Militaria
Gli Stati Uniti schierano missili a medio raggio in Asia
Gli Stati Uniti non stanno solo aumentando le tensioni contro la Russia, ma ora sempre più anche con la Cina.
Un articolo del 5 settembre sulla testata giapponese Nikkei Asia ha rivelato che gli Stati Uniti hanno schierato missili a medio raggio nelle Filippine come parte di un soggiorno prolungato a seguito di un’esercitazione militare all’inizio di quest’anno, e stanno ora pianificando di schierarli in Giappone per sei mesi o più. anche.
Secondo Nikkei, lo schieramento nelle Filippine «è la prima volta che elementi della “task force multi-dominio”, la nuova unità dell’esercito americano che utilizza armi di precisione a lungo raggio, vengono schierati nell’Indo-Pacifico».
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Il sistema in questione è il lanciamissili Typhon e può lanciare missili da crociera Tomahawk (portata di oltre 1.600 km) e l’intercettore multiuso Standard Missile-6 (portata di 370 km).
I Tomahawk rientrano nella categoria dei missili a medio raggio, precedentemente vietati dal Trattato INF (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty) fino al ritiro degli Stati Uniti nel 2019.
All’inizio di aprile, il lanciatore è stato schierato a Luzon, nelle Filippine, per prendere parte all’esercitazione Salaknib 24, e si è concordato che rimarrebbe nelle Filippine per un massimo di sei mesi.
Ora, secondo Nikkei, gli Stati Uniti hanno chiesto al Giappone di consentire lo stazionamento di queste navi per un breve periodo, fino a sei mesi, ancora una volta. Ancora più sorprendente, gli Stati Uniti hanno proposto di collocarli nelle isole sud-occidentali del Giappone, che distano solo un paio di centinaia di miglia da Taiwan, e metterebbero gran parte della costa orientale della Cina nel loro raggio d’azione.
Il segretario dell’Esercito Christine Wormuth ha dichiarato in una conferenza stampa sulla difesa in Virginia il 4 settembre che gli Stati Uniti sono «molto interessati» a schierare il sistema Typhon in Giappone e che «abbiamo chiarito il nostro interesse con i giapponesi».
«Il nostro obiettivo… nell’esercito è stato quello di cercare davvero di avere la massima capacità di combattimento credibile» nell’Indo-Pacifico, per «sei mesi all’anno o più. Dimostrare questo tipo di capacità di combattimento rafforza la deterrenza nella regione. Penso che abbia attirato l’attenzione della Cina. … È una capacità impressionante», ha affermato Wormuth.
Si tratta di uno sviluppo agghiacciante per la Cina. E se il dispiegamento durato mesi nelle Filippine non fosse già abbastanza grave, la decisione di recarsi successivamente in Giappone indica che è probabile che diventi un dispiegamento permanente. Secondo un articolo del 3 agosto su Nikkei Asia, la decisione di posizionare l’hardware nelle Filippine «ha causato disagio a Pechino».
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Un anonimo funzionario della difesa cinese, riferendosi alla narrativa statunitense secondo cui cercano di stabilizzare le proprie relazioni con la Cina, ha detto: «è come portare un pugnale a un pranzo in cui dovresti parlare di migliorare le relazioni».
Liu Pengyu, portavoce dell’ambasciata cinese a Washington, ha detto al Nikkei: «la Cina si oppone fermamente allo schieramento di missili balistici a medio raggio da parte degli Stati Uniti nell’Asia-Pacifico per cercare un vantaggio militare unilaterale» e ha esortato le Filippine a «ritirare rapidamente il sistema missilistico come pubblicamente promesso».
