Geopolitica
AfD chiede che l’Ucraina paghi riparazioni di guerra
Gli europei, e in particolare i tedeschi, hanno sostenuto costi enormi per sostenere lo sforzo bellico ucraino senza ottenere, fino a oggi, benefici tangibili in cambio. Lo sostie Alice Weidel, leader di Alternativa per la Germania (AfD).
La co-leader dell’AfD Alice Weidel ha risposto con durezza alla proposta del cancelliere Friedrich Merz di concedere all’Ucraina lo status di membro associato dell’Ue. «Dobbiamo sapere come si è arrivati a questo atto di terrorismo di Stato contro la nostra infrastruttura più importante, i gasdotti Nord Stream, e quale ruolo abbia avuto l’Ucraina», ha dichiarato la Weidel. «Il flusso dei pagamenti dovrebbe in realtà muoversi nella direzione opposta».
La leader AfD ha quindi chiesto che Kiev paghi un risarcimento alla Germania per i danni subiti dalla perdita dei combustibili fossili russi a basso costo, che ha colpito non solo Berlino ma l’intera economia europea. «L’Ucraina deve risarcire la Repubblica Federale», ha affermato, «perché abbiamo subito danni enormi – e così anche l’Europa nel suo complesso».
La Weidel ha sollevato una questione che trova eco in ampi settori dell’opinione pubblica tedesca: il bilancio economico del conflitto per il Vecchio Continente. Secondo stime accreditate, l’Ue ha stanziato centinaia di miliardi di euro in aiuti militari, finanziari e umanitari a Kiev e per l’accoglienza dei rifugiati. Se si aggiungono i maggiori costi energetici – inclusi quelli per il gas russo ancora acquistato tramite rotte alternative – il totale si avvicina o supera, secondo alcune analisi, i mille miliardi di dollari.
In cambio, l’Europa ha ottenuto finora limitati contratti di ricostruzione e forniture di armamenti, mentre i benefici strategici o economici restano per ora incerti.
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La richiesta di riparazioni avanzata dalla Weidel ha anche un risvolto politico. Berlino aveva chiesto l’anno scorso l’estradizione dalla Polonia di un sospettato ucraino per il sabotaggio del Nord Stream, richiesta respinta dal giudice. L’episodio ha alimentato sospetti sulla possibile responsabilità di Kiev, anche se diverse inchieste giornalistiche e ricostruzioni indipendenti hanno in seguito ridimensionato o smentito tale ipotesi. Il noto giornalista investigativo premio Pulitzer Seymour Hersh, citando fonti anonime, aveva invece attribuito l’operazione agli Stati Uniti.
La Weidel ha usato la vicenda per mettere sotto accusa l’intera linea europea di sostegno all’Ucraina. Una politica che, secondo la co-leader dell’AfD, è guidata da motivazioni ideologiche più che da un calcolo razionale di costi-benefici, con i cittadini europei chiamati a pagare il conto.
In Germania questa narrazione sta trovando terreno fertile. L’AfD è oggi il partito più popolare del Paese e continua a guadagnare consensi, presentandosi come una delle poche forze politiche – insieme all’Alleanza Sahra Wagenknecht – che denuncia apertamente i costi del conflitto ancora in corso. L’economia tedesca ha visto azzerarsi la crescita e molti analisti parlano di recessione tecnica già in atto o imminente, con possibili ripercussioni sull’intera Ue.
La Weidella sa bene che un risarcimento da parte di Kiev è altamente improbabile. La sua retorica mira però a un obiettivo più ampio: far emergere tra i tedeschi la percezione che il loro Paese abbia sostenuto sacrifici sproporzionati senza ottenere vantaggi concreti. Quanto più questa consapevolezza si diffonderà, tanto più crescerà il sostegno a chi promette un cambio radicale di rotta sulla politica ucraina.
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Immagine di Olaf Kosinsky via Wikimedia pubblicata su licenza CC BY-SA 3.0-de
Geopolitica
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Geopolitica
Colono ebreo armato accusato della morte di un leader palestinese in Cisgiordania
Giovedì i procuratori israeliani hanno formalizzato l’accusa di omicidio colposo a carico del colono ebreo Yinon Levi in relazione all’uccisione a colpi d’arma da fuoco, avvenuta nel 2025 nella Cisgiordania occupata, della leader della comunità palestinese Awdah Hathaleen. Si tratta della prima incriminazione di questo genere in sette anni.
Hathaleen, insegnante di 31 anni, è stata uccisa il 28 luglio durante uno scontro con un gruppo di coloni che avevano introdotto escavatori nel villaggio di Umm al-Khair per livellare il terreno e realizzare un nuovo avamposto. Gli insediamenti ebraici in Cisgiordania sono considerati illegali dal diritto internazionale, poiché le Nazioni Unite li ritengono un ostacolo alla nascita di uno Stato palestinese indipendente.
Le immagini dell’episodio mostrano Levi mentre brandisce una pistola durante lo scontro con i residenti e apre il fuoco contro la folla. Si odono alcuni degli uomini che lo circondano gridare «Sparatemi» in inglese. Secondo l’atto d’accusa, citato da Haaretz, Levi ha esploso un colpo verso degli edifici «agendo in modo sconsiderato, consapevole della possibilità che le sue azioni potessero causare la morte di qualcuno».
Se dichiarato colpevole, rischia fino a 12 anni di reclusione. Levi era stato inserito nella lista degli «estremisti violenti» dall’amministrazione Biden, ma il presidente statunitense Donald Trump lo ha cancellato dalle sanzioni americane nel 2025. Resta comunque soggetto alle sanzioni dell’Unione europea.
