Pensiero
Controrivoluzione di Trump contro la tirannide del Nuovo Ordine Mondiale: mons. Viganò, lettera ai cattolici degli USA
Renovatio 21 riceve e pubblica questo testo dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò. Alcuni link sono stati introdotti da Renovatio 21 a fine di spiegazione. Le opinioni degli scritti pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
CONTRA SPIRITUALIA NEQUITIÆ
Lettera dell’Arcivescovo Carlo Maria Viganò già Nunzio Apostolico negli Stati Uniti d’America ai Cattolici Americani
Quoniam non est nobis colluctatio
adversus carnem et sanguinem,
sed adversus principes, et potestates,
adversus mundi rectores tenebrarum harum,
contra spiritualia nequitiæ,
in cælestibus.
Eph 6, 12
Il recente insediamento del Presidente Donald J. Trump, dopo la vittoria alle Elezioni Presidenziali, costituisce un motivo di grande speranza per ogni Cattolico americano, ma anche per tutti quei Cattolici che nelle Nazioni occidentali, oggi soggette al golpe globalista, sono consapevoli della necessità – e della possibilità concreta – di ribellarsi alla tirannide del Nuovo Ordine Mondiale, con l’aiuto di Dio, prima che sia troppo tardi.
Ciò che il deep state ha impedito con la frode elettorale nel 2020, si è oggi realizzato: per la prima volta dopo anni di follia woke, un Presidente degli Stati Uniti può realizzare il programma per il quale è stato eletto, ripristinando quei principi della Legge naturale che sono alla base del vivere civile e di una società ben ordinata.
È la rivoluzione, o più propriamente la controrivoluzione del buon senso.
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Il conflitto di interessi degli oppositori di Trump
Ma se i Cristiani e tutte le persone di buona volontà sembrano quasi tirare un sospiro di sollievo nel vedersi concretizzare giorno dopo giorno le promesse elettorali – ad iniziare dall’abolizione dell’indottrinamento LGBTQ+ e gender nelle scuole – non deve meravigliare che l’elezione di Donald Trump rappresenti per molti altri una vera e propria sciagura.
Tra questi vi sono certamente personaggi dalla condotta più che discutibile – esponenti delle lobby farmaceutiche, alimentari e militari, magnati dell’alta finanza o di organizzazioni internazionali – che hanno tratto e traggono tutt’ora un vantaggio in termini di potere e di denaro dall’ideologia woke, dall’Agenda 2030, dal Net Zero, dalle pandemie, dalle smart cities e dall’immigrazione incontrollata.
Personaggi che nessuno ha eletto, e che non hanno alcun titolo per interferire nel governo delle Nazioni se non il potere ricattatorio sui loro servi e la corruzione dei loro complici, hanno creato delle false emergenze – sanitarie, belliche, economiche, climatiche, sociali – per poter proporre le loro soluzioni, basate su false premesse.
Molti di voi si sono resi conto dell’incongruenza delle risposte che governi e organismi internazionali davano a determinati eventi: ad esempio, alla pretesa relazione causale tra la percentuale di anidride carbonica nell’atmosfera e il presunto riscaldamento globale (falsa premessa) e alla conseguente necessità di ridurne la presenza nell’atmosfera (falso obbiettivo) si applicano misure draconiane nei Paesi occidentali, per diminuire l’immissione di CO2 (falsa soluzione).
Il vero scopo delle «emergenze»
Questa apparente incongruenza è dovuta ad un fatto che lentamente inizia ad essere compreso da sempre più persone: lo scopo ultimo di tutte queste emergenze è giustificare l’adozione di politiche sociali, economiche, alimentari e sanitarie, il cui risultato porti invariabilmente ad una drastica riduzione della popolazione mondiale.
Questo è lo scopo dichiarato dei seguaci del World Economic Forum di Davos capeggiato da Klaus Schwab. Non importa se la popolazione muore per i tumori indotti dai vaccini, per i veleni aggiunti ai cibi o irrorati dal cielo, per le sostanze nocive immesse nell’acqua, per la sterilità indotta psicologicamente dall’ideologia LGBTQ+ e chirurgicamente dalla transizione di genere, per la povertà causata dall’aumento dell’inflazione, per le guerre o per le violenze e i crimini degli immigrati clandestini.
