Vaccini
Ecco il cattovaccinismo ciellino: CL, AIFA e crudeltà varie al Meeting di Comunione e Liberazione
Lunedì 21 agosto 2017, alle ore 19:00, alla Sala Neri del Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini si tenneten interessante incontro sul tema della Salute, che rientra proprio nel “Progetto Meeting Salute” proseguito anche quest’anno, e di cui Luigi Cammi – Amministratore Delegato di PLS Educational, che si occupa di comunicazione, marketing, organizzazione eventi (in ambito medico, scientifico e sportivo) e gestione di associazioni e fondazioni di varie categorie – è il responsabile.
Il tema della serata era rivolto in particolare alla salute degli anziani e dei malati, con un titolo molto preciso:
«Non lasciamo indietro i malati e gli anziani: prospettive e sviluppi delle vaccinazioni nel sistema sanitario nazionale»
Le vaccinazioni, dunque, sono il tema centrale. E lo si può intuire dai relatori invitati a presiedere il dibattito: Roberto Bernabei, Presidente dell’Associazione Italia Longeva che si occupa delle vaccinazioni sugli anziani; Massimo Galli, Vice Presidente di SIMIT (Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali); Raniero Guerra, Direttore Generale della Direzione della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute; Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità.
Chi vuole e ha tempo può leggersi o ascoltare la serata integralmente: capirà che l’incontro è stato monotematico e senza voci opposte. Nessun confronto, ma solo un accorato appello a vaccinare tutti, e in particolare gli anziani – categoria che ancora oggi in larga parte rifiuta di sottoporsi ogni anno alle vaccinazioni.
Il tema vaccini non è ovviamente mancato nemmeno nell’edizione di quest’anno.
Senza entrare troppo nello specifico del dibattito scientifico e politico sui vaccini, è interessante però constatare come in CL sia presente una componente ultravaccinista che invita al Meeting i massimi esponenti della vaccinazione a tutti i costi, coloro insomma che hanno fortemente voluto e sostenuto la legge 119/2017, meglio conosciuta come legge Lorenzin.
D’altronde CL simpatizza per le industrie farmaceutiche, e da un po’ di anni a questa parte i tentacoli del movimento giussaniano si sono guadagnati anche le simpatie di AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), non senza che quest’ultima, in coppia con Comunione e Liberazione, finisse fra le polemiche
AIFA e i 50.000 euro al Meeting di Rimini
Nel non lontano 2016 si scatenò una bagarre sui vertici di AIFA a causa di una durissima interrogazione posta dal senatore Lucio Barani (ALA) che denunciò le presunte «coperture» per evitare di far restituire dall’allora Dirigente Generale Luca Pani una somma pari a 647.000 euro come compenso extra percepito rispetto allo stipendio di 240.000 euro l’anno – il massimo di ciò che può essere percepito nel pubblico – per aver ricoperto il ruolo di consulente all’EMA per conto AIFA.
Possiamo dunque credere, oltre in base ai soldi fatti depositare da AIFA al Meeting su pressione di Melazzini, che l’interesse è molto più grosso di quanto si pensi
L’interrogazione scatenò il polverone anche sui presunti 50.000 euro di contributo che Mario Melazzini, il medico affetto da SLA che l’ex ministro alla Salute Beatrice Lorenzin indicò alla guida dell’Agenzia del Farmaco dopo le dimissioni di Sergio Pecorelli per l’accusa di un conflitto di interessi, fece versare da AIFA al XXXVII Meeting ciellino. Movimento, quello di Comunione e Liberazione, di cui il Melazzini ha sempre fatto parte.
Il contenuto dell’interrogazione di Barani fece il giro delle agenzie stampa, e l’interrogazione era rivolta ai ministri dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e della Salute, Beatrice Lorenzin. La gestione del superamento del tetto del compenso per il direttore generale Pani, e un contributo «da 50.000 euro disposto a favore del XXXVII meeting di Rimini di Comunione e liberazione» disposto «su richiesta del presidente del consiglio di amministrazione AIFA», Mario Melazzini, hanno portato CL dentro ad una bufera che si poteva già aspettare dopo la nomina di un ciellino alla guida dell’AIFA.
«Per quanto risulta all’interrogante – affermò il senatore Barani di Alleanza liberal-popolare autonomie nell’interrogazione – in data 29 aprile 2016 il Consiglio di amministrazione dell’AIFA, a seguito di una segnalazione del Collegio dei revisori dei conti e di 2 pareri emessi dalla Ragioneria generale dello Stato, risalenti rispettivamente al 10 luglio 2015 e al 23 marzo 2016, avrebbe rilevato il superamento del tetto dei 240.000 euro da corrispondere al direttore generale» per «il triennio 2012-2015, ponendo nel bilancio 2015 la somma di 647.000 euro a debito verso l’erario, con contestuali note di debito al direttore generale, dottor Luca Pani».
E ancora le accuse pesanti verso CL: «Considerato altresì che, a quanto risulta all’interrogante, con determina n. 1023 del 26 luglio 2016 il direttore generale, su richiesta del presidente del Consiglio di amministrazione, dottor Mario Melazzini, avrebbe disposto un contributo di 50.000 euro a favore del XXXVII meeting di Rimini di Comunione e liberazione, movimento al quale Melazzini aderisce; lo stesso Melazzini avrebbe ostacolato di fatto per mesi la restituzione dei 647.000 euro da parte del dottor Pani, coinvolgendo surrettiziamente nella decisione prima l’ufficio legale dell’Agenzia, poi, con nota del 2 agosto 2016, il capo di gabinetto del ministero della Salute, dottor Giuseppe Chinè, al solo fine di bloccare la delibera di restituzione dell’ingente somma, già assunta all’unanimità, seduta stante, dal Consiglio di amministrazione nella seduta del 29 aprile 2016».
