Vaccini
Ecco il cattovaccinismo ciellino: CL, AIFA e crudeltà varie al Meeting di Comunione e Liberazione
Lunedì 21 agosto 2017, alle ore 19:00, alla Sala Neri del Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini si tenneten interessante incontro sul tema della Salute, che rientra proprio nel “Progetto Meeting Salute” proseguito anche quest’anno, e di cui Luigi Cammi – Amministratore Delegato di PLS Educational, che si occupa di comunicazione, marketing, organizzazione eventi (in ambito medico, scientifico e sportivo) e gestione di associazioni e fondazioni di varie categorie – è il responsabile.
Il tema della serata era rivolto in particolare alla salute degli anziani e dei malati, con un titolo molto preciso:
«Non lasciamo indietro i malati e gli anziani: prospettive e sviluppi delle vaccinazioni nel sistema sanitario nazionale»
Le vaccinazioni, dunque, sono il tema centrale. E lo si può intuire dai relatori invitati a presiedere il dibattito: Roberto Bernabei, Presidente dell’Associazione Italia Longeva che si occupa delle vaccinazioni sugli anziani; Massimo Galli, Vice Presidente di SIMIT (Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali); Raniero Guerra, Direttore Generale della Direzione della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute; Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità.
Chi vuole e ha tempo può leggersi o ascoltare la serata integralmente: capirà che l’incontro è stato monotematico e senza voci opposte. Nessun confronto, ma solo un accorato appello a vaccinare tutti, e in particolare gli anziani – categoria che ancora oggi in larga parte rifiuta di sottoporsi ogni anno alle vaccinazioni.
Il tema vaccini non è ovviamente mancato nemmeno nell’edizione di quest’anno.
Senza entrare troppo nello specifico del dibattito scientifico e politico sui vaccini, è interessante però constatare come in CL sia presente una componente ultravaccinista che invita al Meeting i massimi esponenti della vaccinazione a tutti i costi, coloro insomma che hanno fortemente voluto e sostenuto la legge 119/2017, meglio conosciuta come legge Lorenzin.
D’altronde CL simpatizza per le industrie farmaceutiche, e da un po’ di anni a questa parte i tentacoli del movimento giussaniano si sono guadagnati anche le simpatie di AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), non senza che quest’ultima, in coppia con Comunione e Liberazione, finisse fra le polemiche
AIFA e i 50.000 euro al Meeting di Rimini
Nel non lontano 2016 si scatenò una bagarre sui vertici di AIFA a causa di una durissima interrogazione posta dal senatore Lucio Barani (ALA) che denunciò le presunte «coperture» per evitare di far restituire dall’allora Dirigente Generale Luca Pani una somma pari a 647.000 euro come compenso extra percepito rispetto allo stipendio di 240.000 euro l’anno – il massimo di ciò che può essere percepito nel pubblico – per aver ricoperto il ruolo di consulente all’EMA per conto AIFA.
Possiamo dunque credere, oltre in base ai soldi fatti depositare da AIFA al Meeting su pressione di Melazzini, che l’interesse è molto più grosso di quanto si pensi
L’interrogazione scatenò il polverone anche sui presunti 50.000 euro di contributo che Mario Melazzini, il medico affetto da SLA che l’ex ministro alla Salute Beatrice Lorenzin indicò alla guida dell’Agenzia del Farmaco dopo le dimissioni di Sergio Pecorelli per l’accusa di un conflitto di interessi, fece versare da AIFA al XXXVII Meeting ciellino. Movimento, quello di Comunione e Liberazione, di cui il Melazzini ha sempre fatto parte.
Il contenuto dell’interrogazione di Barani fece il giro delle agenzie stampa, e l’interrogazione era rivolta ai ministri dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e della Salute, Beatrice Lorenzin. La gestione del superamento del tetto del compenso per il direttore generale Pani, e un contributo «da 50.000 euro disposto a favore del XXXVII meeting di Rimini di Comunione e liberazione» disposto «su richiesta del presidente del consiglio di amministrazione AIFA», Mario Melazzini, hanno portato CL dentro ad una bufera che si poteva già aspettare dopo la nomina di un ciellino alla guida dell’AIFA.
