Salute
I malori della 51ª settimana 2023
Nuova York, USA: «Ragazza italiana morta per un malore, la madre: “Vogliamo chiarezza”». Lo riporta Today.
Città della Pieve, provincia di Perugia: «ex portiere stroncato da un malore a 48 anni». Lo riporta il Corriere dell’Umbria.
Pesaro: «Muore a 28 dopo un malore, la chiamata al 118 dopo i dolori al petto: lascia un figlio di 7». Lo riporta Il Messaggero.
Venezia: «Non riesce più a parlare, muore a 26 anni dopo malore improvviso: indagini». Lo riporta Fanpage.
Ferentino, provincia di Frosinone: «Sorpreso da un malore in auto, soccorso invano muore davanti al figlio». Lo riporta TG24.info.
Sora, provincia di Frosinone: «schianto in superstrada: muore ex carabiniere, grave la moglie». Lo riporta Il Messaggero.
Treiso, provincia di Cuneo: «Trifolao morto per un malore nelle campagne». Lo riporta Targatocn.it.
Marsala, provincia di Trapani: «Morto atleta 33enne: ha avuto un malore durante una gara». Lo riporta Marsala Live.
Ostra Vetere, provincia di Ancona: «Malore fatale, Ostra Vetere piange l’ex sindaco» Lo riporta Cronache Ancona.
Vicomoscano, provincia di Brescia: «Malore improvviso: dirigente sportivo muore a soli 37 anni». Lo riporta BresciaToday.
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San Costantino Calabro, provincia di Vibo Valentia. «Malore dopo l’ora di educazione fisica, 13enne morto davanti ai compagni: aperta un’inchiesta». Lo riporta il Corriere Adriatico.
Monte Vidon Corrado, provincia di Fermo: «Era morto da due giorni stroncato da un malore». Lo riporta Il Resto del Carlino.
Rutigliano, città metropolitana di Bari: «Malore alla guida e si schianta sul muro: morto un agricoltore di 62 anni». Lo riporta il Quotidiano di Puglia.
Salento: «malore in barca: morto pescatore di 58 anni». Lo riporta il Quotidiano di Puglia.
Bari: «medico di famiglia muore nel suo studio per un malore». Lo riporta Repubblica Bari.
Brindisi: «Malore fatale nel bagno del pronto soccorso, donna di 49 anni muore dopo le dimissioni: scatta l’inchiesta». Lo riporta Repubblica Bari.
Bra, provincia di Cuneo: «giardiniere di Paesana stroncato da un malore a 47 anni». Lo riporta La Stampa.
Ancona: «uomo stroncato da malore all’interno della sua auto». Lo riporta Viveremarche.it.
Francavilla al Mare, provincia di Chieti: «Malore mentre nuota in piscina: morto a 75 anni». Lo riporta Il Messaggero.
Montecatini, provincia di Pistoia: «lutto per l’ex calciatore e allenatore stroncato da un malore». Lo riporta Il Tirreno.
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Genova: «Malore dopo cena di Natale per il consigliere regionale: muore tra le braccia del collega». Lo riporta Fanpage.
Ceccano, provincia di Frosinone: «Malore dopo l’incidente: muore pensionata 73enne». Lo riporta Il Messaggero.
Anela, provincia di Sassari: «Rientrava dal turno in ospedale: malore fatale». Lo riporta Cagliaripad.it.
Sergnano, provincia di Cremona: «Un malore improvviso si è portato via lo storico preside». Lo riporta La Provincia di Cremona.
Sala Consilina, provincia di Salerno: «Malore in strada, perde la vita un 47enne». Lo riporta Il Mattino.
Rezzonico, provincia di Como: «Malore improvviso sulla scalinata muore dentista di 58 anni». Lo riporta La Provincia di Como.
Lodi: «una vita al banco del mercato, malore fatale». Lo riporta Il Cittadino.
Francavilla Fontana, città metropolitana di Bari: «Malore fatale nel bagno del pronto soccorso, donna di 49 anni muore dopo le dimissioni: scatta l’inchiesta». Lo riporta La Repubblica Bari.
