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Buon Natale ai lettori di Renovatio 21, che ha bisogno dei suoi lettori.

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Questo è l’articolo in cui auguriamo Buon Natale ai nostri lettori tutti quanti, sia che ci seguano da anni che siano con noi da pochi giorno.

 

È un tipo di scritto che torna ciclicamente: quello in cui facciamo capire ai lettori che esiste un rapporto interiore, intimo, direi perfino sentimentale, tra Renovatio 21 e il suo pubblico.

 

Perché vogliamo bene a ciascuno di voi, e non potrebbe essere altrimenti: perché seguire Renovatio 21, invece che ascoltare comodamente qualche podcast popolare? Perché stare su questo sito, invece che sulla homepage di una grande testata? Perché leggere i nostri articoli, invece che scrollare il canale Telegram di qualche tonitruante influencer a caso?

 

Evidentemente ci sono altre dimensioni da considerare: le emozioni, il pensiero profondo, la contemplazione. L’idea che il cosmo è fatto di complessità e di bellezza, di tragedia e di stupore, in misura di dolorosa meraviglia. Questo è ciò che tentiamo di comunicare ogni giorno. Questo è ciò che ci unisce a quanti lo hanno capito e vi si sono sintonizzati, spesso per sempre.

 

Come si può dimenticare di fare gli auguri di Natale a qualcuno con cui si sente di avere un legame profondo, soprarazionale, telepatico, di questo tipo? Anche con quelli di cui non conosciamo il nome, noi sentiamo così.

Acquistate le Maglie Crociate

Del resto, pensate che si possa andare avanti, con decine di migliaia di articoli e tanto, tanto lavoro fatto nottetempo, se in gioco non c’è una posta spirituale di questo livello? Pensate che si possa tenere in piedi un sito così senza percipire l’irradiazione bonaria di una comunità che chiede la verità, che chiede di essere unita?

 

No, ovviamente. Perché i danari non coprono, ora, neanche lontanamente le spese reali. Altri lavori, altri sacrifizi, mandano avanti Renovatio 21. Tuttavia, la cessazione delle attività è impensabile: lo ho detto ad un caro collaboratore qualche giorno fa – mi è uscito di bocca, non so nemmeno bene come, e perché: se vogliono fermarmi, se vogliono che smetta di scrivere, devono uccidermi. Lo penso davvero. Lo sento distintamente dentro il mio essere. E non ho chiesto io che fosse così.

 

Quindi, Renovatio 21 ha bisogno dei suoi lettori, perché senza questo sentimento di connessione mistica con schiere di persone buone e rimaste tali (nonostanti le catastrofi, nonostante l’attacco giornaliero della Necrocultura), noi non esisteremmo. Noi moriremmo.

 

Ora, chiediamo come ogni anno, anche in un certo ritardo, una mano per andare avanti. Chi vuole può fare una donazione. Oppure acquistare una delle nostre Maglie Crociate, che – come oramai possono testimoniare in parecchi – sono bellissime.

 

Abbiamo la Croce di Lorena, la Croce Patente, la Croce di Gerusalemme, la Croce di San Giacomo, la Croce di Custodia: su quest’ultima, che qualcuno può trovare misteriosa, diremo qualcosa più avanti. Intanto possiamo confermare: esiste, fisicamente, anche se le sue origini restano ignote.

 

Maglie Crociate Renovatio 21

 

Aiutateci a continuare questo lavoro eterico e fondamentale, aiutateci a restare in comunione con voi, in consonanza con la verità e con il futuro. Aiutateci a difendere la continuazione dell’Essere, aiutateci a portare avanti l’opera del Dio della Vita, che sceglie di incarnarsi in un embrione, di nascere come bambino, e di affrontare il Male da Innocente, di sacrificare se stesso per il genere umano.

 

La strada da seguire ci è chiarissima. E a voi?

 

Buon Natale, amati lettori.

 

Vi vogliamo bene davvero.

 

