Terrorismo
Il terrore islamista è tornato a Palmira
Gruppi terroristici in Siria hanno preso il controllo dell’antica città di Palmira mentre la loro marcia su Damasco continua, secondo i media turchi. Le forze governative si sarebbero ritirate da una base aerea vicina.
La città, che si trova sulla strada principale tra Damasco e Deir-ez-Zor, dove le milizie curde stanno attualmente combattendo l’esercito siriano, è caduta sabato sotto il controllo dell’Esercito libero siriano sostenuto dagli Stati Uniti, ha riferito l’agenzia di stampa turca Anadolu. Le truppe fanno parte dell’Esercito libero siriano (FSA), un’ampia coalizione di forze antigovernative che include diversi gruppi jihadisti e milizie locali.
Secondo Al Jazeera, il personale dell’esercito siriano ha iniziato a evacuare la base aerea chiave T-4 poco dopo che l’FSA è entrato a Palmira. Insieme all’aeroporto internazionale di Damasco, T-4, che si trova tra Palmira e Homs, è considerato un hub di rifornimento vitale per l’esercito del paese.
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L’assalto dell’FSA a Palmira è avvenuto dopo che i jihadisti di Hayat Tahrir-al-Sham (HTS) hanno lanciato un’offensiva dalle province settentrionali di Idlib e Aleppo la scorsa settimana. Da allora, i combattenti di HTS hanno conquistato le città di Aleppo e Hama, così come diverse città a nord di Homs, e si dice che stiano combattendo le truppe dell’esercito siriano a Homs e alla periferia di Damasco.
Se HTS riuscisse a prendere il controllo di Homs e l’FSA di Palmira, l’attacco su Damasco avverrebbe lungo più assi.
Patrimonio dell’umanità UNESCO, Palmira è stata attaccata dai combattenti dello Stato Islamico (IS, precedentemente ISIS) nel 2015, al culmine della guerra civile siriana. I jihadisti dell’IS hanno saccheggiato reperti di inestimabile valore dai musei della città, hanno fatto saltare in aria il Tempio di Bel, risalente a 2000 anni fa, e l’Arco della Vittoria e hanno utilizzato l’anfiteatro romano di Palmira per eseguire esecuzioni pubbliche.
Le forze governative siriane hanno riconquistato Palmira nel 2016, sostenute dagli attacchi aerei russi e dai membri della compagnia militare privata russa Wagner. Mentre l’ISIS ha brevemente ripreso la città più tardi quell’anno, è stata nuovamente liberata dalle forze siriane e russe nel 2017.
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Immagine di Zeledi via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Terrorismo
Nuova misteriosa esplosione ad Aleppo: l’ultima di una serie
A massive explosion at an ammo depot in Aleppo, Syria occurred earlier, with the Syrian government saying the explosion was due to an accident. At the time of writing, all reports that the Israelis conducted a strike on the depot are false. pic.twitter.com/QW7wIT61Zu
— OSINTdefender (@sentdefender) September 20, 2026
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Terrorismo
Alleanza di gruppi armati vuole rovesciare il premier dell’Etiopia
Sette gruppi armati etiopi, tra cui ex avversari sul campo, hanno dato vita a un’alleanza per rovesciare il governo del primo ministro Abiy Ahmed e insediare un’amministrazione di transizione.
L’Alleanza delle Forze Popolari Etiopi per la Sopravvivenza, presentata domenica, comprende il Fronte di Liberazione del Popolo del Tigrè (TPLF), il Movimento Nazionale Amhara Fano e l’Esercito di Liberazione Oromo, insieme a quattro formazioni minori.
In una dichiarazione congiunta i gruppi hanno accusato il Partito della Prosperità di Abiy di aver imposto un regime «dittatoriale» e di spingere il Paese dell’Africa orientale verso la disintegrazione. «Noi, le forze popolari che si preoccupano della sopravvivenza del popolo etiope, abbiamo la responsabilità storica di rovesciare questo regime», hanno dichiarato, promettendo un governo di transizione inclusivo incaricato di porre fine a «tutte le guerre» e di organizzare un dialogo nazionale e costituzionale.
