Geopolitica
Putin: gli Stati Uniti non sono una democrazia
Gli Stati Uniti sono diventati uno zimbello globale criticando i processi democratici in altre nazioni e sopprimendo un candidato presidenziale nelle proprie elezioni, ha affermato il leader russo Vladimir Putin. Lo riporta Russia Today.
Parlando ai giornalisti a Mosca lunedì mattina presto, poco dopo che i risultati preliminari indicavano che sarebbe stato rieletto con l’87% dei voti alle elezioni presidenziali russe, Putin ha affermato che «il mondo intero sta ridendo di ciò che sta accadendo» negli Stati Uniti.
«Ci stiamo comportando con più moderazione rispetto ai loro avversari in altri Paesi, ma questa è solo una catastrofe, non una democrazia – ecco di cosa si tratta», ha aggiunto il leader russo.
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Putin ha affermato che l’attuale amministrazione statunitense sta utilizzando tutte le sue risorse per attaccare un candidato alle elezioni presidenziali di quest’anno, riferendosi apparentemente a Donald Trump. L’ex leader americano sta affrontando una serie di cause legali nonostante sia il presunto candidato repubblicano per il voto di novembre.
Durante la conferenza, il corrispondente della NBC Keir Simmons ha messo in dubbio la legittimità delle elezioni russe, citando diversi punti di contesa tra Washington e Mosca.
Putin ha affermato che gli Stati Uniti hanno i loro problemi, considerando che uno dei principali candidati presidenziali, che non ha identificato, è attaccato dai tribunali – cosa che ha descritto come «l’applicazione delle risorse amministrative attraverso il sistema giudiziario». Ha definito la situazione «ridicola» e «una vergogna mondiale» per l’America.
In un’intervista pre-elettorale all’inizio di questa settimana, Putin ha insistito sul fatto che la Russia non si intromette nelle elezioni straniere e che collaborerà con qualsiasi presidente americano eletto.
«Penso che sia ovvio a tutti che il sistema politico americano non può pretendere di essere democratico in alcun senso della parola», ha detto in un’intervista al giornalista Dmitrij Kiselev. Putin ha rifiutato di commentare ulteriormente l’attuale campagna presidenziale negli Stati Uniti, ma ha descritto l’atmosfera come «sempre più incivile».
Le critiche occidentali al sistema politico russo e alle sue elezioni in quanto apparentemente antidemocratiche sono ipocrite e irrilevanti per la nazione, ha dichiarato ancora ai media Putin dopo essersi assicurato un nuovo mandato.
Il leader russo ha invitato i cittadini che hanno votato per lui a non prestare ascolto alle dichiarazioni degli Stati Uniti e dei loro alleati dopo la sua vittoria. Parlando durante una conferenza stampa durante la notte, dopo che la sua vittoria è stata confermata domenica sera, ha affermato che la reazione negativa che ha bollato le elezioni come né libere né giuste era «prevedibile».
«Cosa vi aspettavate? Che si alzassero in piedi in un applauso o qualcosa del genere? Stanno combattendo contro di noi, anche con le armi», ha detto.
Secondo Putin, gli attacchi verbali in realtà non sono diretti a lui personalmente, ma alle «forze che stanno dietro di me, che cercano di rafforzare la Russia, di migliorare la sua sovranità, difesa e indipendenza economica». Nel frattempo, ha affermato, i critici stranieri cercano di contenere la nazione.
«Ho tutte le ragioni per credere che in alcune nazioni occidentali, compresi gli Stati Uniti, non si possa vedere alcuna democrazia, almeno per quanto riguarda la campagna elettorale», ha affermato Putin.
Dichiarazioni con termini simili che denigrano le elezioni russe sono arrivate da diversi paesi occidentali. Ad esempio, il ministro degli Esteri lettone Gabrielius Landsbergis ha affermato in una dichiarazione che il suo governo non considera tale «procedura falsificata e simulata come un’elezione», ma piuttosto «una tragica farsa».
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Il Cremlino ha respinto le accuse provenienti da alcuni Stati occidentali. «Se parliamo dell’illegittimità delle elezioni nel nostro Paese, allora dovremmo probabilmente parlare dell’illegittimità di quell’87% dei voti della popolazione… che sono stati espressi per il presidente Putin. Questo è assurdo», ha detto il portavoce Demetrio Peskov in una conferenza stampa.
I capi di stato di Cina e India, nonché numerosi leader dell’Asia centrale, dei Caraibi, dell’America Latina e di altre parti del mondo si sono già congratulati con Putin per la sua vittoria schiacciante, secondo il Cremlino e le loro dichiarazioni pubbliche.
