Vaccini
Ecco il cattovaccinismo ciellino: CL, AIFA e crudeltà varie al Meeting di Comunione e Liberazione
Lunedì 21 agosto 2017, alle ore 19:00, alla Sala Neri del Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini si tenneten interessante incontro sul tema della Salute, che rientra proprio nel “Progetto Meeting Salute” proseguito anche quest’anno, e di cui Luigi Cammi – Amministratore Delegato di PLS Educational, che si occupa di comunicazione, marketing, organizzazione eventi (in ambito medico, scientifico e sportivo) e gestione di associazioni e fondazioni di varie categorie – è il responsabile.
Il tema della serata era rivolto in particolare alla salute degli anziani e dei malati, con un titolo molto preciso:
«Non lasciamo indietro i malati e gli anziani: prospettive e sviluppi delle vaccinazioni nel sistema sanitario nazionale»
Le vaccinazioni, dunque, sono il tema centrale. E lo si può intuire dai relatori invitati a presiedere il dibattito: Roberto Bernabei, Presidente dell’Associazione Italia Longeva che si occupa delle vaccinazioni sugli anziani; Massimo Galli, Vice Presidente di SIMIT (Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali); Raniero Guerra, Direttore Generale della Direzione della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute; Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità.
Chi vuole e ha tempo può leggersi o ascoltare la serata integralmente: capirà che l’incontro è stato monotematico e senza voci opposte. Nessun confronto, ma solo un accorato appello a vaccinare tutti, e in particolare gli anziani – categoria che ancora oggi in larga parte rifiuta di sottoporsi ogni anno alle vaccinazioni.
Il tema vaccini non è ovviamente mancato nemmeno nell’edizione di quest’anno.
Senza entrare troppo nello specifico del dibattito scientifico e politico sui vaccini, è interessante però constatare come in CL sia presente una componente ultravaccinista che invita al Meeting i massimi esponenti della vaccinazione a tutti i costi, coloro insomma che hanno fortemente voluto e sostenuto la legge 119/2017, meglio conosciuta come legge Lorenzin.
D’altronde CL simpatizza per le industrie farmaceutiche, e da un po’ di anni a questa parte i tentacoli del movimento giussaniano si sono guadagnati anche le simpatie di AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), non senza che quest’ultima, in coppia con Comunione e Liberazione, finisse fra le polemiche
AIFA e i 50.000 euro al Meeting di Rimini
Nel non lontano 2016 si scatenò una bagarre sui vertici di AIFA a causa di una durissima interrogazione posta dal senatore Lucio Barani (ALA) che denunciò le presunte «coperture» per evitare di far restituire dall’allora Dirigente Generale Luca Pani una somma pari a 647.000 euro come compenso extra percepito rispetto allo stipendio di 240.000 euro l’anno – il massimo di ciò che può essere percepito nel pubblico – per aver ricoperto il ruolo di consulente all’EMA per conto AIFA.
Possiamo dunque credere, oltre in base ai soldi fatti depositare da AIFA al Meeting su pressione di Melazzini, che l’interesse è molto più grosso di quanto si pensi
L’interrogazione scatenò il polverone anche sui presunti 50.000 euro di contributo che Mario Melazzini, il medico affetto da SLA che l’ex ministro alla Salute Beatrice Lorenzin indicò alla guida dell’Agenzia del Farmaco dopo le dimissioni di Sergio Pecorelli per l’accusa di un conflitto di interessi, fece versare da AIFA al XXXVII Meeting ciellino. Movimento, quello di Comunione e Liberazione, di cui il Melazzini ha sempre fatto parte.
Il contenuto dell’interrogazione di Barani fece il giro delle agenzie stampa, e l’interrogazione era rivolta ai ministri dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e della Salute, Beatrice Lorenzin. La gestione del superamento del tetto del compenso per il direttore generale Pani, e un contributo «da 50.000 euro disposto a favore del XXXVII meeting di Rimini di Comunione e liberazione» disposto «su richiesta del presidente del consiglio di amministrazione AIFA», Mario Melazzini, hanno portato CL dentro ad una bufera che si poteva già aspettare dopo la nomina di un ciellino alla guida dell’AIFA.