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Andria, provincia di provincia di Barletta-Andria-Trani: «ha un malore mentre è alla guida della sua auto e finisce fuori strada: morto 44enne». Lo riporta il Corriere Bari.
Borgonovo, provincia di Piacenza: «uomo si accascia a terra e muore dopo un malore». Lo riporta PiacenzaSera.
Savona: «malore mentre gioca a padel: muore a 63 anni». Lo riporta Il Secolo XIX.
Posta Fibreno, provincia di Frosinone: «Malore alla guida, morto un uomo». Lo riporta Ciociaria24.
Marola, provincia di Reggio nell’Emilia: «Addio all’agronomo. Ucciso da un malore a 56 anni». Lo riporta Il Resto del Carlino.
Mulazzano, provincia di Lodi: «Don Roberto stroncato da un malore a 32 anni, la commozione dei fedeli». Lo riporta Il Giorno.
Sesso, provincia di Reggio nell’Emilia. «Malore fatale sull’autobus: morto un passeggero». Lo riporta Reggionline.
Cologna Veneta, provincia di Verona: «Colpito da un malore mentre pulisce il parabrezza ghiacciato, muore erede della famiglia del mandorlato». Lo riporta L’Arena.
Olbia: «pensionato 71enne trovato morto nella sua casa: è un malore». Lo riporta La Nuova Sardegna.
Mossa, provincia di Gorizia: «Morto a soli 29 anni il nuovo medico di base». Lo riporta Il Piccolo.
Pisa: «Malore alla guida. Muore assicuratore». Lo riporta La Nazione.
Pisa: «Malore per un 79enne in strada, la Polizia scorta l’auto fino al Pronto Soccorso». Lo riporta PisaToday.
Pralungo, provincia di Biella: «Biellese di 85 anni muore in auto per un malore». Lo riporta La Stampa.
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Rosignano, provincia di Livorno: «Tragedia a Rosignano, si accascia a terra e muore davanti agli altri operatori del Mercato». Lo riporta LivornoToday.
Uffugliano di Novafeltria, provincia di Rimini: «42enne morto in casa, probabilmente un malore ma c’è l’autopsia». Lo riporta Geronimo.news.
Alife, provincia di Caserta: «Nipote in coma dopo l’incidente, lo zio muore per un malore». Lo riporta CasertaNews.
Playa del Carmen, Messico: «Morto per un malore, la famiglia lo scopre dopo oltre un mese. Aveva 45 anni». Lo riporta Leggo.it.
San Giustino, provincia di Perugia: «Addio al dottor Volpi, storico medico di famiglia. Donati gli organi». Lo riporta La Nazione.
Brescia: «Malore sul nuovo posto di lavoro: Brescia e Caino piangono il calzolaio». Lo riporta BSNews.it.
Caserta: «Vuole una licenza per un negozio, irrompe in Comune ed accusa un malore». Lo riporta CasertaNews.
Venturina, provincia di Livorno: «imprenditore morto a 51 anni stroncato da un malore improvviso». Lo riporta Il Tirreno.
Budrio, città metropolitana di Bologna: «Malore al petto, muore al Cau di Budrio». Lo riporta Trc Bologna.
San Marino: «Esce di strada per un malore: grave 65enne». Lo riporta Il Resto del Carlino,
Macerata: «Malore fatale. Trovato morto a 72 anni». Lo riporta Il Resto del Carlino,
Dubai, Emirati Arabi Uniti: «Morto a Dubai, inchiesta per omicidio archiviata: “Colto da malore”». Lo riporta Arezzo Notizie.
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Genova: «Genova, ha un malore in auto: soccorso della polizia stradale». Lo riporta Primocanale.
Pasiano, provincia di Pordenone: «Il malore in strada e la brutta caduta, resta a terra senza alcun aiuto». Lo riporta Il Gazzetino.
Treviso: «Malore mentre fa jogging, salvato da un infermiere fuori servizio». Lo riporta Treviso Today.
Porto Empedocle, provincia di Agrigento: «Porto Empedocle, anziano colto da malore in macelleria: salvato dai carabinieri». Lo riporta Grandangolo Agrigento.
