Geopolitica
Al-Jolani annuncia il nuovo governo siriano «luminoso e sostenibile»
Il leader siriano Mohammad al-Jolani, che ora vuole farsi chiamare, Ahmed al-Sharaa ha annunciato la formazione di un nuovo governo di transizione di 23 membri nel tentativo di unificare il paese devastato dalla guerra in seguito alla cacciata dell’ex presidente Bashar Assad. Il gabinetto include rappresentanti di vari background etnici e religiosi.
In un discorso di sabato, al-Sharaa, leader del gruppo jihadista Hayat Tahrir-al-Sham (HTS), che ha avuto un ruolo chiave nella caduta di Assad, ha descritto il nuovo governo come un governo di «cambiamento e costruzione» che porta con sé «le aspirazioni e le speranze del popolo per un futuro luminoso e sostenibile».
«Siamo certi che il duro lavoro, la dedizione e la cooperazione tra tutti i cittadini saranno la chiave per raggiungere questi obiettivi», ha aggiunto.
Il governo dei «jihadisti educati», come sono stati definiti dal vicino israeliano, pare aver fatto della «diversità» e dei valori di «inclusione», come in una farsesca scimmiottatura dell’era Biden, agli sgoccioli della quale il golpe siriano era stato partorito
Il nuovo gabinetto presenta nomine come quella Hind Kabawat, unica donna nel governo e sostenitrice cristiana della tolleranza interreligiosa e dell’emancipazione femminile, che ricoprirà il ruolo di ministro degli affari sociali e del lavoro. Include anche Yarub Badr, un alawita che guiderà il ministero dei trasporti, e Amgad Badr, membro della comunità drusa, che guiderà il ministero dell’agricoltura.
Gli alawiti e i drusi sono gruppi religiosi minoritari che sono ramificazioni dell’Islam, che costituiscono rispettivamente il 12% e il 3% della popolazione siriana. Gli alawiti erano generalmente a favore del governo di Assad, mentre i drusi hanno teso a essere neutrali durante i conflitti interni nel Paese.
Raed al-Saleh, precedentemente associato ai controversi Caschi Bianchi, una ONG accusata di aver organizzato molteplici attacchi con armi chimiche sotto falsa bandiera, è stato nominato capo del neo-istituito Ministero per le emergenze e la gestione dei disastri. Al-Sharaa ha anche annunciato la creazione del ministero per la gioventù e lo sport.
Murhaf Abu Qasra e Asaad al-Shaibani, già ministri della difesa e degli affari esteri, manterranno le loro posizioni.
Il nuovo governo non avrà un primo ministro, né includerà membri delle Forze democratiche siriane (SDF) guidate dai curdi, né l’amministrazione civile autonoma nel Nord-Est della Siria.
Come riportato da Renovatio 21, un rapporto dell’Intelligence USA, più che un «futuro luminoso e sostenibile», prevede l’ascesa di «violenza e instabilità» nella Siria di al-Jolani.
Dopo la caduta del governo dell’ex presidente siriano Bashar al-Assad, l’anno scorso, gli Stati Uniti hanno rapidamente rimosso la taglia di 10 milioni di dollari su Jolani, che in precedenza era un membro dello Stato islamico dell’Iraq (ISI), il gruppo che si è trasformato nell’ISIS.
I cristiani sono tra le vittime dei massacri della nuova Siria in mano ai takfiri, definiti ridicolmente da Israele come «jihadisti educati». Cristiani e alawati sono oggi oggetto di stragi che qualcuno ha chiamato «neo-ottomane», perpetrate da forze armate nelle cui posizioni di rilievo sono stati nominati jihadisti da tutto il mondo. – basti pensare che il nuovo capo dell’Intelligence damascena è un uomo designato come terrorista dall’ONU.
Tra le poche voci levatesi in loro difesa, quella di monsignor Viganò.
Come riportato da Renovatio 21, al-Jolani ha firmato una nuova dichiarazione di una Costituzione provvisoria per la nuova Siria che rende chiaramente la legge islamica o sharia la nuova legge del Paese.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
Netanyahu: la Cisgiordania è «la nostra terra»
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Geopolitica
Netanyahu: «l’Iran ha tentato di uccidere uno dei miei figli»
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che l’Iran avrebbe tentato di uccidere uno dei suoi figli, un’accusa di grande impatto formulata senza indicare quale dei due fosse il bersaglio, quando sarebbe stato organizzato il presunto piano né quanto fosse vicino alla realizzazione.