«Per quanto risulta all’interrogante – affermò il senatore Barani di Alleanza liberal-popolare autonomie nell’interrogazione – in data 29 aprile 2016 il Consiglio di amministrazione dell’AIFA, a seguito di una segnalazione del Collegio dei revisori dei conti e di 2 pareri emessi dalla Ragioneria generale dello Stato, risalenti rispettivamente al 10 luglio 2015 e al 23 marzo 2016, avrebbe rilevato il superamento del tetto dei 240.000 euro da corrispondere al direttore generale» per «il triennio 2012-2015, ponendo nel bilancio 2015 la somma di 647.000 euro a debito verso l’erario, con contestuali note di debito al direttore generale, dottor Luca Pani».
E ancora le accuse pesanti verso CL: «Considerato altresì che, a quanto risulta all’interrogante, con determina n. 1023 del 26 luglio 2016 il direttore generale, su richiesta del presidente del Consiglio di amministrazione, dottor Mario Melazzini, avrebbe disposto un contributo di 50.000 euro a favore del XXXVII meeting di Rimini di Comunione e liberazione, movimento al quale Melazzini aderisce; lo stesso Melazzini avrebbe ostacolato di fatto per mesi la restituzione dei 647.000 euro da parte del dottor Pani, coinvolgendo surrettiziamente nella decisione prima l’ufficio legale dell’Agenzia, poi, con nota del 2 agosto 2016, il capo di gabinetto del ministero della Salute, dottor Giuseppe Chinè, al solo fine di bloccare la delibera di restituzione dell’ingente somma, già assunta all’unanimità, seduta stante, dal Consiglio di amministrazione nella seduta del 29 aprile 2016».
Proseguì Barani: «Il 29 agosto 2016 il direttore dell’area amministrativa, Giovanni Torre avrebbe provveduto a notificare al dottor Pani la nota di debito di 647.000 euro, intimandogli la restituzione della somma entro il termine tassativo di 15 giorni, pena la riscossione forzata dell’importo; con nota del 31 agosto 2016, il presidente Melazzini avrebbe provveduto a contestare l’operato del dottor Torre, giudicando intempestiva la notifica della nota di debito al dottor Pani, nonostante questa fosse stata trasmessa 4 mesi dopo la delibera votata all’unanimità dal consiglio di amministrazione, invocando nuovamente l’intervento del capo di gabinetto del Ministero della salute, dottor Giuseppe Chinè». E ancora: «In data 1 settembre 2016, il dottor Torre sarebbe stato allontanato dall’Agenzia, mediante revoca unilaterale da parte dell’AIFA del comando triennale disposto dall’istituto di provenienza (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia)».
Barani chiese al Governo se i ministri in indirizzo fossero a conoscenza dei fatti esposti e «se, nella loro qualità di organi deputati alla vigilanza sull’AIFA, siano al corrente del finanziamento, pari a 50.000 euro, al meeting di Comunione e liberazione e come considerino tale elargizione; se e quali misure ritengano di dover assumere relativamente all’allontanamento del dottor Torre dall’AIFA; se siano a conoscenza di quali rapporti intercorrano, relativamente ai fatti esposti, tra il capo di gabinetto del ministero della Salute, il direttore dell’AIFA e il presidente del Consiglio di amministrazione del medesimo ente». Infine «se il ministro della Salute – concluse l’interrogazione – non ritenga opportuno dimettersi dall’incarico ricoperto, considerata, secondo l’interrogante, l’inadempienza nell’esercitare l’attività istituzionale di vigilanza e controllo sull’operato dell’AIFA».
La coltre dei fedeli alla nuova religione della dea Siringa composta da Famiglia Cristiana, Aleteia e, pensate un po’, anche dal Sussidiario ciellino, ci promette che inoculando ai nostri figli vaccini prodotti con linee cellulari di feti abortiti volontariamente non avremo alcun tipo di problema: né di coscienza, né di scienza
L’allora sottosegretario di Stato per la salute, Vito De Filippo – nel 2015 condannato dalla Corte dei conti di Potenza a «risarcire il danno prodotto alla Regione Basilicata» per l’ammontare di €2641,52 a causa dei rimborsi illeciti ottenuti tra il 2009 e 2010 quando era Presidente della Regione Basilicata –in aula rispose a Barani ricordando «che l’allestimento di uno stand di AIFA alla manifestazione fieristica Meeting di Rimini è risalente nel tempo, infatti vi ha già partecipato, negli anni 2006, 2007, 2008».