Fidenza, provincia di Parma: «Ha un malore e si schianta contro un camion in A1: 81enne in ospedale. Sei chilometri di coda». Lo riporta ParmaToday.
Candiolo, città metropolitana di Torino: «Malore al volante, perde il controllo dell’auto e si ribalta nei campi». Lo riporta Torinosud.
Udine: «Crolla a terra in Piazza per un improvviso malore, donna rianimata dai passanti: gravissima». Lo riporta Nordest24.
Cassino, provincia di Frosinone: «Accusa un malore al volante: soccorso dal 118». Lo riporta TG24.info.
San Siro, provincia di Como: «ha un malore per strada e cade in terra: interviene l’elisoccorso». Lo riporta QuiComo.
Galtellì, provincia di Nuoro: «59enne ha un malore durante una battuta di caccia: interviene l’elisoccorso». Lo riporta Cronache Nuoresi.
Catania: «colto da malore alla guida dell’auto». Lo riporta Catanianews.
Genova: «Malore in autostrada, Polizia Stradale in soccorso di una famiglia». Lo riporta GenovaToday.
Pescara: «Ha un malore mentre è alla guida in via di Sotto e finisce contro la rotatoria: automobilista finisce in ospedale». Lo riporta Il Pescara.
Roma: «Parla Tajani ad Atreju, malore tra il pubblico. Poi la svolta: “È un miracolo di Berlusconi”». Lo riporta Open.
Rivalta, città metropolitana di Torino: «”Suo marito ha avuto un malore” ma si tratta dell’ennesima truffa». Lo riporta TorinoToday.
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Salute
I malori della 9ª settimana 2026
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Alimentazione
«Abbiamo reso i nostri agricoltori dipendenti» dal glifosato, dice RFK Jr. a Joe Rogan
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Il Segretario alla Salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., ha definito il glifosato un «veleno» e ne ha messo in dubbio la sicurezza, pur difendendo l’ordine del Presidente Donald Trump di espandere la produzione nazionale. RFK Jr. ha dichiarato a Joe Rogan che la dipendenza dalle forniture cinesi minaccia la sicurezza nazionale, ma ha insistito sul fatto che gli Stati Uniti devono in ultima analisi «abbandonare il glifosato» attraverso l’agricoltura rigenerativa e nuove tecnologie.
Il Segretario alla Salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., ha definito il glifosato un «veleno» presente nelle scorte alimentari americane, pur sostenendo l’ordine esecutivo del Presidente Donald Trump che ne amplia la produzione nazionale.
Intervenendo il 27 febbraio su The Joe Rogan Experience, Kennedy ha sottolineato la sua decennale lotta contro i pesticidi. «I pesticidi sono veleni. Sono progettati per uccidere ogni forma di vita. Non è una buona cosa averli nel cibo», ha affermato.
Tuttavia ha difeso l’ordine esecutivo del presidente come misura di sicurezza nazionale.
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Trump ha firmato l’ordinanza a febbraio per incrementare la produzione statunitense di glifosato, il principio attivo dell’erbicida Roundup di Monsanto. Bayer ha acquisito Monsanto nel 2018 e ora deve affrontare decine di migliaia di cause legali secondo cui l’esposizione al Roundup avrebbe causato il cancro.
Ore dopo l’ordine, Kennedy ha dichiarato al New York Times: «l’ordine esecutivo di Donald Trump mette l’America al primo posto su ciò che più conta: la nostra prontezza difensiva e la nostra fornitura di cibo». Pochi giorni dopo, Kennedy ha pubblicato un post su X, spiegando la sua posizione.
Nel programma di Rogan, Kennedy ha affermato che i rapporti del settore mostrano che il 99% delle forniture di glifosato degli Stati Uniti proviene dalla Cina. Funzionari del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti hanno avvertito che la dipendenza rappresenta «un’estrema vulnerabilità per la sicurezza nazionale», ha affermato. Un’interruzione delle forniture «potrebbe letteralmente interrompere le nostre forniture alimentari da un giorno all’altro e paralizzare il Paese».
