Guerra cibernetica
Microsoft e AI hanno potenziato la guerra di Israele a Gaza
L’esercito israeliano ha fatto molto affidamento sulla tecnologia Microsoft durante la sua campagna contro Hamas a Gaza. Lo riporta il giornale britannico Guardian, citando documenti trapelati. Israele è stato ripetutamente accusato di crimini di guerra e attacchi indiscriminati contro i civili nell’enclave palestinese.
Microsoft ha notevolmente rafforzato i suoi legami con l’establishment della difesa dello Stato Ebraico dopo che Hamas ha lanciato un attacco a sorpresa contro il paese nell’ottobre 2023, secondo un’indagine del giornale +972. Il servizio si basava su registri commerciali del Ministero della Difesa israeliano e file della sussidiaria israeliana di Microsoft.
Di conseguenza, il colosso tecnologico statunitense avrebbe fornito a Israele migliaia di ore di supporto tecnico, oltre a servizi di elaborazione e archiviazione ampliati.
Secondo l’articolo, le Forze di difesa israeliane (IDF) avrebbero utilizzato la piattaforma cloud Azure di Microsoft nelle loro unità aeree, terrestri e navali, aggiungendo che il servizio è stato utilizzato direttamente per supportare attività di combattimento e di intelligence.
Inoltre, l’unità Ofek dell’aeronautica militare israeliana avrebbe utilizzato gli strumenti di comunicazione di Microsoft per gestire le cosiddette «banche bersaglio» per potenziali attacchi letali.
Attraverso Microsoft, l’esercito israeliano ha anche ottenuto un accesso su larga scala al modello GPT-4 di OpenAI, secondo documenti trapelati. I servizi di Microsoft sarebbero stati anche determinanti nel mantenimento del cosiddetto sistema «Rolling Stone» utilizzato dalle forze di sicurezza per monitorare i movimenti palestinesi in Cisgiordania e a Gaza.
Secondo l’indagine, l’utilizzo del cloud da parte dell’IDF è aumentato del 60% durante i primi sei mesi della guerra di Hamas rispetto ai mesi precedenti. Tra ottobre 2023 e giugno 2024, Israele ha stretto un accordo per acquistare 19.000 ore di servizi di supporto da Microsoft, con la collaborazione che ha fruttato al gigante della tecnologia circa 10 milioni di dollari di commissioni, secondo il rapporto.
Inoltre, l’indagine ha suggerito che gran parte dei servizi basati sull’Intelligenza Srtificiale venivano utilizzati in modalità isolata da Internet, il che significa che avrebbero potuto essere utilizzati per operazioni militari ancora più delicate.
Sia l’IDF che Microsoft hanno rifiutato di commentare la questione, mentre OpenAI ha insistito nel dire che non collabora con l’esercito israeliano, ha scritto The Guardian.
Secondo funzionari di entrambe le parti, il conflitto tra Israele e Hamas ha provocato oltre 1.700 morti tra gli israeliani e 47.000 tra i palestinesi.
Dopo che Israele ha lanciato la sua operazione militare a Gaza, è stato ripetutamente accusato di crimini di guerra, con Amnesty International che ha classificato le sue azioni come «genocidio» e la Corte penale internazionale che ha emesso mandati di arresto per il primo ministro Benjamin Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant. Lo Stato degli ebrei ha negato le accuse, insistendo sul fatto che la sua azione militare a Gaza era pura autodifesa.
All’inizio di questo mese, Israele e Hamas hanno raggiunto un accordo di cessate il fuoco che includeva il rilascio graduale degli ostaggi tenuti a Gaza e dei prigionieri palestinesi, con l’accordo destinato ad aprire la strada al ritiro di Israele dall’enclave.
Come riportato da Renovatio 21, negli scorsi giorni è emersa anche la collaborazione di Google con l’esercito israeliano.
L’uso dell’Intelligenza Artificiale nel conflitto, con conseguenti «assassinii di massa», era stata discussa sui giornali ancora un anno fa.
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Immagine di WAFA via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Guerra cibernetica
Airbus molla Google per problemi di sicurezza
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Guerra cibernetica
Paesi NATO valutano la guerra cibernetica contro Mosca
Stati europei dell’Alleanza Atlantica stanno esaminando l’opportunità di lanciare azioni cibernetiche offensive coordinate contro Mosca, come indicato da due alti esponenti governativi dell’UE e tre addetti diplomatici. Lo riporta Politico.
La testata ha precisato che le cancellerie d’Occidente stanno ponderando soluzioni cibernetiche e di altra natura come replica ai supposti «assalti ibridi» perpetrati dal Cremlino.
La titolare della diplomazia lettone Baiba Braze ha confidato a Politico che la NATO è chiamata a «mostrarsi più incisiva nell’offensiva cibernetica» e a sincronizzare con maggiore efficacia i propri apparati di Intelligence. «Non sono le dichiarazioni a trasmettere un monito, bensì le azioni concrete», ha puntualizzato.
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Sul finire del 2024, l’Alleanza Atlantica aveva annunciato l’avvio di un innovativo polo unificato per la difesa cibernetica all’interno della propria sede belga, previsto in funzione entro il 2028. S
I partner della NATO avevano in precedenza attribuito alla Russia l’infiltrazione di server istituzionali, l’interferenza sui segnali GPS di velivoli e l’intrusione di droni nei loro cieli territoriali. Il governo russo ha rigettato le imputazioni come belliciste, qualificando invece le restrizioni e gli apporti occidentali a Kiev come «aggressione ibrida».
A giudizio di RED Security, nel corso di quest’anno gli strike informatici contro la Federazione Russa sono cresciuti del 46%. Tra gli episodi di spicco, a luglio ha avuto luogo la violazione del database dell’Aeroflot, l’aviolinea nazionale russa, attribuita da due collettivi pro-ucraini.
Come riportato da Renovatio 21, nelle ore successive all’attacco contro la compagnia aerea di bandiera russa, il Roskomnadzor ha bloccato lo strumento di misurazione delle prestazioni di Internet Speedtest, gestito dalla società statunitense Ookla, citando minacce all’infrastruttura digitale nazionale.
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Guerra cibernetica
Internet down in tutto il mondo a causa del crash del sistema di Cloudfare
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