«Per quanto risulta all’interrogante – affermò il senatore Barani di Alleanza liberal-popolare autonomie nell’interrogazione – in data 29 aprile 2016 il Consiglio di amministrazione dell’AIFA, a seguito di una segnalazione del Collegio dei revisori dei conti e di 2 pareri emessi dalla Ragioneria generale dello Stato, risalenti rispettivamente al 10 luglio 2015 e al 23 marzo 2016, avrebbe rilevato il superamento del tetto dei 240.000 euro da corrispondere al direttore generale» per «il triennio 2012-2015, ponendo nel bilancio 2015 la somma di 647.000 euro a debito verso l’erario, con contestuali note di debito al direttore generale, dottor Luca Pani».
E ancora le accuse pesanti verso CL: «Considerato altresì che, a quanto risulta all’interrogante, con determina n. 1023 del 26 luglio 2016 il direttore generale, su richiesta del presidente del Consiglio di amministrazione, dottor Mario Melazzini, avrebbe disposto un contributo di 50.000 euro a favore del XXXVII meeting di Rimini di Comunione e liberazione, movimento al quale Melazzini aderisce; lo stesso Melazzini avrebbe ostacolato di fatto per mesi la restituzione dei 647.000 euro da parte del dottor Pani, coinvolgendo surrettiziamente nella decisione prima l’ufficio legale dell’Agenzia, poi, con nota del 2 agosto 2016, il capo di gabinetto del ministero della Salute, dottor Giuseppe Chinè, al solo fine di bloccare la delibera di restituzione dell’ingente somma, già assunta all’unanimità, seduta stante, dal Consiglio di amministrazione nella seduta del 29 aprile 2016».
Proseguì Barani: «Il 29 agosto 2016 il direttore dell’area amministrativa, Giovanni Torre avrebbe provveduto a notificare al dottor Pani la nota di debito di 647.000 euro, intimandogli la restituzione della somma entro il termine tassativo di 15 giorni, pena la riscossione forzata dell’importo; con nota del 31 agosto 2016, il presidente Melazzini avrebbe provveduto a contestare l’operato del dottor Torre, giudicando intempestiva la notifica della nota di debito al dottor Pani, nonostante questa fosse stata trasmessa 4 mesi dopo la delibera votata all’unanimità dal consiglio di amministrazione, invocando nuovamente l’intervento del capo di gabinetto del Ministero della salute, dottor Giuseppe Chinè». E ancora: «In data 1 settembre 2016, il dottor Torre sarebbe stato allontanato dall’Agenzia, mediante revoca unilaterale da parte dell’AIFA del comando triennale disposto dall’istituto di provenienza (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia)».
Barani chiese al Governo se i ministri in indirizzo fossero a conoscenza dei fatti esposti e «se, nella loro qualità di organi deputati alla vigilanza sull’AIFA, siano al corrente del finanziamento, pari a 50.000 euro, al meeting di Comunione e liberazione e come considerino tale elargizione; se e quali misure ritengano di dover assumere relativamente all’allontanamento del dottor Torre dall’AIFA; se siano a conoscenza di quali rapporti intercorrano, relativamente ai fatti esposti, tra il capo di gabinetto del ministero della Salute, il direttore dell’AIFA e il presidente del Consiglio di amministrazione del medesimo ente». Infine «se il ministro della Salute – concluse l’interrogazione – non ritenga opportuno dimettersi dall’incarico ricoperto, considerata, secondo l’interrogante, l’inadempienza nell’esercitare l’attività istituzionale di vigilanza e controllo sull’operato dell’AIFA».
La coltre dei fedeli alla nuova religione della dea Siringa composta da Famiglia Cristiana, Aleteia e, pensate un po’, anche dal Sussidiario ciellino, ci promette che inoculando ai nostri figli vaccini prodotti con linee cellulari di feti abortiti volontariamente non avremo alcun tipo di problema: né di coscienza, né di scienza
L’allora sottosegretario di Stato per la salute, Vito De Filippo – nel 2015 condannato dalla Corte dei conti di Potenza a «risarcire il danno prodotto alla Regione Basilicata» per l’ammontare di €2641,52 a causa dei rimborsi illeciti ottenuti tra il 2009 e 2010 quando era Presidente della Regione Basilicata –in aula rispose a Barani ricordando «che l’allestimento di uno stand di AIFA alla manifestazione fieristica Meeting di Rimini è risalente nel tempo, infatti vi ha già partecipato, negli anni 2006, 2007, 2008».
