Sport e Marzialistica
Giocatore di scacchi indiano diviene il più giovane campione del mondo
Il diciottenne prodigio degli scacchi indiano Gukesh Dommaraju è diventato il più giovane campione del mondo di sempre dopo aver sconfitto il campione in carica Ding Liren in un’avvincente finale a Singapore.
Gukesh, che era già il più giovane concorrente del torneo, ha vinto la partita al meglio dei 14 per un solo game, aggiudicandosi una quota del montepremi da 2,5 milioni di dollari. È il secondo indiano a diventare campione del mondo di scacchi, dopo il cinque volte vincitore Viswanathan Anand, che ha vinto l’ultima volta nel 2013.
È diventato anche il più giovane campione del mondo di sempre, battendo il precedente record detenuto da Gary Kasparov, che vinse il titolo all’età di 22 anni nel 1985.
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Il campionato si è concluso in modo drammatico quando Ding ha commesso un errore critico nell’ultima partita. La partita era stata tesa, con i tiebreak che incombevano come una possibilità reale. Dopo quasi cinque ore di gioco, il Ding ha vacillato, consentendo a Gukesh di cogliere l’attimo e aggiudicarsi il campionato. Durante tutto il torneo, Ding era spesso rimasto indietro sul cronometro, evidenziando l’abilità strategica di Gukesh e la sua capacità di spingere il suo avversario.
«Ho sognato questo momento per gli ultimi dieci anni. Sono felice di aver realizzato il sogno e di averlo trasformato in realtà», ha detto il Gukesh dopo lo storico trionfo, come riportato dall’Hindustan Times. «Mi sono emozionato un po’ perché non mi aspettavo di vincere. Ma poi ho avuto la possibilità di andare avanti».
L’ultimo risultato corona un anno incredibile per il giovane grande maestro, che ha trionfato anche al torneo Candidates 2024 e ha condotto l’India alla vittoria nelle Olimpiadi degli scacchi. In particolare, è il primo adolescente a detenere il titolo di campione del mondo di scacchi.
Figlio di un medico e di un microbiologo di Chennai, nello Stato del Tamil Nadu, Gukesh ha mostrato fin da piccolo una promessa negli scacchi, vincendo la corona U-9 agli Asian School Chess Championships nel 2015. Il ragazzo ha dato seguito quel successo aggiudicandosi un titolo agli U-12 World Youth Chess Championships tre anni dopo.
Gukesh è uno dei giocatori più talentuosi dell’India, insieme al diciannovenne R. Praggnanandhaa, che ha studiato il gioco alla Velammal Institution di Chennai, ed è stato descritto dai media indiani come una «forza catalizzatrice» dietro la rivoluzione degli scacchi in città un tempo chiamata Madras.
Nato a Chennai da una famiglia di etnia Telugu, il Gukesh, ha imparato il giuoco degli scacchia a sette anni, iniziando a praticare nel 2013 per un’ora tre giorni alla settimana. Il talento è stato quindi notato dai suoi maestri di scacchi che lo hanno lanciato nelle competizioni.
Nell’agosto 2022, ha giocato la 44ª Olimpiade di scacchi e inizialmente ha ottenuto un punteggio perfetto di 8/8, sconfiggendo in particolare il numero 1 degli Stati Uniti Fabiano Caruana nell’ottava partita, concludendo con un punteggio di 9 su 11, guadagnando la medaglia d’oro sulla prima scacchiera e con la sua squadra India-2 è arrivata terza nel torneo.
Nel settembre 2022, Gukesh ha raggiunto per la prima volta un punteggio di oltre 2700, con un punteggio di 2726.
Ciò lo ha reso il terzo giocatore più giovane a superare i 2700, dopo Wei Yi e Alireza Firouzja.
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Nell’ottobre 2022 durante il torneo Aimchess Rapid, Gukesh è diventato il giocatore più giovane a battere Magnus Carlsen da quando quest’ultimo è diventato campione del mondo.
Nella classifica di agosto 2023, Gukesh è diventato il giocatore più giovane di sempre a raggiungere una valutazione di 2750. Gukesh ha partecipato alla Coppa del mondo di scacchi 2023. Ha sconfitto Misratdin Iskandarov, S. L. Narayanan, Andrey Esipenko e Wang Hao per qualificarsi ai quarti di finale, dove è stato sconfitto dal numero 1 al mondo Magnus Carlsen
Nel 2023 è diventato il terzo giocatore più giovane a qualificarsi per un torneo dei Candidati, dietro Bobby Fischer e Magnus Carlsen.