Roberto Dal Bosco

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Buon solstizio cari lettori

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Come spesso accade, Renovatio 21 sente di dover fare gli auguri ai suoi lettori per il passaggio del momento astronomico.   Oggi è il solstizio d’estate. Il Sole raggiunge il punto di massima altezza dell’anno nel cielo a mezzogiorno È il giorno più lungo dell’anno. Oggi è il giorno con più ore di luce e l’ombra più corta dell’anno a mezzogiorno.   A mezzogiorno c’è stata l’ombra è la più corta di tutto l’anno. Il Sole è al suo punto più alto (lo zenit), quindi i raggi cadono quasi verticali e l’ombra si rimpicciolisce al minimo. All’alba e al tramonto le ombre sono lunghissime. Il Sole è bassissimo all’orizzonte e i suoi raggi radenti allungano le sagome a dismisura.   La magia di questo giorno è annotata, nei secoli, dagli esseri umani, e dalla loro letteratura.   Il Bardo ne scrive nel celebre monologo di Puck nell’Atto V di Sogno di una notte di mezza estate, dove evoca l’atmosfera magica e notturna del solstizio, descrivendo scene tipiche delle ore più oscure.   Now the hungry lion roars, And the wolf behowls the moon; Whilst the heavy ploughman snores, All with weary task fordone. Now the wasted brands do glow   Ecco l’ora in cui rugge il leone, in cui il lupo urla alla luna, intantochè lo stanco agricoltore riposa esausto dalle fatiche del dì. Ora i tizzi consumati splendono quali ardenti carboni   Il brano, ricco di riferimenti soprannaturali e creature notturne, si conclude con l’apparizione delle fate guidate da Ecate.   Il folletto scespiriano si presenta come l’incaricato di purificare la casa con la sua scopa, celebrando l’oscurità magica e protettrice.   I am sent with broom before, To sweep the dust behind the door   Io son mandato innanzi con una scopa per spazzare la polvere che si vede sul suo limitare.   Nella chiusura dell’Atto V, Puck si presenta proprio con una scopa per purificare e propiziare la casa del Duca Teseo prima della benedizione finale delle fate.   È a significare che il solstizio è un traguardo, ed un cominciamento: da qui inizia un’altra stagione, un altro ciclo delle cose umane.   Buon solstizio, cari lettori.   Se potete aiutate Renovatio 21 ad arrivare a farvi gli auguri anche al prossimo traguardo astronomico, l’equinozio d’autunno, tra tre mesi.   Ci è dolce, ogni volta, ricordarvi degli equilibri della luce e delle tenebre.   E non solo per gli astri.   Roberto Dal Bosco  

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Renovatio 21 oltre i 21.000 articoli. Sostenete questo flusso verso l’infinito

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Renovatio 21 ha superato la barriera dei 21.000 articoli. In realtà gli articoli pubblicati ad oggi sono 21.131, ma eravamo troppo impegnati a produrre il giornale per festeggiare. E pensare che solo a febbraio avevamo celebrato i 20.000. Il tempo passa, il lavoro continua – senza requie.

 

Lo sapete: sono 21.000 (ventunmila) articoli scritti in poco più di una manciata di anni. Articoli che escono ogni giorno che il Signore mette in Terra. Natale, Santo Stefano, Capodanno, Pasqua, Ferragosto, primimaggi, compleanni, onomastici – in nessun giorno è mancato un aggiornamento di Renovatio 21 con almeno una diecina di articoli.

 

Gli americani la chiamano consistency, per noi è semplicemente vocazione, impegno, dovere: ad un certo punto, e non sappiamo ancora bene come, abbiamo deciso di affrontare la sfida dell’informazione libera, cioè dell’informazione vera, cioè di ciò che è necessario alla vita nell’ora dell’impero della Necrocultura.

 

Comme d’habitude, prendiamo l’occasione per chiedere un sostegno alla nostra testata. Una donazione, un acquisto effettuato nel nostro shoppo.

 

Oppure, se avete la possibilità, una sponsorizzazione: Renovatio 21 sta aprendo alla pubblicità – intesa all’antica, senza tracciamento di dati – e quindi è in cerca di sponsores. Essendo Renovatio 21 una testata registrata in tribunale – cioè un giornale vero e proprio – le spese pubblicitarie sono detraibili per l’inserzionista al 100%. C’è di più: se l’anno prossimo si investe l’1% in più in pubblicità su una testata rispetto a questo anno, lo Stato garantisce il 75% di credito di imposta. C’est-à-dire, pagate 1 e fate pubblicità 4x.

 

Ribadiamo: ora come ora questo progetto non è sostenibile economicamente – in realtà nessun giornale lo è, e vive tra aiuti di Stato e i milioni di oligarchi che vogliono controllare porzioni dell’opinione pubblica: ecco perché nessun giornale è libero come lo siamo noi.

 

Eppure noi non stiamo mollando, anzi: stiamo trovando le sostanze per iniziare la pubblicazioni di libri. Diversi titoli di capitale importanza sono in produzione. Trovare i soldi per stamparli non è cosa ancora del tutto compiuta. La Renovatio 21 Editore di fatto esiste già, abbiamo solo bisogno di un kickstart che non comprometta tutto il resto.

 

Scusate la sincerità. Crediamo tuttavia che sia la cosa che apprezzate.

 

Per dare un aiuto diretto, donate o effettuate un acquisto presso il nostro shop.

 

Fate una donazione con PayPal, sempre specificando la causale: «Sostegno al giornalismo indipendente»

 

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Grazie dal profondo del cuore.

 

Questo flusso, di cui se state leggendo siete anche voi parte, va avanti, all’infinito. Aspira all’Infinito. Cerca l’Infinito. Vive per l’Infinito.