Il risultato finale risponde ad un preciso progetto di matrice neomalthusiana, che Bill Gates e altri sedicenti «filantropi» perseguono come obbiettivo principale delle proprie aziende e fondazioni.
Non è un mistero che organizzazioni private sovranazionali come l’ONU, l’OMS, il WEF, la Banca Mondiale, la BCE, il FMI rispondano ad un board, i cui membri sono tutti convinti fautori del decremento demografico e della necessità di sostituire le sovranità nazionali con il Nuovo Ordine Mondiale.
Non è nemmeno un mistero che nella pubblica amministrazione vi siano enormi conflitti di interesse, derivanti dall’attività di lobbying delle multinazionali o di altri organismi che interferiscono nel governo delle Nazioni. Membri del Congresso degli Stati Uniti d’America percepiscono ingenti somme di denaro da multinazionali, in cambio dell’approvazione di leggi che le avvantaggino: ciò vale per l’industria bellica, farmaceutica, agroalimentare e tecnologica. Senza queste interferenze indebite ed eversive, non avremmo mai avuto la pandemia del COVID, l’influenza aviaria, le auto elettriche, la guerra in Ucraina e in Medio Oriente, la carne sintetica, la farina di insetti e la geoingegneria.
Tutte queste emergenze hanno come fine immediato l’arricchimento di precise lobby finanziarie, spesso facenti parte dei medesimi fondi di investimento.
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Due entità eversive
Tra gli enti che sostengono l’agenda globalista per i profitti che ne traggono in termini di potere e di denaro vi è il deep state, costituito da quegli apparati che si sono incistati nel governo e che ne determinano l’azione politica e le scelte, qualunque sia il colore delle Amministrazioni che si avvicendano, agendo per i propri interessi contro quelli dei cittadini.
Vi è però anche quella che io stesso ho chiamato la deep church, che similmente è composta da esponenti della Gerarchia Cattolica, i quali dopo decenni di progressiva infiltrazione e occupazione, con Jorge Mario Bergoglio sono giunti a prendere pieno controllo della Chiesa Cattolica. Queste quinte colonne dell’élite globalista usano la propria autorità per interessi di terzi e contro la gloria di Dio, l’onore della Chiesa e il bene delle anime.
Queste due entità eversive – deep state e deep church, come ricordavo nella mia prima Lettera aperta al Presidente Trump nel 2020 – sono speculari e complementari: i loro membri sono traditori al servizio di poteri illegittimi, che abbiamo visto agire in modo coordinato durante la farsa pandemica, con la frode green e con il traffico dei clandestini.
I cittadini Americani e i fedeli Cattolici hanno ben compreso che la grave crisi sociale, economica e religiosa della Nazione è stata causata e preparata da lontano dal golpe di queste forze sovvertitrici dell’autorità legittima, una nella sfera civile e una nella sfera religiosa. Gli Americani hanno anche compreso che vi è una enorme differenza tra il profugo che fugge dalla persecuzione e una massa di uomini adulti in età militare, trasferiti in modo organizzato entro i confini nazionali, che costituiscono a tutti gli effetti un contingente nemico e una potenziale minaccia alla sicurezza nazionale e all’incolumità dei cittadini.
La complicità tra deep state e deep church
La dimostrazione della complicità tra deep state e deep church è data non solo dal fatto che entrambi condividono i punti programmatici dell’Agenda2030 perché ne traggono un immediato vantaggio, ma anche dal non voler accettare che un Presidente legittimamente eletto possa voler realizzare concretamente gli impegni assunti in campagna elettorale, solo perché questi mettono fine alla rete di interessi e profitti che essi fraudolentemente hanno costruito negli anni passati.
Non è un mistero che la Conferenza Episcopale Americana (USCCB) non abbia mai – e ripeto: mai – raccolto un centesimo per combattere l’aborto, ma anzi abbia finanziato con decine di milioni di dollari associazioni aderenti alla Catholic Campaign for Human Development che promuovono l’aborto, la contraccezione e l’omosessualità.
Né la medesima Conferenza Episcopale si fa scrupolo alcuno nel ricevere sovvenzioni dall’erario per la gestione dell’immigrazione clandestina: lo provano i suoi bilanci, che sono pubblici. E andrebbe ricordato che, oltre ai fondi governativi, essa percepisce finanziamenti di enti e fondazioni private per le medesime finalità.
