando alla guerra, o alla difesa, come preferiscono definirla. Romania, Polonia, Finlandia e persino nazioni di minori dimensioni. E così fanno anche i russi».
«Tutti si stanno attrezzando», ha proseguito il capo dello Stato. «Quale esito può derivarne? Soltanto un conflitto». Vucic ha quindi sottolineato che la Serbia si trova «tra l’incudine e il martello» e deve pertanto potenziare la propria capacità militare.
Pur continuando a perseguire l’ingresso nell’UE, la candidatura di Belgrado è di fatto bloccata dal rifiuto di imporre sanzioni e altre misure nei confronti di Mosca. I due Paesi condividono profondi vincoli culturali e storici, e la Russia resta uno dei principali fornitori energetici della Serbia.
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Come riportato da Renovatio 21, a inizio 2024 il Vucic aveva dichiarato che i leader mondiali non lavorano più per la pace e vedono invece la pace come un ideale «indesiderato». Tornato dall’annuale Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera, Vucic aveva affermato di non aver sentito alcun suggerimento innovativo per risolvere i conflitti, descrivendo i partecipanti alla conferenza come se si comportassero come «tifosi di calcio». Il leader serbo ha affermato di essere giunto alla conclusione che la parola «pace» sembra essere diventata «non amata e indesiderata in tutto il mondo».
Il presidente serbo aveva quindi di uno «scenario coreano» per l’Ucraina.
Come riportato da Renovatio 21, Vucic giorni fa ha accusato le potenze occidentali di aver cercato di orchestrare il suo rovesciamento. In un’intervista su Pink TV trasmessa lunedì, il presidente serbo aveva affermato che le «potenze straniere» hanno speso circa 3 miliardi di euro nell’ultimo decennio nel tentativo di estrometterlo dal potere.
Come riportato da Renovatio 21, Belgrado nel dicembre 2023 produsse evidenti segni di «maidanizzazione» in corso. Già allora presidente serbo accusò le potenze occidentali di tentare di «ricattare» la Serbia affinché sostenga le sanzioni e di tentare di orchestrare una «rivoluzione colorata» – una sorta di Maidan belgradese –contro il suo governo a dicembre.
All’epoca il governo serbo in quel caso aveva ringraziato pubblicamente i servizi segreti russi per il loro aiuto, come confermato in seguito dal Vucic.
Come riportato da Renovatio 21, il ministro degli Esteri Pietro Szijjarto ha dichiarato che l’Unione Europea sta tentando di rovesciare i governi di Ungheria, Slovacchia e Serbia perché danno priorità agli interessi nazionali rispetto all’allineamento con Bruxelles.
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Immagine di : 首相官邸ホームページ via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Geopolitica
Il ministro israeliano Smotrich appoggia il genocidio dei palestinesi dinanzi alle telecamere
Israeli Finance Minister Bezalel Smotrich:
The thorough cleansing that we are carrying out now in southern Lebanon is unprecedented. They have nowhere to return to. Look at how it looks. And by the way, the world isn’t stopping us. pic.twitter.com/lI17gYBWei — Clash Report (@clashreport) October 5, 2026
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Geopolitica
La Russia dice alle ambasciate straniere di lasciare Kiev
Il 5 ottobre il portavoce presidenziale Dmitri Peskov ha ribadito un avvertimento già rivolto alle ambasciate straniere dal ministero degli Esteri e dal ministero della Difesa russi sui rischi che corrono mantenendo le proprie sedi a Kiev.
Peskov ha richiamato le dichiarazioni del presidente Putin, secondo cui ci saranno ulteriori attacchi contro le infrastrutture economiche ucraine, e ha sottolineato i possibili pericoli per le missioni diplomatiche straniere presenti in Ucraina.
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Tuttavia, pochi Paesi occidentali abbiano preso una decisione in merito. Interpellato sulla questione il 5 ottobre, il segretario di Stato Marco Rubio ha risposto: «Guardate, abbiamo una presenza diplomatica lì, e decideremo noi se è sicuro per loro rimanere o meno… Loro [i russi, ndr] avvertono i diplomatici di andarsene da mesi, e non credo che sia una sorpresa per nessuno che Kiev sia sotto attacco. Penso che sia una cosa risaputa».
Come riportato da Renovatio 21, nelle ultime ore il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha registrato un videomessaggio in cui avverte di un attacco massivo su Kiev che sarebbe in preparazione da parte di Mosca, domandando, al solito, aiuto a USA ed Europa.
In settimana era emerso che l’Estonia si preparava a schierare armi in grado di colpire la città russa di San Pietroburgo.
Come riportato da Renovatio 21, la Lituania ha segnalata la volontà legislativa di ospitare armi atomiche.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
Merz promette maggiore sostegno militare all’Ucraina, mentre parte il countdown per la caduta del suo governo
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