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Essere genitori

Il film di Natale Disney ha una coppia di genitori omosessuali e dialoghi osceni tra bambini

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La Disney sembrerebbe proseguire la promozione dell’agenda omotransessualista anche con il nuovo film di Natale, già presente nel suo servizio di streaming – una pellicola rivolta ovviamente ai bambini.

 

I terribili nove (The Naughty Nine) è uscito il 22 novembre su Disney Channel e segue la storia di nove bambini che, dopo essersi ritrovati nella lista dei cattivi di Babbo Natale durante una vacanza, partono alla volta del Polo Nord per riprendersi i regali che non hanno ricevuto la mattina di Natale. Il film si ispira al classico pluridecennale Ocean’s Eleven, il cui remake del 2001 è stato molto popolare con un cast stellare che interpretava un gruppo di truffatori che usano le rispettive abilità per eseguire un’intricata rapina in diversi casinò di Las Vegas.

 

I terribili nove, tuttavia, espande la trama per includere riferimenti all’omosessualità sia tra uomini adulti che tra ragazzi minorenni» scrive LifeSite. che cita una recensione della redattrice di The Federalist Eleanor Bartow, la quale racconta come la protagonista femminile faccia parte di una famiglia con cinque figli cresciuti da due «papà», senza una figura materna. Ciò viene insinuato per la prima volta dopo poco più di 10 minuti dall’inizio del film, quando la famiglia apre i regali la mattina di Natale.

 

 

Poco dopo, un ragazzo di nome Jon vende vestiti da lui disegnati e si riferisce a un altro maschio come una «bellezza» (in originale, «hootie»). Successivamente, lo stesso personaggio descrive il protagonista maschile principale come «carino». Anche se l’età di Jon non è chiara, la Bartow ha sottolineato che «sta usando un linguaggio sessualmente carico con un bambino di quinta elementare», aggiungendo che «conosce i veri bambini di quinta elementare che credono ancora in Babbo Natale», sottolineando la bellezza di quella «innocenza» e l’errore dei «registi che vogliono prenderla e sessualizzarli». 

 

Babbo Natale, per la cronaca, è interpretato da Danny Glover, il noto attore afroamericano: sì, a dispetto della canuta barba e dell’origine polare, Santa Claus è nero.

 

 

Il film è stato pubblicato per la prima volta sul canale americano Disney Channel ma poteva essere visto anche sulla piattaforma Disney Plus a partire dal 23 novembre, la festa del Giorno del Ringraziamento USA.

 

«Il film di Natale pro-LGBT è ben lungi dall’essere il primo tentativo della compagnia in tal senso», sostiene LSN. «La Disney ha iniziato a cedere alle agende di sinistra quasi dieci anni fa, con l’uscita di Lightyear nel 2022 – un film che aveva aperto nuove strade nella promozione dell’omosessualità introducendo un bacio omosessuale – prima del forte crollo delle azioni della società».

 

Lightyear, che era servita come storia di origine per il personaggio Buzz Lightyear nella popolarissima serie Disney Toy Story, è stata la prima di molte trame familiari che hanno introdotto contenuti LGBT espliciti. Nei mesi successivi alla sua uscita, la Disney ha aggiunto temi woke come le coppie dello stesso sesso e le cosiddette identità «queer» anche nei prodotti con i supereroi Marvel, che sono ora di proprietà dell’azienda di Topolino.

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Secondo quanto riportato, la società si sarebbe avventurata in un territorio recentemente preoccupante producendo una serie TV chiamata Little Demon, che ha suscitato polemiche per la «normalizzazione del paganesimo» e il sostegno a Satana e all’Anticristo.

 

Nel febbraio 2023, la Disney è stata sanzionata per non aver aderito alle linee guida del governatore repubblicano della Florida Ron DeSantis che proteggono i bambini dall’ideologia di genere radicale. Nonostante le continue reazioni negative, la perdita di profitti e le critiche da parte degli organi governativi, la Disney ha mantenuto la sua rotta in linea con la cultura altamente sessualizzata, comprese la recente serie su un’adolescente messa incinta dopo una notte di sesso con Satana e un remake del classico Biancaneve con un’enfasi sul femminismo e i sette nani in formato multirazziale.