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Immagine di Frans Peeters via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Sport e Marzialistica
Renovatio 21 intervista Gian Carlo Minardi
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Gender
Le squadre di Hockey NHL scelgono la Quaresima e la Pasqua per celebrare le «serate dell’orgoglio» LGBT
Ancora propaganda LGBT presso la National Hockey League (NHL), la massima divisione hockeyistica americana, considerata la più combattuta e prestigiosa del mondo. Lo sport più maschio – e, di fatto, più bianco – del panorama americano è oramai da anni oggetto di un tentativo mordace di omotransessualizzazione.
Verso la fine dello scorso anno, la NHL ha promosso una serie pornografica omosessuale del canale televisivo HBO, Heated Rivalry, che descrive la relazione tra due giocatori di hockey canadesi immaginari di squadre avversarie, scrive LifeSite. Il trailer della serie, che includeva brevi sequenze di attori maschi nudi impegnati in simulazioni di sesso anale, è stato proiettato sui maxischermi di diverse piste di pattinaggio, permettendo così ai tifosi della NHL, compresi bambini e adolescenti, di vederlo. Sebbene la serie eviti la nudità maschile integrale, durante le scene di sesso si vedono molte parti del corpo nudo che non lasciano praticamente nulla all’immaginazione. Le scene, facilmente reperibili sui social media, sono esplicite.
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La rivista di sinistra Salon ha ammesso che «l’oscenità è il punto focale» dello show. «Gli incontri di Heated Rivalry sono un’interazione tra una coreografia meticolosa e inquadrature che mostrano la nudità degli attori quel tanto che basta senza essere considerate pornografia a tutti gli effetti». Pertanto, materiale pornografico omosessuale veniva promosso a ragazzini e adolescenti che speravano di guardare una partita di hockey, non due uomini che si abusavano sessualmente l’uno dell’altro.
La maggior parte della serie è andata in onda durante il periodo dell’Avvento. Ora che la Quaresima volge al termine e l’attenzione si concentra sulla Passione e la Resurrezione di Gesù Cristo, le squadre della NHL hanno scelto di organizzare delle «Serate dell’Orgoglio» LGBT.
«Non è un caso che lo facciano tutti intorno a Pasqua», ha detto l’utente X Caleb Newsom, che ha ripubblicato le immagini orgogliose dei Florida Panthers con le loro nuove «maglie della Notte dell’Orgoglio».
La scorsa settimana, durante la serata dedicata al Pride della squadra di hockey su ghiaccio di Nashville, i Cowgays, una band country queer che si prende gioco di Nostro Signore , ha cantato l’inno nazionale. CatholicVote ha definito l’evento «vergognoso».
I Nashville Predators si sono subito attirati una valanga di critiche, sottolineando l’ironia del nome della squadra. I commentatori si sono riversati sui social media per ribattezzare la squadra di Nashville «Gay Predators», i «predatori omosessuali». Curiosamente, i Nashville «Predators» hanno perso contro i New Jersey «Devils» nella serata del Pride.
Nashville predators hockey team has gone gay.
Are they now the prideful predators…or the gay predators?
What does any of this have to do with hockey? 😆 pic.twitter.com/Lry0Q2Bqh5
— Clerpatriot (@clerpatriot) March 28, 2026
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Ora i due periodi più sacri dell’anno per i cristiani sono saturi di riferimenti LGBT, che si infiltrano e contaminano passatempi un tempo sani per ragazzi e giovani uomini.
L’attenzione omotransessualista posta sul mondo dell’Hockey è probabilmente dovuta al fatto che tale sport rappresenta uno degli ultimi «baluardi» di un certo tipo di cultura maschile e patriottica, e questo sito ha parlato dello straordinario incipit del «derby» della nazionale USA col Canada lo scorso anno, quando, dopo i fischi all’inno, i giocatori statunitensi scatenarono tre risse in nove secondi netti. Di fatto, vi sono battute di comici sul fatto che durante le trasmissioni TV delle partite mancano gli spot con persone di colore (che preferiscono, per lo più, il basket, il football americano e in misura minore il baseball).
