Salute
I malori della 7ª settimana 2025
Villanova di Motta di Livenza, provincia di Treviso: «Malore mentre lavora nel vigneto, trovato morto vicino al suo trattore. Aveva 54 anni». Lo riporta TrevisoToday.
Itri, provincia di Latina: «Gioca a padel con il figlio e muore: improvviso malore. Chiusa la struttura, aveva 57 anni». Lo riporta Il Messaggero.
La Spezia: «Malore per il cuoco dell’Osteria dei Camalli: chiusura temporanea del locale». Lo riporta la Città della Spezia.
Monastier di Treviso, provincia di Treviso: «Malore durante la passeggiata, trovata morta in un fossato. Domenica mattina la tragica scoperta in via Pralongo da parte di un passante. 80 anni, viveva sola in casa». Lo riporta TrevisoToday.
Godega di Sant’Urbano, provincia di Treviso: «Volontario e nonno vigile, muore stroncato da un malore per strada: aveva 72 anni». Lo riporta TrevisoToday.
Vercelli: «Morto sindaco e consigliere provinciale. Ha accusato un malore poi il decesso. Il cordoglio della politica. E’ stato uno storico esponente di Forza Italia, poi passato in Fratelli d’Italia. Era sindaco di San Giacomo Vercellese». Lo riporta La Stampa.
Porto di Potenza Picena, provincia di Macerata: «Malore fatale: “Una vita nel sociale, era un esempio”. Lutto a Potenza Picena per la morte improvvisa della 68enne, da sempre vicina a malati e disabili». Lo riporta Il Resto del Carlino.
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Olbia, provincia di Sassari: «Il rappresentante di mangimi è morto per un malore. 65 anni, ha perso il controllo della sua Porsche Cayenne. Di Pattada, lascia tre figli». Lo riporta La Nuova Sardegna.
Genova: «Morta al Gaslini la bambina di 40 giorni colpita da malore». Lo riporta Liguria Oggi.
Cremona: «Muore a 14 anni a scuola durante l’ora di educazione fisica: tragedia a Cremona». Lo riporta La Nuova Sardegna.
Botticino, provincia di Brescia: «Malore improvviso al volante, poi lo schianto: muore una donna. Inutili i disperati tentativi dei medici». Lo riporta BresciaToday.
Terracina, provincia di Latina: «Bracciante muore in un’azienda agricola mentre lavora. L’uomo di origini indiane di 55 anni ha accusato un malore». Lo riporta LatinaToday.
Senigallia, provincia di Ancona: «Malore improvviso: muore mamma 50enne. La donna lascia il babbo, la mamma, la figlia e il compagno». Lo riporta Il Resto del Carlino.
Agrigento: «Torna a casa e trova il marito morto: malore o incidente domestico? L’uomo presentava una ferita alla testa. Disposta l’autopsia, ma viene scartata a priori l’ipotesi dell’omicidio«. Lo riporta AgrigentoNotizie.
Bologna: «Accosta per un malore in autostrada e scende dall’auto: travolto e ucciso da due tir a 29 anni. Il padre sotto choc. La tragedia sulla A14 all’altezza di San Lazzaro (Bologna)». Lo riporta Il Messaggero.
Pulsano, provincia di Taranto: «Pulsano, malore sul lavoro: muore meccanico. Morte sul posto di lavoro, per un 49enne». Lo riporta Antenna Sud.
Forio di Ischia, città metropolitana di Napoli: «Dolore e sgomento, muore a 33 anni a Forio. Il Comune turrita e l’isola affranti e sgomenti per la scomparsa di una giovane madre: trovata morta in casa, il decesso per cause naturali». Lo riporta Il Mattino.
Bernezzo, provincia di Cuneo: «Un malore, poi la caduta fatale: inutili i soccorsi 56enne perde la vita nell’impianto di recupero ferroso». Lo riporta La Voce del Canavese.
Ciriè, città metropolitana di Torino: «Esce dal bar per prendere aria e muore improvvisamente. Tragedia questa mattina nel centro pedonale». Lo riporta La Voce del Canavese.
Calcio, provincia di Bergamo: «Malore o colpo di sonno: indagini in corso sull’assurdo incidente che ha ucciso l’imprenditore 57enne travolto sulla piazzola di sosta». Lo riporta Prima Treviglio.
Venezia: «Malore in campo durante la partita di calcio, muore a 60 anni. Tragedia al Lido». Lo riporta La Nuova di Venezia e Mestre.
Cerano, provincia di Novara: «Stroncata da malore, muore ex maestra delle scuole elementari». Lo riporta La Stampa.
Palleggio di Bagni di Lucca, provincia di Lucca: «Malore fatale, trovato morto a letto dalla madre: addio a storico benzinaio della provincia di Lucca». Lo riporta Il Tirreno.
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Napoli: «Malore improvviso a Napoli: turista texana curata e operata all’Ospedale San Paolo». Lo riporta Positano Notizie.