Permettendo agli Stati Uniti di schierare il sistema missilistico sul suolo filippino, «le Filippine stanno consentendo a un Paese esterno alla regione di alimentare tensioni e antagonismo in questa regione, e incitare il confronto geopolitico e la corsa agli armamenti», ha aggiunto.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Militaria
Gli americani colpiscono tre petroliere iraniane
Thanks to the precision and professionalism of American service members, the M/T Kylo sank in the Gulf of Oman today and joined Iran’s navy at the bottom of the sea. pic.twitter.com/OwSDMl8SSQ
— U.S. Central Command (@CENTCOM) September 6, 2026
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Iran targets 3 oil tankers on an unauthorized route in the Strait of Hormuz and 3 US-affiliated vessels in response to the US attack on Iranian oil tankers.
Follow Press TV on Telegram: https://t.co/GHI09iA8ru pic.twitter.com/t3hjJ0pFEj — Press TV 🔻 (@PressTV) September 5, 2026
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🚨 ALERT: President Trump makes a post about Iran’s “Kharg Island being blown to smithereens!!!”
But the video is AI slop. So I have no idea what to do with this information. But as of yet, I have no reason to believe Kharg is actually under fire. pic.twitter.com/bkPXx2omag — Nick Sortor (@nicksortor) August 31, 2026
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Intelligenza Artificiale
L’ex ministro della difesa ucraina lancia un’azienda finanziata da Palantir
L’ex ministro della Difesa ucraino Mikhaylo Fedorov ha annunciato il lancio di una nuova società di tecnologia militare, di cui Alex Karp, CEO di Palantir, sarà il principale investitore.
Da quando il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj lo ha rimosso dall’incarico a metà luglio, in seguito a presunte tensioni con l’allora comandante in capo Aleksandr Syrsky, il Fedorov è rimasto molto attivo nel mondo degli affari e della politica. L’ex ministro ha inoltre assunto un atteggiamento sempre più critico nei confronti dello Zelensk’yj (del quale aveva curato le campagne web), sostenendo di essere stato rimosso a causa della sua lotta alla corruzione e chiedendo elezioni, ripetutamente rinviate durante il periodo di legge marziale.
La scorsa settimana, Fedorov è emerso inaspettatamente come consigliere per le «innovazioni in materia di difesa» del ministro della Difesa italiano Guido Crosetto, affermando che il suo ruolo consisterà nell’aiutare Roma a «sviluppare tecnologie belliche moderne» e a «migliorare il settore della difesa».
Questa settimana, Fedorov ha annunciato la creazione di «una nostra società di tecnologia per la difesa» con l’amministratore delegato di Palantir, la famigerata azienda statunitense di data mining e tecnologia militare che fornisce soluzioni di Intelligenza Artificiale all’esercito ucraino, destinato a diventare il suo principale investitore. Fedorov ha condiviso un video del suo incontro con Karp, in cui il magnate della tecnologia elogia l’ex ministro.
🇺🇦🇺🇸‼️🚨 Former defense minister of Ukraine is now a startup founder with Palantir CEO as the first investor.
Mykhailo Fedorov now starts a defense company with Palantir CEO Alex Karp as a first major investor.
Karp and Fedorov work closely together for a while and this is just… https://t.co/SJrxV9q3UM pic.twitter.com/GVle6VHZVJ
— Lord Bebo (@MyLordBebo) September 1, 2026
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«Abbiamo lavorato insieme per cinque anni. Sono rimasto profondamente colpito da ciò che tu e gli ucraini avete realizzato e sono estremamente lieto di aver potuto dare il nostro contributo. Tu e i tuoi colleghi state lanciando un’azienda che, a mio avviso, sarà un punto di riferimento a livello mondiale, mettendo a disposizione dei paesi alleati la vostra conoscenza e la vostra competenza nell’arte della guerra», ha detto il Karp al Fedorov.
I legami tra il Fedorov e il Karp risalgono a ben prima dei sei mesi in cui l’ex ministro ha ricoperto la carica di ministro della Difesa. Prima di assumere tale incarico a metà febbraio, il Fedorov ha supervisionato la trasformazione digitale dell’Ucraina in diverse posizioni. Subito dopo la sua rimozione dall’incarico, il Fedorov ha affermato di aver ricevuto un’offerta di lavoro dal Karp.