Se davvero, come alcuni vorrebbero farci credere, la Gerarchia bergogliana avesse avuto a cuore la salvezza delle anime – di tutte le anime, tanto dei propri cittadini quanto dei migranti che giungono sul territorio nazionale – avrebbe dovuto fare ciò che la Chiesa Cattolica aveva già, e con successo, sperimentato in passato: occuparsi dell’evangelizzazione di queste anime, della loro conversione, della loro istruzione religiosa.
Penso ad esempio a Santa Francesca Saverio Cabrini, fondatrice delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, che fu la prima cittadina statunitense ad essere elevata agli onori degli altari. La sua opera di assistenza agli immigrati (inizialmente Italiani) si allargò a tutti i bisognosi. Costruì chiese, asili, scuole, convitti per studentesse, orfanotrofi, case di riposo per laiche e religiose, ospedali e collegi grazie alla generosità dei Cattolici. Il suo esempio di vero spirito apostolico e missionario è stato rinnegato e la cancel culture, oggi tanto in voga nella chiesa bergogliana, si vergogna quasi dell’opera caritativa di questa e di altri Santi.
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Il lucroso business dei flussi migratori
Ciò che oggi avviene è di segno opposto: la Gerarchia si preoccupa esclusivamente di accaparrarsi i finanziamenti governativi per la gestione dell’«accoglienza» a spese del contribuente o per l’erogazione di terapie moralmente inaccettabili, ivi comprese le mutilazioni per la transizione di genere in ospedali gestiti dalla Chiesa Cattolica. In America vi sono centinaia di strutture riferibili alla Chiesa Cattolica che percepiscono denaro pubblico per fornire servizi incompatibili con il Magistero Cattolico.
Promuovendo l’«accoglienza» indiscriminata degli immigrati i Vescovi dimostrano di aver più a cuore i profitti del business dei clandestini, piuttosto che la salvezza delle anime, un autentico riscatto sociale dei più deboli e la protezione del gregge a loro affidato. Ed è qui il caso di ricordare ai fedeli Cattolici che i Vescovi hanno anzitutto una responsabilità morale dinanzi a Dio e alla Chiesa per le pecorelle del proprio gregge, che non devono esporre agli assalti dei lupi.
La complicità di tanta parte dell’Episcopato americano alla crisi presente deriva dalla sua totale consentaneità con il globalismo, la cui anima è intrinsecamente anticristica, e quindi antireligiosa e antiumana.
Questa complicità si esplicita non solo nella promozione dell’«accoglienza» indiscriminata dei clandestini, ma anche degli altri obiettivi sostenibili dell’Agenda 2030, ivi compresa l’ideologia LGBTQ+ e la teoria gender: negli Stati Uniti vi sono oltre 150 ospedali cattolici, secondo i dati, che offrono le «terapie» – vale a dire, mutilazioni genitali – per la transizione di genere.
Non ci si stupisca dunque se l’economista statunitense Mariana Mazzucato, membro del World Economic Forum e legata al Club di Roma, è stata nominata da Bergoglio alla Pontificia Accademia per la Vita nonostante sia atea e abortista. Nel Novembre 2024 ha dichiarato all’Annual Meeting di Davos che, non essendo l’élite riuscita a vaccinare l’intera popolazione mondiale mediante la crisi pandemica, è necessario puntare su una strategia meno astratta come una crisi idrica.
L’Amministrazione Biden, e più in generale tutte le Amministrazioni a guida democratica e neocon– si sono distinte per aver finanziato con denaro pubblico l’aborto, le mutilazioni genitali anche su giovani adolescenti, la manipolazione genetica, la maternità surrogata e l’eutanasia. Nonostante la Chiesa Cattolica condanni senza appello queste aberrazioni, il silenzio dei Vescovi americani è stato assordante.
Ciò fa comprendere che nell’azione «pastorale» di questi Vescovi non vi è nulla di genuinamente cattolico, e che l’unica ragione che porta l’Episcopato ad appoggiare un governo è il vantaggio che esso può trarne in termini di potere e di denaro; anche se questo significa abbandonare a se stessi milioni di esseri umani, fatti entrare negli Stati Uniti da organizzazioni criminali, per essere poi sfruttati come schiavi in condizioni di lavoro umilianti, inviati alla prostituzione (anche minorile), allo spaccio di droga e al mercato nero della predazione degli organi.
