Geopolitica
Il cancelliere tedesco Merz elogia Israele per aver fatto «il lavoro sporco per noi»
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha elogiato gli attacchi militari di Israele contro l’Iran, affermando che il governo e l’esercito israeliani stanno facendo il «lavoro sporco» dei Paesi occidentali.
Merz ha rilasciato queste dichiarazioni in una serie di interviste a margine del vertice del G7 in Canada, a cui hanno partecipato tutti i garanti dell’accordo nucleare iraniano del 2015, ad eccezione di Russia e Cina.
«Questo è il lavoro sporco che Israele sta facendo per tutti noi. Anche noi siamo vittime di questo regime», ha dichiarato in un’intervista a ZDF, sostenendo che «questo regime di mullah ha portato morte e distruzione nel mondo».
Sostieni Renovatio 21
«Posso solo dire: il massimo rispetto per il fatto che l’esercito e la leadership israeliani hanno avuto il coraggio di fare questo».
«Presumo che gli attacchi degli ultimi giorni abbiano già indebolito considerevolmente il regime dei mullah e che sia improbabile che possa tornare alla sua precedente forza, rendendo incerto il futuro del Paese», ha affermato Merz in un’altra intervista con Die Welt.
La Germania fa parte del gruppo P5+1, che ha negoziato il Piano d’azione congiunto globale (JCPOA), comunemente noto come accordo sul nucleare iraniano, nel 2015. Nonostante il suo sostegno agli attacchi, Merz ha dichiarato che Berlino è pronta a sostenere nuovi negoziati per garantire che l’Iran non ottenga mai armi nucleari.
In una dichiarazione congiunta di lunedì, i leader del G7 hanno definito l’Iran la «principale fonte di instabilità e terrore nella regione». «Siamo stati sempre chiari sul fatto che l’Iran non potrà mai possedere un’arma nucleare» hanno aggiunto i leader gisettini.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha bruscamente interrotto la sua partecipazione al vertice del G7, martedì ha chiesto all’Iran una «resa incondizionata».
In precedenza Washington aveva chiesto a Teheran di interrompere ogni attività di arricchimento dell’uranio, che i funzionari iraniani avevano descritto come «completamente slegata dalla realtà».
L’Iran attualmente arricchisce l’uranio fino al 60% di purezza, ben al di sopra del limite del 3,67% stabilito dall’accordo nucleare del 2015, ormai defunto, che è stato dichiarato nullo e non valido dopo che Trump ne ha ritirato unilateralmente gli Stati Uniti durante il suo primo mandato.
La Russia ha condannato i primi attacchi aerei israeliani e ha chiesto una de-escalation. Il presidente Vladimir Putin ha parlato telefonicamente con Trump durante il fine settimana e, secondo il consigliere del Cremlino Yury Ushakov, i due hanno discusso della possibilità di riprendere i negoziati sul programma nucleare iraniano.
La posizione geopolitica e storica della Germania con Merz fa un passo avanti in direzione del grottesco più parossistica – cosa che poteva sembrare difficile, viste le reazioni fantozziane registrati negli ultimi anni agli insulti ucraini e alla distruzione del Nord Stream, subito dopo la quale il cancelliere tedesco Olaf Scholz apparve scodinzolante nello Studio Ovale di Biden.
Come riportato da Renovatio 21, il presidente turco Receps Erdogan aveva umiliato il predecessore di Merz, lo Scholz, in una conferenza stampa congiunta, dicendo che non avendo la Turchia preso parte all’Olocausto (per lo meno, quello degli ebrei…) poteva parlare più liberamente della questione israeliana. L’Erdogano, come noto, è oramai sul podio mondiale della reductio ad Hitlerum applicata a Israele ed in particolare al premier dello Stato Giudaico Beniamino Netanyahu.
Aiuta Renovatio 21
Ora la questione diviene talmente abissale da essere spinosa: la Germania, accusata – e condannata – per genocidio, supporta pienamente uno Stato accusato a sua volta di genocidio.
La dinamica storica dà le vertigini: di fatto, la Germania è la ragione per cui Israele è stato fondato su permesso internazionale. Quindi, in un senso metafisico è possibile pensare ad una continuità, nella violenza e nel paradosso, tra i due Paese.