Proseguì Barani: «Il 29 agosto 2016 il direttore dell’area amministrativa, Giovanni Torre avrebbe provveduto a notificare al dottor Pani la nota di debito di 647.000 euro, intimandogli la restituzione della somma entro il termine tassativo di 15 giorni, pena la riscossione forzata dell’importo; con nota del 31 agosto 2016, il presidente Melazzini avrebbe provveduto a contestare l’operato del dottor Torre, giudicando intempestiva la notifica della nota di debito al dottor Pani, nonostante questa fosse stata trasmessa 4 mesi dopo la delibera votata all’unanimità dal consiglio di amministrazione, invocando nuovamente l’intervento del capo di gabinetto del Ministero della salute, dottor Giuseppe Chinè». E ancora: «In data 1 settembre 2016, il dottor Torre sarebbe stato allontanato dall’Agenzia, mediante revoca unilaterale da parte dell’AIFA del comando triennale disposto dall’istituto di provenienza (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia)».
Barani chiese al Governo se i ministri in indirizzo fossero a conoscenza dei fatti esposti e «se, nella loro qualità di organi deputati alla vigilanza sull’AIFA, siano al corrente del finanziamento, pari a 50.000 euro, al meeting di Comunione e liberazione e come considerino tale elargizione; se e quali misure ritengano di dover assumere relativamente all’allontanamento del dottor Torre dall’AIFA; se siano a conoscenza di quali rapporti intercorrano, relativamente ai fatti esposti, tra il capo di gabinetto del ministero della Salute, il direttore dell’AIFA e il presidente del Consiglio di amministrazione del medesimo ente». Infine «se il ministro della Salute – concluse l’interrogazione – non ritenga opportuno dimettersi dall’incarico ricoperto, considerata, secondo l’interrogante, l’inadempienza nell’esercitare l’attività istituzionale di vigilanza e controllo sull’operato dell’AIFA».
La coltre dei fedeli alla nuova religione della dea Siringa composta da Famiglia Cristiana, Aleteia e, pensate un po’, anche dal Sussidiario ciellino, ci promette che inoculando ai nostri figli vaccini prodotti con linee cellulari di feti abortiti volontariamente non avremo alcun tipo di problema: né di coscienza, né di scienza
L’allora sottosegretario di Stato per la salute, Vito De Filippo – nel 2015 condannato dalla Corte dei conti di Potenza a «risarcire il danno prodotto alla Regione Basilicata» per l’ammontare di €2641,52 a causa dei rimborsi illeciti ottenuti tra il 2009 e 2010 quando era Presidente della Regione Basilicata –in aula rispose a Barani ricordando «che l’allestimento di uno stand di AIFA alla manifestazione fieristica Meeting di Rimini è risalente nel tempo, infatti vi ha già partecipato, negli anni 2006, 2007, 2008».
«Invero AIFA riferisce che la scelta di allestire un proprio spazio espositivo nell’ambito della predetta manifestazione va inquadrata in una precisa politica di investimento in attività di informazione e promozione, finalizzata a dare adeguatamente conto dell’impegno quotidiano portato avanti dall’Agenzia a tutela della salute pubblica» , fece ancora presente il sottosegretario del Pd in quell’epoca in carica.
Cattovaccinismo ciellino e feti sacrificati alla dea Siringa
Possiamo dunque credere, oltre in base ai soldi fatti depositare da AIFA al Meeting su pressione di Melazzini, che l’interesse è molto più grosso di quanto si pensi. Insomma, va oltre lo stand e arriva ai tavoli delle big conferences volute da Big Pharma in una kermesse così invitante ed introdotta in tutti i settori come quella di CL, e con la quale i vari Ricciardi e Guerra ben si possono intendere.
In effetti i vaccini rientrano anche nell’interesse dei cattolici e quindi non del Meeting che però, se stuzzicato, ne parla (a sproposito, s’intende).
Accade che durante la serata summenzionata, a fine “dibattito” una signora in platea poneva l’imbarazzante interrogativo al cattolicissimo Walter Ricciardi, lo ricordiamo, ad oggi ancora Presidente dell’ISS:
«In quanto cattolici come ci si pone di fronte alla effettiva necessità di utilizzare feti umani per produrre vaccini? Dicono che vengano usati feti abortiti cinquant’anni fa. Ma cinquant’anni fa non era peccato abortire? C’è la prescrizione per questo?»
Risposta:
«Non è informata perché il Comitato Nazionale di Bioetica che ha una fortissima componente cattolica ha assolutamente certificato l’assoluta inconsistenza di questa affermazione, cioè non esiste alcuna controindicazione né di carattere religioso né di carattere etico né tanto meno di carattere scientifico. Quindi come cattolici possiamo essere assolutamente tranquilli».
Il peccato, per Paglia e compagnia, cade in prescrizione perché commesso 50 anni fa
Parola del Comitato Nazionale di Bioetica e di Ricciardi, che però forse si confonde e, invece che citare la PAV, cita il CNB a sproposito, con affermazioni assolutamente parziali.