«Invero AIFA riferisce che la scelta di allestire un proprio spazio espositivo nell’ambito della predetta manifestazione va inquadrata in una precisa politica di investimento in attività di informazione e promozione, finalizzata a dare adeguatamente conto dell’impegno quotidiano portato avanti dall’Agenzia a tutela della salute pubblica» , fece ancora presente il sottosegretario del Pd in quell’epoca in carica.
Cattovaccinismo ciellino e feti sacrificati alla dea Siringa
Possiamo dunque credere, oltre in base ai soldi fatti depositare da AIFA al Meeting su pressione di Melazzini, che l’interesse è molto più grosso di quanto si pensi. Insomma, va oltre lo stand e arriva ai tavoli delle big conferences volute da Big Pharma in una kermesse così invitante ed introdotta in tutti i settori come quella di CL, e con la quale i vari Ricciardi e Guerra ben si possono intendere.
In effetti i vaccini rientrano anche nell’interesse dei cattolici e quindi non del Meeting che però, se stuzzicato, ne parla (a sproposito, s’intende).
Accade che durante la serata summenzionata, a fine “dibattito” una signora in platea poneva l’imbarazzante interrogativo al cattolicissimo Walter Ricciardi, lo ricordiamo, ad oggi ancora Presidente dell’ISS:
«In quanto cattolici come ci si pone di fronte alla effettiva necessità di utilizzare feti umani per produrre vaccini? Dicono che vengano usati feti abortiti cinquant’anni fa. Ma cinquant’anni fa non era peccato abortire? C’è la prescrizione per questo?»
Risposta:
«Non è informata perché il Comitato Nazionale di Bioetica che ha una fortissima componente cattolica ha assolutamente certificato l’assoluta inconsistenza di questa affermazione, cioè non esiste alcuna controindicazione né di carattere religioso né di carattere etico né tanto meno di carattere scientifico. Quindi come cattolici possiamo essere assolutamente tranquilli».
Il peccato, per Paglia e compagnia, cade in prescrizione perché commesso 50 anni fa
Parola del Comitato Nazionale di Bioetica e di Ricciardi, che però forse si confonde e, invece che citare la PAV, cita il CNB a sproposito, con affermazioni assolutamente parziali.
Forse, se avesse citato i recenti interventi della Pontificia Accademia per la Vita (cioè, per la Morte) in tema vaccini e feti abortiti sarebbe stato più chiaro. Essa infatti, con il seguito di tutta la coltre dei fedeli alla nuova religione della dea Siringa composta da Famiglia Cristiana, Aleteia e, pensate un po’, anche dal Sussidiario ciellino, ci promette che inoculando ai nostri figli vaccini prodotti con linee cellulari di feti abortiti volontariamente non avremo alcun tipo di problema: né di coscienza, né di scienza.
Il peccato, per Paglia e compagnia, cade in prescrizione perché commesso 50 anni fa. E si sa: 50 anni non sono pochi, e il tempo cura tutte le ferite, anche quelle procurate ai feti aspirati ancora parzialmente vivi e immolati per la produzione di farmaci – si pensi allo scandalo che ha travolto la Planned Parenthood nel 2015.
Cristiano Lugli
Vaccini
Chiesta la pena di morte per la madre accusata per i due gemelli deceduti 8 giorni dopo la vaccinazione
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
I pubblici ministeri dell’Idaho chiedono la pena di morte per Andrea Shaw, accusata di aver ucciso i suoi due gemelli piccoli otto giorni dopo che avevano ricevuto le vaccinazioni di routine. La Shaw nega le accuse. In base a una legge entrata in vigore nel luglio 2026, la fucilazione è il principale metodo di esecuzione in Idaho. L’avvocato di Shaw, Joseph Filicetti, ha definito «oltraggiosa» la richiesta della pena di morte da parte dell’accusa.
I pubblici ministeri dell’Idaho chiederanno la pena di morte per Andrea Shaw , una giovane madre accusata di aver ucciso i suoi due gemelli piccoli, alzando drasticamente la posta in gioco in un caso penale che ha attirato l’attenzione nazionale.
In un avviso depositato alla fine della scorsa settimana presso il Tribunale del Terzo Distretto Giudiziario dell’Idaho, il vice procuratore della contea di Payette, Ryon Sirucek, ha identificato quattro circostanze aggravanti previste dalla legge che i pubblici ministeri intendono utilizzare per giustificare la pena capitale qualora Shaw venisse condannata per omicidio di primo grado.
