Persecuzioni
Il cardinale Pizzaballa interviene dopo che le autorità israeliane hanno interrotto una festa mariana in Cisgiordania
Una festa mariana nella cittadina cristiana di Taybeh, in Cisgiordania, si è svolta regolarmente grazie all’intervento del cardinale Pierbattista Pizzaballa, che ha agito dopo il tentativo del personale militare israeliano di interrompere i preparativi. Lo riporta LifeSite.
Il 29 maggio, il cardinale Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, è intervenuto presso le autorità israeliane dopo che i militari avevano ordinato agli organizzatori di fermare i preparativi per una festa mariana cattolica a Taybeh, una città palestinese in Cisgiordania considerata l’ultimo centro interamente cristiano del territorio. Secondo testimoni e rappresentanti del Vulnerable People Project (VPP), l’intervento del cardinale ha permesso di ottenere il permesso per celebrare l’evento come previsto.
«L’interruzione di una festa mariana da parte delle Forze di Difesa Israeliane non è solo un attacco a una celebrazione; è un ulteriore segnale d’allarme che la presenza cristiana in Terra Santa è in pericolo», ha dichiarato Jason Jones, fondatore e presidente del Vulnerable People Project, alla giornalista Niwa Limbu per AdVaticanum.
«I cristiani che godono di influenza e potere negli Stati Uniti potrebbero rappresentare l’ultima linea di difesa tra le comunità cristiane vulnerabili e le forze che le costringono ad abbandonare le loro terre d’origine», ha aggiunto Jones. «Da Gaza alla Cisgiordania e al Libano, le antiche comunità cristiane sono sottoposte a una pressione immensa. Se venissero annientate e noi rimanessimo in silenzio, condivideremmo la responsabilità di questa perdita».
L’incidente si è verificato nelle prime ore di venerdì mattina, mentre i cattolici locali preparavano la celebrazione annuale in onore della Beata Vergine Maria. I rappresentanti del VPP presenti a Taybeh hanno riferito che veicoli militari israeliani sono entrati nell’area e hanno intimato agli organizzatori di interrompere le attività e lasciare il sito, nonostante questi affermassero di avere tutte le autorizzazioni necessarie. L’associazione ha anche diffuso dei video dell’accaduto.
Secondo la stessa fonte, alcuni testimoni hanno raccontato che durante l’intervento sarebbe stata lanciata una granata stordente vicino alla zona dei preparativi.
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Il parroco locale, padre Bashar Fawadleh, ha immediatamente contattato le autorità ecclesiastiche. La questione è stata poi portata all’attenzione di Pizzaballa, che avrebbe comunicato direttamente con le autorità israeliane. Grazie a questi sforzi, gli organizzatori hanno potuto riprendere i preparativi e il festival si è svolto regolarmente. Jones ha inoltre dichiarato ad AdVaticanum che il VPP ha lanciato l’iniziativa «Salvate i cristiani della Cisgiordania» perché ritiene che le comunità cristiane debbano poter rimanere nelle terre storicamente associate alle origini del cristianesimo.
Secondo quanto riportato da AdVaticanum, un portavoce del Patriarcato latino di Gerusalemme si è rifiutato di commentare pubblicamente le accuse. Al momento della pubblicazione, né le Forze di Difesa israeliane né le autorità israeliane avevano rilasciato dichiarazioni in merito.
Taybeh è tradizionalmente identificata con la stirpe del biblico Efraim, citato nel Vangelo di Giovanni, e conta circa 1.000 abitanti. La città rappresenta uno degli ultimi centri di popolazione palestinese interamente cristiana in Cisgiordania e ospita comunità che preservano antiche tradizioni religiose.
I leader religiosi e i residenti locali esprimono crescente preoccupazione per le restrizioni, le dispute sulla proprietà, l’espansione degli insediamenti nelle vicinanze e altre pressioni che colpiscono la città. Diverse organizzazioni impegnate nella difesa dei cristiani in Medio Oriente hanno messo in guardia sul continuo declino delle comunità cristiane nella regione e chiesto maggiori tutele per la libertà religiosa e la pratica pubblica della fede in Terra Santa.
All’inizio dell’anno, durante la Settimana Santa, Pizzaballa e padre Francesco Ielpo, OFM, Custode di Terra Santa, avevano riferito di essere stati impediti di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro per celebrare la Messa la Domenica delle Palme. I due avevano definito l’incidente un grave precedente ed espresso preoccupazione per le sue implicazioni per i cristiani di tutto il mondo.
Inoltre, secondo un rapporto pubblicato il 1° aprile dall’organizzazione israeliana Rossing Center for Education and Dialogue, gli attacchi anticristiani in Israele, soprattutto a Gerusalemme, sono aumentati significativamente nel 2025. Gli episodi includono aggressioni fisiche, sputi, atti di vandalismo, intimidazioni e profanazioni, spesso diretti contro il clero e le proprietà ecclesiastiche.
Come riportato da Renovatio 21, Taybeh è stata obiettivo di attacchi mortali di coloni israeliani.
Negli scorsi giorni l’esercito israeliano ha aggredito cristiani e musulmani palestinesi che stavano celebrando la festa di San Giorgio in un monastero cristiano a sud di Betlemme, nella Cisgiordania occupata.
