Spirito
Il papa nomina l’inventrice del vaccino mRNA alla Pontificia Accademia per la Vita. Mons. Viganò: scandalo, i sieri utilizzano feti abortivi
Il 10 febbraio papa Francesco ha nominato membro ordinario della Pontificia Accademia per la Vita la professoressa Katalin Kariko, docente presso l’Università di Szeged in Ungheria. Lo riporta Agensir.
La Kariko, come noto, è considerata l’inventrice del siero COVID mRNA. Per il suo lavoro con il farmaco genico sperimentale imposto a miliardi di persone la Kariko ha vinto l’anno passato il premio Nobel.
Su Twitter sono scattati subito i complimenti dell’istituzione vaticana, compresi quelli del capo della Pontificia Accademia per la Vita monsignor Paglia, il quale va ricordato per la sua passione vaccinale, prima con i sieri pediatrici (legge Lorenzin, 1997), poi per l’accorata richiesta della quinta dose.
Nomina di Membro Ordinario della Pontificia Accademia per la Vita
Il Santo Padre ha nominato Membro Ordinario della Pontificia Accademia per la Vita la Professoressa @kkariko, Docente presso l’Università di Szeged (Ungheria). Congratulations! By @PagliaAbp, staff, Academics. pic.twitter.com/qlBRIURhnt— Pontifical Academy Life (@PontAcadLife) February 10, 2024
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La Kariko a sua volta ha ringraziato commossa: «Sono profondamente onorata che papa Francesco mi abbia nominato membro della Pontificia Accademia per la Vita. L’anno scorso ho tenuto una conferenza in Vaticano sulle biotecnologie emergenti. È stato emozionante incontrare papa Francesco in udienza privata con la mia famiglia, ha benedetto i miei nipoti».
I am deeply honored that Pope Frances appointed me to be Member of the Pontifical Academy for Life.
Last year, I gave a lecture in the Vatican on emerging biotechnologies. It was exciting to meet Pope Frances on a private audience with my family, he blessed my grandchildren. https://t.co/ghuusbyEEY— Katalin Kariko (@kkariko) February 10, 2024
La nomina ha suscitato lo scandalo di monsignor Carlo Maria Viganò:
È assolutamente scandalosa la nomina di Katalin Karikó alla Pontificia Accademia per la Vita, considerando il suo coinvolgimento nello sviluppo della terapia genica mRNA, che come ormai sappiamo prevede l’utilizzo di feti abortivi per la produzione dei sieri sperimentali.
Non… pic.twitter.com/XT586Iyz4a
— Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) February 13, 2024
«È assolutamente scandalosa la nomina di Katalin Karikó alla Pontificia Accademia per la Vita, considerando il suo coinvolgimento nello sviluppo della terapia genica mRNA, che come ormai sappiamo prevede l’utilizzo di feti abortivi per la produzione dei sieri sperimentali».
«Non sfuggirà la coerenza con la nomina di un’altra atea abortista proveniente dal WEF, Mariana Mazzuccato, sempre ad opera di Bergoglio».
«L’azione devastatrice di questo Gesuita va oltre la dottrina e costituisce un vergognoso asservimento della Chiesa alle politiche criminali dell’élite globalista e conferma il ruolo eversivo dell’Argentino».
«Sconcerta che alcuni sedicenti conservatori si limitino a dichiarare che gli atti di Bergoglio non impegnano l’infallibilità pontificia, e che questo sia per loro sufficiente».
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Come riportato da Renovatio 21, il Vaticano è stato lo Stato dove il vertice ha istituito il più draconiano obbligo vaccinale, al punto che chi ha rifiutato ha dovuto lasciare la città-Stato. Il papato ha imposto il vaccino ai giornalisti dell’aereo dei viaggi apostolici e in generale a chiunque volesse accompagnare il papa. Sono diventati noti negli anni gli incontri segreti tra il papa e l’amministratore delegato Pfizer Albert Bourla.
Il tema dell’uso di feti abortiti per la produzione dei farmaci, già dismesso nell’era Lorenzin da Bergoglio e Paglia, sembra ora neanche lontanamente considerato da parte cattolica.
Si tratta, per inciso, del tema su cui Renovatio 21 aveva, ancora più di un lustro fa, investito per creare i presupposti di un’obiezione di coscienza ai vaccini, che poco più tardi, allo scoppio della catastrofe pandemica, avrebbe potuto salvare milioni di persone dal macello della siringa mRNA.
