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Geopolitica

Eurodeputato francese dà ragione a Medvedev sulla NATO. Eurodeputato slovacco visita Mosca per «chiedere scusa per la russofobia occidentale»

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In un recente post sui social media, l’eurodeputato francese ed ex esponente del Front National Florian Philippot ha dichiarato che l’ex presidente russo Dmitrij Medvedev stava affermando la «verità assoluta» quando ha criticato i paesi della NATO e il loro sostegno all’Ucraina.

 

Il membro del Parlamento europeo, ex portavoce di Marina Le Pen, ha commentato un post pubblicato domenica da Medvedev, in cui sottolineava i problemi economici che i sostenitori occidentali dell’Ucraina stanno affrontando.

 

«L’Occidente non ha soldi per ripulire la Florida dopo l’uragano Milton, non ha soldi per gli agricoltori francesi, non ha soldi per rilanciare l’industria tedesca», ha scritto su Telegram Medvedev, che ora è vice capo del Consiglio di sicurezza russo.

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Questi Paesi, tuttavia, hanno ancora i fondi per finanziare «un gruppo di ucraini ubriachi e pazzi» e per produrre armi «per sterminare gli slavi in ​​un conflitto militare», ha aggiunto.

 

In un post su X, Philippot, leader del partito I Patrioti, ha scritto che Medvedev «ha appena distrutto i Paesi della NATO lanciando loro verità assolute». Philippot ha anche preso di mira il presidente francese Emmanuel Macron, dicendo che anche lui «sta prendendo botte» per la sua recente promessa di un «nuovo assegno da 3 miliardi a Zelens’kyj».

 


Philippot ha invitato Macron a «fermare questi controlli e queste spedizioni di armi», sostenendo che le dichiarazioni di Medvedev sono «terribilmente vere!»

 

Durante una visita la scorsa settimana a un campo militare nella Francia orientale per ispezionare l’addestramento delle truppe ucraine, Macron ha promesso circa 3 miliardi di euro di aiuti militari per Kiev quest’anno. All’inizio del 2024, gli agricoltori francesi hanno organizzato massicce proteste in tutto il paese, chiedendo che le regole commerciali preferenziali concesse a Kiev venissero revocate e chiedendo un maggiore sostegno governativo.

 

Negli Stati Uniti, la scorsa settimana l’ex presidente Donald Trump ha accusato l’amministrazione del presidente Joe Biden di trascurare i sopravvissuti all’uragano Helene nella parte sud-orientale del Paese, mentre inviava miliardi di dollari in aiuti all’Ucraina.

 

Nelle scorse ore, Philippot ha rincarato la dose condividendo un video di reclutamento forzato in Ucraina.

 


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Nel frattempo, un altro eurodeputato ha manifestato il suo sostegno a Mosca.

 

L’eurodeputato slovacco Lubos Blaha ha visitato Mosca nel fine settimana per ringraziare la Russia per aver liberato il suo paese dal fascismo durante la Seconda guerra mondiale e per scusarsi per la «crescente russofobia» nell’UE e negli Stati Uniti.

 

Blaha, membro del partito socialdemocratico SMER-SD del primo ministro Robert Fico, ha pubblicato un video in cui visita la Piazza Rossa e depone fiori presso la Tomba del Milite Ignoto, vicino al muro del Cremlino, e presso il monumento al maresciallo sovietico Georgy Zhukov.

 

«Sono venuto… come amico della Russia perché non posso più guardare la crescente russofobia in Occidente», ha detto Blaha in un video pubblicato su Telegram. Il popolo russo ha fatto «sacrifici incredibili» per liberare la Slovacchia, ha aggiunto.

 

Blaha ha detto di volersi scusare per le «belligeranti, odiose e virtualmente fasciste risoluzioni adottate dal Parlamento europeo contro la Russia». Ha insistito sul fatto che gli slovacchi «non saranno mai costretti a odiare il popolo russo» e che respinge le consegne di armi occidentali a Kiev, le sanzioni a Mosca e le ulteriori escalation del conflitto tra Russia e Ucraina.

 

«Non vogliamo che i nostri figli muoiano in una guerra nucleare. Gli slovacchi vogliono la pace!» ha detto Blaha, aggiungendo che i russi sono visti come «persone amichevoli» in Slovacchia e «non sarà mai altrimenti». L’eurodeputato ha anche chiesto il dialogo con Mosca e la fine dell’ «odio per la Russia».

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L’eurodeputato avrebbe dovuto tenere anche una lezione presso l’Istituto statale di relazioni internazionali di Mosca (MGIMO), a cui avrebbero partecipato studenti slovacchi.

 

Blaha è stato eletto al Parlamento europeo quest’estate. Secondo l’agenzia di stampa Slovak Standard, era il secondo candidato MEP più popolare nel Paese. Prima di entrare nel Parlamento europeo, è stato membro del parlamento nazionale dal 2012 e vicepresidente dal 2023.

 

È noto per la sua simpatia verso la Russia e per le critiche all’UE e agli USA. The Standard lo descrive come il «politico più filo-russo in Slovacchia».