 

Come riportato da Renovatio 21, il film natalizio della Disney dell’anno scorso conteneva una sequenza che mostrava un gruppo di bambini che tengono in mano cartelli che recitano «WE LOVE YOU SATAN», cioè «TI AMO SATANA». Si tratta di un equivoco che dovrebbe far ridere: «Satan» è l’anagramma di «Santa», cioè Santa Claus, Babbo Natale, quindi nella pellicola i bambini si sono sbagliati, del resto basta invertire due lettere.

 

 

La trovata, bisogna ammettere, non è divertente per niente – specie in questo contesto.

 

L’anno passato la cancel culture della Disney in mano agli zeloti del gender e del politicamente corretto si era abbattuta sull’attrice e lottatrice Gina Carano, licenziata per le sue opinioni personali non allineate.

 

Come riportato da Renovatio 21, a Disneyworld il Pentagono ha premiato, per mano del comico ebreo Jon Stewart con a fianco un signore vestito da Topolino, un veterano del Battaglione Azov divenuto atleta militare paralimpico.

 

Disneyland in California, invece, è divenuta sito di vaccinazione di massa. Tuttavia, cose divertenti vi avvengono ancora: per esempio l’eccezionale rissa della scorsa estate. Un ennesimo scazzottamento tra visitatori del celebre parco a tema scatenosi implacabile sei mesi fa.

 

Come riportato da Renovatio 21, la Disney ha anche prodotto un documentario sul papa e i giovani, al quale Bergoglio si è prestato entusiasticamente. E non poteva essere altrimenti. Il taglio dell’opera potete immaginarlo.

 

Dal papa a Babbo Natale – versione Satan Claus – il passo, per i programmi a cui vorremmo affidassimo i nostri figli, è brevissimo.

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Alimentazione

Microplastiche, i neonati possono ingerire sostanze chimiche nocive attraverso il latte artificiale e i biberon di plastica

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.   Una revisione di 27 studi pubblicata il mese scorso sulla rivista Environmental Science and Pollution suggerisce che i neonati potrebbero ingerire milioni di microplastiche e tracce di sostanze chimiche nocive attraverso il latte artificiale, i biberon di plastica, altri prodotti per l’alimentazione e gli imballaggi. «Il ritrovamento di particelle di plastica nel latte artificiale e nei biberon, ancor prima del loro primo utilizzo, solleva interrogativi etici sulla sicurezza dei prodotti destinati a questa fascia di età», hanno affermato gli autori della revisione.   Secondo una revisione scientifica, i neonati potrebbero ingerire milioni di microplastiche e tracce di sostanze chimiche nocive attraverso il latte artificiale, i biberon di plastica e altri prodotti per l’alimentazione.   La revisione, pubblicata a settembre sulla rivista Environmental Science and Pollution Research, ha esaminato 27 studi su questi prodotti pubblicati nell’ultimo decennio.   I campioni mostrano tracce di minuscole particelle di plastica e sostanze chimiche interferenti endocrine, tra cui ftalati, bisfenoli, sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche ( PFAS o «sostanze chimiche eterne»), ritardanti di fiamma organofosforici e i loro sottoprodotti.   Nel complesso, i risultati mettono in luce un problema emergente con implicazioni «profonde» per la salute pubblica, hanno affermato gli autori.   «Questa revisione mette in luce l’esposizione quotidiana, inosservata e scarsamente regolamentata a diversi agenti chimici che si verifica oggi», hanno scritto.   «Il ritrovamento di particelle di plastica nel latte artificiale e nei biberon, ancor prima del loro primo utilizzo, solleva interrogativi etici sulla sicurezza dei prodotti destinati a questa fascia di popolazione».   Le quantità possono essere minime in termini di peso, ma queste esposizioni possono causare danni alla salute a lungo termine. Il consumo frequente di latte artificiale, soprattutto laddove l’allattamento al seno è limitato, accresce le preoccupazioni in merito all’esposizione.   Le microplastiche (MP, ovvero particelle di dimensioni inferiori a 5 millimetri) possono produrre molecole altamente reattive contenenti ossigeno, in grado di danneggiare le cellule. Studi dimostrano inoltre che le microplastiche possono danneggiare la mucosa intestinale o la flora batterica intestinale.   Nel frattempo, secondo gli autori, le sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino possono interferire con la segnalazione ormonale e la regolazione energetica dell’organismo.   Sostanze chimiche come ftalati, bisfenolo A (BPA) e PFAS sono state collegate a esiti avversi della gravidanza, asma, malattie cardiovascolari, declino cognitivo, obesità e problemi di salute riproduttiva.   Recenti evidenze, ad esempio, suggeriscono che l’esposizione precoce ai PFAS può colpire bambini e adulti e che alcuni effetti avversi possono essere trasmessi alla generazione successiva.