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L’alleanza ha invitato le truppe governative e i loro comandanti «a unirsi e a diventare partner nella lotta per salvare il Paese». Ha inoltre chiesto il sostegno delle organizzazioni civiche e della comunità internazionale.
La portavoce di Abiy, Billene Seyoum, ha detto lunedì ll’agenziaa Reuters che i gruppi collaborano da tempo con il sostegno finanziario della vicina Eritrea. Asmara ha più volte smentito le accuse di aiuto a quelle formazioni.
Il governo etiope sostiene che il suo dialogo nazionale serve ad affrontare le divisioni politiche e i conflitti interni.
L’Etiopia ha faticato a trovare una stabilità duratura da quando l’accordo di pace del novembre 2022 ha chiuso la guerra del Tigrè, durata due anni e costata centinaia di migliaia di morti. Fano ha combattuto accanto alle truppe federali contro le forze del Tigrè prima di voltarsi contro il governo nel 2023. L’Esercito di Liberazione Oromo lotta contro le forze federali dal 2018. I nuovi scontri e i presunti attacchi con droni nel Tigrè hanno indebolito ulteriormente l’accordo di pace.
I membri dell’alleanza si sono impegnati a risolvere le loro divergenze «pacificamente». I gruppi Amhara e Tigrè rivendicano in modo opposto il Tigrè occidentale, passato al Tigrè dopo la ridefinizione dei confini regionali all’inizio degli anni Novanta. I nazionalisti Amhara contestano quella ripartizione e le loro forze hanno preso il controllo dell’area durante la guerra del Tigrè.
Lunedì le Nazioni Unite si sono dette «profondamente preoccupate» per il peggioramento della sicurezza in Etiopia, compresa la nascita della nuova coalizione armata e le notizie di insicurezza persistente e attacchi con droni. Il portavoce dell’ONU Stephane Dujarric ha invitato tutte le parti a evitare azioni o parole che possano inasprire ulteriormente le tensioni e a tornare al dialogo, affermando che «l’azione militare non risolverà le divergenze politiche né affronterà le rimostranze di fondo».
Come riportato da Renovatio 21, un anno fa un’operazione delle forze etiopi avevano arrestato diecine di presunti miliziani ISIS.
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Come riportato da Renovatio 21, il caos dilagato in Etiopia potrebbe aver avuto determinati padrini geopolitici stranieri e soggetti internazionali che vi hanno lucrato non poco: tutto va considerato nell’ottica dell’enantiodromia su suolo africano tra il vecchio potere USA e quello rampante della Repubblica Popolare Cinese, più interessata che mai a continuare il recente dominio stabilito sul Continente Nero.
Il contrasto tra il TPLF e lo Stato etiope aveva portato anche a speciose accuse contro l’attuale direttore dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus, già ministro della Salute etiope ed ex dirigente del TPLF, che il capo di Stato maggiore generale Berhanu è arrivato ad accusare addirittura di traffico d’armi.
L’Etiopia è altresì interessata da un conflitto strisciante con il vicino Egitto a causa di una diga che Addis Abbeba vuole porre sul Nilo. Secondo alcuni analisti, tale frizione potrebbe sfociare in una vera e propria guerra, la prima che può chiamarsi apertamente come guerra per l’acqua.
Come riportato da Renovatio 21, la guerra civile ha avuto come effetto collaterale la quasi cancellazione del cristianesimo dal Tigrè.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Terrorismo
Israele cancella la fedina penale del soldato che sparò a un palestinese ferito
Israeli president wipes Elor Azaria’s criminal record, filmed executing wounded Palestinian Abdel Fattah al-Sharif as he lay on the ground pic.twitter.com/k7ojopaXde
— Sarah Wilkinson (@swilkinsonbc) September 20, 2026
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