Castelfranco Veneto, provincia di Treviso: «Trovato in casa agonizzante per un malore, muore un 51enne. A lanciare l’allarme la moglie». Lo riporta TrevisoToday.
Fuerteventura, Regno di Spagna: «A Valgrana il ricordo di “Fiore” morto a 53 anni per un malore a Fuerteventura». Lo riporta La Stampa.
Varese: «Malore prima della cerimonia: grave 64enne». Lo riporta La Prealpina.
Scicli, provincia di Ragusa: «Colto da malore, muore a 48 anni». Lo riporta Nove TV.
Calvizzano, città metropolitana di Napoli: «Malore in casa: muore l’ex assessore». Lo riporta Terra Nostra News.
San Zenone degli Ezzelini, provincia di Treviso: «Ha un malore ma riesce a chiamare il figlio: automobilista grave al Ca’ Foncello». Lo riporta Quotidiano del Piave.
Vigodarzere, provincia di Padova: «Va in ospedale per una bronchite, scoprono malattia fulminante: si spegne 24 ore dopo la diagnosi. Aveva 61 anni: gli esami hanno rivelato un tumore ai polmoni». Lo riporta OggiTreviso.
Terni: «malore fatale mentre spazza le strade della città: morto operaio 58enne tifoso della Ternana». Lo riporta Il Messaggero.
Plan-de-Cuques, Francia: «Muore improvvisamente a 21 anni, mondo della pallamano francese sotto shock». Lo riporta Fanpage.
Falciano del Massico, provincia di Caserta: «Colpito da un malore nella notte, dolore e tristezza per la morte. Aveva 66 anni. Aveva lavorato come autista di bus per studenti: lascia moglie e tre figli». Lo riporta ECaserta.
Strettoia di Pietrasanta, provincia di Lucca: «Addio alla commerciante d’altri tempi. Fino a tre giorni fa stava benissimo e girava in macchina, come sempre. Poi un malore improvviso». Lo riporta La Nazione.
Sinalunga, provincia di Siena: «Muore fuori strada con l’auto. Un uomo che passeggia con il cane dà l’allarme. La vettura lungo l’argine del fiume: all’interno un operaio ucraino di 65 anni. Era solo nella vettura: probabilmente ha avuto un malore prima dell’incidente». Lo riporta La Nazione.
Massarosa, provincia di Lucca: «Il corpo scoperto da un residente a passeggio con il cane. Da un esame esterno non emergono segni di violenza, fatale forse un malore». Lo riporta La Nazione.
Lari, provincia di Pisa: «Tragedia a Lari, morto l’ex sindaco. La scoperta sotto casa. Un vicino ha visto il suo corpo riverso a terra davanti al garage». Lo riporta La Nazione.
Mogliano, provincia di Macerata: «Malore in casa, muore storico barista aveva 59 anni». Lo riporta Il Resto del Carlino.
Leverano, provincia di Lecce: «Si accascia sul volante per un malore, poi lo schianto contro un camion: muore a 60 anni». Lo riporta LeccePrima.
Brugherio, provincia di Monza e della Brianza: «Dramma in strada a Brugherio, malore fatale: morto un uomo, 83 anni, è stato trovato a terra da un passante». Lo riporta MonzaToday.
Martinsicuro, provincia di Teramo: «Malore fatale in cantiere per un 53enne albanese. L’uomo si è accasciato improvvisamente davanti ai colleghi». Lo riporta Il Centro.
Paesana, provincia di Cuneo: «Agente penitenziario stroncato da malore ad appena 59 anni di età, mentre si trovata nella farmacia». Lo riporta il Corriere di Saluzzo.
Roseto degli Abruzzi, provincia di Teramo: «Malore alla guida, morto un 56enne a Roseto. L’auto salita sul marciapiede ha divelto una panchina in marmo. All’arrivo dei sanitari del 118, l’uomo era già deceduto». Lo riporta Il Centro.
Sandrigo, provincia di Vicenza: «Mamma e maestra di 48 anni colpita da malore letale. Lascia nel dolore i familiari e due comunità». Lo riporta L’Eco Vicentino.
Pachino, provincia di Siracusa: «Tragedia a Pachino, 19enne ha un malore e muore poco dopo». Lo riporta BlogSicilia.
Venezia: «Stroncato da un infarto in casa: muore a soli 42 anni sotto gli occhi dei genitori. É morto improvvisamente per un infarto a Lido, tra le braccia del padre. La sua morte ha scosso la comunità». Lo riporta Nordest24.
Cremona: «Addio al coach. Dolore per la morte del giovane allenatore di minibasket della Juvi». Lo riporta La Provincia.
Boretto, provincia di Reggio Emilia: «Addio alla dipendente comunale. Forte cordoglio ha destato la notizia della scomparsa, 61 anni, stroncata da un malore improvviso». Lo riporta Il Resto del Carlino.
Benevento: «60enne trovato morto in casa, stroncato da un malore. Tragica scoperta». Lo riporta Quarantunesimo Parallelo.
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Porcari, provincia di Lucca: «operaio colpito da un malore su un ponteggio». Lo riporta Lucca in diretta.