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Come i neonati possono essere esposti a sostanze contaminanti

I neonati corrono rischi specifici a causa dell’esposizione a questi composti, poiché il loro organismo è ancora in fase di sviluppo e non è in grado di elaborare ed eliminare la maggior parte dei contaminanti con la stessa efficacia degli adulti. Inoltre, il loro sistema nervoso e ormonale sono più sensibili alle alterazioni del metabolismo e della regolazione ormonale.   La revisione descrive due principali vie di esposizione: le particelle di plastica rilasciate da bottiglie di plastica, utensili per l’alimentazione o imballaggi, e le sostanze chimiche che migrano dai materiali a contatto con gli alimenti nelle formule commerciali.   Uno studio ha stimato che i biberon in polipropilene possono rilasciare da 1,3 milioni a 16,2 milioni di particelle di microplastica per litro durante la preparazione convenzionale del latte artificiale. Un biberon da 4 once potrebbe contenerne quasi 2 milioni, secondo la revisione.   La revisione ha inoltre rilevato particelle di plastica in formule in polvere disponibili in commercio e sostanze chimiche nelle confezioni delle formule e negli alimenti solidi o semisolidi. Tra le sostanze segnalate figurano ftalati come il di(2-etilhexil) ftalato, BPA e ritardanti di fiamma organofosforici e i loro sottoprodotti.   L’esposizione può iniziare prima della nascita. La revisione ha individuato studi che hanno rilevato particelle di plastica o sostanze correlate nella placenta, nel latte materno e in altri campioni biologici, suggerendo che i neonati potrebbero entrare in contatto con contaminanti anche al di fuori del latte artificiale e del biberon. Il latte materno rimane l’alimento raccomandato per i neonati.   Un altro studio, pubblicato a ottobre, accresce le preoccupazioni relative alla possibile contaminazione da microplastiche dell’acqua potabile destinata a neonati e bambini piccoli.   I ricercatori hanno rilevato ripetutamente particelle di polipropilene di dimensioni comprese tra 20 e 50 micrometri nell’acqua proveniente da bicchieri di plastica con cannuccia, progettati per i bambini piccoli.   Hanno stimato che i bambini di età compresa tra 3 e 6 anni potrebbero ingerire 1,2 nanogrammi di polipropilene per chilogrammo di peso corporeo al giorno bevendo 100 sorsi da una bottiglia riutilizzabile in polipropilene. L’uso prolungato, la suzione e il mordere la cannuccia possono contribuire al rilascio di particelle.

Le sostanze chimiche contenute nella plastica possono danneggiare la salute intestinale e il sistema immunitario dei neonati.