 

In precedenza, il premier slovacco Robert Fico aveva annunciato l’intenzione di visitare Mosca per celebrare l’80° anniversario della sconfitta della Germania nazista nella Seconda guerra mondiale. Fico ha affermato che non avrebbe lasciato che nessuno dimenticasse che «la libertà è venuta dall’Est», riferendosi alla liberazione della Slovacchia dall’occupazione nazista da parte dell’esercito sovietico nel 1945. Ha anche criticato l’Occidente per aver chiuso un occhio sulle truppe ucraine che usavano simboli nazisti.

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 Immagine di European Parliament via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-ND 2.0

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Geopolitica

Il ministro israeliano Smotrich appoggia il genocidio dei palestinesi dinanzi alle telecamere

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Nel corso di un evento filmato il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha affermato che la «pulizia radicale» che Israele sta conducendo nel Libano meridionale è «senza precedenti». Smotrich ha sottolineato che «non si torna indietro» e che il mondo non fermerà Israele.   «La pulizia radicale, sia in superficie che nel sottosuolo, che stiamo effettuando ora nel Libano meridionale, nelle sue profondità, non ha precedenti».   «Questa è una purificazione totale senza precedenti, sia sopra che sotto terra. Non hanno nessun posto dove tornare! E comunque, il mondo non ci fermerà!» ha esclamato il ministro sionista.  

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Queste dichiarazioni hanno riacceso il dibattito sulla campagna militare israeliana e sulla sorte dei civili sfollati dal Libano meridionale.   Come riportato da Renovatio 21, lo Smotrich cinque mesi fa aveva dichiarato che l’espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania procede con il pieno appoggio degli Stati Uniti.   Come riportato da Renovatio 21, lo Smotrich promuove la conquista della Striscia di Gaza. Nel maggio 2025 Smotrich è intervenuto su Canale 12 TV dichiarando che Israele occuperà completamente la Striscia di Gaza, dicendo praticamente agli israeliani che dovrebbero dimenticare gli ostaggi rimasti nelle mani di Hamas.   Oramai tutti riconoscono che si tratta del governo più estremista della Storia di Israele, sostenuto da sionisti religiosi e secolaristi, con tinte messianiche che interesserebbero lo stesso Netanyahu. Sullo sfondo, sempre più distintamente, l’idea del «Grande Israele», dove lo Stato degli ebrei si estende in tutta la regione.   Come riportato da Renovatio 21, lo Smotrich aveva citato il concetto dell’inesistenza dei palestinesi in un servizio commemorativo per un attivista del Likud a Parigi. Parlando da un podio decorato con una mappa di Israele che includeva la Giordania, aveva affermato che il popolo palestinese «non esisteva».   Come riportato da Renovatio 21 ad agosto 2024, Smotrich ha espresso il suo sostegno al blocco degli aiuti a Gaza, affermando che «nessuno ci permetterà di far morire di fame due milioni di civili, anche se ciò potrebbe essere giustificato e morale, finché i nostri ostaggi non saranno restituiti».

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Alla fine di febbraio 2024, il ministro sionista aveva affermato che lo Stato di Israele avrebbe dovuto «spazzare via» il villaggio palestinese di Huwwara, dopo che era stato oggetto di una violenta aggressione da parte dei coloni israeliani. Mesi prima lo Smotrich aveva legalizzato 5 nuovi insediamenti di coloni ebraici. A inizio dell’anno passato aveva dichiarato che cacciare il 90% degli abitanti di Gaza «non costa nulla».   Smotrich, assieme ad altri partiti sionisti, aveva annunciato di essere pronto a lasciare il governo (facendolo quindi cadere) qualora Netanyahu accettasse la tregua con Hamas proposta dapprima dal presidente americano Biden.   Come riportato da Renovatio 21, a inizio anno lo Smotrich aveva chiesto apertis verbis l’annessione del Libano meridionale.

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Immagine screenshot da Twitter  
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Geopolitica

La Russia dice alle ambasciate straniere di lasciare Kiev

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Il 5 ottobre il portavoce presidenziale Dmitri Peskov ha ribadito un avvertimento già rivolto alle ambasciate straniere dal ministero degli Esteri e dal ministero della Difesa russi sui rischi che corrono mantenendo le proprie sedi a Kiev.

 

Peskov ha richiamato le dichiarazioni del presidente Putin, secondo cui ci saranno ulteriori attacchi contro le infrastrutture economiche ucraine, e ha sottolineato i possibili pericoli per le missioni diplomatiche straniere presenti in Ucraina.

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Tuttavia, pochi Paesi occidentali abbiano preso una decisione in merito. Interpellato sulla questione il 5 ottobre, il segretario di Stato Marco Rubio ha risposto: «Guardate, abbiamo una presenza diplomatica lì, e decideremo noi se è sicuro per loro rimanere o meno… Loro [i russi, ndr] avvertono i diplomatici di andarsene da mesi, e non credo che sia una sorpresa per nessuno che Kiev sia sotto attacco. Penso che sia una cosa risaputa».

 

Come riportato da Renovatio 21, nelle ultime ore il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha registrato un videomessaggio in cui avverte di un attacco massivo su Kiev che sarebbe in preparazione da parte di Mosca, domandando, al solito, aiuto a USA ed Europa.