Questa massa di vittime del cinismo dell’élite grava sulla coscienza di tanti governanti e di tanti Vescovi, e la nuova Amministrazione Trump lascia sperare che una saggia regolamentazione del fenomeno migratorio possa risolvere in gran parte i problemi di sicurezza e di criminalità che tutti i cittadini conoscono bene.
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La chiesa bergogliana complice della sostituzione etnica
In questo contesto suscitano sgomento le parole di Jorge Mario Bergoglio, il quale ha recentemente affermato – riferendosi all’Italia ma parlando a tutto l’Occidente – che, dinanzi al decremento demografico l’unica soluzione sia rappresentata dall’importazione di immigrati, concretizzando con ciò la sostituzione etnica teorizzata dal paneuropeista Kalergi.
Questa proposta trova peraltro ampio riscontro in analoghe richieste da parte delle multinazionali, che vedono in questo un modo per ridurre drasticamente il costo della manodopera a danno dei lavoratori autoctoni, aumentando ulteriormente i propri profitti.
Come si vede, l’Autorità è completamente asservita ai diktat dell’élite, con la complicità dei media mainstream, anche se ciò comporta un peggioramento delle condizioni sociali e lavorative della popolazione. Anzi: proprio per questo motivo, dal momento che come ho detto lo scopo ultimo di questa lobby è lo sterminio di parte dell’umanità.
Le cifre parlano chiaro
Non possiamo infine dimenticare che i bilanci delle Diocesi, già ampiamente compromessi dai risarcimenti milionari per le cause di abusi sessuali e per l’abbandono di un numero sempre crescente di fedeli dalla Chiesa Cattolica ufficiale a causa del suo tradimento rispetto alla sua natura e missione, hanno nei fondi governativi per l’“accoglienza” la loro principale entrata.
Assieme alle organizzazioni caritative cattoliche, le somme percepite dalla Chiesa Cattolica americana per l’«accoglienza» dei clandestini ammonta ad oltre 2,4 miliardi di dollari, una cifra esorbitante che evidenzia quantomeno un grave conflitto di interessi e che non risolve minimamente i problemi di ordine sociale che ne derivano. Ed è di grave pregiudizio per l’intera Chiesa Cattolica avere dei Vescovi per i quali il mantenimento del potere rende irrilevante il nesso tra la presenza di migliaia di minori irregolari presenti sul suolo americano e il loro sfruttamento da parte di pervertiti, pedofili, predatori di organi e criminali di ogni genere
Il Presidente Trump e il Vicepresidente Vance stanno dimostrando di saper proteggere i piccoli di cui parla il Vangelo (Mt 18, 6) contrariamente a quanto hanno sinora fatto i Vescovi americani e lo stesso Bergoglio.
La (contro)rivoluzione del buon senso
Gli Ordini Esecutivi del Presidente Trump non possono che essere salutati come assolutamente condivisibili da ogni Cattolico degno di questo nome, così come è da lodare l’appoggio del Presidente e del Vicepresidente alla Marcia per la Vita, che la precedente Amministrazione ha ufficialmente contrastato, fino ad arrivare ad arrestare chi pregava in silenzio nei pressi delle cliniche abortive.
Il Perdono Presidenziale di Donald Trump per chi era stato incarcerato conferma un’inversione di tendenza rispetto al «cattolico» Joe Biden, così come rappresenta un cambiamento radicale la fine dei finanziamenti pubblici per la multinazionale dell’aborto Planet Parenthood e il provvidenziale taglio delle erogazioni alle organizzazioni sedicenti cattoliche che favoriscono l’immigrazione clandestina.
L’affermazione che vi sono solo due sessi, nella sua banale ovvietà, costituisce oggi un’affermazione rivoluzionaria – quella che il Presidente Trump chiama la rivoluzione del buon senso – eppure Vescovi, sacerdoti e suore deplorano come «divisiva» la sua azione.
Se vi è chi semina divisione, è proprio chi alimenta le mostruosità dell’ideologia woke contro il mandato ricevuto da Cristo: primo fra tutti, Jorge Mario Bergoglio.
Il ruolo della USCCB
Certo, non stupisce che gli eredi di McCarrick promossi da Bergoglio ai vertici della Chiesa cattolica negli Stati Uniti siano così solleciti nel deplorare le politiche di cancellazione delle leggi a favore dell’ideologia woke, ad iniziare da quelle che negavano la complementarietà binaria dei sessi e riconoscevano la disforia di genere anche nei minori: la loro subalternità alla lobby LGBTQ+ è ampiamente comprovata, tanto a livello istituzionale quanto personale.
