Spirito
Dopo Soros e Hillary, Biden conferisce a Papa Francesco la medaglia della libertà, definendolo «il Papa del popolo»
Sabato, il presidente uscente degli Stati Uniti Joe Biden ha conferito a Papa Francesco la più alta onorificenza civile degli USA, affermando che il Papa è «una luce di fede, speranza e amore che risplende in tutto il mondo».
In una dichiarazione rilasciata dalla Casa Bianca sabato, è stata resa pubblica l’assegnazione da parte di Biden della Presidential Medal of Freedom, («medaglia presidenziale della libertà») a Papa Francesco.
«Oggi, il Presidente Biden ha parlato con Sua Santità Papa Francesco e lo ha nominato destinatario della Presidential Medal of Freedom with Distinction» recota òa dichiarazione. «La Presidential Medal of Freedom è la più alta onorificenza civile della nazione, conferita a individui che hanno dato un contributo esemplare alla prosperità, ai valori o alla sicurezza degli Stati Uniti, alla pace nel mondo o ad altri importanti sforzi sociali, pubblici o privati. Questa è la prima volta che il Presidente Biden ha conferito la Presidential Medal of Freedom with Distinction».
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Il messaggio elogiativo di Biden, che riassumeva gli aspetti della vita di Francesco presi in considerazione per il premio, citava l’attivismo del Papa «al servizio dei poveri» e i suoi appelli alla pace e all’azione contro i cambiamenti climatici.
L’anziano presidente ha anche menzionato i rapporti di Francesco con le «diverse fedi» e lo ha definito «il Papa del popolo».
«Da giovane, Jorge Bergoglio ha cercato una carriera nella scienza prima che la fede lo conducesse a una vita con i gesuiti. Per decenni, ha servito i senza voce e i vulnerabili in tutta l’Argentina. Come Papa Francesco, la sua missione di servizio ai poveri non è mai cessata. Pastore amorevole, risponde con gioia alle domande dei bambini su Dio. Insegnante stimolante, ci comanda di lottare per la pace e proteggere il pianeta».
«Un leader accogliente, si rivolge a fedi diverse. Primo papa dell’emisfero australe, papa Francesco è diverso da chiunque sia venuto prima. Soprattutto, è il papa del popolo, una luce di fede, speranza e amore che splende intensamente in tutto il mondo».
Pochi giorni prima, Biden aveva conferito la medaglia presidenziale della libertà a diverse persone, tra cui George Soros e Hillary Clinton.
«Questi 19 individui sono grandi leader che hanno reso l’America e il mondo un posto migliore», si legge in una dichiarazione della Casa Bianca. «Sono grandi leader perché sono brave persone che hanno dato contributi straordinari al loro Paese e al mondo».
L’attuale nunzio degli Stati Uniti e successore dell’arcivescov Carlo Maria Viganò in tale ruolo, il cardinale Christophe Pierre, era presente alla Casa Bianca per un servizio fotografico con Biden, per consegnare il premio al Papa da lontano.
Biden avrebbe dovuto visitare Roma e lo Stato della Città del Vaticano alla fine della scorsa settimana, ma l’8 gennaio ha annunciato di aver annullato la visita. La breve dichiarazione ha citato i recenti incendi devastanti in California come motivo per cui Biden è rimasto negli Stati Uniti
«Il viaggio avrebbe dovuto rappresentare il canto del cigno della presidenza di Biden, poiché il politico avrebbe voluto citare un’ultima volta la sua identità di “presidente cattolico” e coronare la sua carriera con un’ultima udienza papale» scrive LifeSite.
Biden ha incontrato brevemente Francesco l’ultima volta a giugno, durante l’organizzazione da parte dell’Italia del G7. Ma è stata un’udienza privata tra i due nell’ottobre 2021 ad attirare la maggiore attenzione.
Uscendo dall’incontro, Biden ha affermato che il Pontefice «era felice che io fossi un buon cattolico» e gli ha detto di «continuare a ricevere la Comunione». I comunicati stampa riassuntivi sia della Casa Bianca che della Sala Stampa della Santa Sede hanno brevemente notato che la conversazione ha rivelato i «poveri del mondo», così come la «crisi climatica» e le questioni relative al COVID-19 e ai rifugiati.
Tuttavia, nonostante il prolifico curriculum politico di Biden nel sostenere l’aborto e le questioni LGBT, l’argomento dell’aborto apparentemente non è stato sollevato durante l’incontro, ricorda LSN. Alcuni osservatori hanno suggerito che se a Biden fosse stato detto di «continuare» a ricevere la Comunione, allora l’argomento dell’aborto avrebbe dovuto essere discusso.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Spirito
La preghiera della Marcia per la Vita di Tokyo 2026
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«Quest’anno è stata la decima volta che ha marciato, dispensando benedizioni. I cattolici nascosti hanno cercato la loro madre, Santa Maria-sama [massimo suffisso onorifico della lingua giapponese, ndr], sottoposta a pesanti persecuzioni per 250 anni e sette generazioni» dice il sacerdote, ricordando la mostruosa e mai del tutto divulgata storia di persecuzione dei cristiani nel Sol Levante.
«La cercano sempre, la madre che ci ha donato il vero Salvatore, la madre che dona speranza, amore, pace e coraggio a tutte le madri e ai bambini che verranno. La madre che ha promesso la fine della guerra e il trionfo del suo Cuore Immacolato».
La nota si chiude con una preghiera alle Vergini delle apparizioni, compresa l’ultima, terrificante apparizione mariana approvata da Roma, quella avuta dalla suora giapponese Agnese Sasegawa, morta due anni fa nel giorno dell’Assunta.