Lomagna, provincia di Lecco: «Colta da grave malore, soccorsa una donna». Lo riporta Prima Merate.
Genova: «Malore in volo, Carlo Genova presta il primo soccorso ad un passeggero svenuto». Lo riporta Genova3000.
Marcianise, provincia di Caserta: «Vigile urbano accusa malore fuori la scuola e arrivano 2 ambulanze». Lo riporta CasertaNews.
Rho, città metropolitana di Milano: «Malore alla guida del camion, autista 43enne va a sbattere contro lo spartitraffico». Lo riporta SempioneNews.
Ferentino, provincia di Frosinone: «Bimba colta da malore ed elitrasportata, la piccola è tornata a casa. Lunedì scorso la corsa in eliambulanza a Roma». Lo riporta Frosinone News.
Piani di Bobbio di Barzio, provincia di Lecco: «Grave malore sulle piste da sci ai Piani di Bobbio: intervento in codice rosso». Lo riporta QuiComo.
Atrani, provincia di Salerno: «Anziano accusa malore e si accascia al suolo: trasportato in ospedale». Lo riporta Positano Notizie.
Ancona: «Uomo accusa un malore al mercato di piazza d’Armi e finisce al pronto soccorso per accertamenti». Lo riporta AnconaToday.
Trieste: «Si schianta in auto contro il muro: 74enne rianimato e portato all’ospedale». Lo riporta TriestePrima.
Sospirolo, provincia di Belluno: «Colto da un malore in una casera, 70enne si accascia davanti agli amici: interviene l’elisoccorso con l’equipe medica d’emergenza». Lo riporta Il Dolomiti.
Agerola, città metropolitana di Napoli: «Grave malore in Costiera Amalfitana: l’elisoccorso interviene in tempo per un intervento salvavita». Lo riporta Positano News.
Palermo: «Dal malore all’incidente, finisce in codice rosso un 51enne palermitano». Lo riporta NewsSicilia.
Lugano, Svizzera: «Malore sul Flixbus, la conducente salva un ragazzo». Lo riporta Liguria Oggi.
Treviso: «La padrona ha un malore, la sua Amstaff Mia ferma una volante e la salva». Lo riporta TrevisoToday.
Padova: «Il portiere crolla, match interrotto: “Come con Bove, si deve ripartire”». Lo riporta Il Mattino di Padova.
Livorno: «Accusa un malore all’interno del bar: grave 49enne. La donna, trasportata d’urgenza nel reparto di emodinamica, è crollata improvvisamente a terra davanti agli altri clienti». Lo riporta LivornoToday.
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San Rocco al Porto, provincia di Lodi: «Malore in culla a San Rocco, neonato ricoverato. Il piccolo di soli due mesi è stato ricoverato a Piacenza». Lo riporta il Cittadino.
Garbatola di Nerviano, città metropolitana di Milano: «Malore in un impianto lavorativo, grave un 53enne». Lo riporta Prima Milano Ovest.
Trieste: «Addetto alla vigilanza colto da malore all’EDR di Trieste: è in coma. L’uomo, 55 anni, ha avuto un’emorragia cerebrale». Lo riporta Il Piccolo.
Merlino, provincia di Lodi: «Malore in casa per il medico, sindaco di Merlino (68 anni). Portato d’emergenza al San Raffaele». Lo riporta Il Cittadino.
Sovico, provincia di Monza e della Brianza: «Malore in casa, soccorsa un’anziana». Lo riporta Prima Monza.
Rudiano, provincia di Brescia: «Accusa un malore al volante e si schianta contro il muro». Lo riporta Prima Brescia.
Voghera, provincia di Pavia: «Grave infarto mentre gioca a tennis, 46enne portato in rianimazione. Ha accusato un forte dolore al petto, subito soccorso dal personale del club». Lo riporta La Provincia Pavese.
Este, provincia di Padova: «Malore alla guida, si schianta contro un platano: è grave». Lo riporta Il Mattino di Padova.
Monte Etna, provincia di Catania: «Colta da malore durante una escursione sull’Etna, milazzese salvata dal soccorso alpino. Una donna di 49 anni si è sentita male nell’area dei crateri Silvestri». Lo riporta MessinaToday.
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Salute
I malori della 24ª settimana 2026
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Alimentazione
300 studi collegano un pesticida neurotossico a danni multiorgano e malattie croniche.
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Per decenni, gli enti regolatori hanno considerato il clorpirifos, ampiamente utilizzato negli Stati Uniti e nel resto del mondo, principalmente come una neurotossina in grado di interferire con la segnalazione cerebrale e del sistema nervoso. Tuttavia, una nuova revisione di quasi 300 studi ha rilevato che il pesticida potrebbe danneggiare il cervello, gli ormoni, il fegato, il microbiota intestinale, i muscoli, gli organi riproduttivi e le ossa. Gli studi collegano inoltre il clorpirifos a danni al DNA che potrebbero aumentare il rischio di malattie croniche.