 

Voi siente dentro. Speriamo che leggere Renovatio 21 ve lo faccia capire, ogni giorno.

 

Roberto Dal Bosco

 

 

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Buon San Marco ai lettori di Renovatio 21. Per la Vita, contro la morte

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Come tutti gli anni, anche questo 25 aprile, auguriamo Buon San Marco ai lettori di Renovatio 21.

 

Lasciamo che il cittadino sincero-democratico della Repubblica nata dalla Resistenza (tssss) festeggi pure la liberazione dal fascismo: quella che è servita ad introdurre la finzione democratica che ci ha portato – ricordate – al biofascismo.

 

Eh sì: la Repubblica nata dal grande sforzo partigiano (James Jesus Angleton, chi era costui?) per combattere le orrende coercizioni e gli sterminii del totalitarismo nazifascista ci ha portato l’apartheid biomolecolare e, nell’ultimo mezzo secolo, lo sterminio degli innocenti nel grembo materno, con numeri multipli di quelli della bomba atomica, ora moltiplicati con il fattore degli embrioni disintegrati per fare ai cittadini repubblicani i bambini in provetta.

 

Dall’antifascismo al biofascismo è stato un passo piuttosto breve. E quindi, lasciamo pure che i goscisti (cioè, i figli, i nipoti, nell’attesa che vengano inghiottiti dalla risacca maranza che hanno contribuito a creare) festeggino la «Liberazione» – è crollata una repubblichina «sociale», che Mussolini (che nulla aveva capito dell’evo di politica della morte che si stava caricando) voleva persino chiamare «socialista» – e si è installata una «Repubblica fondata sul lavoro», e già qui non si capisce come si possa essere liberati se poi bisogna lavorare. Qui ci starebbe il ricordo del film Accattone (1961) di Pier Paolo Pasolini, dove, verso la fine, quando dicono al protagonista Franco Citti che bisogna lavorare, lui risponde «Ma ndove stamo, a Bughenvald?».

 

Certo, questa cosa del principio politico assoluto del lavoro, incistato sovieticamente nel primo articolo della Costituzione più bella del mondo, poi è stato calpestato in ogni maniera possibile, e sappiamo quante cause di persone che hanno rifiutato il ricatto vaccinale sono ancora in corso.

 

Massì. Lasciamoli alle loro marcette, organiche e salubri come un pasto in Autogrill. Ovviamente che ne daremo puntualmente conto se poi nell’annuale promenade meneghina da Piazzale vi fossero numeri come negli scorsi anni, quando con i partigianofili sfilarono gli ucronazisti («Azovdimmerda!» ebbero a dire certuni scandalizzati) o perfino serque di bandierone della NATO (!) con la Rosa dei Venti tra le falci e i martelli, in una koiné di simboli apparentemente politici opposti che ne fanno emergere di fatto la cifra esoterica.

 

E che, finalmente i padroni, i veri vincitori, vogliono tirare dal mezzadro repubblicano la decima del Dopoguerra? Chi ha bombardato l’Italia e l’Europa ora dice alle figure cartonate della sinistra che comandano loro, e che tutta la narrazione resistenziale è ascrivibile alla favola di Fedro del «calcio dell’asino».

 

Ah, saperlo. Del resto tra i segretari della NATO ad una certa si facevano nomi di capi della sinistra parlamentare italiana. Qualcuno se ne accorge, i figli del PCI ora sono i reggicoda dei Darth Vadere dell’Impero più oscuro dell’universa. Altri non vedono, altri ancora fanno finta di niente, e proseguono fischiettosamente.

 

Vabbè, ci stiamo incancrenendo: in realtà questo doveva essere un articolo di puri auguri, magari ricordando che oggi, nel giorno di San Marco, è fatto spesso di scampagnate sull’erba con la primavera che batte decisa. Tutti i veneziani ed ancora molti veneti conoscono questa realtà: il 25 aprile è il giorno della gita in compagnia e del pic-nicco, è il giorno della natura generosa e del riposo.

 

Pax tibi Marce Evangelista Mevs. Sono le parole, che, secondo la leggenda, un angelo apparso sottoforma di Leone Alato a San Marco Evangelista, naufrago nella laguna. Hic requiescet corpus tuum. Qui risposerà il tuo corpo.

 

La Pace, sapeva la Serenissima, è il fondamento della stabilità, della prosperità – della Vita.

 

Un concetto apparentemente semplicissimo, che tuttavia nell’ora della Necrocultura divenuta sistema operativo dello Stato moderno, pochi sembrano aver presente.

 

Per noi, invece, è chiarissimo. La Vita prima di ogni cosa. La Vita contro la morte.

 

La pace sia con voi, lettori.

 

Roberto Dal Bosco

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