«Il presidente si occupava di sicurezza nazionale», ha detto Kennedy.
L’ordine esecutivo garantisce inoltre l’immunità legale ai produttori nazionali obbligati, ai sensi del Defense Production Act del 1950, a produrre prodotti a base di glifosato. La legge consente al governo federale di imporre alle aziende di produrre materiali ritenuti necessari per la sicurezza nazionale. Bayer è l’unica azienda che produce glifosato negli Stati Uniti.
Kennedy ha criticato le tutele di responsabilità civile. «Non è una cosa che mi ha particolarmente soddisfatto. Lasciatemi dire con tono pacato», ha detto. Ha avvertito che l’immunità «elimina ogni incentivo a rendere il prodotto più sicuro».
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«Abbiamo reso i nostri agricoltori dipendenti» dal glifosato
Oltre alla geopolitica, Kennedy sosteneva che la passata politica federale aveva creato una profonda dipendenza dell’agricoltura da questa sostanza chimica.
«Attraverso le politiche e i sussidi federali… abbiamo reso i nostri agricoltori dipendenti da questi pesticidi e in particolare dal glifosato», ha affermato. «Il glifosato è il pesticida fondamentale del nostro sistema di produzione alimentare».
Ha spiegato come le colture geneticamente modificate ne abbiano favorito l’uso diffuso. «Il mais Roundup Ready… significa che puoi spruzzare il campo e tutto il verde muore tranne il mais, che è immune al glifosato», ha detto. Lo stesso vale per la soia.
Kennedy ha affermato che il 97% del mais e il 98% della soia statunitensi dipendono dal glifosato. «Se vietassimo il glifosato da un giorno all’altro… distruggeremmo il sistema alimentare americano», ha affermato.
Questa dipendenza lascia gli agricoltori intrappolati in un modello costoso e sempre più pericoloso, ha affermato Kennedy.
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Gli agricoltori hanno iniziato a spruzzare glifosato «direttamente sul cibo» e le allergie sono aumentate
Kennedy ha messo in dubbio i rischi per la salute derivanti da qualsiasi esposizione alla sostanza chimica. «Non so se esista un livello sicuro», ha affermato.
La maggior parte delle controversie legali si è concentrata sul linfoma non-Hodgkin «perché è l’unica cosa supportata da una massa critica di studi scientifici», ha osservato.
Sebbene non esista grano Roundup Ready, Kennedy ha affermato che gli agricoltori hanno iniziato a utilizzare il glifosato intorno al 2003 per essiccare il grano prima del raccolto. «Per la prima volta, lo spruzzavano direttamente sul cibo», ha detto.
«Intorno al 2003 si è iniziato a vedere questa esplosione di celiachia e allergie al glutine», ha affermato. Kennedy ha riconosciuto che «non ci sono chiare prove scientifiche che siano correlate». Tuttavia, ha citato «segnali» sulla salute ora in fase di revisione da parte delle agenzie sanitarie federali.
Il glifosato «decisamente sconvolge… il bioma intestinale», ha detto Kennedy. «Il vantaggio del glifosato è che, a differenza di altri veleni, non danneggia i tessuti organici, ma attacca le piante, non i tessuti animali. Ma il microbioma dello stomaco è vegetale».
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Gli agricoltori sanno che il glifosato sta «distruggendo il loro terreno»
Kennedy ha anche avvertito che il glifosato danneggia la salute del suolo.
Gli agricoltori «sanno che sta distruggendo il loro terreno», ha detto. Il glifosato danneggia la microbiologia del suolo, riduce l’infiltrazione dell’acqua e contribuisce al deflusso. «Non è sostenibile. Lo sanno tutti», ha aggiunto.
Ha affermato che gli agricoltori sono risentiti per l’elevato costo del glifosato, per la diffusione di erbacce resistenti alle sostanze chimiche e per le restrizioni europee all’esportazione che limitano le colture trattate con glifosato.
«Gli agricoltori sono le persone più laboriose che abbia mai incontrato», ha detto Kennedy. «Vogliono produrre il cibo più sano e… gli input li stanno uccidendo».