Alcuni studi citati nella revisione di settembre hanno riportato associazioni tra l’esposizione a sostanze chimiche legate alla plastica e cambiamenti nell’organismo che possono influire sulla salute o sullo sviluppo del neonato.   Uno studio, ad esempio, ha rilevato una minore diversità batterica intestinale. Questi batteri contribuiscono ad allenare il sistema immunitario, proteggono dai microbi dannosi e favoriscono la digestione.   Un altro studio ha collegato l’uso di biberon di plastica a cambiamenti nei livelli di vitamine e minerali intestinali e di acidi grassi a catena corta. Questi composti contribuiscono a mantenere la salute dell’intestino, a sostenere il sistema immunitario e a regolare l’infiammazione.   Anche gli esperimenti sugli animali hanno riportato possibili effetti a lungo termine. In uno studio, i ricercatori hanno riscontrato alterazioni nei livelli ormonali e disfunzioni ovariche. Hanno inoltre segnalato effetti riproduttivi su diverse generazioni di cuccioli di topo esposti alle microplastiche.   Altri studi sugli animali hanno suggerito che le microplastiche potrebbero interferire con la digestione e l’assorbimento delle proteine ​​essenziali del latte. Queste proteine ​​contribuiscono a fornire i nutrienti necessari per la crescita e lo sviluppo.   «I risultati ottenuti dai modelli animali rafforzano la plausibilità biologica di potenziali effetti a lungo termine sulla salute; tuttavia, la loro applicabilità alle popolazioni umane rimane incerta», hanno scritto gli autori.

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Richieste di un migliore monitoraggio e di una maggiore regolamentazione dei prodotti per l’alimentazione infantile

La revisione presenta importanti limitazioni. I ricercatori hanno affermato di non aver valutato la qualità dei 27 studi. Le differenze nei metodi di analisi e nelle dimensioni dei campioni hanno reso difficile il confronto dei risultati. La maggior parte delle prove proveniva da studi osservazionali, esperimenti di laboratorio o studi su animali.   Resta ancora da stabilire in che quantità i neonati assorbano questi contaminanti, come reagisca il loro organismo e se l’esposizione abbia effetti duraturi sulla salute, avvertono gli autori. Il ritrovamento di contaminanti nei prodotti per l’infanzia non dimostra che questi causino malattie.   Inoltre, non esistono limiti internazionalmente riconosciuti per le microplastiche negli alimenti e le normative relative agli additivi chimici variano da regione a regione.   All’inizio di quest’anno, la Food and Drug Administration statunitense ha dichiarato che il latte artificiale per neonati rimane sicuro, dopo aver pubblicato i risultati del più grande test mai effettuato sul latte artificiale per la ricerca di contaminanti, tra cui metalli pesanti, pesticidi, ftalati e PFAS. I test non hanno incluso le microplastiche.   Gli autori raccomandano:  
  • Migliore monitoraggio delle microplastiche e delle sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino nel latte artificiale, negli imballaggi e nei prodotti per l’alimentazione dei neonati.
  • Metodi di test coerenti.
  • Maggiori ricerche sull’esposizione nella prima infanzia.
  • Imballaggi più sicuri.
  • Limiti più severi per le sostanze chimiche che passano dagli imballaggi agli alimenti.
  Proteggere la popolazione in via di sviluppo significa prevedere e controllare i fattori che potrebbero minacciare la salute», hanno scritto gli autori.   «Sebbene disponiamo solo di prove parziali, queste sono sufficienti a giustificare le reazioni degli enti regolatori, sanitari e di ricerca, rendendo necessaria l’istituzione di un sistema di sorveglianza tossicologica infantile che adotti misure concrete per affrontare questo problema».   Pamela Ferdinand   Originariamente pubblicato da US Right to Know.    Pamela Ferdinand è una giornalista pluripremiata ed ex borsista del programma Knight Science Journalism del Massachusetts Institute of Technology, che si occupa dei fattori commerciali che influenzano la salute pubblica.    