Come riportato da Renovatio 21, in varie occasioni giocatori (spesso di nazionalità russa) si sono rifiutati di vestire particolari maglie o nastri pro-omotransessualisti imposte dalla squadra.
Nel 2023 anche il portiere dei San Jose Sharks James Reimer si rifiutò ad indossare la maglia della «Pride Night» citando le sue convinzioni cristiane. Durante l’episodio emerse qualcosa di più: l’account Twitter ufficiale dei San Jose Sharks pubblicò dei post informativi per educare i fan sulle tematiche LGBT. Tra questi, citarono la cultura degli Zapotechi (una civiltà precolombiana del Messico), menzionando i Muxe, individui che storicamente occupano un «terzo genere» e sono venerati o rispettati in quella cultura.
Insomma, oltre all’omotransesuallizzazione del più maschio degli sport – dove, di fatto, sono ancora ammessi i duelli… – si ha qui una chiara prova di paganizzazione. Davanti a questo episodio, Tucker Carlson ha sostenuto che la NHL stesse promuovendo il «sacrificio umano» o «riti di civiltà morte» per giustificare l’inclusione delle persone transgender.
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Immagine di Ryan Tanner via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Spirito
La Stella Rossa di Belgrado multata perché i tifosi hanno mostrato allo stadio un’immagine sacra
L’«incidente» è avvenuto il 26 febbraio 2026, durante la partita tra la nazionale serba e il Lille. Commentatori in rete hanno subito fatto notare sui social media che la UAEF applica «le regole in modo selettivo» e ha «un evidente doppio standard», per cui le immagini demoniache sono permesse, quelle sante no.🇷🇸The UEFA fined the Serbian club “Red Star” €95,500 because fans unfurled an image of the Orthodox saint St. Simeon the Wonderworker and a banner saying “Let our faith lead you to victory”. pic.twitter.com/CsBp6Og3EO
— Lord Bebo (@MyLordBebo) March 28, 2026
«Perché è accettabile realizzare un’immagine con letteralmente Satana, un pentagramma e una frase in latino che chiede al diavolo di prendersi le loro anime, mentre non lo è quella di un santo cristiano?», ha chiesto un utente Twitter.Kaiserslautern fans displaying satanic imagery in their tifo. Versus Red Star Belgrade’s Delije displaying St. Simeon Nemanja, a 12th century Serbian king who gave up his throne to become a monk and eventually a Saint.
One group chose satan. The other chose a Christian Saint. W… pic.twitter.com/WZIBWvDAn1 — sacredchad (@sacredchad_ig) March 5, 2026
Why is doing one with literally Satan a pentagram and a phrase in latin asking the devil to take their souls okay but a Christian Saint isn’t? pic.twitter.com/uabDZzkLZo
— Trad West (@trad_west_) March 27, 2026
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🚨 We have formally submitted a letter to the European Commissioner for Sport regarding the fine imposed after the Red Star Belgrade incident, raising serious concerns about UEFA’s stance on Orthodox Christian expression. Selective enforcement of rules exposes clear double… pic.twitter.com/GUpyleb3v8
— FRAGKOS EMMANOUIL FRAGKOULIS MEP🇬🇷 (@e_fragkos) March 27, 2026
- Violazione della neutralità (bandiere politiche): Celtic FC vs Hapoel Be’er Sheva, UEFA Champions League, 17 agosto 2016: bandiere palestinesi; nessuna sanzione.
- Violazione della neutralità (gesto militare): nazionale di calcio turca contro nazionale di calcio francese, qualificazioni a UEFA Euro 2020, 14 ottobre 2019: saluto militare; nessuna sanzione.
- Violazione della neutralità (simbolismo territoriale/politico): nazionale di calcio ucraina contro nazionale di calcio olandese, UEFA Euro 2020, 13 giugno 2021: mappa della maglia che include la Crimea; nessuna sanzione.
- Violazione della neutralità (valori/espressione politica): nazionale di calcio tedesca contro nazionale di calcio ungherese, UEFA Euro 2020, 23 giugno 2021: fasce arcobaleno al braccio; nessuna sanzione.
- Violazione della neutralità (simboli politici – nessuna sanzione): Real Madrid CF vs FC Barcelona, La Lifa, 2021-2023 – ripetuta esposizione di bandiere e striscioni indipendentisti catalani da parte dei tifosi; nessuna azione disciplinare da parte della UEFA nonostante il chiaro contenuto politico.
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