Un osservatore può dire: passano i decenni e si capovolgono (fino ad un certo punto) le dottrine politiche: tuttavia ciò che sembra conservarsi è la volontà di persecuzione. Un’infezione, un contagio, di cui non vengono più curati nemmeno i sintomi, mentre le cause profonde della malattia sono divenute sempre più indicibili, un tabù che imprigiona il discorso pubblico e politico quasi ovunque.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di FinnishGovernment via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Geopolitica
La dichiarazione di guerra di Trump all’Iran
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
Iniziata la guerra, Israele attacca Teheran. Trump: gli USA hanno iniziato le operazioni di combattimento in Iran
Le Forze di Difesa israeliane hanno condotto un «attacco preventivo» contro l’Iran per ragioni di sicurezza nazionale, ha annunciato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, mettendo in guardia la popolazione riguardo a un atteso contrattacco di rappresaglia.
In una dichiarazione riportata da vari media locali nella mattinata di sabato, Katz ha precisato che l’operazione era finalizzata a «rimuovere le minacce contro lo Stato di Israele», aggiungendo che le autorità hanno dichiarato lo stato di emergenza su tutto il territorio nazionale in previsione di imminenti attacchi missilistici e con droni contro la popolazione civile.
Un alto funzionario della Difesa dello Stato Giudaico ha riferito all’israeliano Canale 13 che «si tratta di un attacco congiunto israeliano-americano» pianificato congiuntamente «da mesi». Un funzionario statunitense anonimo ha successivamente confermato al Wall Street Journal la partecipazione attiva delle forze armate americane all’operazione.
Le immagini da Teheran hanno mostrato due imponenti colonne di fumo che si levavano sopra gli edifici della capitale iraniana. Secondo il canale israeliano Channel 12, gli attacchi hanno colpito «decine di obiettivi del regime», mentre fonti non confermate hanno indicato che uno degli attacchi avrebbe preso di mira una struttura presidenziale iraniana.
En estos momentos, EEUU e “Israel” bombardean el centro de Teherán, agreden a Irán otra vez sin ninguna provocación previa, creando otra guerra más en la región.
Recuérdalo, cuando los medios los victimicen cuando Irán responda, fue “Israel”/EEUU quién bombardeó primero a Irán. pic.twitter.com/Nk3CuFgr5c
— Daniel Mayakovski (@DaniMayakovski) February 28, 2026
🔴 #URGENTE | Explosiones masivas en Teherán, Irán. Israel está atacando objetivos en la capital iraní. pic.twitter.com/iRCaBzgIPC
— Mundo en Conflicto 🌎 (@MundoEConflicto) February 28, 2026
🇮🇷🇺🇸🇮🇱 | URGENTE: Mientras Irán implementa un NOTAM indefinido que cierra la totalidad de su espacio aéreo, se han avistado MiG-29 de la IRIAF sobre Teherán, la capital de Irán. pic.twitter.com/vz86y2xAHU
— Alerta News 24 (@AlertaNews24) February 28, 2026
🔴 #URGENTE | Explosiones y columnas de humo en Teherán, Irán. Israel está lanzando una serie de ataques preventivos, según el gobierno. pic.twitter.com/2uToZ9JYNh
— Mundo en Conflicto 🌎 (@MundoEConflicto) February 28, 2026
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Il ministero dei Trasporti israeliano ha comunicato la chiusura totale dello spazio aereo nazionale ai voli civili, precisando che «la sicurezza dei passeggeri è la massima priorità».
Gli attacchi sono avvenuti a meno di 48 ore dal fallimento dell’ultimo round di negoziati tra Iran e Stati Uniti sul programma nucleare di Teheran, che non ha prodotto alcun progresso significativo.
Gli Stati Uniti avevano richiesto all’Iran lo smantellamento della propria infrastruttura nucleare, l’imposizione di limiti al programma di missili balistici e la fine del sostegno ai propri alleati nella regione.
L’Iran ha ribadito di essere disposto a discutere esclusivamente questioni nucleari e ha chiesto la revoca delle sanzioni internazionali. Teheran continua a sostenere di non avere intenzione di dotarsi di armi nucleari.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Aragchi ha definito «un progresso» quanto emerso nei colloqui, ma ha aggiunto che gli Stati Uniti devono rinunciare alle loro «richieste eccessive». Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di «non essere contento del fatto che loro [l’Iran] non siano disposti a darci ciò che dobbiamo avere».