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Essere genitori

Radiazioni wireless, «i bambini sono particolarmente vulnerabili»

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) sta raccogliendo pareri pubblici sui potenziali effetti dannosi delle radiazioni a radiofrequenza (RF), più comunemente note come radiazioni wireless, sulla salute umana e sull’ambiente. Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense, ha dichiarato all’HHS che le agenzie di regolamentazione federali e le autorità governative hanno sistematicamente ignorato le domande relative all’esposizione pericolosa, a lungo termine e cumulativa alle radiazioni wireless. «I bambini sono particolarmente vulnerabili e meritano una considerazione speciale», ha affermato Holland.

 

Di seguito il commento di Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense, inviato al Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS).

 

Invio questo commento in qualità di CEO di Children’s Health Defense per esprimere serie preoccupazioni in merito alle potenziali conseguenze per la salute pubblica derivanti dalla rapida espansione delle infrastrutture wireless, in particolare per quanto riguarda i bambini.

 

Per anni, Children’s Health Defense ha ascoltato direttamente e collaborato con famiglie che affrontano gravi problemi di salute associati alla crescente esposizione alle radiazioni elettromagnetiche artificiali (REM) provenienti dalla tecnologia wireless. Storie come quella di Amelia Gilardi di Pittsfield, Massachusetts, che si è ammalata gravemente in seguito all’attivazione di un’antenna per telefonia mobile nel suo quartiere, ci ricordano che la tecnologia e le infrastrutture wireless hanno un costo. Dietro la promessa di una maggiore connettività ci sono bambini e famiglie che soffrono di problemi di salute debilitanti e, troppo spesso, sono i nostri figli a pagarne il prezzo.

 

I bambini sono particolarmente vulnerabili e meritano un’attenzione speciale. Sono esposti alle radiazioni wireless in età sempre più precoce, spesso a partire dalla gravidanza e per tutta l’infanzia e l’età adulta, nelle loro case, scuole, comunità e luoghi di lavoro. L’uso diffuso di schermi e dispositivi wireless è diventato la norma e viene persino incoraggiato, mentre le domande sui pericolosi effetti dell’esposizione a lungo termine e cumulativa continuano a essere sistematicamente ignorate dalle agenzie di regolamentazione federali e dalle autorità governative.

 

Le attuali linee guida della FCC sull’esposizione alle radiofrequenze risalgono al 1996 e sono fondamentalmente errate e obsolete. La tecnologia e le infrastrutture wireless si sono sviluppate enormemente da quando le linee guida sono state introdotte, eppure l’industria ha attivamente soppresso la vasta letteratura scientifica che dimostra chiaramente i danni per le persone e l’ambiente. Inoltre, le agenzie di regolamentazione federali non hanno ancora dimostrato al pubblico che le linee guida della FCC sull’esposizione alle radiofrequenze, risalenti a decenni fa, proteggano adeguatamente i bambini, le altre popolazioni vulnerabili e l’ambiente dai rischi di esposizione.

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Anziché continuare ad aumentare drasticamente l’esposizione della popolazione alle radiazioni wireless, dovremmo adottare un approccio precauzionale e cogliere questa opportunità per esaminare a fondo lo stato attuale della letteratura scientifica e condurre nuovi studi che tengano adeguatamente conto delle conseguenze a lungo termine dell’esposizione ubiqua e cumulativa agli ambienti wireless attuali e futuri. Ciò significa sostenere la ricerca indipendente sugli effetti delle radiazioni a radiofrequenza sulla salute e sullo sviluppo, in particolare sugli effetti su bambini, donne in gravidanza e altre popolazioni vulnerabili.

 

Inoltre, è altrettanto fondamentale che le agenzie di regolamentazione federali siano trasparenti riguardo alla letteratura scientifica utilizzata per stabilire gli standard di esposizione e che garantiscano che questi siano basati su modelli biologicamente rilevanti. Tale letteratura scientifica deve essere indipendente dall’influenza dell’industria e da qualsiasi entità che abbia un interesse finanziario nella continua diffusione delle tecnologie wireless. È di fondamentale importanza che l’HHS e le altre agenzie di sanità pubblica svolgano un ruolo centrale nella valutazione delle prove e nell’individuazione delle lacune di ricerca ancora esistenti.