(…)
Queste gravi deviazioni del Clero e dei Vescovi dovranno a suo tempo essere oggetto di una grande operazione di rimozione e di riforma, perché costituiscono un elemento eversivo all’interno della compagine ecclesiale, inconciliabile con la Fede e la Morale della Chiesa Cattolica. Le stesse Conferenze Episcopali – un organo spurio di matrice parlamentarista che non ha alcuna legittimazione sotto il profilo dottrinale e canonico – rappresentano un’entità indipendente che nei decenni come gruppo politico di lobbying dai Vescovi ultra-progressisti.
La proposta di revocare lo status di esenzione fiscale dell’USCCB non può quindi che essere ampiamente condivisa: di certo Bergoglio non potrà opporsi a questa salutare iniziativa, visto che è il primo a volere una «chiesa povera per i poveri»…
I Cattolici hanno inoltre la possibilità di destinare le proprie offerte e donazioni a quelle realtà ecclesiali che rimangono fedeli alla Tradizione e al perenne Magistero della Chiesa Cattolica, privandone le Diocesi i cui Vescovi impongono errori dottrinali e deviazioni morali.
(…)
Molti Cattolici si aspettano che venga fatta giustizia, anzitutto per rispetto delle vittime sinora abbandonate tanto dal potere civile quanto dall’autorità ecclesiastica.
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L’uscita dall’OMS
I Cattolici sono assolutamente d’accordo con Donald Trump e con Robert F. Kennedy jr circa l’uscita degli Stati Uniti d’America dall’OMS decisa con un recente Ordine Esecutivo.
Le politiche promosse da questa organizzazione privata – finanziata principalmente dalle case farmaceutiche e da Bill Gates – per la cosiddetta «salute riproduttiva» e per la «parità di genere», assieme alle rivendicazioni sui presunti diritti sessuali dei minori e le inquietanti aperture sulla depenalizzazione della pedofilia, non possono essere accettate né tantomeno finanziate dai Cattolici americani.
Lo stesso dicasi per le politiche sanitarie globali, che l’OMS vorrebbe imporre agli Stati sovrani.
La chiesa woke
I Cattolici americani hanno il diritto di pretendere che i loro Vescovi si comportino conformemente al perenne Magistero della Chiesa Cattolica, e che non prestino alcun supporto morale o materiale a ciò che ripugna alla Legge naturale ancor prima che ai Comandamenti di Dio.
Suscita quindi indignazione e scandalo apprendere dal Forum di Davos che importanti organizzazioni LGBTQ+ considerano Jorge Mario Bergoglio un prezioso alleato nel raggiungimento del proprio programma di normalizzazione delle perversioni sessuali.
In ambito civile gli emissari del deep state hanno gravemente compromesso la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni e nei governi, e starà al Presidente Trump e alla sua Amministrazione ripristinare la fiducia e il rispetto che i precedenti Governi (Dem o RINOs) hanno deliberatamente minato in questi anni.
Similmente, la deep church ha pesantemente delegittimato la fiducia dei fedeli nella Chiesa Cattolica e nella sua Gerarchia, ma non è dato sapere quando l’occupazione di questi eretici e pervertiti finirà. Per questo è comprensibile che i Cattolici si sentano in qualche modo più tutelati da un Presidente protestante che dal loro «papa» – che cattolico non è e forse nemmeno cristiano – nella lotta che egli sta conducendo contro il deep state e la Sinistra globalista.
Un «papa» che incarna perfettamente colui che avrebbe dovuto prendere il posto di Benedetto XVI, come rivelato dalle email di John Podesta pubblicate da Wikileaks nel 2016. (…) Come possiamo pensare che personaggi organici al sistema di corruzione possano condannare i vizi e i crimini che per primi li vedono coinvolti? E come stupirci della isterica reazione di certi Vescovi e Cardinali, davanti alla sottrazione di una greppia nella quale hanno ampiamente pasteggiato?