Forse, se avesse citato i recenti interventi della Pontificia Accademia per la Vita (cioè, per la Morte) in tema vaccini e feti abortiti sarebbe stato più chiaro. Essa infatti, con il seguito di tutta la coltre dei fedeli alla nuova religione della dea Siringa composta da Famiglia Cristiana, Aleteia e, pensate un po’, anche dal Sussidiario ciellino, ci promette che inoculando ai nostri figli vaccini prodotti con linee cellulari di feti abortiti volontariamente non avremo alcun tipo di problema: né di coscienza, né di scienza.
Il peccato, per Paglia e compagnia, cade in prescrizione perché commesso 50 anni fa. E si sa: 50 anni non sono pochi, e il tempo cura tutte le ferite, anche quelle procurate ai feti aspirati ancora parzialmente vivi e immolati per la produzione di farmaci – si pensi allo scandalo che ha travolto la Planned Parenthood nel 2015.
Cristiano Lugli
Vaccini
La campagna di vaccinazione contro l’HPV del governo indiano è oggetto di contestazione legale.
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
Un’alta corte indiana esaminerà un ricorso presentato da diverse parti preoccupate per i decessi avvenuti durante precedenti sperimentazioni cliniche di un vaccino contro l’HPV. Il ricorso mira a tutelare i diritti costituzionali delle giovani ragazze alla libertà personale, all’autonomia corporea e al consenso informato, sanciti dalla Costituzione indiana. A marzo, il Primo Ministro Narendra Modi ha lanciato la campagna di vaccinazione contro l’HPV, rivolta a 150 milioni di ragazze adolescenti.
Un’alta corte indiana esaminerà un ricorso legale contro l’avvio a livello nazionale del programma di vaccinazione contro il papillomavirus umano (HPV) per le ragazze adolescenti, utilizzando il vaccino Gardasil 4 della Merck, secondo quanto riportato da The Indian Express.
Mercoledì, l’Alta Corte di Delhi ha accettato di esaminare un ricorso di interesse pubblico presentato da diverse parti preoccupate per i decessi avvenuti durante le sperimentazioni cliniche del vaccino contro l’HPV negli stati indiani del Gujarat e dell’Andhra Pradesh. I decessi sono stati segnalati nel 2010.
Un’azione legale di interesse pubblico consente ai cittadini di chiedere al tribunale di autorizzarli a presentare denunce per conto degli «oppressi ed emarginati» che potrebbero non avere i mezzi finanziari per intentare cause legali personalmente.
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Non è necessario che la persona che presenta la denuncia sia direttamente colpita dal problema. Nel caso dell’HPV, diverse persone hanno presentato denuncia: la dottoressa Sujata Mittal, ginecologa e ostetrica; Jitendra Chouksey, imprenditore nel settore sanitario; e gli avvocati Gyanendra Kumar e Rohit Kumar.
Hanno affermato di voler proteggere i diritti costituzionali delle giovani ragazze alla libertà personale, all’autonomia corporea e al consenso informato, sanciti dagli articoli 19 e 21 della Costituzione indiana, come riportato da The Hawk.
A febbraio, il primo ministro Narendra Modi ha dato il via alla campagna nazionale di vaccinazione contro l’HPV, rivolta a 150 milioni di ragazze adolescenti.
Per 90 giorni, le strutture governative di tutto il Paese hanno programmato di offrire una singola dose gratuita del vaccino Gardasil 4 della Merck alle ragazze di 14 anni. Successivamente, le vaccinazioni vengono somministrate nelle giornate di vaccinazione di routine.
Il governo indiano sta collaborando con GAVI, l’Alleanza per i Vaccini, sostenuta dalla Fondazione Gates, che dal 2023 ha fornito al governo centinaia di milioni di dollari per includere i vaccini coniugati contro l’HPV e il tifo nel programma nazionale di immunizzazione dell’India.
Il Programma per le Tecnologie Appropriate in Sanità (PATH), finanziato dalla Fondazione Gates, era dietro la precedente sperimentazione clinica del vaccino contro l’HPV che aveva portato a gravi eventi avversi e decessi tra le ragazze adolescenti. Un’importante inchiesta parlamentare sui decessi ha portato all’interruzione definitiva della distribuzione del vaccino.
I firmatari della petizione hanno espresso preoccupazioni in merito agli eventi avversi associati alle vaccinazioni, visti i gravi problemi riscontrati in precedenza e la mancanza di accesso ai dati sugli eventi avversi legati alla campagna di vaccinazione in corso.
Il presidente della Corte Suprema DK Upadhyaya e il giudice Tejas Karia, che hanno esaminato la petizione, hanno definito la questione «una questione molto seria».
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Secondo l’Indian Express, hanno affermato: «ci si vaccina per non contrarre l’infezione. Non mettiamo in dubbio le vostre intenzioni, ma si tratta di un problema serio che riguarda tutte le bambine, le donne in generale… È una questione molto importante… La vaccinazione è un buon sistema, ma se si verificano eventi avversi dobbiamo essere prudenti».
I legali dei ricorrenti hanno richiesto che i dati relativi agli eventi avversi vengano condivisi con il tribunale. Tuttavia, ottenere tali dati è difficile perché non sono disponibili al pubblico.
Kumar ha affermato che esiste un dipartimento che registra tali eventi. Nel 2013, il dipartimento ha segnalato così tanti eventi avversi associati al vaccino contro l’HPV che il progetto PATH è stato interrotto.
«Nel 2026 è stato lanciato lo stesso vaccino», ha detto Kumar. Si è chiesto se «potrebbero almeno fornire i dati sugli eventi avversi riscontrati tra gli 11,5 milioni di persone a cui è stato somministrato finora».