Come riportato da Renovatio 21, il ministro Fedorov fu a capo del lancio del sistema di identificazione digitale ucraino, con l’app Diia, lanciata a Kiev pochi giorni prima del conflitto, con il nome di Diia, che consentiva di interfaccia tra il cittadino e lo Stato e di fungere da «portafogli elettronici», nel quale lo Stato versava 40 dollari ad avvenuta vaccinazione COVID.
Parimenti, da ministro del digitale il Fedorov aveva promesso che il governo ucraino e le aziende dette «Big Tech» sarebbero divenuti «strettamente interconnessi», e che ciò trasformerà il Paese in «un Israele europeo», invocando la fiducia nell’archiviazione dei dati sui server delle aziende Big Tech, come Amazon e Microsoft, i quali a suo dire «non possono essere distrutti dai missili».
Fedorov era quindi entrato nel governo nel 2019 con il background della trasformazione digitale e si era legato strettamente alla guerra con i droni di Kiev e alla rapida integrazione di tecnologie civili nelle operazioni militari. Dopo aver assunto la guida del ministero della Difesa a gennaio, aveva intensificato i rapporti dell’Ucraina con Palantir, azienda statunitense controversa attiva nel data mining e nelle tecnologie militari.
Durante un incontro tenutosi a maggio con l’amministratore delegato di Palantir, Alex Karp, Fedorov aveva discusso dell’ampliamento della cooperazione in ambito di Intelligenza Artificiale, analisi dei dati sul campo di battaglia e pianificazione militare. Il ministero della Difesa ucraino aveva dichiarato che la partnership puntava ad aiutare Kiev a identificare bersagli aerei, prevedere attacchi e, in ultima analisi, «trasferire la guerra sul territorio russo».
Palantir era stata coinvolta anche nella creazione della Brave1 Dataroom, che consente agli sviluppatori ucraini di accedere a informazioni reali dal campo di battaglia per addestrare modelli di IA. Kiev aveva sostenuto che la tecnologia dell’azienda era già integrata nell’elaborazione dell’Intelligence e nella pianificazione di attacchi a lungo raggio. Karp aveva in precedenza affermato che il software di Palantir era responsabile della «maggior parte degli obiettivi» individuati dall’Ucraina.
Commentatori russi notano che sebbene i media occidentali e ucraini abbiano ampiamente dipinto Fedorov come un visionario militare incentrato sulla guerra con i droni, l’aumento degli attacchi a lungo raggio contro la Russia durante il suo mandato si è basato principalmente sull’espansione della produzione di droni in Europa occidentale, ottenuta grazie ai suoi predecessori.
I critici fanno notare che ripetute promesse del Fedorov di riformare il caotico sistema di mobilitazione ucraina non si sono concretizzate, e la pratica di prelevare uomini a caso per strada e arruolarli forzatamente nell’esercito è probabilmente diventata ancora più violenta sotto la sua guida.
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Come riportato da Renovatio 21, aveva destato scalpore l’uscita di un vero e proprio manifesto di Palantir in 22 punti che riassume i temi del libro di Karp La repubblica tecnologica. Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente (2025). Il testo sosteniene che la Silicon Valley ha l’obbligo di partecipare alla difesa nazionale, che il «potere militare» si baserà sul software e che le armi basate sull’Intelligenza Artificiale sono inevitabili.
I critici lo hanno definito un progetto per il «tecnofascismo». In molti sostengono che la spinta data dal governo Trump, il cui vicepresidente JD Vance ha lavorato per il fondatore di Palantir Peter Thiel, sia quella di portare verso una società di sorveglianza totale – perfino con algoritmi di predizione dei crimini – alimentata dai software di Palantir.
Renovatio 21 ha pubblicato un sunto del contenuto del libro-manifesto.
A luglio il governo spagnolo ha ordinato alle aziende statali di interrompere i rapporti con l’azienda statunitense di difesa Palantir.
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Immagine screenshot da Twitter
Economia
La Corea del Sud valuta un dispiegamento militare nello Stretto di Ormuzzo
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