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Immagine di OrionNimrod via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Spirito
Consacrazioni per la Chiesa: le parole di mons. Lefebvre
L’Episcopato, Principio di vita: Il ruolo del Vescovo nella Chiesa
Lo scopo della consacrazione episcopale è trasmettere all’interno della Chiesa il potere di cui le anime hanno assolutamente bisogno; e questo potere è descritto da mons. Lefebvre, seguendo San Paolo, come quello di un padre. È a immagine del potere di Dio, che conduce le anime alla vita di grazia. È il potere di trasmettere la vita, ed è per questo che privare la Chiesa di questo potere equivale a prosciugare le sorgenti della vita in essa, privandola della paternità. Una Chiesa senza vescovi è una Chiesa senza padri, una Chiesa di orfani, una Chiesa senza futuro, una Chiesa incapace di riprodursi e condannata a scomparire. Come la società ha bisogno di padri, così ne ha bisogno la Chiesa. Possiamo quindi comprendere perché le consacrazioni del 30 giugno 1988 siano state l’«operazione di sopravvivenza» della Tradizione. È l’operazione che impedisce la scomparsa del principio di vita.Sostieni Renovatio 21
Due fonti di vita: giurisdizione e ordine
La parola «vescovo» può essere intesa in due sensi: come colui che detiene il potere dell’ordine o come colui che detiene il potere di giurisdizione. Il potere dell’Ordine sacro è il potere di santificare, cioè il potere di celebrare la Messa, amministrare i sacramenti e impartire benedizioni. Il potere di giurisdizione è il potere di governare e insegnare con autorità. La Chiesa è composta da un’unica gerarchia, un unico corpo di capi, i cui membri sono investiti di due poteri distinti. Il Codice di Diritto Canonico del 1917 lo afferma chiaramente al paragrafo 3 del canone 108: «Per istituzione divina, la sacra gerarchia, fondata sul potere dell’Ordine sacro, è composta da vescovi, sacerdoti e ministri; fondata sul potere di giurisdizione, comprende il sommo pontificato e il subordinato episcopato». Il canone 109 chiarisce ulteriormente questa distinzione, indicando che vi è una differenza nel modo in cui i poteri vengono acquisiti: «Coloro che sono ammessi nella gerarchia ecclesiastica sono costituiti nei gradi dell’Ordine sacro mediante santa ordinazione; [il papa è costituito] nel sommo pontificato direttamente per diritto divino, attraverso la legittima elezione e l’accettazione di tale elezione; [i vescovi sono costituiti] negli altri gradi di giurisdizione mediante commissione canonica».ù L’esistenza di questi due poteri è necessaria per la Chiesa e non può essere messa in discussione senza minacciare la vita stessa della Chiesa. In effetti, queste due potenze sono le due fonti di vita nella Chiesa. Rappresentano quindi la paternità di Cristo.Iscriviti al canale Telegram ![]()
Due forme di paternità
La paternità di Cristo si esercita innanzitutto nella sfera dell’intelletto e della volontà. Nella sfera dell’intelletto, l’umanità ha bisogno dell’insegnamento delle verità della fede; nella sfera della volontà, ha bisogno dei precetti di un governo. Il Magistero e il governo non conferiscono la santità, come fanno i sacramenti, ma preparano ad essa. Essi già predispongono l’uomo alla vita divina perché dispongono l’intelletto e la volontà a ricevere la grazia e a vivere secondo essa. Ed è quando Cristo dona questa vita di grazia attraverso i sacramenti che esercita la sua paternità nel modo più perfetto, completo e definitivo. La paternità di Cristo si manifesta dunque nella Chiesa in modi diversi e complementari. Questo spiega la natura del rapporto che intercorre tra il potere che conferisce la grazia e i poteri che la preparano: il governo e il Magistero si esercitano per disporre le anime a ricevere l’influenza del potere dell’Ordine sacro. Ciò significa che, di norma, il vescovo, e come lui il sacerdote, devono possedere entrambi i poteri simultaneamente: l’Ordine sacro e la giurisdizione. Questo perché il vescovo, come il sacerdote, deve prima preparare le anime, principalmente attraverso l’insegnamento della fede, ma anche attraverso la guida del buon governo, prima di conferire loro la grazia.Aiuta Renovatio 21
La differenza tra le due paternità
Esiste tuttavia una differenza significativa tra questi due poteri, poiché nessuno può sostituire il sacerdote o il vescovo quando si tratta di realizzare lo scopo di tutta l’attività della Chiesa: condurre le anime alla vita di grazia. La santificazione delle anime è un’opera in cui il ministro è l’unico strumento di Dio, l’unico, perché solo lui è investito del carattere del sacramento dell’Ordine sacro. Ciò si differenzia dall’insegnamento e dal governo, che sono entrambe attività in cui il ministro è il rappresentante di Dio, dotato di una missione legittima e di sufficiente competenza, sulla base della necessaria scienza e prudenza: un tale ministro non è solo nell’esercizio della sua funzione. In casi estremi, anche i semplici fedeli possono custodire e trasmettere la fede e obbedire e garantire l’obbedienza ai precetti della Chiesa, confidando nei loro pastori. È dunque possibile assistere il padre e cooperare con lui, confidando in lui, eccetto nell’atto stesso del dare la vita. Un altro può allevare suo figlio con lui, nutrirlo, istruirlo ed educarlo. Ma nessuno può essere padre al suo posto. Allo stesso modo, il vescovo e il sacerdote sono insostituibili nella Chiesa, perché solo loro possono donare la vita di grazia. Mentre i fedeli possono, pur confidando nel vescovo e nel sacerdote, custodire la fede e la disciplina.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Una paternità unica e insostituibile: quella del vescovo.
