Geopolitica
Petroliera russa si spezza in due e affonda nel Mar Nero
Due petroliere russe hanno subito gravi danni a causa del mare mosso nello stretto di Kerch, uno stretto dell’Europa orientale che collega il Mar Nero al Mar d’Azov. Lo riporta il giornale britannico Telegraph.
La petroliera Volgoneft-212 e la Volgoneft-239 sono state danneggiate nei pressi della Crimea annessa a Mosca: una delle due imbarcazioni si è spezzata, uccidendo almeno un marinaio e provocando una fuoriuscita di petrolio.
Gli investigatori russi hanno aperto due procedimenti penali per accertare possibili «violazioni della sicurezza» dopo che almeno una persona è morta quando la petroliera Volgoneft 212, lunga 136 metri, con 15 persone a bordo, si è spaccata in due con la prua che affondava, come mostrato dalle riprese pubblicate dai media statali, mentre le onde ne travolgevano il ponte.
Dell’episodio circolano in rete video non verificati.
In the Kerch Strait of Crimea, which connects the Black Sea to the Sea of Azov, the ships Volgoneft 212 and Volgoneft 239 split in half. The ships that broke into two began to sink.
Authorities stated that they were trying to evacuate the crew using tugboats. pic.twitter.com/i17ZsBkmV8
— FocuSeaTV – Maritime News (@focuseatv) December 15, 2024
Waves cut the tanker “Volgoneft-212” in half near the shores of Kerch. Which was carrying 4.3 thousand tons of fuel oil. 15 crew members ended up in the sea. The ship is rapidly sinking. pic.twitter.com/VAhnADm4rN
— World Safety (@nickngei2) December 15, 2024
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La nave battente bandiera russa, costruita nel 1969, è stata danneggiata e si è arenata, hanno affermato le autorità. «C’è stata una fuoriuscita di prodotti petroliferi», ha affermato l’agenzia russa per il trasporto via acqua, Rosmorrechflot.
Una seconda nave battente bandiera russa, la Volgoneft 239 da 132 metri, stava andando alla deriva dopo aver subito danni, ha affermato il ministero delle emergenze. Ha un equipaggio di 14 persone ed è stata costruita nel 1973.
Entrambe le petroliere hanno una capacità di carico di circa 4.200 tonnellate di prodotti petroliferi. «Due petroliere russe che trasportano gasolio, la Volgoneft-212 e la Volgoneft-239, stanno affondando nello stretto di Kerch», ha scritto su X l’agenzia di stampa bielorussa NEXTA.
Domenica, il presidente Vladimir Putin ha ordinato al vice primo ministro Vitaly Savelyev di guidare una missione di salvataggio per i marinai a bordo delle due petroliere e di mitigare la fuoriuscita di carburante. Questa direttiva è stata trasmessa tramite il canale Telegram del Cremlino.
L’Ucraina ha già schierato imbarcazioni stealth kamikaze nella zona per attaccare obiettivi russi, tra cui il ponte di Kerch. Tuttavia, Kiev non ha commentato la situazione attuale nello stretto.
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Immagine screenshot da Twitter
Geopolitica
Hamas afferma di essere pronto a cedere il governo di Gaza
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Geopolitica
Al-Jolani visita Mosca per la seconda volta in meno di quattro mesi
Mercoledì il presidente russo Vladimir Putin ha incontrato il suo omologo siriano Ahmed al-Sharaa – già noto come il terrorista ricercato Muhammad al-Jolani – per discutere della ricostruzione della Siria, della cooperazione bilaterale e del ruolo di Mosca nel Paese. Si è trattato della seconda visita di Al-Sharaa nella capitale russa in meno di quattro mesi.
Al-Sharaa, un tempo a capo del gruppo islamista Hayat Tahrir al-Sham (HTS), è salito al potere alla fine del 2024 in seguito alla caduta del governo di Bashar Assad. Il deposto leader siriano è fuggito in Russia, dove gli è stato concesso asilo, e da allora vive a Mosca con la sua famiglia.
Mosca ha proseguito la collaborazione con la nuova leadership siriana e ha mantenuto la sua presenza militare presso la base aerea di Khmeimim e la base navale di Tartus in Siria.
Durante l’incontro, Putin ha dichiarato che i rapporti diplomatici tra Russia e Siria sono sempre stati amichevoli e ha ringraziato al-Sharaa per aver contribuito a svilupparli ulteriormente. Il presidente russo ha inoltre rilevato che il volume degli scambi commerciali tra i due paesi è aumentato del 4% rispetto all’ultimo incontro tra i due leader, avvenuto a ottobre.
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«Sebbene forse non sia un obiettivo così ambizioso come avremmo voluto, è comunque un passo avanti, e una tendenza che dovremmo proseguire. Continuiamo a lavorare attivamente per sviluppare la nostra partnership in tutti i settori», ha affermato.
Mosca e Damasco intendono collaborare in un’ampia gamma di settori, tra cui sanità, edilizia, industria e sport, secondo quanto dichiarato dal presidente russo. Le aziende e le imprese edili russe sono pronte a collaborare con i loro partner siriani per la ricostruzione della nazione mediorientale, ha aggiunto Putin.
Il presidente russo ha inoltre espresso apprezzamento per gli sforzi di Damasco volti a ripristinare l’integrità territoriale della Siria e si è congratulato col Jolani/Sharaa per aver riportato sotto il controllo governativo i territori a est del fiume Eufrate.
Il Jolani/Sharaa ha ringraziato Putin per gli sforzi compiuti dalla Russia per stabilizzare la situazione in Siria e in Medio Oriente, sottolineando che Mosca svolge un ruolo fondamentale nella regione. Ha inoltre affermato che Mosca e Damasco hanno molte questioni all’ordine del giorno e ha espresso la speranza che i colloqui siano fruttuosi.
A dicembre, Al-Sharaa si è recato a Washington per colloqui con il presidente Donald Trump, il quale si è dichiarato «molto soddisfatto» della nuova leadership siriana.
Il già jihadista terrorista, su cui pendeva una taglia da 10 milioni di dollari emessa dal dipartimento di Stato USA, è stato anche a Nuova York a settembre per la plenaria ONU, ricevuto con tutti gli onori dal segretario di Stato Marco Rubio e pure dall’ex direttore della CIA David Petraeus.
L’arrivo dell’ex membro di al-Qaeda in Siria coincideva con l’anniversario della strage delle Torri Gemelle.
Come riportato da Renovatio 21, al-Jolani ha incontrato alti funzionari israeliani in un «silenzioso» sforzo di normalizzazione dei rapporti tra Damasco e lo Stato degli ebrei in stile accordi di Abramo.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
«Basta con gli ordini di Washington»: parla il presidente ad interim del Venezuela
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