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Centinaia di pellegrini ortodossi ucraini sfidano il divieto di processione
Centinaia di fedeli ortodossi ucraini sono arrivati in un importante monastero nella parte occidentale del Paese, dopo aver intrapreso una «processione della croce» lunga centinaia di chilometri. Lo riporta il sito governativo russo RT.
La lunga marcia è andata avanti nonostante il divieto imposto dalle autorità, mentre Kiev continua a reprimere la Chiesa ortodossa ucraina (UOC), che accusa di avere legami con la Russia.
Secondo i media ucraini e le riprese della scena di domenica, una grande folla si è radunata nei pressi della Pochaevskaya Lavra nella città omonima nella regione di Ternopol. Le clip e le foto condivise dalla UOC su Facebook hanno mostrato una strada di fronte alla chiesa gremita di fedeli ortodossi a perdita d’occhio, molti dei quali portavano croci e icone a grandezza naturale.
La processione era partita lunedì dalla città di Kamenets-Podolsky, circa 200 chilometri a Sud. I media locali, citando fedeli, hanno riferito che alcuni parrocchiani si stavano recando alla Lavra per pregare per la pace in Ucraina presso l’icona di Pochaev della Madre di Dio, una delle più venerate nell’Ortodossia.
‼️☦️🙏🏼 Orthodox Christian procession in Ukraine.
These people travelled 200km from the Western Ukrainian city of Kamenets-Podolsk to Pochaev Lavra.
The Pochaev Lavra remains the last of the big 3 monasteries in Ukraine which still hasn’t been harassed by the Ukrainian Zionists. pic.twitter.com/wvPmdPnl11
— Orthodox Canonist (@OCanonist) August 25, 2024
Des milliers de paroissiens de l’Église orthodoxe ukrainienne canonique sont venus en procession religieuse à la Laure de la Dormition de Potchaev, dans l’ouest de l’Ukraine, en signe de défi à l’interdiction de l’Église orthodoxe par Zelensky
Respect! ☦️ 🙏 pic.twitter.com/xyIQ6fWRwK
— Aliénor d’Aubigné⚜️ (@AlienorAubigne) August 25, 2024
Procession of the Cross, day four, Ukraine.
Some “progressive” Westerners, Judeo-Christians, will find this funny. But it’s sad. They are a sad excuse for humankind if they even belong to humanity.
When people have only God to turn to because the “progressive world” terrorizes… https://t.co/rXsnuX9ysJ pic.twitter.com/PBZ0xnTKZZ— SlavicFreeSpirit (@SlavFreeSpirit) August 22, 2024
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I funzionari ucraini hanno tentato di far deragliare la processione, con l’amministrazione militare regionale di Khmelnitsky che ha vietato qualsiasi evento religioso di massa dal 16 al 25 agosto. I resoconti dei media hanno affermato che, martedì, il percorso dei pellegrini è stato bloccato nel villaggio di Chemerovtsy, circa 50 km chilometri a nord di Kamenets-Podolsky.
Alexandr Soban, il capo della comunità locale, ha detto che alla processione non è stato permesso di passare attraverso l’insediamento e quindi è stata costretta a girargli intorno. «Non ho niente contro Dio, ma sono contro la Chiesa russa», ha detto, riferendosi alla Chiesa Ortodossa Ucraina, riporta RT.
Le autorità ucraine hanno condotto per mesi una campagna contro la UOC, effettuando arresti, chiudendo chiese e cercando di costringere il clero e le parrocchie a sottomettersi alla giurisdizione della Chiesa ortodossa ucraina (OCU), che ha il sostegno di Kiev. La OCU è considerata dalla Chiesa Ortodossa Russa (ROC) come scismatica.
Kiev ha ripetutamente accusato la Chiesa ortodossa ucraina di avere legami con la Russia, nonostante abbia reciso tutti i rapporti con il Patriarcato di Mosca diverse settimane dopo l’inizio del conflitto in Ucraina.
La campagna in Ucraina contro la UOC, la più grande organizzazione religiosa del paese, ha raggiunto il culmine sabato, quando il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha firmato una legge che consente di vietare qualsiasi gruppo religioso sospettato di avere legami con la Russia.
La misura è ampiamente vista come un attacco diretto alla UOC e le dà nove mesi per recidere tutti i legami con la ROC prima che il divieto ufficiale entri in vigore.
Come riportato da Renovatio 21, il divieto è stato condannato a Mosca come «satanico».