Principali risultati:
- Una revisione di quasi 300 studi riassume le prove che il clorpirifos può danneggiare diversi sistemi in tutto il corpo, tra cui il cervello, gli ormoni, il fegato, il microbiota intestinale, i muscoli, gli organi riproduttivi e le ossa.
- La rassegna descrive i danni al DNA, l’instabilità cromosomica e le alterazioni epigenetiche che possono modificare il funzionamento dei geni anche molto tempo dopo l’esposizione.
- Alcuni effetti nocivi si manifestano a livelli di esposizione inferiori a quelli considerati sicuri secondo gli attuali standard di prova per l’esposizione ai pesticidi.
Per decenni, gli enti regolatori hanno considerato il clorpirifos, un pesticida ampiamente utilizzato negli Stati Uniti e nel resto del mondo, principalmente come una neurotossina in grado di interferire con la segnalazione nel cervello e nel sistema nervoso.
Ma mentre l’Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti (EPA) sta riconsiderando se continuare a consentirne l’uso su alimenti come mele e soia, una nuova analisi indica altri danni insidiosi.
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Pubblicata ad aprile sull’International Journal of Molecular Sciences, la revisione sintetizza i risultati di quasi 300 studi condotti in tutto il mondo e pubblicati fino a quest’anno. Questi includono esperimenti di laboratorio, studi su animali, ricerche epidemiologiche, documenti normativi e valutazioni del rischio.
Prove sempre più numerose suggeriscono che il clorpirifos possa danneggiare il cervello, gli ormoni, il fegato, il microbiota intestinale, i muscoli, gli organi riproduttivi e le ossa. Gli studi collegano inoltre il pesticida a danni al DNA e a cambiamenti permanenti nell’attività genica che potrebbero aumentare il rischio di malattie croniche.
Nel complesso, i risultati descrivono il clorpirifos come quello che i revisori definiscono un «tossico multisistemico» che rappresenta una minaccia per la salute pubblica più significativa di quanto si pensasse in precedenza.
Ciò suggerisce che il pesticida agisce sull’organismo in modi che vanno ben oltre l’alterazione della trasmissione nervosa o l’avvelenamento evidente. La gravidanza e la prima infanzia sono periodi particolarmente sensibili all’esposizione a sostanze chimiche.
«Ciò che si è realmente evoluto nel tempo è la nostra comprensione del fatto che il clorpirifos causa danni che vanno oltre i suoi effetti sul sistema nervoso, tra cui danni al DNA, alterazioni nell’attivazione o disattivazione dei geni, interferenze con gli ormoni e squilibrio della flora batterica intestinale», ha affermato Dana Boyd Barr, Ph.D., professore presso la Rollins School of Public Health della Emory University ed ex presidente della International Society of Exposure Science.
Gli autori avvertono che gli attuali sistemi di regolamentazione potrebbero non cogliere appieno la complessità dei pericoli del clorpirifos per l’organismo. Molti di questi si manifestano a livelli troppo bassi per essere rilevati dagli attuali test di sicurezza, che si concentrano sull’alterazione di un enzima coinvolto nella comunicazione tra le cellule nervose.
La revisione collega l’esposizione al clorpirifos a:
- Cambiamenti biologici associati a infiammazione, malattie croniche e cancro.
- Danni al cervello e al sistema nervoso, tra cui un QI inferiore e danni allo sviluppo nei bambini, malattie neurodegenerative e alterazioni nella crescita, sopravvivenza e comunicazione cellulare.
- Danni al DNA e alterazione della regolazione genica che ostacolano la normale riparazione cellulare e modificano il modo in cui i geni vengono attivati e disattivati durante lo sviluppo (epigenetica).
- Alterazioni ormonali che coinvolgono le vie metaboliche della tiroide, degli estrogeni e del testosterone.
- Danni al fegato, alterazioni della flora batterica intestinale e disfunzioni metaboliche sono collegati all’obesità e al diabete di tipo 2.
- Danni all’apparato riproduttivo, muscolare e scheletrico, tra cui riduzione della qualità dello sperma e perdita di massa ossea.
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Reazioni negative da parte del settore, nonostante i danni segnalati.
La revisione giunge mentre l’EPA sta rivalutando se gli usi rimanenti del pesticida soddisfino lo standard di legge di «assenza di effetti negativi irragionevoli». L’azione fa seguito ad anni di rinvii ufficiali, divieti precedenti, ripensamenti politici e ricorsi legali.
Nel frattempo, le aziende agrochimiche stanno esercitando pressioni sui legislatori federali e statali affinché proteggano i produttori di pesticidi, tra cui Bayer e la sua controllata Monsanto, da alcune cause legali relative all’erbicida Roundup. Le cause sostengono che i loro prodotti causino il linfoma non Hodgkin, tra gli altri tumori.
Nel febbraio 2020, Corteva Agriscience, all’epoca il più grande produttore mondiale di clorpirifos, annunciò l’interruzione della produzione, adducendo come motivazione il calo della domanda.