Ha aggiunto: «sette anni su dieci gli agricoltori perdono soldi e… non ci sono più giovani che si trasferiscono nelle campagne. Quindi, sapete, dobbiamo davvero fare il possibile per assicurarci di non perdere altre aziende agricole in questo Paese. Ed è questo che preoccupa il presidente. Deve essere la sua priorità».
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«Sappiamo tutti che dobbiamo abbandonare il glifosato»
Pur difendendo l’ordine di Trump, Kennedy ha insistito sul fatto che l’obiettivo a lungo termine rimane chiaro. «Sappiamo tutti che dobbiamo abbandonare il glifosato», ha affermato.
Ha affermato che il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti sta investendo molto nella ricerca e nell’agricoltura rigenerativa, mentre il presidente ha stanziato 1 miliardo di dollari per l’agricoltura rigenerativa e la riduzione dell’uso di sostanze chimiche.
Kennedy ha menzionato i sistemi laser che colpiscono erbacce e insetti senza l’uso di sostanze chimiche. Sebbene le macchine costino circa 1 milione di dollari, ha affermato che il sistema «si ripaga da solo», citando prove che dimostrano un aumento della produttività e una riduzione delle stagioni di crescita.
«Ci sono tutte queste nuove tecnologie entusiasmanti che ci danno una luce alla fine del tunnel», ha detto. «E potrebbe essere molto, molto veloce».
Ha riconosciuto che le colture a filari rappresentano una sfida maggiore rispetto alle aziende agricole biologiche specializzate, ma ha sollecitato investimenti per liberare gli Stati Uniti dalla dipendenza chimica.
«Come possiamo aiutarli a farlo?», ha chiesto. «Come possiamo convincere gli imprenditori e i miliardari della Silicon Valley a investire in modo significativo in questo tipo di tecnologie? E smettiamola di occuparcene».
Kennedy ha definito la sua missione come urgente. «Agirò come se avessi tre anni per fare tutto», ha affermato, riferendosi alla durata residua dell’attuale mandato di Trump. Ha previsto che la tecnologia eliminerà molti pesticidi ed erbicidi, anche se la riforma dei fertilizzanti «sarà molto più lenta».
Ciononostante, ha espresso fiducia in un futuro senza pesticidi. «Penso che accadrà», ha detto. «La tecnologia lo permetterà».
Jill Erzen
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Immagine da Twitter
Alimentazione
Una singola esposizione a un fungicida tossico può ripercuotersi per 20 generazioni
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- Gli effetti sono durati 20 generazioni. I cambiamenti chimici che controllano l’attivazione o la disattivazione dei geni erano ancora alterati nello sperma di ratto 23 generazioni dopo l’esposizione originale. Il numero di queste «etichette» di DNA è aumentato nel tempo, dimostrando che erano state trasmesse e accumulate stabilmente.
- La malattia peggiorò nelle generazioni successive. Le generazioni successive svilupparono tassi più elevati di patologie renali, prostatiche, ovariche e testicolari. Nelle donne, la malattia era più frequente e spesso più pericolosa per la vita.
- Emersero gravi complicazioni alla nascita. Anche 16 generazioni dopo, le femmine sperimentavano un travaglio prolungato o interrotto. Alla 22a generazione, il successo riproduttivo diminuì drasticamente.
- La salute degli spermatozoi è peggiorata costantemente. I discendenti maschi hanno mostrato un numero crescente di spermatozoi morenti nel corso delle generazioni. Nelle generazioni successive, la morte degli spermatozoi è aumentata bruscamente e ha coinciso con alti tassi di complicazioni alla nascita.
- La linea materna è stata la più colpita. I ratti discendenti dalla linea materna presentavano regioni di DNA molto più alterate e problemi riproduttivi più gravi rispetto a quelli della linea paterna.
- I cambiamenti erano in gran parte epigenetici, non genetici. È stato rilevato solo un piccolo numero di mutazioni permanenti del DNA. La maggior parte degli effetti ereditari riguardava cambiamenti nella regolazione genica piuttosto che modifiche al codice del DNA stesso.