In base a una legge entrata in vigore nel luglio 2026, la fucilazione è il principale metodo di esecuzione nello stato dell’Idaho. La legge è stata emanata in seguito a un tentativo fallito, avvenuto nel 2024, di giustiziare un uomo di 73 anni tramite iniezione letale.
I pubblici ministeri devono dimostrare almeno una circostanza aggravante prevista dalla legge prima che Shaw possa essere considerata passibile della pena di morte. In caso di condanna, sarà una giuria a stabilire se tali circostanze sussistano.
Secondo quanto riportato nel documento, i pubblici ministeri hanno individuato quattro circostanze aggravanti: che Shaw avrebbe commesso due omicidi contemporaneamente; che gli omicidi sarebbero stati «particolarmente efferati, atroci o crudeli, manifestando una depravazione eccezionale»; che avrebbe mostrato «un totale disprezzo per la vita umana»; e che la sua condotta dimostra una propensione a commettere omicidi che la renderebbe una minaccia continua per la società.
La Shaw è stata incriminata da un gran giurì e arrestata il 30 giugno con l’accusa di aver soffocato deliberatamente i suoi gemelli, deceduti il 1° maggio 2025. I pubblici ministeri sostengono che Shaw abbia ucciso i bambini mentre dormivano nello stesso letto. Il suo processo inizierà l’11 gennaio 2027.
La Shaw, che si è dichiarata non colpevole, ha sempre negato le accuse. Ha ipotizzato che la morte dei suoi gemelli possa essere stata causata dai vaccini ricevuti durante una visita medica di routine poco più di una settimana prima del decesso.
Secondo i documenti depositati in tribunale dalla sua difesa, la Shaw portò i gemelli al pronto soccorso il 24 aprile 2025, il giorno dopo aver ricevuto le vaccinazioni di routine, perché erano letargici e avevano le labbra blu.
Secondo quanto riportato nel documento, il medico del pronto soccorso che ha curato i bambini ha diagnosticato loro una «reazione post-vaccinazione».
I bambini rimasero malati nei giorni precedenti la loro morte e la Shaw chiese ripetutamente un consulto medico.
Né la polizia né la procura hanno reso pubbliche le prove che, a loro avviso, supportano l’affermazione secondo cui la Shaw avrebbe ucciso deliberatamente i suoi figli piccoli. L’atto d’accusa del gran giurì è secretato e non accessibile al pubblico, e i referti del medico legale non sono stati resi pubblici.
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La cauzione di Shaw era stata inizialmente fissata a 2 milioni di dollari. Un giudice distrettuale della contea di Payette, in Idaho, ha successivamente revocato la cauzione, che è a discrezione del giudice nei casi di pena capitale.
Commentando le affermazioni dell’accusa, Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense (CHD), ha dichiarato:
«Non ci sono elementi di cui siamo a conoscenza che suggeriscano che lei rappresenti una minaccia per la società, né riteniamo che vi siano prove a sostegno dell’accusa di aver ucciso i suoi figli, come lei stessa ha affermato. Siamo fermamente convinti della sua innocenza».
L’avvocato di Shaw, Joseph Filicetti, ha definito «oltraggiosa» l’intenzione dell’accusa di chiedere la pena di morte. Ha dichiarato a The Defender: «Non c’è alcuna possibilità che una giuria giunga a una conclusione in questo caso al di là di ogni ragionevole dubbio, quindi non credo che [la pena di morte] verrà nemmeno presa in considerazione».
Nel frattempo, Rick Jaffe, consulente esterno di CHD, si è unito la scorsa settimana al team di difesa legale di Shaw in qualità di co-difensore.
Jaffe è l’avvocato principale di una causa intentata da CHD all’inizio di quest’anno, in cui si accusa l’American Academy of Pediatrics (AAP) di aver gestito per decenni un sistema di frode ai danni delle famiglie americane in merito alla sicurezza del calendario vaccinale infantile.
La Shaw è il principale querelante nella causa intentata da CHD contro l’AAP.
Brenda Baletti
Ph.D.