Tuttavia, le scorte esistenti hanno continuato a essere utilizzate. Il prodotto chimico rimane approvato per diverse colture importanti negli Stati Uniti, tra cui mele, fragole, soia, agrumi, grano e pesche.
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Le preoccupazioni per la salute innescano restrizioni e divieti
Il clorpirifos, principio attivo di Dursban e Lorsban, appartiene a una classe di sostanze chimiche note come organofosfati. Introdotto negli Stati Uniti nel 1965, il clorpirifos è diventato uno degli insetticidi più utilizzati al mondo entro gli anni ’90.
Gli agricoltori utilizzano il clorpirifos per controllare le zecche sul bestiame e i parassiti sulle colture. Viene impiegato anche sui campi da golf, nelle serre, sui prodotti in legno come i pali del telefono e nelle aree residenziali.
Nel 2001, le autorità di regolamentazione statunitensi hanno vietato l’uso domestico del clorpirifos. Il divieto è giunto in seguito a prove sempre più numerose, tra cui un importante studio della Columbia University, che collegavano l’esposizione a questo prodotto a danni cerebrali nello sviluppo dei bambini.
Le prove che il clorpirifos danneggia il cervello dei bambini hanno successivamente portato a divieti o restrizioni in oltre 40 paesi, inclusa l’ Unione Europea.
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha concluso che non esiste un livello di esposizione sicuro, ma il prodotto è ancora ampiamente utilizzato in altre parti del mondo. Diversi stati degli Stati Uniti, tra cui California, New York, Hawaii, Oregon e Maryland, mantengono attualmente restrizioni o divieti.
Tuttavia, il clorpirifos persiste negli alimenti (inclusi frutta, cereali e verdura), nell’ambiente e nei tessuti umani. Il composto si dissolve facilmente nei grassi e attraversa le membrane cellulari, consentendo il suo accumulo nei tessuti nel tempo.
Può anche percorrere lunghe distanze, in alcuni casi oltre 965 chilometri, dal luogo di applicazione. I ricercatori hanno rilevato residui in alimenti, acqua potabile, suolo, pioggia, neve e fauna selvatica. I campioni provengono da diverse zone, dal fiume Mississippi fino alla remota Antartide.
Bambini, donne incinte e lavoratori agricoli sono esposti ai rischi più elevati
Secondo gli esperti, gli effetti del clorpirifos sulla salute dipendono dalla dose, dalla durata e dalla via di esposizione. Anche le differenze genetiche possono influenzare la vulnerabilità.
Per la maggior parte delle persone, l’esposizione avviene attraverso cibo, acqua e aria contaminati. I lavoratori agricoli sono spesso esposti ai livelli più elevati. Tuttavia, i ricercatori affermano che anche l’esposizione cronica a bassi livelli durante la gravidanza e l’infanzia può comportare dei rischi.
I neonati e i bambini rimangono particolarmente vulnerabili perché i loro sistemi di disintossicazione sono ancora in fase di sviluppo. Inoltre, consumano più cibo in proporzione al loro peso corporeo e spesso portano le mani alla bocca.
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I rischi del clorpirifos vanno oltre i danni ai nervi.
Per anni, scienziati e autorità di regolamentazione si sono concentrati su un unico meccanismo principale di danno. Il clorpirifos diventa più tossico dopo che l’organismo lo converte in un composto chiamato clorpirifos-oxon. Questo blocca l’acetilcolinesterasi (AChE), l’enzima che scompone l’acetilcolina nel sistema nervoso.
L’acetilcolina è un neurotrasmettitore essenziale per la comunicazione tra le cellule nervose. Contribuisce inoltre a regolare l’attenzione, l’apprendimento, la memoria, il movimento, la respirazione e la frequenza cardiaca.
In assenza di acetilcolinesterasi, i nervi si attivano in modo incontrollato. Negli insetti, questo effetto provoca paralisi e morte. Negli esseri umani, un avvelenamento grave può causare convulsioni, insufficienza respiratoria o morte.
L’effetto sul singolo enzima è ancora rilevante. Tuttavia, la revisione sostiene che non spiega più l’intera portata della tossicità del clorpirifos.
Il clorpirifos agisce sul sistema nervoso non solo bloccando l’attività dell’acetilcolinesterasi (AChE), il suo noto meccanismo tossico, ma anche alterando l’equilibrio lipidico nelle cellule e interferendo con altre vie di segnalazione cellulare. Questi effetti aggiuntivi possono aggravare i suoi effetti dannosi sul cervello e sul sistema nervoso.
Il clorpirifos è stato collegato a danni cellulari in tutto il corpo.
I ricercatori descrivono invece prove che il pesticida potrebbe innescare uno stress biologico diffuso in organi e tessuti.
Gli studi indicano diversi possibili meccanismi, tra cui l’infiammazione e lo stress ossidativo, in cui le molecole contenenti ossigeno altamente reattive si accumulano, danneggiano le cellule e indeboliscono le difese dell’organismo. Altri meccanismi includono la perturbazione ormonale e l’alterazione della regolazione genica.
