Spirito
Il «bambino miracolato» di papa Leone arrestato in relazione a una duplice sparatoria
Tyquan Johnson, un ragazzo di 19 anni la cui nascita fu riconosciuta da papa Leone XIV come un «miracolo», è stato arrestato mercoledì in relazione a una duplice sparatoria a Newport, nel Rhode Island. Lo riporta LifeSite.
La task force regionale per i latitanti degli U.S. Marshals ha trovato e arrestato Johnson a Newport News, in Virginia,, pochi giorni dopo che la polizia di Newport (Rhode Island) aveva emesso un mandato di arresto nei suoi confronti con l’accusa di aggressione aggravata con arma da fuoco e spari in un’area circoscritta. Le autorità sono inoltre alla ricerca di un altro uomo non identificato in relazione a una duplice sparatoria avvenuta nella stessa città all’inizio del mese.
Le vittime non identificate della sparatoria, presumibilmente mirata, due uomini di 22 e 25 anni, hanno riportato ferite da arma da fuoco non mortali e si prevede che si riprenderanno completamente.
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Poco più di un anno fa, nel giugno 2025, papa Leone ha approvato il decreto del Dicastero delle Cause dei Santi (DCS) che riconosceva la nascita di Johnson nel 2007 come un «miracolo» attribuito all’intercessione di Salvador Valera Perra, un sacerdote spagnolo del XIX secolo beatificato ufficialmente a febbraio.
Secondo il decreto del Dipartimento dei Servizi per l’Infanzia del 2025, il piccolo Tyquan è nato con un parto cesareo d’urgenza a Pawtucket, nel Rhode Island, dopo il ricovero in ospedale della madre incinta a seguito della rottura del sacco amniotico. Tuttavia, il bambino non respirava e i medici «non percepivano alcun battito cardiaco». Dopo un’ora senza alcun miglioramento, il medico curante ha invocato Salvador Valera Parra, a cui era profondamente devoto, chiedendo un miracolo. Poco dopo la sua preghiera, il battito cardiaco di Johnson è ripreso senza alcun intervento esterno.
Il bambino, a cui era stata diagnosticata un’encefalopatia ipossico-ischemica, ha trascorso gran parte dei suoi primi mesi in ospedale. I medici erano inoltre certi che avrebbe subito gravi danni allo sviluppo, forse paralisi cerebrale o ritardo mentale. Tuttavia, col tempo, Tyquan iniziò a mostrare miglioramenti «miracolosi» e alla fine riuscì a condurre una vita normale.
Dopo l’approvazione del decreto DCS da parte di papa Leone, Johnson ha dichiarato ai media locali che la promulgazione del miracolo «ha cambiato profondamente la mia fede, perché sono destinato a vivere in questo mondo».
«Se Dio non mi avesse voluto in questo mondo, mi avrebbe semplicemente lasciato morire su quel tavolo. Ma voleva darmi una seconda possibilità», disse all’epoca.
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Immagine di Etombari via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Spirito
Dal 1° all’8 novembre, indulgenze per le anime del Purgatorio
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Che cos’è un’indulgenza?
L’indulgenza è la remissione, davanti a Dio, della pena temporale dovuta ai peccati di cui la colpa è già stata perdonata. Non sostituisce dunque il sacramento della penitenza e non concede il perdono dei peccati, ma permette di ottenere la remissione delle pene che restano da espiare dopo la loro assoluzione. Per concedere questa remissione, la Chiesa attinge al suo tesoro spirituale, costituito dai meriti sovrabbondanti di Nostro Signore Gesù Cristo, della Santissima Vergine Maria e dei santi. Esistono due specie di indulgenze. L’indulgenza plenaria rimette la totalità della pena temporale dovuta ai peccati, di modo che un’anima che morisse dopo averla ottenuta, senza aver contratto un nuovo debito verso la giustizia divina, entrerebbe direttamente in Cielo. L’indulgenza parziale, da parte sua, ne rimette solo una parte. Concedendo queste indulgenze, la Chiesa viene in soccorso alla debolezza umana, che rende così difficile l’espiazione completa delle colpe durante la vita terrena. Incoraggia così le opere di pietà e di carità, ricordando al tempo stesso la necessità di soddisfare la giustizia divina. Questa misericordia può giovare anche ai defunti, ai quali i fedeli possono applicare le indulgenze a modo di suffragio. È per questo che la Chiesa prevede, all’inizio del mese di novembre, diverse occasioni di ottenere un’indulgenza plenaria a favore delle anime del purgatorio.Come ottenere un’indulgenza per i defunti?
Il 2 novembre, giorno della commemorazione dei fedeli defunti, si può ottenere un’indulgenza plenaria applicabile alle sole anime del purgatorio visitando piamente una chiesa o un oratorio e recitandovi un Padre nostro e un Credo, fatte salve le consuete condizioni. Dal 1° all’8 novembre inclusi, i fedeli possono inoltre ottenere ogni giorno un’indulgenza plenaria applicabile ai defunti visitando piamente un cimitero e pregando per loro, anche solo mentalmente. Questa preghiera è libera: non è imposta alcuna formula particolare. In entrambi i casi, il compimento dell’opera prescritta deve essere accompagnato dalle disposizioni generali richieste dalla Chiesa:- Essere in stato di grazia e compiere l’opera prescritta.
- Confessarsi nei giorni che precedono o seguono l’opera.
- Ricevere la santa comunione.
- Pregare secondo le intenzioni del Sommo Pontefice, per esempio recitando un Padre nostro e un’Ave Maria.
- Essere distaccati da ogni affetto al peccato, anche veniale.
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Un atto di carità alla portata di tutti
La visita a un cimitero, spesso compiuta per fedeltà familiare, assume così una dimensione soprannaturale quando è accompagnata dalla preghiera e dalle disposizioni richieste dalla Chiesa. Non si tratta più soltanto di mantenere vivo il ricordo di coloro che ci hanno lasciato, ma di portare loro un soccorso vero, contribuendo alla loro liberazione dalle pene del purgatorio. Questi primi giorni di novembre sono dunque un invito a non dimenticare i defunti, in particolare le anime più abbandonate, per le quali nessuno prega più. E se oggi abbiamo il potere di aiutarle, forse domani avremo bisogno, a nostra volta, delle preghiere di coloro che ci sopravvivranno.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Spirito
Mons. Viganò: il vero orrore non è Halloween ma la liturgia postconciliare
Renovatio 21 pubblica lo scritto apparso su X a firma dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò.
Si condannano zucche, streghe e fantasmi, ma si tace molto più facilmente davanti alla crisi della Liturgia, alla comunione sulla mano, alle profanazioni, all’ecumenismo, ai riti pagani introdotti anche in contesti cattolici e al progressivo silenzio sui Novissimi: Morte, Giudizio, Inferno, Purgatorio e Paradiso.
Il punto, allora, non è assolvere Halloween. Al contrario: è denunciarne con chiarezza la deriva, senza però trasformarlo nell’unico bersaglio «consentito».
Perché il problema più grave nasce quando i cattolici vengono abituati a indignarsi solo contro ciò che non costa nulla denunciare, mentre si evita accuratamente di contestare ciò che avviene dentro la Chiesa e viene avallato, promosso o tollerato dalla sua stessa gerarchia.
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Immagine da Twitter
Spirito
Mons. Eleganti: l’«inclusività» sinodale lascia fuori i cattolici tradizionalisti
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