«Invero AIFA riferisce che la scelta di allestire un proprio spazio espositivo nell’ambito della predetta manifestazione va inquadrata in una precisa politica di investimento in attività di informazione e promozione, finalizzata a dare adeguatamente conto dell’impegno quotidiano portato avanti dall’Agenzia a tutela della salute pubblica» , fece ancora presente il sottosegretario del Pd in quell’epoca in carica.
Cattovaccinismo ciellino e feti sacrificati alla dea Siringa
Possiamo dunque credere, oltre in base ai soldi fatti depositare da AIFA al Meeting su pressione di Melazzini, che l’interesse è molto più grosso di quanto si pensi. Insomma, va oltre lo stand e arriva ai tavoli delle big conferences volute da Big Pharma in una kermesse così invitante ed introdotta in tutti i settori come quella di CL, e con la quale i vari Ricciardi e Guerra ben si possono intendere.
In effetti i vaccini rientrano anche nell’interesse dei cattolici e quindi non del Meeting che però, se stuzzicato, ne parla (a sproposito, s’intende).
Accade che durante la serata summenzionata, a fine “dibattito” una signora in platea poneva l’imbarazzante interrogativo al cattolicissimo Walter Ricciardi, lo ricordiamo, ad oggi ancora Presidente dell’ISS:
«In quanto cattolici come ci si pone di fronte alla effettiva necessità di utilizzare feti umani per produrre vaccini? Dicono che vengano usati feti abortiti cinquant’anni fa. Ma cinquant’anni fa non era peccato abortire? C’è la prescrizione per questo?»
Risposta:
«Non è informata perché il Comitato Nazionale di Bioetica che ha una fortissima componente cattolica ha assolutamente certificato l’assoluta inconsistenza di questa affermazione, cioè non esiste alcuna controindicazione né di carattere religioso né di carattere etico né tanto meno di carattere scientifico. Quindi come cattolici possiamo essere assolutamente tranquilli».
Il peccato, per Paglia e compagnia, cade in prescrizione perché commesso 50 anni fa
Parola del Comitato Nazionale di Bioetica e di Ricciardi, che però forse si confonde e, invece che citare la PAV, cita il CNB a sproposito, con affermazioni assolutamente parziali.
Forse, se avesse citato i recenti interventi della Pontificia Accademia per la Vita (cioè, per la Morte) in tema vaccini e feti abortiti sarebbe stato più chiaro. Essa infatti, con il seguito di tutta la coltre dei fedeli alla nuova religione della dea Siringa composta da Famiglia Cristiana, Aleteia e, pensate un po’, anche dal Sussidiario ciellino, ci promette che inoculando ai nostri figli vaccini prodotti con linee cellulari di feti abortiti volontariamente non avremo alcun tipo di problema: né di coscienza, né di scienza.
Il peccato, per Paglia e compagnia, cade in prescrizione perché commesso 50 anni fa. E si sa: 50 anni non sono pochi, e il tempo cura tutte le ferite, anche quelle procurate ai feti aspirati ancora parzialmente vivi e immolati per la produzione di farmaci – si pensi allo scandalo che ha travolto la Planned Parenthood nel 2015.
Cristiano Lugli
Vaccini
Medico dell’esercito USA ammette: 28 soldati morti per i vaccini COVID
Un medico dell’esercito statunitense avrebbe testimoniato di essere a conoscenza di 28 decessi occorsi tra militari americani e riconducibili ai vaccini contro il COVID-19. Lo riporta Politico, citando una deposizione resa in sede giudiziaria. La stessa funzionaria ha inoltre dichiarato che il governo statunitense sta attualmente indagando su 2.544 decessi segnalati successivamente alla somministrazione dei vaccini.