© 19 ottobre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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Vaccini
«Propaganda ingannevole»: scienziata afferma che il vaccino contro l’HPV non previene il cancro
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«Tutta questa propaganda fa semplicemente schifo»
Gardasil agisce su sette dei 14 tipi di HPV classificati ad alto rischio di cancro. Tuttavia, «i dati degli studi clinici, e persino quelli epidemiologici, non dimostrano che prevenga effettivamente il cancro cervicale», ha affermato Tomljenović. Anche se il vaccino offrisse una certa protezione contro il rischio di cancro, «la domanda chiave è: può migliorare quanto già ottenuto con i programmi di screening regolari?», ha chiesto. «La risposta è no». Tomljenović ha indicato diverse ragioni per cui il vaccino non è vantaggioso per le donne che si sottopongono già a screening di routine:- Copertura limitata : Gardasil non è efficace contro tutti i tipi di HPV ad alto rischio associati al cancro cervicale.
- Nessun trattamento per la malattia già in atto : il vaccino non può curare un’infezione da HPV già presente, lesioni precancerose o il cancro.
- Nessuna protezione contro i tumori HPV-negativi : il vaccino non può prevenire i tumori della cervice uterina, dell’ano, del pene o della vulva che non sono correlati all’HPV.
- Preoccupazioni sull’uso dei contraccettivi : Tomljenović ha citato una ricerca che suggerisce che la vaccinazione contro l’HPV potrebbe aumentare il rischio di cancro cervicale nelle donne che assumono contraccettivi orali a lungo termine.
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Holland: Merck «aveva i dati» da analizzare, ma «ha scelto di non farlo»
Durante il contenzioso relativo al Gardasil, Tomljenović ha affermato di aver analizzato le segnalazioni di eventi avversi e di aver identificato segnali di sicurezza significativi per patologie quali la sindrome da tachicardia ortostatica posturale (POTS), un disturbo che colpisce il sistema nervoso autonomo, e la sindrome da stanchezza cronica. Ha affermato che gli esperti di farmacovigilanza della Merck, specialisti che monitorano e analizzano i potenziali problemi di sicurezza di farmaci e vaccini, hanno confermato alcuni di questi segnali. «Avevano dei dati che hanno analizzato e che mostravano segnali estremamente significativi di segnalazioni sproporzionate per patologie come la POTS, la sindrome da stanchezza cronica e una serie di altre condizioni», ha affermato Tomljenović. «Ma, sapete, queste cose non vengono rese pubbliche. È solo grazie a questa azione legale che siamo riusciti a ottenere questi dati». Holland ha messo in dubbio che i produttori di vaccini e le agenzie sanitarie abbiano indagato a sufficienza su tali segnali, paragonando la situazione al monitoraggio della sicurezza del vaccino contro il COVID-19. «La loro farmacovigilanza… era discutibile», ha affermato. «Proprio come abbiamo visto durante la pandemia di COVID, avevano a disposizione dati che avrebbero potuto analizzare, ma hanno scelto di non farlo». Tomljenović ha affermato che altri effetti collaterali segnalati associati al Gardasil includono artrite, lupus e altre malattie autoimmuni, sclerosi multipla e problemi ginecologici, tra cui disturbi mestruali e infertilità. «Questi sono anche gli eventi avversi che osserviamo con i vaccini contro il COVID», ha affermato. Ha fatto notare che le persone con COVID lungo possono manifestare sintomi simili alla sindrome da stanchezza cronica e alla POTS. «Quindi, ancora una volta, si tratta di reazioni avverse simili a quelle che osserviamo con Gardasil».Aiuta Renovatio 21
«Le adolescenti non muoiono di cancro cervicale»
Tomljenović ha criticato l’ordine esecutivo del 10 agosto del presidente Donald Trump che ha rivisto le raccomandazioni federali sui vaccini infantili . Sebbene le modifiche abbiano ridotto il numero di vaccini raccomandati di routine, la vaccinazione contro l’HPV è rimasta nell’elenco. Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha invitato il pubblico a presentare osservazioni sulle raccomandazioni riviste. Tomljenović ha affermato che lei e altri critici hanno presentato obiezioni al mantenimento della vaccinazione contro l’HPV come raccomandazione di routine. «I rischi superano chiaramente i benefici», ha affermato. «Le adolescenti non muoiono di cancro cervicale… Ma ci sono stati diversi casi di adolescenti decedute a seguito della vaccinazione contro l’HPV». Tomljenović ha citato il caso di Christina Tarsell, morta nel 2008 dopo aver ricevuto il vaccino Gardasil. La famiglia di Tarsell ha ricevuto un risarcimento tramite il Programma nazionale di risarcimento per danni da vaccino. Nel frattempo, Merck sta testando un vaccino sperimentale, V540B, progettato per estendere la copertura ad altri tipi di HPV ad alto rischio. Tomljenović ha promesso di continuare a contestare l’uso del vaccino. «Il mio motto è che si perde solo quando ci si arrende», ha affermato. «Io non mi arrendo». Jill Erzen © 15 ottobre, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD. Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Vaccini
Vaccinazione, il video in cui il futuro papa Leone parlava di «atto d’amore»
Il futuro Papa Leone XIV incoraggiò la vaccinazione contro il COVID-19 come un «atto d’amore» in un video del 2021 recentemente riscoperto, nonostante i gravi problemi morali legati all’uso di cellule fetali abortite nei vaccini e i dubbi, poi confermati, sulla loro efficacia. Lo riporta LifeSite.