 

In settimana era emerso che l’Estonia si preparava a schierare armi in grado di colpire la città russa di San Pietroburgo.

 

Come riportato da Renovatio 21, la Lituania ha segnalata la volontà legislativa di ospitare armi atomiche.

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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0) 

 

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Geopolitica

Merz promette maggiore sostegno militare all’Ucraina, mentre parte il countdown per la caduta del suo governo

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Friedrich Merz, cancelliere tedesco e figura molto impopolare, si trovava negli scorsi giorni a Kiev, dove ha annunciato un ulteriore stanziamento di 1 miliardo di euro in aiuti militari al regime del presidente ad interim ucraino Volodymyr Zelens’kyj.   Nel corso di una conferenza stampa accanto al presidente ucraino, Merz ha sostenuto che Mosca tenta di logorare il morale della popolazione ucraina e ha inoltre previsto 350 milioni di euro per il ripristino delle infrastrutture energetiche. Secondo l’agenzia Reuters, il cancelliere ha ribadito che la Germania resta il principale sostenitore dell’Ucraina.   «Lo facciamo non solo per proteggere l’integrità territoriale dell’Ucraina, ma anche nel nostro profondo interesse, poiché si tratta di una questione di sicurezza europea», ha dichiarato Merz, affermando che la Russia conduce attacchi informatici e campagne di disinformazione rivolti contro l’ordine democratico europeo.   «Questo dimostra che non ci lasceremo intimidire», ha aggiunto. Funzionari tedeschi hanno riferito che i dirigenti d’azienda al seguito di Merz hanno siglato 14 accordi con il governo e con imprese ucraine per un valore complessivo di circa 6,6 miliardi di euro. Tra questi figuravano una fornitura di missili di difesa aerea IRIS-T e una di droni intercettori.   «L’aspetto importante di questa visita è che non solo la Germania sta aiutando l’Ucraina, ma anche l’Ucraina sta condividendo le proprie conoscenze, la propria esperienza e i propri ordini», ha dichiarato Zelens’kyj. «Si tratta di posti di lavoro per la Germania».

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Nel frattempo Merz continua a perdere consensi di giorno in giorno. Il sondaggio Infratest-Dimap del 2 ottobre attribuiva all’opposizione AfD il 27% e ai cristiano-democratici di Merz solo il 20%; quello dell’INFAS, pubblicato domenica, vedeva già l’AfD al 30% e la CDU-CSU al 18%. Il «miglior» risultato personale di Merz è un misero 10% di consensi, a fronte di un’opposizione dell’88% secondo Infratest. I socialdemocratici (SPD), partner di coalizione della CDU-CSU al governo, hanno ottenuto il 13% venerdì scorso e il 14% domenica. I due sondaggi assegnano all’esecutivo appena il 32-33% dei consensi.   Ciononostante Merz si dice determinato a restare cancelliere, sostenendo che non esiste alternativa né a lui né alla politica di governo che, a suo dire, garantirebbe la stabilità della Germania e dell’Europa, riporta EIRN. Una serie di proteste di massa e le crescenti tensioni interne all’esecutivo indicano però che quella stessa politica sta rendendo la Germania instabile e ingovernabile.   La coalizione è così fragile che la scorsa settimana il presidente federale Frank-Walter Steinmeier ha telefonato separatamente al ministro delle Finanze e vicecancelliere Lars Klingbeil (SPD) e al ministro dell’Interno Alexander Dobrindt (CSU) per esprimere la preoccupazione di un imminente crollo del governo.   Un necessario cambio di linea dovrebbe includere anche un cambio di cancelliere, ma finora nessun esponente dei cristiano-democratici di Merz si è fatto avanti. Un primo giro di sondaggi sui possibili sostituti, due settimane fa, ha mostrato che tutti e tre i potenziali candidati — Hendrik Wüst (presidente del land del Nord Reno-Westfalia), Daniel Günther (presidente dello Schleswig-Holstein) e Markus Söder (presidente della Baviera) — non sono disposti ad accettare l’incarico.   L’AfD ha offerto, dietro le quinte, tolleranza e sostegno caso per caso alla CDU-CSU per un governo di minoranza senza Merz. Da solo, però, questo non renderebbe la Germania più governabile e stabile, soprattutto se i cristiano-democratici intendessero proseguire con le stesse politiche che li hanno portati al declino nei sondaggi e nelle tre elezioni regionali in Sassonia-Anhalt (tenutesi lo scoso 6 settembre), Meclemburgo-Pomerania Anteriore e Berlino (entrambe avutesi  il 20 settembre).   La caduta di Merz dovrebbe avvenire in modo sinergico, insieme alla fine delle sue politiche contro la Russia e a favore dell’Ucraina, contro l’austerità di bilancio e il riarmo eccessivamente costoso, e contro le scelte che hanno portato alla crisi energetica, che, ha ammesso lo stesso cancelliere, è causata dalla mancanza di gas russo.   Come riportato da Renovatio 21, lo scorso mese AfD ha querelato Merz per sue dichiarazioni.

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia  
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