Gli attacchi rappresentano la seconda grande offensiva militare israeliana contro l’Iran in meno di un anno. Nel corso della guerra durata 12 giorni nel giugno 2025, Israele aveva bombardato a sorpresa installazioni militari e nucleari iraniane, eliminando importanti comandanti militari, funzionari e scienziati nucleari.
In seguito, gli Stati Uniti erano intervenuti nel conflitto, colpendo con l’operazione «Martello di Mezzanotte» tre principali siti nucleari iraniani, tra cui l’impianto di arricchimento sotterraneo di Fordow. All’epoca Washington aveva affermato che il programma nucleare della Repubblica Islamica era stato «completamente vanificato», sebbene i funzionari di Teheran avessero contestato tale valutazione.
Negli ultimi minuti la Casa Bianca con un videodiscorso in cui Trump ha dichiarato l’inizio delle operazioni di combattimento contro l’Iran.
President Donald J. Trump on the United States military combat operations in Iran: pic.twitter.com/LimJmpLkgZ
— The White House (@WhiteHouse) February 28, 2026
Aiuta Renovatio 21
Il discorso di Trump, davvero duro, parla di una vera e propria decapitazione dello Stato iraniano, accusandolo di essere sponsor del terrorismo internazionale e di aver cantato per decenni «Morte all’America».
Trump ha inoltre ricordato che il primo atto del governo rivoluzionario installatosi nel 1979 fu tenere prigionieri all’ambasciata cittadini americani per più di 400 giorni.
Il video messaggio, dal tono intensamente serio nonostante il cappello da baseball bianco, fa pensare che sia sul piatto una campagna militare in grande stile, con rovesciamento degli ayatollah come fine ultimo.
A meno che non si tratti di un ulteriore stratagemma trumpiano per ottenere degli accordi favorevoli, che in questo caso, tuttavia, costerebbero al governo sciita concessioni ampie se non la capitolazione.
Le conseguenze di una guerra nella regione, è stato detto, potrebbero avere ramificazioni globali terrificanti: la chiusura dello stretto di Ormuzzo porterebbe alle stelle il prezzo del petrolio, e di lì la crisi economica mondiale sarebbe inevitabile e massimamente devastante.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
Esplosioni scuotono Kabullo mentre Pakistan e Afghanistan tornano ad attaccarsi
🚨Operation Ghazab Lil Haq / Update#Kabul, #Afghanistan 3 AM, 27th February 2026#آپریشن_غضب_للحق #OperationGhazabLilHaqq pic.twitter.com/TZmxccaJLn
— PTV News (@PTVNewsOfficial) February 26, 2026
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Video: Afghan forces capture and set fire to a post of Pakistan’s military regime across the Durand Line in Khost.#TOLOnews_English pic.twitter.com/8zFRTJfJJ8
— TOLOnews English (@TOLONewsEnglish) February 26, 2026
Aiuta Renovatio 21
خوست کې هم د پاکستاني رژیم څلور پوستې نیول شوې دي
د خوست په علیشرو او ځاځي میدان ولسوالیو کې هم د پاکستاني رژیم څلور پوستې نیول شوي د خوست ولایت ویاند، مستغفر ګربز ویلي، په علیشیرو او ځاځي میدان ولسوالیو کې د روانو عملیاتو کې د افغان ځواکونو له لوري تر دې دمه څلور پوستې نیول… pic.twitter.com/ooHShfz9Gs — TOLOnews (@TOLOnews) February 26, 2026
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Oligarcato2 settimane faEpstein aveva proposto a JPMorgan un piano per ottenere «più soldi per i vaccini» da Bill Gates
-



Spirito2 settimane faLa profezia di padre Malachi Martin avvertì nel 1990: «potremmo trovarci finalmente di fronte a un falso papa»
-



Cina5 giorni faEnigmi femminili cinesi alle Olimpiadi
-



Vaccini2 settimane faVaccini e COVID, l’architetto chiave della lista contro la «disinformazione» si dimette dopo che l’uscita dei documenti Epstein
-



Spirito1 settimana faL’élite ostracizza chi si non si converte all’ideologia infernale del globalismo: omelia di mons. Viganò nel Mercoledì delle Ceneri
-



Spirito1 settimana faMons. Viganò sul set della «Resurrezione» del cattolico tradizionalista Mel Gibson
-



Predazione degli organi6 giorni faUn cuore «bruciato», due vite spezzate dalla predazione degli organi
-



Oligarcato1 settimana faEpstein e Gates hanno finanziato un portale di ricerca per controllare il dibattito scientifico