Il clorpirifos può essere particolarmente dannoso per i mitocondri, le strutture all’interno delle cellule che producono la maggior parte dell’energia del corpo. I mitocondri danneggiati possono rilasciare molecole nocive e altamente reattive che possono danneggiare il DNA, le proteine e le strutture cellulari.
La revisione evidenzia anche come il clorpirifos possa causare l’attivazione e la disattivazione dei geni. Gli scienziati ritengono sempre più che questi cambiamenti possano contribuire a spiegare come l’esposizione a fattori ambientali contribuisca allo sviluppo di malattie croniche anni dopo l’esposizione stessa.
«Sebbene tradizionalmente caratterizzato dalle sue potenti proprietà inibitorie dell’acetilcolinesterasi, prove sempre più numerose dimostrano che il clorpirifos e il suo metabolita bioattivo, il clorpirifos-oxon (CPO), esercitano effetti tossici ben più ampi, tra cui l’induzione di stress ossidativo, l’intensificazione dei processi neuroinfiammatori e l’innesco di alterazioni epigenetiche persistenti» hanno scritto gli autori.
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I neonati e i bambini sono più suscettibili ai danni causati dal clorpirifos.
L’Accademia Americana di Pediatria avverte che l’esposizione al clorpirifos comporta rischi per feti, neonati, bambini e donne in gravidanza. Il clorpirifos attraversa la placenta e danneggia il sistema nervoso in via di sviluppo prima della nascita.
«Il clorpirifos rappresenta un rischio neurotossico significativo per l’uomo, con i feti in via di sviluppo e i bambini particolarmente vulnerabili», hanno scritto. «Gli effetti neurotossici del pesticida sono stati osservati anche a basse dosi».
Le difese dell’organismo contro il clorpirifos dipendono in larga misura da un enzima chiamato paraossonasi-1, che contribuisce alla sua metabolizzazione. Tuttavia, l’attività della paraossonasi-1 varia notevolmente tra gli individui a causa di fattori genetici ed età.
I neonati e i bambini piccoli presentano naturalmente livelli più bassi. Questo, secondo gli autori, potrebbe anche aumentare la loro suscettibilità alla tossicità.
L’esposizione prenatale è collegata a danni cerebrali permanenti e a un QI inferiore
Studi sull’uomo collegano l’esposizione prenatale al clorpirifos a:
- Deficit di attenzione
- Ritardo nello sviluppo motorio
- peso alla nascita inferiore
- QI ridotto
- Anomalie strutturali del cervello
Ad esempio, uno studio condotto nell’agosto del 2025 su bambini di New York ha rilevato che l’esposizione prenatale al clorpirifos era collegata a diffuse anomalie cerebrali e a una minore capacità motoria negli anni successivi. I ricercatori hanno concluso che l’esposizione prenatale può causare danni cerebrali permanenti. Gli effetti sembravano peggiorare con livelli di esposizione più elevati.
Nel frattempo, studi sugli animali dimostrano che il clorpirifos compromette la crescita delle cellule nervose e altera la segnalazione cerebrale legata all’apprendimento e alla memoria. Gli studi suggeriscono inoltre che danneggi le connessioni tra i neuroni durante i periodi critici dello sviluppo.
Forse l’aspetto più sorprendente è che, secondo questi studi, il clorpirifos sembra sopprimere il fattore neurotrofico derivato dal cervello (BDNF). Anche il BPA, i ritardanti di fiamma e altre sostanze chimiche tossiche interferiscono con il BDNF, che il dottor Bruce Lanphear descrive come «fertilizzante per il cervello».
Il fattore neurotrofico derivato dal cervello (BDNF) aiuta i neuroni a sopravvivere e a formare le sinapsi. Contribuisce inoltre a rafforzare i circuiti di apprendimento e a favorire il recupero dalle lesioni.
«Ciò che emerge è un quadro preoccupante: il cervello in via di sviluppo viene plasmato da un mix tossico di sostanze chimiche che agiscono sulle stesse aree cerebrali», ha affermato Lanphear, medico di medicina preventiva e professore alla Simon Fraser University di Vancouver, che studia l’impatto delle sostanze chimiche tossiche sulla salute umana.
«Eppure, quando l’EPA valuta il clorpirifos, lo considera principalmente da solo, non insieme ad altre sostanze chimiche che interferiscono con le stesse vie neurali del cervello».
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Alcuni studi indagano i legami tra clorpirifos e cancro.
Gli studi indicano che le modalità con cui il clorpirifos agisce sull’organismo potrebbero contribuire alla crescita e alla velocità di sviluppo dei tumori al fegato, al seno e alle ovaie.
Un ampio studio del 2015 condotto su oltre 30.000 donne – mogli di addetti all’uso di pesticidi – ha collegato l’esposizione al clorpirifos a un aumento del rischio di cancro al seno. Sebbene le prove sugli esseri umani rimangano limitate e incoerenti, affermano gli autori dello studio, la combinazione di effetti giustifica un’indagine più approfondita.