Secondo quanto riportato, a rendere questa testimonianza sarebbe stata Theresa Long, che ricopre anche il ruolo di consulente del segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr., nel corso di una deposizione datata 14 agosto, resa nell’ambito di un procedimento davanti a un tribunale federale della Virginia. Fino a questo momento non erano stati resi pubblici né i contenuti della sua testimonianza né il suo incarico presso il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS).
Sempre secondo quanto riferito, la Long avrebbe precisato che i 2.544 decessi non ancora verificati sarebbero stati segnalati al sistema di segnalazione degli eventi avversi da vaccino (VAERS) del dipartimento.
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L’ex presidente degli Stati Uniti Joe Biden aveva disposto l’obbligo vaccinale per l’intero personale militare statunitense, prevedendo il congedo per chi non si fosse adeguato: una misura che portò a oltre 9.000 congedi. Una volta tornato alla Casa Bianca, il presidente Donald Trump ha invece incaricato il Pentagono di offrire il reintegro a quanti erano stati congedati per essersi rifiutati di vaccinarsi.
I vaccini anti-COVID-19 realizzati su larga scala tramite la tecnologia a mRNA sono stati immessi sul mercato in tempi estremamente rapidi tramite una controversa manovra voluta da Trump chiamata Operation Warp Speed. In precedenza nessun siero mRNA era stato approvato, anche per vari test che avevano ucciso le cavie animali. La stessa farmaceutica Moderna (il cui nome significata di fatto «Modo RNA») non aveva mai venduto un singolo prodotto in tutti gli anni della sua esistenza.
Pfizer e Moderna, che da questi prodotti hanno tratto profitti miliardari, hanno successivamente riconosciuto che, in casi rari, i rispettivi vaccini potevano essere associati a un aumento del rischio di infiammazione del muscolo cardiaco.
Aumenti di casi di miocardite sono stati registrati su persone particolarmente sane – come gli atleti professionisti – i giovani, e pure nei bambini. Vari studi emersi in questi anni hanno dimostrato una correlazione tra danni al cuore e vaccini COVID, ma al contempo è saltato fuori che gli enti di controllo avrebbero nascosto i dati sulla miocardite.
La Long ha reso la propria testimonianza a sostegno della difesa in una causa attualmente all’esame del giudice distrettuale Michael Nachmanoff, riguardante il licenziamento di Terry Adirim dall’incarico di direttrice del Centro per i servizi sanitari globali della CIA. Adirim sostiene di essere stata allontanata dall’agenzia di Intelligence per ragioni di natura politica, riconducibili in particolare al proprio sostegno alla campagna vaccinale contro il COVID -19.
Durante il periodo della pandemia, Adirim aveva ricoperto l’incarico di assistente segretario ad interim per gli affari sanitari presso il dipartimento della Difesa. Il suo licenziamento da parte della CIA, avvenuto nell’aprile 2025, fu all’epoca rilanciato da diversi commentatori politici di area conservatrice, tra cui Ivan Raiklin, oggi imputato nella causa in questione. La decisione arrivò circa un mese prima che Adirim maturasse il diritto alla pensione federale piena.
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Nel maggio 2025 il giudice Nachmanoff aveva già manifestato dubbi sulle reali possibilità di successo dell’azione legale intentata da Adirim, negando la richiesta di un’ingiunzione volta ad annullare il licenziamento. Da parte sua, la CIA ha sempre sostenuto che si tratti di una comune controversia di natura contrattuale.
Kennedy, dal canto suo, ha più volte affermato che alcuni vaccini non sarebbero stati sottoposti a studi sufficientemente approfonditi e potrebbero comportare effetti collaterali di rilievo. Posizioni che gli sono valse le critiche di chi lo accusa di alimentare tesi antivacciniste, ritenendolo per questo inadeguato a ricoprire la carica di ministro della Salute.
Come riportato da Renovatio 21, appena tornato alla Casa Bianca Trump aveva reintegrato nei ranghi dell’esercito tutti i militari espulsi da Biden per aver rifiutato la puntura genica sperimentale.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Vaccini
Vaccinazioni dei bambini Amish, i dati dello studio sull’autismo nel 2010 non sono mai stati resi pubblici
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Cosa ha rivelato lo studio sull’autismo condotto nella comunità Amish nel 2010?