Kumar ha sollecitato la corte a ordinare alle autorità di inserire nel verbale i dati relativi a tale evento avverso.
Il tribunale ha chiesto al Ministero della Salute e del Benessere Familiare, al Consiglio Indiano per la Ricerca Medica e all’Organizzazione Centrale per il Controllo degli Standard dei Farmaci di rispondere alle questioni sollevate nella petizione.
Hanno inoltre ordinato allo stato di inserire nei verbali i dati relativi agli eventi avversi entro la prossima settimana.
La prossima udienza si terrà il 29 luglio 2026.
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Precedentemente classificato come «abuso su minori» da un’indagine governativa
A partire dal 2006, PATH ha violato le leggi indiane per testare segretamente Gardasil e il vaccino contro l’HPV Cervarix di GlaxoSmithKline su 24.000 ragazze indiane di età compresa tra i 10 e i 14 anni.
Il progetto è stato finanziato anche da Merck e GlaxoSmithKline ed è stato condotto in collaborazione con l’Indian Council of Medical Research (ICMR) e i governi statali in cui il farmaco è stato testato.
Il governo ha sospeso il progetto nel 2010 in seguito alle proteste per la morte di sette ragazze che avevano ricevuto il vaccino. La Commissione parlamentare permanente per la salute e il benessere familiare ha avviato un’inchiesta e ne ha pubblicato i risultati nel 2013.
Il comitato ha riscontrato negligenza da parte di molte delle istituzioni coinvolte, tra cui PATH e l’ICMR. Sebbene gli sponsor avessero definito la campagna di vaccinazione un «progetto dimostrativo», il comitato ha stabilito che si trattava in realtà di una sperimentazione clinica.
È emerso che il progetto «ha violato tutte le leggi e i regolamenti stabiliti dal governo per le sperimentazioni cliniche. Nel farlo, il suo unico scopo è stato quello di promuovere gli interessi commerciali dei produttori di vaccini contro l’HPV, che avrebbero tratto enormi profitti se PATH fosse riuscita a far includere il vaccino contro l’HPV nel Programma di Immunizzazione Universale (UIP) del Paese».
Secondo il rapporto, non vi è stato alcun consenso informato né per le ragazze né per i loro genitori, e non sono stati effettuati né controlli di follow-up né segnalazioni adeguate degli eventi avversi e degli eventi avversi gravi associati al vaccino.
La commissione ha concluso che il processo costituiva un «caso accertato di abuso su minori» e ha raccomandato al governo di intraprendere azioni contro PATH.
PATH contestò le conclusioni della commissione. Non furono mai presentate accuse penali.
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La storia si ripete: stesso vaccino, stesse domande senza risposta
La nuova campagna rappresenta un ulteriore passo avanti verso l’inclusione del vaccino contro l’HPV nel Programma di Immunizzazione Universale.
Secondo il Business Standard, una versione indiana del vaccino, denominata Cervavac, è attualmente in fase di sperimentazione clinica e si prevede che verrà presa in considerazione per l’inclusione nel programma dopo il 2027.
Quando la campagna è stata lanciata a febbraio, Donthi Narasimha Reddy, Ph.D., visiting senior fellow presso l’Impact and Policy Research Institute, ha richiesto una revisione scientifica indipendente dell’ultima campagna di vaccinazione contro l’HPV in una lettera del 1° marzo indirizzata al Ministro della Salute indiano JP Nadda.
Reddy ha sollevato alcune delle stesse preoccupazioni delineate nella causa di interesse pubblico, sostenendo che in India esistono gravi e persistenti problemi relativi al vaccino contro l’HPV.
Ha affermato che nella nuova campagna manca la trasparenza e non esiste un meccanismo chiaro per la segnalazione degli eventi avversi. Non sono state indicate misure a livello distrettuale per la segnalazione degli eventi avversi, né metodi di segnalazione cartacei per le aree non coperte dal servizio sanitario nazionale, né la divulgazione pubblica obbligatoria dei dati aggregati sugli eventi avversi.
«L’assenza di segnalazioni non è sinonimo di sicurezza», ha scritto nella sua lettera al ministro della Salute.
Il vaccino Gardasil è stato collegato a una miriade di eventi avversi. Alcuni dei danni più comuni includono patologie autoimmuni e neurologiche invalidanti in modo permanente, come la sindrome da tachicardia ortostatica posturale (POTS), la fibromialgia e l’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica.
Sono state segnalate migliaia di reazioni avverse in tutto il mondo. La letteratura scientifica peer-reviewed proveniente da Stati Uniti, Australia, Danimarca, Svezia, Francia e Giappone, nonché le statistiche pubblicate dalle agenzie di sanità pubblica di ciascuno di questi paesi, dimostrano plausibili associazioni tra la vaccinazione contro l’HPV e le malattie autoimmuni.
Di recente, la Merck ha raggiunto un accordo extragiudiziale negli Stati Uniti in centinaia di cause intentate contro di lei per gravi effetti collaterali causati dal vaccino.
Le vendite di Gardasil sono in caduta libera : -40% a livello globale tra il 2024 e il 2025, in parte a causa del crollo della domanda in Cina, poi un ulteriore calo del 22% nel primo trimestre del 2026, con cali notevoli in Giappone e negli Stati Uniti.
Contemporaneamente, è in corso una campagna internazionale, finanziata in gran parte dalla Fondazione Gates, per vaccinare 86 milioni di ragazze nei paesi a basso e medio reddito contro l’HPV.