- Aumento delle patologie organiche. Gli esami dei tessuti, inclusa l’analisi assistita dall’intelligenza artificiale, hanno rilevato anomalie in diversi organi, tra cui malattie renali e problemi alla prostata. Grandi cisti ovariche e follicoli maturi ridotti erano più comuni nelle generazioni successive.
- Sono emerse differenze fisiche notevoli. Persino fratelli cresciuti nella stessa gabbia con la stessa dieta mostravano differenze significative. In un caso, un fratello era magro mentre l’altro era gravemente obeso.
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Una sostanza chimica con una storia travagliata
Prodotto dall’azienda chimica BASF, il vinclozolin è stato registrato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1981 per l’uso sulle colture con marchi come Ronilan e Vorlan. Negli anni ’90, tuttavia, le preoccupazioni sono aumentate quando alcuni studi hanno suggerito che la sostanza chimica potesse comportare rischi per la salute. La vinclozolina blocca i recettori degli androgeni, gli interruttori molecolari che rispondono agli ormoni maschili come il testosterone. Questo può interferire con la normale segnalazione degli ormoni maschili e compromettere lo sviluppo e la funzionalità dell’apparato riproduttivo maschile. Studi sugli animali hanno collegato la vinclozolina a tumori al fegato, anomalie della prostata, tumori surrenali e della tiroide, malattie renali e cancro dell’utero. Nel novembre 2025, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro l’ha classificata come «possibilmente cancerogena per l’uomo». L’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti ha gradualmente eliminato l’uso alimentare negli Stati Uniti all’inizio degli anni 2000 e la sostanza chimica è vietata, tra gli altri, nell’Unione europea. Ricerche di laboratorio e sugli animali hanno dimostrato che la vinclozolina può causare alterazioni durature nel modo in cui vengono regolati i geni, alterazioni che potrebbero essere trasmesse alle generazioni future. Il nuovo studio sottolinea come gli effetti più gravi potrebbero non limitarsi all’individuo esposto, ma durare molto più a lungo di quanto si sospetti. «Questi risultati forniscono ulteriori prove degli effetti transgenerazionali della vinclozolina, dimostrando che l’esposizione ancestrale può innescare modifiche epigenetiche che contribuiscono allo sviluppo della malattia attraverso più generazioni», hanno scritto gli autori.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
A seguito dell’esposizione attraverso le generazioni
I ricercatori hanno esposto ratti gravidi – la generazione F0 – alla vinclozolina durante una finestra critica dello sviluppo riproduttivo fetale. I ratti di controllo hanno ricevuto una soluzione neutra. Skinner ha affermato di aver ridotto il dosaggio della tossina in modo conservativo, a un livello inferiore a quello che una persona media potrebbe assumere nella propria dieta. L’esposizione di una femmina incinta al virus colpisce tre generazioni: la madre, il feto e gli spermatozoi o gli ovuli in via di sviluppo. La terza generazione (F3) è la prima che non è mai stata esposta direttamente ed è considerata la prima generazione veramente «transgenerazionale». Il team ha allevato i ratti per 23 generazioni, incrociando accuratamente ogni generazione con animali non imparentati provenienti da una colonia di Sprague Dawley geneticamente diversificata per prevenire la consanguineità. La colonia ha un tasso di consanguineità di circa lo 0,15%, simile a quello degli esseri umani. I ricercatori hanno anche contattato il fornitore per confermare che le morti materne e le gravi complicazioni riproduttive sono rare nelle loro colonie generali. Il fornitore non ha segnalato tendenze insolite, il che suggerisce che i problemi osservati nella linea genetica della vinclozolina erano rari e non dovuti ad effetti del ceppo di fondo. All’età di un anno, i ratti sono stati valutati per la presenza di patologie. I ricercatori hanno raccolto lo sperma ed esaminato i tessuti della prostata, dei testicoli, delle ovaie, dei reni maschili e femminili e del grasso circostante.Aiuta Renovatio 21
Misurazione del cambiamento epigenetico
Gli scienziati hanno utilizzato un metodo di laboratorio per identificare le «regioni differenzialmente metilate», o DMR, aree in cui i marcatori che regolano i geni differivano dai controlli. Entro la 23ª generazione:- La linea materna presentava 470 regioni significativamente alterate rispetto ai controlli.