E il vescovo è ancor più insostituibile del sacerdote, poiché è colui che dona a chi dona: il vescovo genera non solo la vita di grazia, ma anche il sacerdote, che comunica la vita di grazia. E il vescovo non è solo il capo di coloro che credono e obbediscono, i fedeli, ma anche di coloro che hanno la responsabilità di predicare la fede ed esigere l’obbedienza, i sacerdoti. Da questa prospettiva, il vescovo è il padre assoluto nella Santa Chiesa, il padre di tutti i padri, e quindi il principio stesso della vita di grazia e della vita di fede. È il perfetto rappresentante di Cristo. È lui che adempie le parole di san Paolo nella Prima Lettera ai Corinzi, capitolo 4, versetto 15: «Se avete molti maestri e magistrati, avete un solo Padre: io vi ho generati in Cristo Gesù mediante il vangelo».La sopravvivenza della paternità
L’iniziativa del 30 giugno 1988 fu dunque la sopravvivenza della paternità nella Chiesa. Mons. Lefebvre voleva darci dei vescovi cattolici per non lasciarci orfani. Voleva, da parte sua, dare continuità alla Chiesa, fornendole i mezzi per trasmettere la fede e la grazia, secondo l’ordine voluto da Dio, che è l’ordine secondo cui un padre genera i suoi figli. Questi vescovi sono quelli della Fraternità Sacerdotale San Pio X, ma sono per la Chiesa. Il loro episcopato è un episcopato supplente, perché non pretende di sostituire l’intero episcopato di tutta la Chiesa. Mons. Lefebvre non voleva trasmettere ciò che non possedeva. Per questo non conferì a questi vescovi il potere di giurisdizione, che solo il Papa poteva affidare loro; non diede loro autorità legale all’interno della Chiesa. Diede loro solo il potere di amministrare i sacramenti, con la conseguente responsabilità di predicare la vera fede, nei momenti di bisogno. Il suo unico scopo era quello di rispondere ai bisogni delle anime in una situazione straordinaria e quindi temporanea. Don Jean-Michel Gleize Articolo previamente apparso su FSSPX.NewsIscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Spirito
Boy scout rifiuta di inchinarsi ad Allah durante una visita in moschea
Un video è diventato virale mostrando un ragazzino che si rifiuta di inchinarsi ad Allah durante una gita dei castorini scout in una moschea di Stirling, in Scozia, mentre il resto del gruppo e il capo scout adulto hanno seguito le istruzioni e si sono inginocchiati.
Il ragazzo, di cui non si conosce il nome, non protestò. Rimase semplicemente in silenzio mentre tutti gli altri intorno a lui imitavano il loro ospite musulmano. L’Islam richiede ai suoi fedeli di pregare rivolti verso la Mecca cinque volte al giorno, inchinandosi in segno di sottomissione ad Allah.
La gita scolastica al Centro Islamico della Scozia Centrale si è trasformata da un’esperienza di apprendimento su altre religioni a una partecipazione a una religione diversa dal cristianesimo.
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Il gesto del ragazzo, sebbene silenzioso, ha parlato a milioni di persone in tutto il mondo, che lo hanno elogiato per la sua forza d’animo nel resistere alle pressioni per conformarsi a un atto religioso che probabilmente era in contrasto con le sue convinzioni personali.
Scottish boy refuses to bow at mosque prayer demo.
While others knelt, he stood — and went viral for standing his ground. A brave young witness. pic.twitter.com/FXE6MB8sB4— LifeSiteNews (@LifeSite) May 27, 2026
A Scottish boy stood firm and refused to kneel and pray while his Scouts group visited a Muslim mosque.
Well done to this boy’s parents. We Catholics must be steadfast in our faith. pic.twitter.com/I5ZtnrLiXv
— Catholics for Catholics 🇺🇲 (@CforCatholics) May 26, 2026
«Un ragazzo scozzese è rimasto fermo nella sua posizione e si è rifiutato di inginocchiarsi e pregare mentre il suo gruppo di scout visitava una moschea musulmana», ha scritto Catholics for Catholics in un post sui social media che ha rapidamente raggiunto 700.000 visualizzazioni.
«Complimenti ai genitori di questo ragazzo. Noi cattolici dobbiamo rimanere saldi nella nostra fede», ha dichiarato il gruppo con sede negli Stati Uniti.
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Immagine screenshot da Twitter
Gender
I vescovi elvetici «respingono fermamente» le terapie di conversione per omosessuali e transessuali
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