Secondo un abstract di una conferenza relativa allo studio, il post di Trump cita uno studio del 2010 condotto da ricercatori di genomica umana dell’Università di Miami e della Vanderbilt University. Tuttavia, contrariamente a quanto affermato nel post di Trump, lo studio non è mai stato pubblicato su una rivista scientifica con revisione paritaria. L’abstract dello studio, datato 22 maggio 2010, è apparso sul sito web dell’International Meeting for Autism Research, un convegno di ricerca organizzato dalla International Society of Autism Research. Sembra che gli autori dello studio abbiano presentato la ricerca al convegno di maggio 2010. Non esiste alcuna versione completa dello studio disponibile online. Nella sezione relativa ai metodi dell’abstract si afferma che i ricercatori hanno raccolto i dati sulle vaccinazioni dei bambini. Tuttavia, la sezione dei risultati non specifica se i sette bambini Amish inclusi nello studio, a cui è stato diagnosticato l’autismo, fossero vaccinati o meno. Il riassunto afferma: «i dati preliminari hanno evidenziato la presenza di disturbi dello spettro autistico (ASD) nella comunità Amish con una frequenza di circa 1 bambino su 271, utilizzando strumenti standard di screening e diagnosi per l’ASD, sebbene alcune modifiche possano essere opportune». Gli autori hanno scritto che «sono in corso ulteriori studi» per affrontare le norme e le consuetudini culturali che possono influenzare il modo in cui i genitori parlano del comportamento dei loro figli quando vengono intervistati dai ricercatori. Non è chiaro se gli autori dello studio abbiano verificato se i sette bambini con autismo fossero stati vaccinati. L’autore principale dello studio, identificato come JL Robinson, non ha risposto alla richiesta del quotidiano The Defender di chiarire se i ricercatori avessero mai condotto un’analisi stratificata per vaccinazione sui sette casi confermati di autismo e perché non avessero mai pubblicato lo studio. Il giornale The Defender ha posto le stesse domande a Margaret Pericak-Vance, Ph.D., direttrice del John P. Hussman Institute for Human Genomics presso l’Università di Miami e una delle autrici dello studio. Tuttavia, la richiesta è stata indirizzata al responsabile delle pubbliche relazioni dell’università, che non ha risposto entro la scadenza. Ji ha effettuato una ricerca online nei registri pubblici per verificare se gli autori dello studio avessero mai parlato nuovamente pubblicamente della ricerca o l’avessero sottoposta a pubblicazione su una rivista scientifica con revisione paritaria, ma non ha trovato nulla. «È un fatto significativo», ha dichiarato Ji a The Defender. «Ho cercato, senza successo, alcuna dichiarazione pubblica da parte di nessuno dei sei autori, in sedici anni, sul perché l’articolo non sia mai stato pubblicato o che fine abbiano fatto i dati. Questa assenza è la vera scoperta». Ji ha affermato di non accusare gli autori dello studio di aver intenzionalmente occultato i dati relativi alla storia vaccinale dei bambini Amish. «Non sto sostenendo che nessuno dei sei abbia distrutto dati o agito in malafede: non ho prove di ciò». Ma i loro dati furono di fatto «sepolti», nel senso che non vennero mai pubblicati e non comparvero in alcuno studio successivo. Ji ha riconosciuto che, anche se lo studio avesse esplicitamente collegato tutti e sette i casi di autismo alla mancata vaccinazione, non avrebbe comunque dimostrato che i bambini non vaccinati non sviluppano l’autismo, perché sette è un numero troppo piccolo per poter stilare un modello statistico significativo. Ma i dati sarebbero comunque utili perché «colmerebbero una lacuna nella documentazione e ci direbbero se l’infrastruttura di screening può essere ricostruita su larga scala», ha affermato. «Uno statistico potrebbe farlo in poche settimane se i file esistessero». Gli autori dello studio non hanno risposto quando The Defender ha chiesto se fossero ancora in possesso dei file di ricerca originali dello studio. Visto che, stando all’abstract, lo studio sembrava aver utilizzato fondi di ricerca federali, il pubblico ha il diritto di sapere che fine hanno fatto i documenti, ha affermato Ji.Iscriviti al canale Telegram ![]()
Trump si è concentrato sulla scoperta di un legame tra autismo e vaccino