Brenda Baletti
Ph.D.
© 23 luglio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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Immagine di Jan Christian via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Cancro
Moderna avvia la sperimentazione del vaccino antitumorale a mRNA mentre gli esperti mettono in guardia sui rischi
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La piattaforma mRNA è considerata «non sicura e inefficace»
Nel vaccino mRNA-4200, l’mRNA ha lo scopo di istruire alcune cellule a produrre temporaneamente proteine comunemente associate ai tumori. Il sistema immunitario riconoscerebbe quindi e attaccherebbe le cellule associate a tali proteine. Ma Brian Hooker, Ph.D., responsabile scientifico di Children’s Health Defense (CHD), ha avvertito che questo processo può a sua volta portare al cancro. Ha affermato: «Sembra – ed è – controintuitivo promuovere una terapia contro il cancro che a sua volta causa il cancro. Esistono diversi modi in cui la tecnologia a mRNA può favorire lo sviluppo del cancro, e si è osservato un aumento senza precedenti di tumori aggressivi in tutto il mondo dall’introduzione del vaccino a mRNA contro il COVID-19». «L’immunosoppressione innata, gli acidi nucleici esogeni e i contaminanti specifici in grado di replicarsi nei mammiferi presenti nelle fiale del vaccino anti-COVID sono già stati collegati al cancro, e presumibilmente nessuno di questi elementi cambierebbe in una nuova formulazione». Altri scienziati hanno affermato che la crescita cellulare innescata dal vaccino mRNA-4200 di Moderna potrebbe non rimanere confinata in una sola parte del corpo o non mantenersi a livelli tali da consentire al sistema immunitario di contrastarla. Per questo motivo, l’analista Jon Fleetwood ha dichiarato che lo studio clinico di Moderna solleva «evidenti interrogativi sulla sicurezza e sul consenso informato». Fleetwood ha citato due studi recenti: uno pubblicato nel 2021 sul Journal of Extracellular Vesicles e una revisione del 2023 sulla rivista Pharmaceutics. Gli studi indicano che le cellule che producono una proteina bersaglio possono rilasciare vescicole extracellulari – particelle delimitate da membrana – che potrebbero trasportare tale proteina al di fuori delle cellule e oltre la sede di destinazione nell’organismo. La farmacologa e biologa Hélène Banoun, Ph.D., ha affermato che tutte le terapie antitumorali che prevedono l’immunizzazione del paziente contro gli antigeni presenti sulle cellule tumorali comportano dei rischi. Ha dichiarato: «Le cellule mutanti resistenti agli anticorpi diretti contro specifiche proteine tumorali acquisiranno un vantaggio competitivo e prolifereranno. Dopo un certo periodo di tempo, il tumore sfuggirà agli effetti della terapia mirata». «Questo è ciò che generalmente accade con questo tipo di terapia: si osserva una riduzione del tumore per alcune settimane o mesi, dopodiché la crescita del tumore riprende se il paziente non è riuscito a eliminarlo completamente». Per gli enti regolatori, tuttavia, la differenza relativa nei tassi di sopravvivenza è in genere «sufficiente perché le autorità sanitarie approvino questo tipo di terapia», ha affermato Banoun. Secondo Banoun, mRNA-4200 è un esempio di prodotto di terapia genica, e tali prodotti sono stati collegati all’insorgenza del cancro. «Uno degli effetti collaterali attesi, da monitorare con particolare attenzione con le GTP, è l’induzione di tumori, il che è paradossale per un trattamento destinato a curare il cancro», ha affermato Banoun. Per i prodotti di terapia genica, è importante «studiare nello specifico la loro biodistribuzione all’interno del corpo del soggetto trattato e la loro escrezione nell’ambiente», ha affermato Banoun. Tuttavia, la sperimentazione clinica di Moderna «non include queste indagini», almeno stando alle informazioni disponibili al pubblico. Rose si è detta d’accordo. Ha affermato che prodotti come mRNA-4200 «rappresentano strategie “pan-tumorali”» intese a colpire il cancro in modo ampio, e che questo tipo di terapie comporta un rischio perché «la stessa piattaforma di nanoparticelle lipidiche e mRNA si è dimostrata pericolosa e inefficace» nei vaccini contro il COVID-19.Iscriviti al canale Telegram ![]()
La riprogrammazione del sistema immunitario comporta il rischio di indurre malattie autoimmuni.