La vera battaglia inizia ora
È difficile prevedere come reagiranno queste forze eversive all’azione organizzata e incisiva dell’Amministrazione Trump. Nondimeno, è probabile che i colossali interessi economici e la rete di corruzione esistente porteranno ad uno scontro tra forze opposte e inconciliabili. In questa battaglia, che giustamente San Paolo ci indica come eminentemente spirituale, il ruolo dei Cattolici sarà determinante, e sarà una battaglia condotta senza esclusione di colpi.
Se il deep state è giunto a sovvertire gli esiti delle precedenti Elezioni Presidenziali e la deep church a far nominare un proprio emissario sulla Cattedra di Pietro che incarnasse gli ideali woke di una «primavera progressista» gradita al deep state, è improbabile che rinuncino al potere acquisito, solo perché la maggioranza degli Americani ha compreso la minaccia che costoro rappresentano.
Anzi: la consapevolezza sempre più diffusa del golpe perpetrato dall’élite globalista e la fine del sistema censorio di alcune piattaforme sociali rendono questo redde rationem inevitabile. E come le tessere del domino, assieme al crollo della cabala woke negli Stati Uniti inizierà a perdere pezzi anche la lobby eversiva di altre Nazioni, ad iniziare dall’Europa.
Il significato della parola apocalisse è «svelamento», «rivelazione». In questi tempi epocali, le forze del Bene devono finalmente unirsi per far fronte comune contro le forze del Male, che da sempre sono organizzate e potentissime. E i Cattolici devono comprendere che, come insegnano la Sacra Scrittura e il Magistero della Chiesa, nell’approssimarsi della fine dei tempi si giungerà ad uno scontro che renderà palesi gli schieramenti.
Questa sarà la vera rivelazione, come annunciato a Maria Santissima dal profeta Simeone: Egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione […], affinché siano svelati i pensieri di molti cuori (Lc 2, 34-35).
Questo svelamento ci mostrerà le vere intenzioni nascoste dietro le emergenze e le crisi pretestuosamente pianificate dall’élite globalista e ratificate dalla chiesa bergogliana, e ci imporrà di schierarci con Cristo o contro Cristo, poiché nessuno può servire due padroni; […] non potete servire Dio e il denaro (Mt 6, 24).
E il denaro, come vediamo, è veramente lo sterco di Satana che muove la macchina infernale del Nuovo Ordine Mondiale.
L’autorità in terra, tanto quella temporale quanto quella spirituale, appartiene esclusivamente a Nostro Signore Gesù Cristo, Re e Pontefice. Mi è stata data ogni potestà in cielo e sulla terra (Mt 28, 18), ha detto Nostro Signore. Egli la concede in forma vicaria ai Suoi rappresentanti, perché la esercitino entro i ben delineati confini del Bene e del Vero.
Se questa autorità vicaria, temporale o spirituale che sia, è esercitata contro lo scopo per cui essa è stata voluta da Dio, essa è illegittima e nulla. Per questo motivo, davanti all’evidenza del tradimento di chi ricopre l’Autorità in terra, ogni Cattolico deve rifiutare di prestare obbedienza a chi per primo disobbedisce a Cristo; né deve attribuire alla Santa Chiesa le colpe, per quanto orribili, dei suoi indegni Ministri.
Piuttosto, dobbiamo pregare perché il Signore custodisca le Sue pecorelle e punisca i lupi travestiti da agnelli. Ricordiamo con sicura speranza le parole del Signore: Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in Me; nel mondo avrete tribolazione, ma fatevi coraggio: Io ho vinto il mondo (Gv 16, 33).
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Conclusione
La salvezza viene da Dio, ma questo non significa che dobbiamo attendere passivamente un intervento divino, senza cooperarvi con il nostro impegno, la nostra testimonianza e la coerenza della nostra vita. Iniziamo dunque a fare nostra questa controrivoluzione del buon senso, rifiutando le menzogne e gli inganni di chi cerca di sovvertire i fondamenti stessi della Legge naturale, dopo aver calpestato la Legge divina.
Difendiamo la famiglia, i bambini, i deboli. Custodiamo gelosamente la nostra Fede, la civiltà su di essa edificata, le tradizioni dei nostri padri.
Possa la Vergine Santissima di Guadalupe, Imperatrice delle Americhe, stendere il Suo manto protettore su tutti voi, cari fratelli, sul Presidente Trump e sul Vicepresidente Vance e su tutti coloro che non indietreggiano davanti all’arroganza dei malvagi. E che Dio benedica gli Stati Uniti d’America.