Nel filmato, archiviato sul sito web Un Católico Perplejo, l’allora vescovo Robert Prevost di Chiclayo, in Perù, affermò di voler «incoraggiare tutti a partecipare alle campagne di vaccinazione in corso in diverse parti della regione», secondo una traduzione in inglese delle sue dichiarazioni.
«Impegnatevi al massimo. È molto importante che tutti noi facciamo questo sforzo per vaccinarci. È qualcosa che aiuta noi stessi ed è anche un servizio agli altri, perché solo così potremo abbassare il tasso di contagio, proteggendoci da quella terza ondata che è già stata preannunciata», ha detto il futuro capo della Chiesa cattolica, ribadendo poi le parole del defunto Papa Francesco che definiva la vaccinazione contro il COVID un «atto d’amore».
«Ponga su hombro, pues que todos ustedes se vacunen porque es de verdad un servicio muy grande. Y como dijo el Papa Francisco: “es un acto de amor”».
Robert Prevost
(Este vídeo ha sido eliminado del FB de Cáritas Chiclayo. Yo lo encontrado aquí:https://t.co/y2iA8hYmQw https://t.co/TgGEE60LAS pic.twitter.com/u4bCxbZ4u6
— María ن (@EMariaDV) October 14, 2026
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Molti all’epoca hanno rilevato che la retorica dell’«atto d’amore» lanciata da Bergoglio si scontrasse con l’obbligo: un «atto d’amore» forzato è di fatto un eufemismo per lo stupro.
Come noto, gli oppositori cattolici e non ai vaccini contro il COVID hanno sollevato obiezioni etiche all’assunzione dei vaccini, basate sulle modalità con cui sono stati sviluppati.
Secondo un’analisi dettagliata condotta dal Charlotte Lozier Institute, un’organizzazione pro-vita, Pfizer, Moderna e Johnson & Johnson hanno tutte utilizzato cellule fetali derivate da feti abortiti durante la fase di sperimentazione dei loro vaccini anti-COVID; Johnson & Johnson ha inoltre utilizzato queste cellule anche nelle fasi di progettazione, sviluppo e produzione.
Come ripetuto negli anni da Renovatio 21, la questione delle linee cellulari da aborto – usate dalla biomedicina non solo per i vaccini – è un fatto incontrovertibile, è sanitariamente pericoloso.
La rivista Science dell’American Association for the Advancement of Science e persino il sito di «fact-checking» di sinistra Snopes hanno ammesso il legame tra i vaccini e l’aborto, il che suscita in molti una forte avversione morale nei confronti di queste aziende.
Nonostante queste convinzioni, per le quali diversi cattolici fedeli hanno perso il lavoro, Leone continua nella tradizione di Francesco, che ha invitato in Vaticano l’ex responsabile COVID della Casa Bianca, Anthony Fauci, caduto in disgrazia, per promuovere i vaccini. Prima di assumere il pontificato, Leone avrebbe imposto la ricezione della Comunione sulla mano durante la pandemia e la Confessione per telefono, pratica invalida e sacrilega.
Da papa, Leone ha inoltre promosso altri vescovi che si sono schierati a favore dei vaccini anti-COVID, e punito severamente quanti vi si erano opposti: è il caso, lampante, di monsignor Joseph Strickland, strenuo nemico della vaccinazione con cellule di aborto, che è stato rimosso ex abrupto nel 2023 dalla sua diocesi di Tyler, Texas, dal dicastero per i Vescovi, di cui allora era prefetto Robert Prevost.
Come riportato da Renovatio 21, Leone in seguito ha promosso a vescovo il vicario don John Gomez, definito come il «giuda di Strickland».
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Immagine di Diario La Industria – Chiclayo via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported
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