Nei vaccini a mRNA contro il COVID-19, le nanoparticelle lipidiche (LNP) veicolano l’mRNA alle cellule umane. Tuttavia, è stato riscontrato che le LNP trasferiscono quantità eccessive di mRNA, proteina spike e contaminanti del DNA ad altre cellule e in tutto il corpo, anche al di fuori dell’area di trattamento prevista. Rose ha affermato che tra i potenziali eventi avversi figurano le malattie autoimmuni e il rilascio di citochine, una condizione in cui il corpo rilascia troppe proteine di segnalazione immunitaria troppo rapidamente, causando una risposta immunitaria eccessiva che può danneggiare tessuti e organi sani. Secondo Karl Jablonowski, Ph.D., ricercatore senior del CHD, «Riprogrammare il sistema immunitario comporta sempre il rischio di indurre malattie autoimmuni». «Esiste un gruppo di proteine che sono spesso presenti sulle cellule cancerose. Le chiamiamo antigeni tumorali. Se si riesce a istruire il sistema immunitario a distruggere le cellule che esprimono queste proteine, il cancro potrebbe essere sconfitto dalle difese naturali» ha aggiunto. Tuttavia, «una persona affetta da cancro avrà un rapporto rischio-beneficio drasticamente diverso»ì rispetto a una persona sana», ha affermato Jablonowski. «Moderna non ha mai ammesso un’eccessiva contaminazione da DNA nei vaccini contro il COVID-19, né una contaminazione da DNA all’interno delle nanoparticelle lipidiche (LNP), né il fallimento della DNasi [che degrada il DNA extracellulare] nel degradare tale contaminazione».Aiuta Renovatio 21
Gli esperti mettono in guardia dal rischio di perdita di peso
Fleetwood ha scritto che ci sono anche dubbi sul fatto che il vaccino mRNA-4200 «o i suoi prodotti possano essere rilasciati dal ricevente originale ad altri attraverso esosomi o vescicole extracellulari nei fluidi corporei escreti». Banoun ha concordato. Gli esosomi «possono passare nei fluidi corporei ed essere espulsi», ha affermato, un processo che è stato osservato con i vaccini a mRNA contro il COVID-19. «Questo è ciò che accade con gli mRNA anti-COVID, che passano nel latte materno e probabilmente anche in altri fluidi corporei. È quindi teoricamente possibile che questi prodotti possano essere trasmessi ad altri individui attraverso il rilascio di sostanze», ha affermato Banoun. Hooker ha affermato di dubitare che Moderna terrà conto dei noti problemi di sicurezza relativi alla tecnologia mRNA nelle sue sperimentazioni cliniche per i vaccini antitumorali a mRNA. «Dubito che qualsiasi studio clinico sui vaccini antitumorali a mRNA tenga conto di tali problematiche, soprattutto per quanto riguarda le conseguenze a lungo termine di queste iniezioni». «Purtroppo, abbiamo un intero settore che nega e/o mente sui pericoli della tecnologia mRNA, e l’inevitabile sviluppo di nuovi tipi di terapie e profilassi porterà con sé gli effetti collaterali delle iniezioni originali e potrebbe persino causare danni maggiori». Il vaccino mRNA-4200 è uno dei diversi vaccini antitumorali a mRNA che Moderna sta sperimentando. All’inizio di quest’anno, un vaccino antinfluenzale a mRNA della Moderna ha ricevuto l’approvazione unanime da un comitato della Food and Drug Administration (FDA) statunitense per la potenziale approvazione per gli adulti di età pari o superiore a 50 anni, nonostante le preoccupazioni sulla sicurezza e la bassa efficacia. Le preoccupazioni relative alla sicurezza della tecnologia mRNA hanno indotto un gruppo di scienziati a presentare lo scorso anno una petizione alla FDA per la sospensione o il ritiro dal mercato dei prodotti a base di mRNA. Michael Nevradakis Ph.D. © 20 luglio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD. Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Vaccini
Neonato muore, la grande farmaceutica interrompe la sperimentazione del vaccino RSV dicendo che non c’è correlazione
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
Nell’ottobre del 2024, l’azienda produttrice di vaccini Sanofi ha interrotto la sperimentazione clinica del suo vaccino contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) destinato a neonati e bambini piccoli. Secondo documenti ottenuti tramite una richiesta di accesso agli atti, un bambino è deceduto durante la sperimentazione. Tuttavia, l’azienda non ha segnalato alcun problema di sicurezza relativo al vaccino, affermando invece di aver interrotto la sperimentazione perché il vaccino non si era dimostrato efficace come sperato.
Nell’ottobre del 2024, l’azienda produttrice di vaccini Sanofi ha interrotto la sperimentazione clinica di un vaccino contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) destinato a neonati e bambini piccoli. Secondo i documenti ottenuti tramite una richiesta di accesso agli atti (Freedom of Information, FOI), un bambino è deceduto durante la sperimentazione.
La notizia che Sanofi avesse interrotto la sperimentazione è passata quasi inosservata, ricevendo solo una breve menzione su Fierce Biotech. L’azienda non ha segnalato alcun problema di sicurezza con il vaccino, affermando invece di aver interrotto la sperimentazione perché il vaccino non si era dimostrato efficace come sperato.
«Il profilo di sicurezza è risultato accettabile e l’IDMC [Comitato indipendente di monitoraggio dei dati] non ha rilevato alcun segnale di peggioramento della malattia respiratoria associata al vaccino», ha dichiarato l’azienda.
La malattia respiratoria potenziata associata al vaccino, o VAERD, è una grave malattia respiratoria che si sviluppa quando un bambino vaccinato, che non ha mai contratto il virus respiratorio sinciziale (RSV), viene esposto al virus e sviluppa una forma più grave di RSV rispetto a quella che avrebbe avuto se non avesse ricevuto il vaccino.
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Un portavoce di Sanofi, che ha confermato la morte del bambino a The Defender, ha dichiarato che il piccolo soffriva di una cardiopatia congenita. «La nostra analisi, supportata dall’IDMC, è che il vaccino candidato non sia stata la causa principale dell’evento».
Una ricerca pubblicata sul Pediatric Infectious Disease Journal indica che la maggior parte dei bambini che muoiono a causa del virus respiratorio sinciziale (RSV) presenta comorbilità come cardiopatie o malattie polmonari congenite.
I neonati affetti da malformazioni congenite avrebbero dovuto essere esclusi dallo studio e i partecipanti avrebbero dovuto essere valutati per la presenza di patologie preesistenti , secondo i criteri di esclusione della sperimentazione clinica.
