Animali
Gatto bullo filma le sue crudeli prepotenze con la GoPro
Un video di grande significanza etologica emerge dalla rete.
Qualcuno, presumibilmente in Cina, ha avuto l’idea di piazzare una telecamera GoPro – quelle solitamente utilizzate dagli sportivi per creare filmati «in prima persona» (POV) – sul mento di un gatto.
Il felino in questione, tuttavia, non è di quelli che sta a dormicchiare sul tavolo di casa per poi stiracchiarsi, darsi una grattatina e correre a mangiare le crocchette: no, si tratta di un gatto bullo che ama la rissa, che gira il quartiere molestando i pelosi simili per affermare il suo dominio sul territorio.
Si tratta, insomma, di un vero gattaccio, e il filmato qui sotto è da ritenersi la compilation di gattacerìa più intensa vista negli ultimi anni.
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Guardatelo mentre fastidia un gattino tigrato, mentre si picchia con uno a caso fra i cespugli, mentre insegue un povero collega sotto un’automobile per poi pure iniziare a menarlo, mentre si prende a testate con un altro che sembrava starsene placidamente a casa sua. Una creatura di prepotenza inguardabile, irricevibile, ingiustificabile.
Guardatelo mentre scorrazza per lo spazio urbano, tra parchetti, giardini, parcheggi e aree industriali, per le sue testosteroniche gozzoviglie, i baffi che penzolano visibili nella parte alta dell’inquadratura – e i baffi dei gatti si dicono per qualche ragione vibrisse, e nessuno ce ne ha mai spiegato davvero il senso, sempre millantando un qualche potere speciale che ne deriverebbe.
Sentite il verso, davvero intollerabile, del micio minaccioso: è l’urlo terrifico del felide, il miagolio dell’inferno.
Menzione speciale per il gatto sotto la macchina a 03:21, che letteralmente non batte ciglio, e resta sereno fregandosene olimpicamente dell’aggressività del gattazzo GoPro.
Ci resta solo da sperare che il bullo del quartiere sia stato, ad una certa, trovato pane per i suoi dentini, e punito come si deve della sua pervasiva tracotanza zonale.
La Cina, dove come in Corea sia ama talvolta il cane, non è vicina, purtuttavia c’è una provincia veneta dove, vuole la leggenda, certi gatti subivano un tempo un destino particolare… Per un gatto così malvagio, è lecito pensare a quel tipo di fine?
Il lettore animalista si è offeso? Il lettore gattaro?
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Marche, ancora un uomo aggredito dai lupi
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Animali
Poliziotto ammanetta emù
Un veterano di 25 anni in servizio presso un dipartimento di polizia della Florida ha vissuto una situazione decisamente fuori dal comune quando, a seguito di una chiamata per un animale vagante, si è trovato costretto ad ammanettare un emù.
L’ufficio dello sceriffo della contea di St. Johns ha raccontato l’episodio sui propri canali social, spiegando che il caporale Keisler è intervenuto venerdì dopo la segnalazione di un emù in libertà.
«Keisler ha provato a catturare l’emù, ma il grosso uccello non ha obbedito ai suoi ordini, ha scalciato ripetutamente con i suoi potenti artigli e si è dato alla fuga correndo in modo sconsiderato», si legge nel comunicato.
Alla fine il poliziotto è riuscito a bloccare l’animale con un lazo e ha utilizzato le manette per immobilizzargli le zampe.
Policing teaches you to expect the unexpected.
Even a handcuffed emu! pic.twitter.com/fuxKgzg3mr
— Bill Bratton (@CommissBratton) January 16, 2026
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«In 25 anni di carriera non ho mai ammanettato un emù», ha commentato Keisler, riportato dalle parole dell’ufficio dello sceriffo. «Questa è proprio una prima volta.»
L’emù non ha riportato ferite ed è stato regolarmente riconsegnato al legittimo proprietario. «Tutte le accuse penali nei confronti dell’emù sono state ritirate», ha concluso con ironia il post.
Gli emù (Dromaius novaehollandiae) sono uccelli ratiti originari dell’Australia, secondi per altezza dopo lo struzzo: raggiungono i 190-200 cm e un peso di 30-55 kg.
Tale specie di pennuti dispone di un piumaggio doppio con struttura particolare (due rachidi per ogni stelo), occhi di grandi dimensioni, zampe molto lunghe e muscolose. Le creature raggiungono una velocità massima di circa 50 km/h, con falcate fino a 3 metri. Il maschio incuba le uova per circa 56 giorni senza alimentarsi, perdendo fino al 25% del peso corporeo. L’emù possiede una sacca tracheale che produce suoni gravi e rimbombanti.
Normalmente riservati, tali uccelloni possono diventare aggressivi se si sentono minacciati, durante il periodo riproduttivo o in difesa della prole. I calci, inferti con zampe dotate di artiglio centrale affilato e forza notevole, provocano ferite lacero-contuse gravi, fratture o, in casi estremi, lesioni potenzialmente letali, sebbene gli incidenti mortali restino rari – per il momento.
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Immagine di Sean Keller via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Animali
Padre ammette di aver ingannato il figlio sull’amore per i trichechidi. I quali per galleggiare usano i loro gas
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