- La linea paterna contava 64.
- Molti cambiamenti hanno comportato aumenti o diminuzioni di circa il 50% nella metilazione, riflettendo cambiamenti sostanziali nella regolazione genica.
- Le alterazioni erano distribuite in tutto il genoma, compresi i geni vicini coinvolti nel metabolismo, nella segnalazione e nella funzione degli organi.
- Molte delle stesse regioni alterate erano già state osservate 10 generazioni prima. Circa il 24% si sovrapponeva nella linea materna e quasi il 44% in quella paterna, a indicare che i cambiamenti erano stabili e persistenti.
La malattia si è intensificata attraverso le generazioni
I ricercatori hanno segnalato gravi conseguenze per la salute. Nel corso delle generazioni, i discendenti maschi hanno mostrato un tasso elevato di morte degli spermatozoi, misurato da un test di laboratorio che rileva le cellule morenti. La morte degli spermatozoi è aumentata gradualmente, raggiungendo un breve periodo di stallo tra le generazioni 15 e 17, per poi aumentare bruscamente tra le generazioni 18 e 20. Alla ventesima generazione, i maschi discendenti dalla linea materna avevano in media più di 400 spermatozoi morenti. I maschi della linea paterna ne avevano in media quasi 380, ben al di sopra dei controlli. Nello stesso periodo, anche i risultati riproduttivi peggiorarono. A partire dalla 19a generazione circa, le femmine di ratto iniziarono a morire durante il travaglio. Le cucciolate venivano perse a causa di parti prolungati o bloccati. Alla 22a generazione, il successo riproduttivo era drasticamente diminuito. «Verso la sedicesima, diciassettesima e diciottesima generazione, le malattie divennero molto diffuse e iniziammo a osservare anomalie durante il parto», ha detto Skinner. «O moriva la madre o morivano tutti i cuccioli, quindi era una patologia davvero letale». Molte donne colpite erano in sovrappeso o obese, condizioni che possono interferire con le contrazioni uterine. Lo studio sottolinea che anche la qualità dello sperma potrebbe aver ridotto il successo della fecondazione e l’impianto sano dell’embrione. L’analisi dei tessuti assistita dall’intelligenza artificiale, combinata con la revisione manuale, ha rivelato tassi più elevati di malattie renali, cisti ovariche, un minor numero di follicoli maturi e anomalie della prostata. «In alcuni casi, nei ratti della generazione F23 sono state osservate malattie più progressive e croniche», hanno scritto gli autori.Iscriviti al canale Telegram ![]()
Implicazioni per la prevenzione di malattie future
Lo studio sottolinea anche un punto cieco normativo, poiché la tossicologia tradizionale si concentra sulla tossicità diretta e sulle mutazioni genetiche. L’ereditarietà epigenetica suggerisce che le esposizioni a basse dosi potrebbero lasciare impronte molecolari che si amplificano attraverso le generazioni, ma aprono anche la strada a strategie di prevenzione, hanno affermato i ricercatori. Ad esempio, sono stati identificati biomarcatori epigenetici per diverse patologie, tra cui disturbi legati alla gravidanza come la preeclampsia. Poiché possono fornire un segnale stabile di cambiamenti biologici ereditari, potrebbero aiutare a identificare il rischio molto prima della comparsa dei sintomi, hanno affermato gli autori. «Sebbene la malattia transgenerazionale epigenetica indotta dall’ambiente non possa essere prevenuta e avrà un impatto sulla salute delle generazioni future, l’uso di biomarcatori epigenetici per la suscettibilità alle malattie può essere utilizzato in età precoce per consentire l’impiego di approcci di medicina preventiva per ritardare o prevenire il carico di malattie in età avanzata», hanno scritto. Pamela Ferdinand Pubblicato originariamente da US Right to Know. Pamela Ferdinand è una giornalista pluripremiata ed ex borsista del Massachusetts Institute of Technology Knight Science Journalism, che si occupa dei determinanti commerciali della salute pubblica.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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