Il portavoce ha inoltre affermato che l’azienda produttrice del vaccino pubblicherà i risultati della sperimentazione in una rivista scientifica sottoposta a revisione paritaria, ma non ha potuto specificare quando la pubblicazione sarà definitiva e disponibile.
Nel maggio 2026, The Defender ha presentato una richiesta ai sensi del Freedom of Information Act (FOIA) alla Food and Drug Administration (FDA) statunitense per ottenere le comunicazioni relative al decesso segnalato, inclusa una lettera «Dear Investigator» inviata da Sanofi il 13 dicembre 2024, che faceva riferimento a una sospensione della sperimentazione a causa di un «SAE fatale», ovvero un evento avverso grave.
Tali lettere vengono in genere utilizzate per notificare formalmente ai medici informazioni importanti che hanno un impatto immediato su una sperimentazione clinica.
La lettera, emessa dall’Autorità nazionale per la ricerca sanitaria del Servizio sanitario britannico (NHSHRA), rivela che è stato segnalato almeno un evento avverso grave: il decesso di un neonato.
L’NHSHRA ha rivelato l’esistenza della lettera nella sua risposta alla richiesta di accesso agli atti, che è stata condivisa con The Defender.
Tuttavia, nonostante le richieste di chiarimento, l’NHSHRA si è rifiutata di fornire la lettera o qualsiasi dettaglio sulla lettera o sulla morte del neonato, spingendo The Defender a presentare una richiesta FOIA alla FDA.
La FDA dovrebbe essere in possesso del rapporto perché la maggior parte degli studi clinici condotti secondo le normative federali statunitensi richiede agli sponsor degli studi clinici di segnalare all’agenzia qualsiasi reazione avversa grave e inattesa, nonché qualsiasi reazione avversa sospetta, fatale o potenzialmente letale, inattesa.
La FDA non ha ancora preso atto della richiesta FOIA presentata da The Defender né ha risposto.
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I documenti relativi alla sperimentazione di Sanofi hanno classificato la VAERD come «a rischio molto basso e teorico»
Sanofi ha sponsorizzato lo studio di fase 3 «PEARL» per testare il suo vaccino intranasale contro il virus respiratorio sinciziale (RSV), RSVt, su bambini sani di età compresa tra i 6 e i 22 mesi.
Il vaccino RSVt è un vaccino a virus vivo attenuato contenente una forma geneticamente modificata del virus respiratorio sinciziale (RSV).
La sperimentazione di fase 3 ha fatto seguito a una sperimentazione di fase 2 di dimensioni inferiori, che aveva riportato risultati «promettenti» e nessuna problematica di sicurezza.
La sperimentazione di fase 3, che ha coinvolto 6.300 bambini negli Stati Uniti e in tutto il mondo, ha confrontato il vaccino con un placebo. Ai bambini sono state somministrate due dosi di vaccino e sono stati monitorati per la sicurezza per 24 mesi dopo le vaccinazioni.
Secondo il database federale delle sperimentazioni cliniche, Sanofi ha avviato lo studio nel 2023. La sperimentazione avrebbe dovuto concludersi nel 2027, ma Sanofi l’ha interrotta nel 2024.
Secondo un sito web dedicato alla sperimentazione, il compenso per la partecipazione allo studio variava. Un centro che testava il vaccino in Nebraska offriva ai partecipanti 3.750 dollari.
I documenti di consenso informato , ottenuti anch’essi tramite richieste di accesso agli atti, includevano informazioni su «disagi e rischi». L’elenco comprendeva possibili sintomi di raffreddore o altri sintomi lievi.
I documenti riportavano inoltre che la VAERD rappresentava un «rischio potenziale», ma sottolineavano che si trattava di «un rischio molto basso e teorico».
Nella sua dichiarazione a The Defender, Sanofi ha affermato che nell’ambito del suo programma di vaccinazione contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) per i bambini piccoli «non è stata osservata alcuna evidenza di malattia respiratoria potenziata associata al vaccino (VAERD) nei bambini che hanno ricevuto il vaccino sperimentale e hanno completato il follow-up per almeno una stagione di RSV».
L’azienda ha inoltre affermato che il bambino deceduto durante la sperimentazione non è morto a causa di una malattia correlata al virus respiratorio sinciziale (RSV).
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La morte dei neonati getta una lunga ombra sulla ricerca del vaccino contro il virus respiratorio sinciziale
I ricercatori del National Institutes of Health (NIH) svilupparono per la prima volta un vaccino sperimentale contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) all’inizio degli anni Sessanta. Somministrarono il vaccino a oltre 50 bambini in un ospedale noto per la sua popolazione di pazienti prevalentemente afroamericana.
Quasi la metà dei neonati ha sviluppato l’infezione da virus respiratorio sinciziale (RSV) e 10 di loro hanno richiesto il ricovero in ospedale, un dato che il dottor Robert Chanock, ricercatore del NIH e responsabile dello studio, ha successivamente ammesso essere «probabilmente al di fuori della norma».
Anziché interrompere il programma, i ricercatori hanno collaborato con Pfizer (allora Wyeth) per creare una versione più concentrata del vaccino, nota come Lotto 100.
Nell’inverno del 1965-66, i ricercatori selezionarono 31 dei bambini più piccoli di una delle cliniche dell’ospedale per testare il vaccino del lotto 100.
Alle famiglie non è stato comunicato che i neonati sarebbero stati inclusi in una sperimentazione clinica, né che una precedente sperimentazione non aveva avuto successo. Non sono state inoltre informate dei rischi associati al vaccino.