El grupo DDHH B’Tselem publica vídeo del periodista palestino Awdah Hathaleen filmando su propio asesinato a manos del colono israelí Yinon Levi
Como es habitual en Israel, juez liberó rápidamente a Levi, a pesar d q las imágenes muestran q le disparó a Hathaleen a sangre fría pic.twitter.com/788KmMSqRc
— aapayés (@aapayes) August 11, 2025
This is the settler who killed our dear friend ‘Awdah Hathaleen.
At the end of the video, he fires the bullet that took the life of ‘Awdah
Today, the apartheid court decided to release him to house arrest.
Yinon Levi, a settler sanctioned by 9 countries (now 8, because of Trump) pic.twitter.com/pwFBFVmBkc— Basel Adra (@basel_adra) July 29, 2025
An Israeli settler just shot Odeh Hadalin in the lungs, a remarkable activist who helped us film No Other Land in Masafer Yatta. Residents identified Yinon Levi, sanctioned by the EU and US, as the shooter. This is him in the video firing like crazy. pic.twitter.com/xH1Uo6L1wN
— Yuval Abraham יובל אברהם (@yuval_abraham) July 28, 2025
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Secondo l’organizzazione israeliana per i diritti umani B’Tselem, coloni e soldati israeliani hanno ucciso almeno 1.100 palestinesi in Cisgiordania dall’inizio della guerra tra Israele e Hamas a Gaza nell’ottobre 2023.
L’organizzazione israeliana per i diritti umani Yesh Din evidenzia che Levi è il primo civile israeliano a essere incriminato per la morte di un palestinese in Cisgiordania dal 2019. I dati dell’associazione, riportati dai media israeliani, indicano che tra il 2005 e il 2025 oltre il 90% dei casi non ha portato ad alcuna incriminazione e soltanto il 3% si è concluso con una condanna.
Negli ultimi anni Israele ha intensificato l’espansione degli insediamenti, una politica sostenuta da esponenti politici tra cui il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir e il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich. Il mese scorso Smotrich ha annunciato lo stanziamento di circa 440 milioni di dollari per la creazione di 34 nuovi insediamenti, provocando la condanna delle Nazioni Unite.
Come riportato da Renovatio 21, pochi giorni fa coloni israeliani e soldati delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno ucciso quattro palestinesi durante un attacco a un villaggio nella Cisgiordania occupata. Una moschea è stata data alle fiamme nel villaggio palestinese di Tal.
Due settimane fa i coloni hanno di fatto sequestrato un deputato USA, il congressman della California Ro Kanna.
I coloni due mesi fa hanno incendiato la città cristiana di Taybeh. Continui attacchi dei coloni giudei terrorizzano le cittadine cristiane della Cisgiordania come Taybeh, i cui sacerdoti chiesero aiuto durante l’assedio di mesi fa. Il vescovo ausiliare del Patriarcato latino di Gerusalemme William Shomali a marzo aveva denunciato l’escalation degli attacchi terroristici dei coloni israeliani contro i cristiani.
L’annessione della Cisgiordania, considerata come il vero premio per Israele dell’attuale crisi, è nei progetti dello Stato Ebraico da tempo. Incursioni militari si sono viste a inizio anno a seguito dell’esplosione di alcuni autobus, e poco prima erano stati effettuati raid aerei con relativa strage a Tulkarem. Due anni fa si ebbe l’episodio dei commando israeliani che entrarono in un ospedale cisgiordano travestiti da donna.
A febbraio 2024 ministri del gabinetto Netanyahu si trovarono ad un convegno che celebrava la colonizzazione celebrato con balli sfrenati su musica tunza-tunza.
In una strana umiliazione inflitta agli USA, due mesi fa il Parlamento israeliano (la Knesset) aveva votato per la «sovranità» sionista sulla Cisgiordania proprio mentre era in visita il vicepresidente americano JD Vance, che disse di sentirsi «insultato» dalla «stupida trovata». Trump ha dichiarato quindi che toglierà i fondi ad Israele qualora annettesse la Cisgiordania. Il presidente americano, contrariamente a quanto auspicato da ministri sionisti all’epoca della sua elezione, non sembra voler concedere allo Stato Giudaico l’anschluss di quella che gli israeliano chiamano «Giudea e Samaria».
La Knesset ha votato la proposta di legge di Ben-Gvir (che gira con una spilla a forma di cappio e festeggia il compleanno con torte sempre a tema di impiccagione) per dare la pena di morte ai «terroristi», intendendo per questi solo i palestinesi.
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Immagine screenshot da Twitter
Geopolitica
Attacco su vasta scala Houthi contro le forze sostenute dai sauditi
Reports are emerging of a significant Houthi assault on the Saudi backed Yemen Emergency Forces encampment near Marib, Yemen with several casualties reported. This video purports to show the aftermath of one of the attacks, though it has not been verified.
Marib is the… pic.twitter.com/6LmQyHkhW2 — OSINTdefender (@sentdefender) August 6, 2026
From point-blank range: Very powerful footage showing Yemeni army forces storming positions of the Iran-backed Houthi group on the Marib front.
– Yemeni army soldiers are seen assaulting Houthi positions. pic.twitter.com/gKpOt91Gnu — The Middle East (@A_M_R_M1) August 7, 2026
Footage shows a large fire erupting in Saudi Arabia’s Najran region just hours after Yemen said it targeted a military facility there with a rocket attack.
A Yemeni drone attack targeted Saudi-backed militia positions in the Hadhramaut province. LOUD explosions. U.S. media… pic.twitter.com/HQsZZGtbUh — Ryan Rozbiani (@RyanRozbiani) August 7, 2026
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