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Immagine screenshot da Twitter
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Il Vaticano conferma il controverso progetto di un ristorante sulla terrazza della Basilica di San Pietro
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Papa Leone XIV revoca il decreto dell’era Francesco che triplicò l’affitto del Vaticano del cardinale Burke
Papa Leone XIV ha emanato un decreto che abroga un rescritto di papa Francesco, il quale nel 2023 aveva eliminato il sussidio per l’alloggio ai cardinali e ad altri alti prelati.
Il provvedimento è entrato in vigore il 1° febbraio e revoca formalmente il rescritto firmato da papa Francesco il 13 febbraio 2023, che negava a cardinali, capi dicastero e altri alti funzionari in servizio attivo il diritto a un alloggio gratuito o a canone agevolato all’interno del Vaticano.
Come anticipato da Il Giornale, il decreto si inserisce in un più ampio disegno di papa Leone XIV volto a superare alcune decisioni del pontificato precedente, ritenute fonte di malcontento all’interno della Curia romana.
Analogamente al rescritto di Francesco, anche questo decreto non è stato pubblicato sul bollettino ufficiale della Santa Sede, ma – come l’atto che abroga – è stato semplicemente affisso nel Cortile di San Damaso.
Il rescritto del 2023, emesso da papa Francesco, non era apparso nel bollettino quotidiano della Sala Stampa vaticana, ma era stato inserito solo negli Acta Apostolicae Sedis e affisso fisicamente in una bacheca del Cortile di San Damaso, all’interno del Palazzo Apostolico.
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Il testo stabiliva che cardinali, presidenti, segretari e capi dicastero in carica non avrebbero più beneficiato di alloggi gratuiti o a canone ridotto per gli immobili di proprietà vaticana. Francesco motivava la decisione con il «crescente impegno della Santa Sede verso la Chiesa universale e i bisognosi», invitando gli interessati a un «sacrificio eccezionale».
Il provvedimento del 2023 si aggiungeva a una precedente riduzione del 10% degli stipendi dei cardinali decisa dallo stesso Francesco.
Tra gli ecclesiastici più direttamente colpiti figurava il cardinale Raimondo Leone Burke, costretto – secondo le ricostruzioni – a pagare un affitto circa tre volte superiore al precedente per il suo appartamento romano, dopo che papa Francesco gli aveva già revocato il cosiddetto «piatto cardinalizio», l’indennità tradizionalmente legata al titolo.
La giornalista Diane Montagna ha fornito ulteriori dettagli sull’applicazione del rescritto. Non essendo retroattivo, il provvedimento riguardava solo i funzionari nominati dopo la sua entrata in vigore. Tra questi il cardinale Robert Francis Prevost, nominato da Francesco prefetto del Dicastero per i Vescovi il 30 gennaio 2023 e trasferitosi dal Perù a Roma il 12 aprile successivo: per quasi due anni avrebbe pagato l’intero canone di mercato per la sua residenza in Via di Porta Angelica, nei pressi del Vaticano.
Sempre secondo Montagna, anche il cardinale Victor Manuel Fernandez, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede nominato il 1° luglio 2023, sarebbe rientrato nell’ambito del rescritto. Tuttavia, potrebbe aver beneficiato di un’esenzione implicita, come suggerito da un suo messaggio su Facebook al momento della nomina, in cui raccontava di aver visitato, su invito personale di Francesco, «una casetta» scelta dal papa all’interno del Vaticano, dotata di terrazzo e vista sui giardini. «Poiché vieni da Río Cuarto, dalla campagna, hai bisogno di una vista ampia, per vedere il verde», gli avrebbe detto Francesco, gesto che Fernández descrisse come espressione della «sensibilità e della squisita carità» del Pontefice.
Il Giornale ha infine rilevato che la revoca del rescritto da parte di Leone XIV riflette una particolare attenzione alle condizioni abitative dei funzionari curiali, in un momento in cui lo stesso papa si prepara a trasferirsi nelle prossime settimane nel Palazzo Apostolico.
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Immagine di Goat_Girl via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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Mons. Viganò sull’annuncio delle consacrazioni della FSSPX
La decisione della Fraternità Sacerdotale San Pio X di consacrare nuovi Vescovi il prossimo primo luglio dimostra l’impossibilità di qualsiasi dialogo con la Santa Sede.
Il rifiuto del Vaticano di assecondare le richieste della Fraternità conferma un doppio standard: da una… pic.twitter.com/2VGZTMjq4e — Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) February 2, 2026
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