Due mesi fa il vescovo ausiliare del Patriarcato latino di Gerusalemme William Shomali aveva dichiarato che dall’inizio dell’anno «le aggressioni contro i cristiani in Cisgiordania si stanno moltiplicando».
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Immagine di Catholic Church England and Wales via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-NC-ND 2.0)
Persecuzioni
Uomo armato di coltello interrompe il rosario prima della Messa per accoltellare una donna pro-life
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Persecuzioni
Il dittatore anticattolico Ortega dichiara la fine delle elezioni in Nicaragua
Le elezioni rappresentano ormai un ricordo del passato in Nicaragua, ha affermato nel fine settimana Daniel Ortega, l’ottantenne dittatore anticattolico del Paese.
Secondo quanto riportato dal Guardian, Ortega ha dato l’annuncio durante una cerimonia per celebrare il 47° anniversario della rivoluzione sandinista del 1979.
«Non ci saranno più elezioni qui, così che [i partiti di opposizione] possano tentare di impadronirsi del governo e del potere», ha dichiarato. «Collaboreremo con l’Assemblea Nazionale e le istituzioni competenti sulle leggi, perché abbiamo bisogno di leggi che costruiscano un muro, una barriera, contro i golpisti e i traditori che svendono il loro Paese».
NUNCA VOLVERÁN A HABER ELECCIONES ❌
Así lo acaba de anunciar el señor Daniel Ortega que en Nicaragua se acabaron las elecciones para elegir a sus futuros presidentes.
El seguirá siendo las veces que quiera y se le de la gana. pic.twitter.com/4RmydUw7p1
— TEAM NAYIB BUKELE 🇸🇻 (@nayibnoticiasSV) July 20, 2026
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Le elezioni erano già state svuotate di significato, con i partiti di opposizione messi al bando e i candidati avversari arrestati nel 2021, scrive LifeSite.
Secondo l’organizzazione internazionale Freedom House, i diritti politici sono praticamente inesistenti e le libertà civili non versano in condizioni molto migliori in Nicaragua, documentando un costante deterioramento della democrazia da quando Ortega è salito al potere.
L’anno scorso il regime ha attribuito alla presidenza il potere di «coordinare» gli organi legislativi, giudiziari, elettorali e di controllo; inoltre, dal 2007, il regime ha «chiuso o confiscato almeno 61 organi di informazione nazionali, ha privato della cittadinanza 25 giornalisti, ne ha costretti 283 all’esilio e ne ha imprigionati 15, di cui 4 sono tuttora in detenzione».
«Le autorità hanno continuato a reprimere la libertà religiosa, anche attraverso la sorveglianza del clero, la confisca dei beni ecclesiastici e il divieto di processioni religiose, comprese quelle pasquali, di fatto proibite durante l’anno», afferma il rapporto. «A settembre, l’ONG Nicaragua Never Again ha riferito che il regime aveva espulso almeno 261 figure religiose e chiuso 1.294 organizzazioni religiose dal 2018».
Come riporato da Renovatio 21, solo tre settimane fa la polizia del Nicaragua ha arrestato un prelato cattolico di 80 anni, Abelardo Mata, vescovo emerito di Estelí, dopo che questi aveva invitato pubblicamente a pregare per la Chiesa perseguitata nel Paese. Tre anni fa era stata la volta del vescovo di Siuna Isidoro Mora, arrestato mentre pregava per il vescovo di Matagalpa Rolando Alvarez, che era stato a sua volta arrestato e condannato a 26 anni di carcere.
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Secondo un rapporti dell’avvocatessa che da anni documenta le persecuzioni nel Paese Martha Molina, dal 2019, le autorità nicaraguensi hanno vietato più di 16.500 processioni religiose. E 309 tra sacerdoti, monaci e suore sono stati costretti ad abbandonare il loro ministero, molti dei quali espulsi o costretti all’esilio. A gennaio era emerso che il regime aveva ordinato al clero della diocesi di Leon di astenersi dal predicare fuori dalle chiese, un divieto emesso prima di una serie di missioni parrocchiali.
Come riportato da Renovatio 21, a marzo il regime aveva vietato le ordinazioni, mentre centinaia di preti, monaci e suore erano messi a tacere, con il clero confinato nelle chiese ed espulsioni ed arresti di preti. Ortega e la moglie sono arrivati quattro anni fa a vietare le processioni in onore dell’Immacolata Concezione.
L’anno scorso, in quella che è con evidenza una persecuzione sistematica, il regime di Ortega aveva sequestrato il seminario maggiore di Matagalpa, diocesi dove la polizia è arrivata a sequestrare il vescovo. I gesuiti sono stati classificati «personae non gratae» con la confisca dei beni e la revoca dello status giuridico.
Il Vaticano, tuttavia, in questi anni ha giuocato la carta dell’appeasement, se non quella del silenzio più pilatesco.
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Immagine di Office of the President, Republic of China (Taiwan) via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Gender
Arrestato omosessuale che minacciava di sparare in una scuola cattolica, uccidere bambini e «qualche suora» per divertimento”.
USA 🇺🇸
Police have apprehended a 32 year old man who was planning to carry out a mass shooting at a Catholic school in Nebraska He said he wanted to kill ‘children and a few nuns for (expletive) funsies’ pic.twitter.com/b5JoI9aOsn — Catholic Arena (@CatholicArena) July 18, 2026
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