Il post di Trump che fa riferimento allo studio del 2010 arriva nel bel mezzo di un acceso dibattito sui vaccini e l’autismo. A maggio, Trump aveva sollecitato il segretario alla Salute statunitense Robert F. Kennedy Jr. a fare di più per indagare su un possibile legame tra vaccini e autismo, secondo un articolo del Wall Street Journal del 27 luglio. Il mese scorso, Trump ha firmato un ordine esecutivo che prevede cambiamenti radicali alla politica vaccinale statunitense, tra cui la riduzione da 18 a 11 del numero di malattie per le quali i bambini ricevono i vaccini di routine. Durante una conferenza stampa del 22 settembre 2025 , Trump ha dichiarato: «Ci sono certi gruppi di persone che non si vaccinano e non assumono pillole e che non sono autistiche. … Gli Amish, ad esempio, non sono praticamente affetti da autismo». Secondo Ji, lo studio sugli Amish del 2010 non dimostra che i vaccini causino l’autismo. Tuttavia, la vicenda dello studio del 2010 rivela che, quando vengono raccolti dati che potrebbero potenzialmente contribuire a rispondere alla domanda se i vaccini causino l’autismo, tali dati «non vengono resi disponibili», ha affermato Ji. Secondo Ji, gli studi sui tassi di autismo tra gli Amish dovrebbero esaminare molti fattori, tra cui lo stato vaccinale, l’esposizione al glifosato, al paracetamolo, agli ultrasuoni, la dieta, l’endogamia e l’accesso all’assistenza sanitaria. I risultati completi dovrebbero essere resi pubblici, a prescindere da ciò che emerge dagli studi. «Questo non è essere contro i vaccini. È scienza». Il legame tra i bassi tassi di vaccinazione e l’autismo tra gli Amish è stato un argomento che il giornalista investigativo Dan Olmsted ha documentato per anni. Olmsted, fondatore di Age of Autism, è stato autore nel 2011 di Age of Autism: Mercury, Medicine, and a Man-Made Epidemic («L’era dell’autismo: mercurio, medicina e un’epidemia causata dall’uomo.») e nel 2017 Denial: How Refusing to Face the Facts about Our Autism Epidemic Hurts Children, Families, and Our Future («Negazione: come il rifiuto di affrontare la realtà dell’epidemia di autismo danneggia i bambini, le famiglie e il nostro futuro») prima della sua scomparsa all’inizio del 2017.Aiuta Renovatio 21
Da dove ha preso Trump l’immagine che ha pubblicato?
Gli Amish continuano a essere al centro del dibattito nazionale sui vaccini. A New York, gli Amish minacciano di lasciare lo stato a causa dell’obbligo vaccinale scolastico imposto dallo stato, secondo un articolo del New York Post del 26 agosto. La Pennsylvania, che ospita la più grande comunità Amish degli Stati Uniti, è balzata agli onori della cronaca per l’attuale epidemia di morbillo e per le indagini in corso sui decessi correlati alla malattia. Steve Kirsch ha creato la grafica che Trump ha pubblicato sui social media. Il 14 agosto, Kirsch ha pubblicato la grafica su X con la seguente didascalia: «Sconcertante, vero? L’autismo si riscontra solo nei bambini Amish vaccinati. Chissà perché?». Kirsch ha dichiarato a The Defender di aver creato la grafica utilizzando ChatGPT. Ha incaricato ChatGPT di creare un grafico basato sullo studio del 2010 e sulla sua convinzione che non vi siano prove che a un bambino Amish non vaccinato sia mai stato diagnosticato l’autismo. «Nessuno ha mai sentito parlare di un bambino Amish non vaccinato affetto da autismo», ha dichiarato Kirsch a The Defender. Kirsch ha affermato di aver definito lo studio «pubblicato» nella grafica perché la Società Internazionale per la Ricerca sull’Autismo aveva pubblicato online l’abstract della conferenza. Ha ammesso, tuttavia, che lo studio in sé non è mai stato pubblicato. La Casa Bianca non ha risposto alla nostra richiesta di commento entro la scadenza. Suzanne Burdick Ph.D. © 2 settembre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD. Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Vaccini
Scienziati chiedono la ritrattazione dello studio danese che afferma che l’alluminio nei vaccini è «sicuro»
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
Il controverso studio danese del 2025 sosteneva di non aver trovato alcun legame tra l’alluminio presente nei vaccini infantili e 50 esiti negativi per la salute, tra cui autismo, asma e malattie autoimmuni. Tuttavia, un nuovo articolo sottoposto a revisione paritaria da scienziati di Children’s Health Defense illustra come i dati dello stesso studio danese contraddicano le conclusioni degli autori.