+ Carlo Maria Viganò
Arcivescovo
2 Febbraio 2025
Purificazione della B.V.M.
Presentazione al Tempio di N.S.G.C.
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Renovatio 21 offre questo testo di monsignor Viganò per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Pensiero
L’Italia e il buco nero: discorso per Emma Bonino
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Eutanasia
La festa della morte in Veneto
Come tutti sanno, mercoledì 2 settembre, vigilia della festa di San Gregorio Magno, il Consiglio regionale veneto ha approvato la legge sul «suicidio medicalmente assistito».
Come tutti sanno, a favore hanno votato 32 consiglieri, in 14 si sono opposti e cinque si sono voltati dall’altra parte. Come tutti sanno, il Veneto è la prima regione del centrodestra a munirsi di una legge del genere, la quarta in assoluto dopo Emilia Romagna, Toscana e Sardegna, i cui presidenti si sono congratulati alla grande.
C’è proprio di che far festa. Lo Stato mette a disposizione del richiedente il farewell kit e l’assistenza medica per fuggire da questa valle di lacrime, per poi finire – sst, non si dice.
Il punto è il trionfo della libertà senza se e senza ma. No, non quella di avere delle cure: per una TAC occorrono sempre sei mesi-un anno; porti pazienza, signora.
La libertà di cui si parla è quella di farla finita, andarsene, sciò, raus. Per troppo tempo si è aspettato. Intanto che si procedeva con i tira e molla, si legge, ben quattro candidati al suicidio sono morti. Scandaloso, no? Roba da chiodi. Ora però è finalmente sancito il primato della libertà di morire. «Decidi di decedere» poteva essere un bello slogan. I radicali hanno preferito il banale «Liberi fino alla fine». De gustibus.
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Ma liberi de che? Mettiamoci per un istante nei panni dei promotori, e di chi ha appoggiato l’iniziativa, e di chi l’ha votata, e di chi giubila a prosecco. Passata la sbornia, non c’è di che stare allegri.
Il suicidio è approvato, lodato, facilitato; si può dire incentivato? D’accordo.
Ma la legge soffre pur sempre, come di una tara congenita, dell’impronta asfittica dei radicali, il loro essere grigi, burocratici, conformisti, piatti e privi di fantasia. Non c’è scampo: al netto della retorica fatta di boati e giochi verbali, l’anima del radicale è quella di un impiegato di concetto.
Occorre infatti avvertire che a chi desidera farsi tirare le cuoia dalla Regione Veneto, la legge prevede solo una modalità: l’estinzione via farmaco. La morte viene somministrata in un letto, in un lettino, in una barella, in una poltrona, al massimo su una sedia; insomma, da sdraiati o da seduti. Prima di sgocciolare il veleno in vena, è contemplato che il morituro venga sedato e intontisca, così che non si accorga della vita che sfugge e non gli venga l’uzzolo di avere imbarazzanti ripensamenti, non si dice di pentimenti, in extremis, validi per l’aldilà.
Nella testa dei radicali, che come le radici affonda nella gleba, questa è la dipartita che ognuno desidera. «La morte migliore è quella nel sonno»: il mantra così volentieri ripetuto dall’uomo medio per l’eco che fa nel vuoto della zucca, e in fondo l’emblema stesso della nostra civiltà occidentale in agonia.
Ma ecco una dissonanza: se così non fosse? Se il candidato al trapasso avesse un’idea diversa da quella della morte in pantofole? Se volesse lasciare una traccia, un monito, fare della propria scomparsa un suggello, uno spettacolo, un’esperienza indimenticabile?
Non è impossibile. Un morituro che ne ha fatte un po’ troppe in passato potrebbe voler morire espiando alla Damiens, l’attentatore di Luigi XV. Fissato su una tavola, le braccia e le gambe legate con catene a quattro possenti cavalli incitati al galoppo in quattro direzioni opposte, così da squartarlo e farlo a brani. E che! Il suicida non sarebbe forse libero di chiedere, o meglio di esigere che la Regione gli metta a disposizione, anziché una mezza cartuccia di infermiere, quattro destrieri frisoni?
E che pensare degli appassionati delle rievocazioni storiche e della ghigliottina, tanto per rimanere in Francia? La premurosa Regione non dovrebbe adoperarsi per realizzare con venete operose maestranze, o alla peggio acquistare nel mercato dell’usato il drastico marchingegno? Se i costi si rivelassero eccessivi, e non spuntasse il solito mecenate, si potrebbe tutt’al più sollecitare un contributo del richiedente, diciamo un ticket.