Due dei neonati, Victor King di 4 mesi e Ross Hambrick di 2 mesi, sono deceduti a causa di gravi malattie respiratorie contratte per via del virus respiratorio sinciziale (VAERD). I decessi si sono verificati durante la seconda stagione del virus respiratorio sinciziale (RSV) successiva alla somministrazione del vaccino.
All’inizio di quest’anno, le famiglie, a cui non era mai stata comunicata la causa della morte dei loro bambini, hanno intentato causa contro il governo federale.
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L’esito disastroso delle prime sperimentazioni ha bloccato lo sviluppo del vaccino contro il virus respiratorio sinciziale per decenni.
Nessun vaccino contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) è stato immesso sul mercato fino al 2023, quando la FDA ha approvato due vaccini contro l’RSV, prodotti da Pfizer e GSK, per l’uso negli adulti più anziani, e il vaccino a base di anticorpi monoclonali Beyfortus per combattere l’RSV nei neonati e nei bambini piccoli.
Le iniezioni di anticorpi monoclonali non sono vaccini, bensì anticorpi destinati a fornire una protezione temporanea contro un virus.
GSK ha dovuto interrompere le sperimentazioni sulle donne in gravidanza a causa di un segnale di sicurezza relativo al parto prematuro.
Nell’agosto del 2023, le autorità regolatorie hanno approvato il vaccino contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) della Pfizer per le donne in gravidanza nel terzo trimestre. Il vaccino è destinato a proteggere i neonati. Tuttavia, i dati post-marketing mostrano che il vaccino della Pfizer è anche collegato a parti prematuri.
Durante la sperimentazione clinica del Beyfortus, l’anticorpo monoclonale che è stato poi approvato per i neonati, 12 bambini sono morti . Tuttavia, i ricercatori dello studio hanno affermato che i decessi sembravano non essere correlati al prodotto.
Un’indagine condotta da The Defender ha inoltre rilevato che almeno due decessi infantili segnalati al Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS) erano collegati al vaccino Beyfortus.
Tuttavia, il presunto successo di quelle sperimentazioni cliniche sul virus respiratorio sinciziale (RSV) ha aperto le porte alla ricerca sui vaccini contro l’RSV, anche per i bambini piccoli , negli ultimi cinque anni.
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I vaccini a mRNA contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) di Moderna per neonati hanno attivato un segnale di sicurezza nella VAERD (malattia respiratoria acuta associata alla ventilazione meccanica)
Nel 2023, la FDA ha dato il via libera a Moderna per procedere con la sperimentazione clinica , denominata Rhyme Trial, volta a testare la sicurezza e l’immunogenicità dei suoi due farmaci sperimentali a mRNA contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) in bambini di età compresa tra 5 e 23 mesi.
Lo studio ha ricevuto l’approvazione dopo che la FDA ha accelerato la procedura di approvazione dei vaccini contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) di Moderna nel 2021, un processo che velocizza lo sviluppo e l’approvazione di un farmaco.
I risultati condivisi in un documento informativo della FDA indicano che, anziché proteggere i neonati come previsto, il vaccino ha probabilmente causato tassi più elevati di malattia grave da virus respiratorio sinciziale (RSV) tra i neonati vaccinati arruolati negli studi clinici di Fase 1, innescando un potenziale segnale di sicurezza relativo alla malattia erpetica associata al vaccino (VAERD) nei bambini piccoli.
Le preoccupazioni erano così serie che il documento informativo della FDA ha stabilito la sospensione dell’arruolamento in tutti gli studi clinici sui vaccini contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) per neonati e bambini di età inferiore ai 2 anni, e per bambini di età compresa tra i 2 e i 5 anni che non avevano mai contratto l’infezione da RSV.
Nel luglio 2024, Moderna dovette interrompere la sperimentazione. Pochi mesi dopo, anche la sperimentazione di Sanofi venne sospesa.
«È una coincidenza notevole che Sanofi abbia interrotto questo ampio studio di fase 3 che coinvolgeva 6.300 bambini piccoli poco dopo che la sperimentazione del vaccino a mRNA contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) di Moderna sui neonati sotto i 2 anni è stata sospesa a seguito del ricovero in ospedale di alcuni bambini vaccinati affetti da VAERD, soprattutto considerando che studi precedenti avevano mostrato risposte anticorpali incoraggianti al vaccino vivo somministrato per via nasale», ha dichiarato a The Defender il dottor Peter Selley, medico di base britannico ed esperto di vaccini contro l’RSV.
«È tragico che la risposta alla richiesta di accesso agli atti suggerisca che ci sia stato un decesso tra i neonati vaccinati poco prima che la sperimentazione venisse interrotta», ha affermato.
Moderna ha recentemente aggiornato la tempistica per il completamento dello studio Rhyme, interrotto a causa della pandemia, posticipandola dal 2026 al 2029. Ciò consentirà all’azienda di determinare se in futuro si verificheranno eventi avversi correlati al vaccino. Tuttavia, significa anche che i risultati dello studio non saranno disponibili per un’analisi approfondita per diversi anni.
La FDA non ha risposto alla richiesta di informazioni del The Defender in merito all’eventuale sospensione delle iscrizioni ai trial clinici del vaccino contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) nei bambini entro la data di pubblicazione.
Tuttavia, il sito web federale sulle sperimentazioni cliniche mostra alcuni studi sui vaccini contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) nei neonati o nei bambini come soggetti attivi e in fase di reclutamento.
Brenda Baletti
Ph.D.
© 17 luglio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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