Secondo un nuovo articolo sottoposto a revisione paritaria e scritto da Brian Hooker, responsabile scientifico di Children’s Health Defense (CHD), e da Karl Jablonowski, ricercatore senior, il controverso studio danese del 2025 sull’alluminio nei vaccini dovrebbe essere immediatamente ritirato, poiché i dati dello studio stesso contraddicono le conclusioni degli autori.
L’articolo di Hooker e Jablonowski è stato pubblicato questa settimana sulla rivista Integrative Medicine: A Clinician’s Journal.
Jablonowski ha dichiarato a The Defender che lo studio danese, pubblicato il 15 luglio 2025 negli Annals of Internal Medicine, è «un buon esempio di come la cattiva scienza possa diffondersi».
Lo studio sosteneva di non aver trovato alcun legame tra l’alluminio presente nei vaccini infantili e 50 esiti negativi per la salute, tra cui autismo, asma e malattie autoimmuni.
Da allora, lo studio danese è stato citato 36 volte in pubblicazioni scientifiche come prova della sicurezza degli adiuvanti a base di alluminio nei vaccini, ha affermato Jablonowski.
Lo studio ha ricevuto così tanta attenzione da parte dei media e del mondo accademico da classificarsi nel 5% delle migliori pubblicazioni scientifiche, secondo Altmetric, una società specializzata nell’analisi dell’influenza dei dati.
Ma questa attenzione non significa che le conclusioni degli autori danesi fossero corrette, ha affermato Jablonowski. Nella loro critica, lui e Hooker hanno presentato un’analisi dettagliata che mostrava una discrepanza tra i dati dello studio danese e le conclusioni degli autori.
«Lo studio che ha convinto il mondo che l’alluminio nei vaccini non causa l’autismo era una facciataÐ, ha affermato Jablonowski. Quella facciata è crollata sotto esame, ha aggiunto.
«Ci siamo ritrovati con una montagna di domande senza risposta e prove che l’alluminio nei vaccini è positivamente correlato ai disturbi dello sviluppo neurologico».
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Gli autori danesi affermano che i risultati dimostrano che l’alluminio nei vaccini è sicuro
Gli autori dello studio danese, ampiamente riportato dai principali media, hanno affermato di non aver trovato alcun legame tra l’ alluminio contenuto nei vaccini e l’autismo.
Anders Hviid, professore e capo del dipartimento di epidemiologia presso lo Statens Serum Institut e uno degli autori dello studio, ha dichiarato a MedPage Today che i risultati «forniscono solide prove a sostegno della sicurezza dei vaccini infantili».
«Questa è la prova che genitori, medici e funzionari della sanità pubblica devono fare le scelte migliori per la salute dei nostri figli», ha affermato Hviid.
In un comunicato stampa, Hviid ha definito i risultati «rassicuranti» e ha affermato che studi di grandi dimensioni come il suo sono importanti in «un’epoca caratterizzata da una diffusa disinformazione sui vaccini».
Tuttavia, secondo Hooker e Jablonowski, che hanno esaminato lo studio e i dati corretti, i dati corretti aggiunti dopo la data di pubblicazione originale dello studio dimostrano che gli autori si sbagliavano.
Hanno concluso che i dati dello studio condotto su 1,2 milioni di bambini indicano chiaramente un legame tra l’alluminio presente nei vaccini e l’autismo.