Un apicultore potrebbe volersene andare affogato in un barile di miele: la dolce morte. Un veneto-spagnolo, volendo omaggiare i suoi avi, forse gradirebbe essere incornato da un toro alle cinque del pomeriggio, spaccate. Dopo essere stato il protagonista di tanti incubi, il lancio senza paracadute avrebbe probabilmente qualche suggestione catartica per l’ex della Folgore. Siamo davvero certi che non ci sia qualche ricco che non ambisca a fare la fine di Crasso, cioè farsi versare in gola una colata d’oro fuso?
Ecco, niente di tutto questo può essere fatto. I radicali e la politica non sono riusciti ad andare oltre il sanitario con la mutria, il veleno endovena e le babbucce. E questa sarebbe libertà? In realtà l’autodeterminazione è qui conculcata e avvilita, e la Regione viene meno ai suoi doveri.
Questa mordacchia non può non deludere i fans del boia di Stato. E c’è dell’altro.
Prendiamo Luca Zaia, il grande sponsor della legge regionale. Leggere l’intervista pubblicata il giorno dopo il fattaccio è istruttivo. Gli argomenti sono malfermi sulle gambe, le risposte non sono proprio a fuoco, c’è qualche eccesso, qualche azzardo, si capisce che il buon uomo le sballa, è più volenteroso che strutturato. Vi è qualcosa nelle sue parole che ricorda lo zio Peppo quando torna dalla sagra del paese. A ben pensarci, quello ci guarda nella fotografia a corredo dell’articolo, dove l’ex governatore è ritratto sorridente e col pollicione in su, è lo zio Peppo sputato.
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E qui si arriva al motivo di insoddisfazione di base, quello che unisce noi e loro: la scadente qualità di come ci si occupa della cosa pubblica. Dall’intervista, si tolgano il troppo e il vano: non rimane nulla.
Essa tuttavia rispecchia alla perfezione il mood del nostro Paese nell’epoca presente. Le parole dell’ex governatore, più o meno, si possono infatti trovare sulle labbra di tutti.
«Quando senti di certe sofferenze, per carità: meglio darci un taglio e via», dice il salumiere, sferrando il colpo per staccare la fiorentina. Incalza la contessa dagli occhialoni scuri: «la Chiesa fa il suo mestieve, ma lo Stato deve esseve laico». «Io sono cattolico e non lo farei», borbotta l’appuntato, «però non posso importi il mio punto di vista». «Ognuno è libero di fare quel che gli pare, basta che mi lasci in pace», dice il tassista passando col rosso. «Se dovesse capitare a me, vorrei che mi si staccasse la spina», confida il vecchio impiantista al figlio che lo ascolta attento e, ad ogni buon conto, lo registra di nascosto con il cellulare.
È un’infilata di luoghi comuni, le idées reçues del nostro tempo che soppiantano quelle di Flaubert senza smettere per un istante di essere delle bêtises, delle fesserie.
A questo punto potrebbe sostenersi che i politici, nel bene e nel male, si sono dimostrati una volta tanto in sintonia con il popolo e ne hanno espresso la volontà. Anche.
Ma per impostare il fatto in modo più corretto occorrerebbe piuttosto ammettere che l’italiano ha i governanti che si merita. La pochezza di chi decide sulla vita e sulla morte offre la misura della nostra decadenza.
E qui cade a fagiolo San Gregorio Magno, a cui si accennava all’inizio. «Se l’ira di Dio ci dà i superiori che meritiamo, impariamo dal loro modo d’agire quello che dobbiamo pensare di noi», osservava. «Perché il cuore dei governanti viene disposto secondo che meritano i sudditi».
Però c’è un altro aspetto da considerare, ancora più preoccupante.
L’approvazione della legge regionale attesta soprattutto che la mano di Dio si sta ritraendo dal nostro Paese. Le evidenze sono ormai dovunque, non vale la pena neppure di parlarne. È sufficiente scorrere le statistiche. Quel che è successo in Veneto, e presto succederà dappertutto, è un segno della Vita che si allontana dall’Italia.
E allontanandosi la Vita, che cosa si pretende che ne prenda il posto?
Massimo Zanetti
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