Il Ministero degli Esteri tedesco ha definito le elezioni presidenziali russe «né libere né giuste», aggiungendo che il loro «risultato non sorprende nessuno», un’affermazione ripresa domenica dalla Casa Bianca. Nel frattempo, il segretario alla Difesa britannico Grant Shapps ha accusato il presidente Vladimir Putin – che ha vinto con una valanga di voti – di «aver rubato un’altra elezioni», ma ha promesso che il leader russo «non ruberà l’Ucraina».
Scrivendo domenica su Telegram, il portavoce degli Esteri russo Maria Zakharova ha respinto le accuse occidentali, suggerendo che gli stati occidentali e Berlino in particolare semplicemente non potevano tollerare la dimostrazione dell’unità russa.
La Zakharova ha anche ricordato che Angela Merkel è stata eletta cancelliere per quattro volte consecutive, mentre l’ex cancelliere Helmut Kohl è rimasto al potere per 16 anni.
«Gli stessi tedeschi si chiedevano se tale personalismo autoritario fosse in linea con la concezione tedesca della democrazia», ha scritto Zakharova.
La portavoce ha osservato che l’unica cosa su cui può essere d’accordo con Berlino riguardo alle elezioni in Russia è che non c’è «niente di sorprendente» nei loro risultati.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
Rubio: l’adesione dell’Ucraina alla NATO «non è sul tavolo». Poi attacca globalismo e frontiere aperte
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Geopolitica
I generali della NATO riuniti a Kiev
I rappresentanti militari di tutti i 32 membri della NATO si sono riuniti a Kiev. L’Ucraina cerca da anni di entrare nel blocco, ma finora è stata respinta.
La visita del cosiddetto Comitato militare arriva un giorno dopo che il segretario di Stato americano Marco Rubio ha detto che una possibile adesione dell’Ucraina alla NATO — una delle questioni centrali del conflitto — «non è sul tavolo in questo momento».
Kiev ha fatto dell’adesione una priorità di politica estera dopo il colpo di stato di Maidan del 2014, appoggiato dall’Occidente, e ha poi iscritto l’obiettivo nella costituzione. Nel settembre 2022 Volodymyr Zelens’kyj ha chiesto un’«adesione accelerata». Ancora a luglio sosteneva che l’ingresso dell’Ucraina sarebbe stato «del tutto naturale».
Ufficialmente la NATO continua a descrivere l’Ucraina come impegnata in un «percorso irreversibile» verso l’adesione. Ad agosto, però, l’ex comandante in capo ucraino Valery Zaluzhny, oggi ambasciatore di Kiev nin Gran Bretagna, ha detto di non vedere prospettive realistiche che ciò accada.
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In un videomessaggio di mercoledì l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della NATO, ha annunciato l’arrivo a Kiev insieme ai rappresentanti militari di tutti i 32 Stati membri. È la prima visita del Comitato in Ucraina in otto anni. «Siamo qui al completo con un messaggio chiaro: il legame tra la NATO e l’Ucraina si rafforza sempre di più», ha dichiarato.
Secondo un funzionario della NATO, la delegazione ha discusso con i vertici militari ucraini le priorità dell’organizzazione e le lezioni del conflitto utili a rafforzare la preparazione del blocco di fronte alle «le minacce attuali e future».
Pur non essendo membro, l’Ucraina ha costruito legami militari ampi con la NATO, che dal 2022 le ha fornito armamenti sempre più sofisticati. Mosca accusa il blocco, e in particolare gli Stati europei, di prolungare inutilmente il conflitto e di condurre una guerra per procura contro la Russia, fino all’«l’ultimo ucraino».
Diversi membri influenti, tra cui Stati Uniti e Germania, hanno più volte detto di essere contrari all’ingresso di Kiev. A inizio luglio, parlando all’Handelsblatt, il segretario generale Mark Rutte ha ammesso che «attualmente non c’è un sostegno unanime» all’adesione ucraina.
Donald Trump e altri alti funzionari americani (e pure qualche Paese europeo come la Finlandia)hanno escluso l’ingresso nella NATO come parte di un possibile accordo di pace con la Russia. Prima dell’incontro alla Casa Bianca con Zelens’kyj del febbraio 2025, degenerato in un acceso scambio di insulti, Trump disse ai giornalisti: «NATO? Potete scordarvela».
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Immagine di NATO North Atlantic Threaty via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic
Geopolitica
Lavrov: gli Stati Uniti hanno ceduto alle pressioni dell’UE sull’Ucraina
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