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Dati corretti mostrano un legame tra vaccini e autismo
Il 17 luglio 2025, gli Annals of Internal Medicine hanno aggiunto una nota di esclusione di responsabilità allo studio danese, affermando che «al momento della pubblicazione iniziale, includeva una versione errata del materiale supplementare».
Il materiale aggiornato è disponibile al link dello studio «Correction: Aluminum-Adsorbed Vaccines and Chronic Diseases in Childhood» [«Correzione : Vaccini adsorbiti su alluminio e malattie croniche nell’infanzia»].
In una precedente intervista, Jablonowski aveva affermato: «secondo i dati corretti, quasi 10 (9,7) bambini su 10.000 vaccinati con una dose più elevata di alluminio (rispetto a una dose moderata) hanno sviluppato un disturbo dello sviluppo neurologico, principalmente autismo, tra i 2 e i 5 anni di età».
Il giorno prima della pubblicazione dello studio e tre giorni prima che la rivista emettesse una rettifica, Hviid ha dichiarato a numerosi media che lo studio dimostrava che l’alluminio nei vaccini non causa l’autismo.
Hooker ha ipotizzato che gli autori danesi potrebbero essere stati più propensi a produrre risultati favorevoli alla vaccinazione, dato che lavorano presso lo Statens Serum Institut, un istituto di ricerca con una lunga esperienza nella produzione di vaccini.
Ad esempio, Hooker ha affermato: «l’analisi dello studio non prevedeva un gruppo di controllo con “esposizione zero”. Al contrario, come la maggior parte degli studi ‘comprati’ dall’industria, ha confrontato l’esposizione a ‘una certa’ quantità di sali di alluminio con l’esposizione a una quantità ‘un po’ maggiore’ di sali di alluminio».
Hviid ha dichiarato di aver ricevuto finanziamenti dalla Fondazione Novo Nordisk, legata al colosso farmaceutico Novo Nordisk.
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RFK Jr: I ricercatori danesi hanno minimizzato “qualsiasi segnale di danno”
L’analisi di Jablonowski e Hooker è l’ultima di una lunga serie di critiche feroci al controverso studio sull’alluminio.
Il 1° agosto 2025, il Segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr. ha pubblicato un editoriale su TrialSite News in cui ha elencato una miriade di difetti dello studio danese. Ha scritto:
«I media mainstream, servili e finanziati dalle case farmaceutiche, sempre pronti a difendere le ortodossie del settore, hanno salutato trionfalmente questo studio come prova della sicurezza dell’alluminio, senza nemmeno un esame superficiale delle sue fatali lacune o dei conflitti di interesse finanziari dei suoi autori».
Lo studio ha escluso i bambini ad alto rischio, ha affermato Kennedy. I ricercatori danesi hanno inoltre escluso un gruppo di controllo non esposto al rischio.
«Invece di valutare separatamente questo gruppo di bambini non vaccinati e di trattarli come gruppo di controllo, li hanno raggruppati nella coorte meno esposta, diluendo qualsiasi segnale di danno», ha scritto.
Kennedy ha concluso che, per quanto riguarda la ricerca sull’alluminio nei vaccini, «ciò che serve non è un maggior numero di modelli statistici volti a nascondere i segnali di danno, bensì una ricerca indipendente fondata sulla piena trasparenza, sull’integrità metodologica e sul coraggio di affrontare verità scomode».
Hooker e Jablonowski erano d’accordo. Erano coautori di un rapporto sottoposto a revisione paritaria che spiegava come e perché lo studio danese non fosse riuscito a stabilire la sicurezza dell’alluminio nei vaccini.
Nel dicembre 2025, il Journal of Trace Elements in Medicine and Biology ha pubblicato il rapporto. Oltre a Hooker e Jablonowski, tra gli autori figuravano 10 scienziati e opinion leader di spicco nel campo della tossicologia dell’alluminio e dei danni da vaccino.
Hooker ha affermato che la sua nuova pubblicazione, realizzata insieme a Jablonowski, fornisce «un’analisi più dettagliata dei difetti fatali» dello studio danese.
Suzanne Burdick
Ph.D.
© 26 agosto 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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