«Nostra Signora di Fatima, prega per noi! Nostra Signora di Akita, prega per noi!»
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Spirito
Vescovo tedesco prende di mira la FSSPX limitando i sacramenti tradizionali nella diocesi
Il vescovo Heiner Wilmer ha esortato i fedeli a non partecipare ad alcun evento organizzato dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX), affermando che i matrimoni celebrati dalla FSSPX sono considerati «invalidi».
Nell’ultimo numero del bollettino diocesano, il vescovo di Monaco di Vestfalia (che per qualche ragione ora anche gli italiani chiamano Münster) e presidente della Conferenza episcopale tedesca ha dichiarato che «il clero della Fraternità Sacerdotale San Pio X non esercita alcun ministero ufficiale nella diocesi di Monaco di Vestfalia».
I sacramenti da loro amministrati sono «amministrati senza autorizzazione», ha continuato il prelato germanico, aggiungendo che le confessioni ascoltate e i matrimoni celebrati dal clero della Fraternità Sacerdotale San Pio X sarebbero «invalidi». Inoltre, il Wilmerro ha proibito alla Fraternità l’uso di «edifici ecclesiastici, chiese, cappelle, sale parrocchiali o altri locali ecclesiastici» diocesani.
Il vescovo ha osservato che per i fedeli della sua diocesi che desiderano partecipare alla Santa Messa «secondo la liturgia del Vetus Ordo», le uniche opzioni disponibili sono la chiesa di Sant’Egidio nel centro di Monaco di Vestfalia, la Cappella delle Candele della parrocchia di Santa Maria a Kevelaer e la chiesa e la cappella della Fraternità di San Pietro (FSSP) a Recklinghausen. Al di fuori di questi luoghi, il parroco e il vicario generale competenti devono approvare una «Messa tradizionale».
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Resta consentito per un sacerdote celebrare una Messa tradizionale in latino ( in privato. Tuttavia, ciò non deve essere annunciato pubblicamente o ai fedeli, in modo che non «assuma il carattere di una celebrazione pubblica o comunitaria, né nella realtà né nell’apparenza esteriore».
Riguardo al Sacramento del Matrimonio secondo il rito tradizionale, monsignor Wilmer ha annunciato le seguenti regole per la Diocesi di Monaco di Vestfalia: le celebrazioni possono avvenire solo nei luoghi designati e devono essere approvate dal vicario generale episcopale. Il vescovo ha sottolineato che «non esiste un diritto automatico» all’approvazione per il sacramento del matrimonio secondo il rito antico e che le decisioni vengono prese «caso per caso». Almeno uno dei coniugi deve essere registrato come residente principale o secondario nella Diocesi di Monaco di Vestfalia. Il sacerdote officiante deve essere autorizzato a celebrare la Messa secondo il rito tradizionale e deve essere incardinato nella Diocesi di Monaco di Vestfalia.
Wilmer è noto come prelato eterodosso e sostenitore del Cammino sinodale tedesco, considerato eretico. Votava regolarmente con la maggioranza dei vescovi e dell’Assemblea sinodale a favore di documenti che miravano a modificare la dottrina della Chiesa.
Nello specifico, monsignor Wilmer ha votato a favore di una proposta del Cammino Sinodale che prevede la «benedizione» delle unioni omosessuali, approvando un documento intitolato «Rivalutazione magisteriale dell’omosessualità» che auspicava una modifica della dottrina perenne della Chiesa e ha votato «sì» a un testo che prevede l’ordinazione sacramentale delle «diaconesse».
Renovatio 21 ha contezza che simili iniziative di sabotaggio della comunità dei fedeli lefebvriani, accompagnati talvolta da lettere ai proprietari delle cappelle dove si svolgono le messe FSSPX, si sono avuti anche in Italia. In particolare, sappiamo di omelie domenicali, nelle parrocchie, in cui si minaccia di scomunica i fedeli che assistono alle celebrazioni della Fraternità, del tipo «se andate lì siete scomunicati».
Un caso esploso subito è quello di Corato, nel barese, dove la Fraternità è proprietaria di una piccola chiesa antica, quella della Madonna di San Giovanni. L’arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, monsignor Leonardo D’Ascenzo ha lanciato un monito ai fedeli dicendo che «chi aderisca alla Fraternità sacerdotale San Pio X rischia la scomunica e i sacramenti celebrati dai suoi sacerdoti sono, in alcuni casi, invalidi».
La chiesa, che per anni era rimasta in abbandono, è stata recuperata,con lavori di restauro che hanno confermato che l’edificio risale a fine Seicento e che, nel corso del tempo, è stato utilizzato anche come ricovero per i malati durante l’epidemia di colera del 1908-1909. Ora è luogo della celebrazione della Santa Messa tradizionale due volte al mese: ciò non è tollerabile per l’autorità ecclesiastica della neochiesa che forse, come abbiamo visto in altri situazioni, sembra preferire l’abbandono degli edifizi sacri invece che l’uso per dire delle messe anche novus ordo, agendo come vero liquidatore immobiliare del tesoro urbanistico, architettonico, artistico accumulato da millenni di fede cattolica.
Come riportato da Renovatio 21, don Giovanni Caruso Spinelli, del priorato di Albano Laziale, ha pubblicato una densa lettera al vescovo di Velletri-Segni e Frascati riguardo una nota da lui disposta per tutte le chiesi della diocesi, notando inoltre che la persecuzione ora si starebbe allargando perfino alle suore vicine alla FSSPX.
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Immagine di Kadellar via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Spirito
Mons. Schneider: «nulla è più pericoloso per la religione» dell’«interferenza» liturgica
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