Inoltre, modelli di laboratorio 3D suggeriscono che il clorpirifos potrebbe indurre le cellule tumorali del seno a invadere più attivamente i tessuti circostanti. Studi epidemiologici riportano anche associazioni con tumori ormono-dipendenti, in particolare con forme più aggressive di tumore al seno con recettori ormonali negativi.
Gli studi condotti su animali vivi indicano inoltre che l’esposizione a lungo termine a basse dosi di clorpirifos aumenta il rischio di cancro al seno, affermano i ricercatori. Il pesticida può far comparire i tumori più precocemente e aumentarne il numero, probabilmente a causa di un’alterazione ormonale.
Parkinson, perdita di memoria e altri effetti neurologici
La revisione cita prove che collegano l’esposizione al clorpirifos a problemi di movimento, deficit di memoria, comportamenti simili all’ansia e danni alle regioni cerebrali coinvolte nelle emozioni e nella cognizione. Uno studio recente riporta che l’esposizione al clorpirifos potrebbe essere associata a un rischio più che doppio di sviluppare il morbo di Parkinson.
Secondo i ricercatori, il clorpirifos-oxon (CPO), prodotto dalla metabolizzazione del clorpirifos da parte dell’organismo, potrebbe essere particolarmente pericoloso. A detta dei ricercatori federali, il clorpirifos-oxon è circa 1.000 volte più tossico del clorpirifos stesso.
Le ricerche di laboratorio indicano che il clorpirifos-oxon potrebbe alterare i meccanismi legati all’apprendimento, alla memoria, all’infiammazione e alla sopravvivenza delle cellule nervose. Gli studi suggeriscono inoltre che il clorpirifos-oxon danneggi una proteina strutturale chiamata tubulina, potenzialmente compromettendo lo sviluppo cerebrale. La tubulina contribuisce alla crescita e alla formazione delle connessioni tra le cellule nervose.
«Nel complesso, la capacità del CPO di interferire con i normali processi di sviluppo del sistema nervoso supera di gran lunga quella del suo composto di origine», hanno scritto gli autori.
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Le alterazioni ormonali sono collegate a problemi di fertilità e metabolici
La revisione rileva prove sostanziali che il clorpirifos può interferire con molteplici sistemi ormonali (interferenza endocrina) in tutto il corpo. Tra questi, i sistemi tiroideo, estrogenico e del testosterone.
La ricerca collega l’esposizione a cicli riproduttivi e sviluppo tissutale anomali, a una riduzione del numero di spermatozoi e a una minore qualità dello sperma. Alcuni studi suggeriscono che causi una riduzione del peso della prostata e un’alterazione della segnalazione ormonale nelle cellule placentari.
La revisione evidenzia inoltre che il clorpirifos potrebbe contribuire all’obesità, all’insulino-resistenza e ai problemi di glicemia.
Le alterazioni della flora batterica intestinale possono alimentare l’infiammazione e le malattie.
La revisione esamina anche i danni a carico del microbiota intestinale, ovvero l’ecosistema di microrganismi che supporta la digestione, il metabolismo e la funzione immunitaria. Studi sperimentali indicano una riduzione dei batteri benefici e un aumento dei microrganismi potenzialmente dannosi in seguito all’esposizione al clorpirifos.
Questi cambiamenti potrebbero essere collegati alla sindrome dell’intestino permeabile, in cui le tossine batteriche entrano nel flusso sanguigno e scatenano un’infiammazione in tutto il corpo. Questo tipo di alterazione dell’asse intestino-fegato potrebbe contribuire all’infiammazione sistemica e alle malattie metaboliche, affermano i ricercatori.
Gli studi collegano il clorpirifos a danni al fegato, alle ossa e ai muscoli.
Il fegato stesso emerge come un bersaglio principale del clorpirifos, come dimostrano gli studi sperimentali. I ricercatori descrivono potenziali legami tra il clorpirifos e:
- Infiammazione epatica cronica.
- Alterazioni del colesterolo, con livelli più elevati di colesterolo LDL («cattivo») e livelli più bassi di colesterolo HDL («buono»).
- Danni alle cellule epatiche, tra cui una forma di morte cellulare legata all’accumulo di ferro nelle cellule epatiche (ferroptosi).
La revisione collega inoltre il clorpirifos a danni muscoloscheletrici, tra cui una formazione ossea più debole, una ridotta densità ossea e un aumento della degradazione ossea. Alcune alterazioni ossee si sono verificate in concomitanza con problemi neurologici, suggerendo un danno allo sviluppo più ampio.
Gli studi mostrano cambiamenti strutturali e funzionali che coinvolgono sia i muscoli a contrazione lenta deputati alla resistenza, sia i muscoli a contrazione rapida utilizzati per i movimenti veloci. Alcuni ipotizzano che il clorpirifos possa danneggiare il diaframma.
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Il clorpirifos causa danni al DNA e alterazioni nell’attività genica, destando preoccupazione.
La revisione evidenzia prove crescenti che il clorpirifos possa danneggiare il DNA. I ricercatori descrivono danni cromosomici e rotture dei filamenti di DNA.