La notizia è emersa quasi per caso lunedì, durante un’intervista telefonica al Canale 14 israeliano sulle misure di sicurezza riservate al rivale politico Gadi Eisenkot, ex capo di stato maggiore che lo sfida in vista delle elezioni del 27 ottobre.
«Questo è un caso incredibile. L’Iran ha preso di mira uno dei miei figli. L’Iran ha cercato di ucciderlo, ha cercato di uccidere uno dei miei figli», ha detto Netanyahu, sostenendo che la scorta h24 per Eisenkot «non è un lusso» e avvertendo che, in sua assenza, gli iraniani «avranno successo».
Netanyahu ha due figli, Yair e Avner. Non ha precisato a quale dei due si riferisse, né ha indicato dove o con quali modalità l’Iran intendesse colpirlo.
Yair è noto per una serie di polemiche. Il documentario sulla presunta corruzione del premier israeliano The Bibi Files (2024) lo descrive come un estremista che porta il padre verso posizioni ultrasioniste. Durante le manifestazioni massive antigovernative nelle piazze israeliane prima del 7 ottobre 2023, lo Yair ha affermato che il Dipartimento di Stato americano era «dietro le proteste in Israele, con l’obiettivo di rovesciare Netanyahu, apparentemente per concludere un accordo con gli iraniani».
Come noto, il ragazzo qualche anno fa pubblicò un meme, incredibilmente definito come «antisemita» pure dalla stampa italiana, che ritraeva George Soros come puparo del mondo. Nelle ultime settimane è emerso che anni fa aveva di fatto ipotizzato su Twitter come ritorsione contro la Spagna un’invasione marocchina del suo territorio, cosa poi puntualmente realizzatasi a Ceuta.
Di recente, alcuni critici avevano attaccato il ragazzo perché sembrava soggiornare a Miami mentre lo Stato Ebraico mandava al fronte tanti giovani.
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Fonti della stampa israeliana hanno riferito in modo autonomo che a luglio è stata rafforzata la protezione statale per la moglie Sara e per entrambi i figli. Il Canale 12 ha scritto che il presunto complotto iraniano era noto da mesi all’apparato di sicurezza israeliano, ma era coperto da un ordine di silenzio militare.
L’affermazione arriva mentre Netanyahu affronta una campagna elettorale difficile. Sondaggi successivi hanno mostrato che il suo blocco di governo non raggiunge i 61 seggi necessari per la maggioranza, mentre altri rilevamenti indicano Eisenkot in lotta serrata con Netanyahu e il Likud, o addirittura in vantaggio. A luglio Reuters aveva riportato che i sondaggi prefiguravano una sconfitta della coalizione di Netanyahu, anche se l’opposizione frammentata non aveva una via chiara per formare un esecutivo.
Anche il presidente statunitense Donald Trump ha sostenuto che Teheran avrebbe tentato di ucciderlo, prima ancora che la prima ondata di attacchi congiunti USA-Israele del 28 febbraio uccidesse la Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei.
«L’ho preso prima che lui prendesse me», ha detto Trump in un’intervista ad ABC News poco dopo l’attacco, nel quale sono morte anche la figlia di Khamenei, Boshra, la nipotina di 14 mesi Zahra, un genero e una nuora.
Durante il vertice NATO in Turchia a luglio, Trump fu fatto scendere in segreto dall’Air Force One e trasferito su un altro aereo militare a bordo di un camion per il catering, dopo che Israele aveva trasmesso informazioni di intelligence su un’altra presunta minaccia di assassinio da parte dell’Iran. L’operazione straordinaria fu tenuta nascosta persino ad alcuni membri del seguito.
Come riportato da Renovatio 21, l’Intelligence USA avrebbe valutato le informazioni israeliane con «scarsa affidabilità», mentre Teheran ha smentito le accuse più generali di aver tentato di assassinare Trump a margine del vertice NATO di Ankara, dove il presidente ha cambiato aereo venendo trasportato in un carrello per il cibo. Sono seguite accuse per aver usato i giornalisti, rimasti nell’aereo considerato come obiettivo dell’attentato, come esche.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Economia
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