Gli studi indicano anche un’alterazione dei microRNA, molecole che contribuiscono a regolare processi come lo sviluppo cerebrale, l’infiammazione e la crescita cellulare. Inoltre, suggeriscono che il clorpirifos alteri la regolazione genica in modi collegati a disturbi dello sviluppo neurologico, malattie metaboliche, infiammazione e cancro.
«Nel loro insieme, gli studi sopra citati indicano che il clorpirifos è un agente genotossico multiforme i cui effetti dannosi si estendono ben oltre l’inibizione dell’acetilcolinesterasi, includendo rotture dirette del filamento di DNA, instabilità cromosomica e riprogrammazione epigenetica in vari tipi di cellule, tessuti e specie, rilevabili anche a concentrazioni clinicamente e ambientalmente rilevanti», hanno scritto.
Alcuni studi indagano i legami tra clorpirifos e cancro.
Gli studi indicano che le modalità con cui il clorpirifos agisce sull’organismo potrebbero contribuire alla formazione di tumori al fegato, al seno e alle ovaie. Tra queste, si annoverano alterazioni nei processi di danno e riparazione del DNA, nel controllo della crescita cellulare e nell’espressione genica.
Studi sperimentali su cellule epatiche e mammarie hanno evidenziato una crescita cellulare anomala e un’alterata progressione tumorale. Alcuni studi epidemiologici riportano associazioni con tumori ormono-dipendenti, in particolare con forme più aggressive di tumore al seno con recettori ormonali negativi.
Un ampio studio del 2015 condotto su oltre 30.000 donne – mogli di addetti all’uso di pesticidi – ha collegato l’esposizione al clorpirifos a un aumento del rischio di cancro al seno. Sebbene le prove sugli esseri umani rimangano limitate e incoerenti, affermano gli autori dello studio, la combinazione di effetti giustifica un’indagine più approfondita.
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Gli attuali standard di sicurezza non tutelano la salute pubblica.
Alla base della revisione vi è una sfida più ampia relativa al modo in cui gli enti regolatori valutano la sicurezza del clorpirifos e di altri pesticidi. Gli approcci attuali, affermano gli autori, non tengono adeguatamente conto dei loro effetti, soprattutto durante lo sviluppo fetale e la prima infanzia.
«Il sistema di regolamentazione è stato concepito per prevenire avvelenamenti evidenti, ma molte malattie legate ai pesticidi non si manifestano immediatamente. Esposizioni troppo basse per causare sintomi oggi possono compromettere lo sviluppo cerebrale del feto o contribuire al morbo di Parkinson decenni dopo», ha aggiunto Lanphear.
«La scienza si è evoluta più rapidamente del quadro normativo. È proprio questo il divario che questa revisione mette in luce».
Gli studi epidemiologici suggeriscono che l’esposizione prenatale e nella prima infanzia, anche a livelli ambientali relativamente bassi, potrebbe essere collegata a un’alterazione dello sviluppo neurologico e delle funzioni cognitive.
Ciò significa che sia le modalità di esposizione sia l’entità dell’esposizione dovrebbero essere considerate fattori importanti che influenzano gli effetti tossici nella valutazione dei rischi per la salute, affermano.
Riprendono inoltre le critiche di lunga data rivolte agli studi sul clorpirifos finanziati dall’industria, utilizzati per decenni per definire i limiti di esposizione federali. Citano il cosiddetto «studio Coulston», una valutazione sulla sicurezza del 1972 finanziata dalla Dow Chemical.
In seguito, altri ricercatori hanno messo in discussione alcune parti dello studio, sostenendo che non fosse stato sottoposto a revisione paritaria. Hanno inoltre scoperto che alcuni dati di base erano stati esclusi dall’analisi originale, sottovalutando la tossicità del pesticida.
La revisione richiede una rivalutazione indipendente degli studi tossicologici sponsorizzati dall’industria e utilizzati nelle precedenti valutazioni di sicurezza. Gli autori affermano inoltre che si auspicano maggiori tutele per i bambini e le donne in gravidanza, programmi di biomonitoraggio più ampi e alternative più sicure ai pesticidi.
Sostengono che la ricerca accademica dovrebbe svolgere un ruolo più incisivo nelle decisioni normative, al fine di fornire un quadro più completo dei danni causati dal clorpirifos. Secondo loro, ricerche indipendenti indicano una potenziale maggiore minaccia per la salute umana, in particolare per i bambini, a causa dell’esposizione a questo pesticida.
«I costi sociali associati a questi rischi sono considerevoli, il che evidenzia l’urgente necessità di regolamentazioni più severe sull’uso del clorpirifos», hanno scritto gli autori.
Pamela Ferdinand
Originariamente pubblicato da US Right to Know.
Pamela Ferdinand è una giornalista pluripremiata ed ex borsista del programma Knight Science Journalism del Massachusetts Institute of Technology, che si occupa dei fattori commerciali che influenzano la salute pubblica.
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