 

Children’s Health Defense continuerà a promuovere un’implementazione responsabile delle infrastrutture wireless, dando priorità alla salute pubblica rispetto all’espansione delle reti wireless e ai profitti del settore. Crediamo che le famiglie e le comunità meritino opportunità concrete per comprendere e affrontare questi rischi e continueremo a difendere i migliori interessi delle persone, della salute pubblica e dell’ambiente.

 

Non dobbiamo permettere che un’altra generazione di bambini venga danneggiata dagli effetti delle radiazioni wireless. Per il bene dei nostri figli e del loro futuro, dobbiamo affidarci alla scienza indipendente, agire con trasparenza e attuare le protezioni necessarie per prendere decisioni più sicure e responsabili riguardo all’ambiente wireless in cui stanno crescendo.

 

Esorto l’HHS a dare priorità a ricerche rigorose, indipendenti e trasparenti sugli effetti delle radiazioni wireless sulla salute e sullo sviluppo, in particolare per i bambini e le altre popolazioni vulnerabili. Poiché le tecnologie wireless sono sempre più integrate nella nostra vita quotidiana, abbiamo la responsabilità di garantire che il loro ampio utilizzo sia guidato da solide basi scientifiche e accompagnato da salvaguardie che proteggano pienamente la salute e lo sviluppo dei bambini.

 

Cordiali saluti,

 

Mary S. Holland, Esq.

Presidente / Amministratore Delegato Children’s Health Defense

 

© 8 ottobre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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Ossitocina contro il divorzio, una proposta

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Palmer Luckey è con certezza una delle figure più interessanti del nostro tempo. Giovanissimo, la sua carriera è piena di ottenimenti straordinari – e di invenzioni che segnano punti nella storia del mondo.   Luckey è conosciuto come il fondatore di Oculus, l’azienda che creò il primo visore di Realtà Virtuale davvero sostenibile: in precedenza i caschi VR facevano, letteralmente, vomitare, quello inventato dal neanche ventenne praticamente nel garage di casa con amici conosciuti online risolveva il problema della motion sickness, aprendo definitivamente la via del mercato di massa per il VR. Dopo aver sconvolto il settore con la sua tecnologia (Sony fece una proposta, il genio videoludico John Carmack, creatore degli sparatutto 3D come Doom, chiese di lavorare per lui) Luckey vendette Oculus a Facebook per circa 2 miliardi di dollari. Mark Zuckerberg è talmente eccitato dalle possibilità del visore virtuale che si tuffa nel concetto di «metaverso» e cambia pure il nome della mega-società in Meta.   La storia prosegue in modo intrigante: Zuckerberg, anche se non lo può ammettere pubblicamente, caccia Luckey da Meta perché diviene noto il suo sostegno a Trump nel 2016. In realtà, Luckey ha affermato di aver scritto lettere a Trump anni prima che calasse in politica per chiedergli di correre come presidente.

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Dopo il licenziamento, Luckey, frustrato dalla situazione degli Stati Uniti e del mondo, di cui sembra avere incredibile contezza, crea Anduril (nome tolkieniano: è il segno che ci investe Peter Thiel), una startup di tecnologia militare che costruisce droni aerei e marittimi (uno è stato catturato dagli iraniani giorni fa) e sistemi di difesa che paiono al limite della fantascienza: missili intercettori AI, sottomarini autonomi, caschi che forniscono ai soldati una consapevolezza situazionale totale. Di fatto, conoscendo la sua passione per film, romanzi e videogiochi del genere (al punto che è ripreso a fare cosplay a Tokyo nel tempo libero), è possibile dire che si tratta di un personaggio che riesce a trasporre – caso notevole di vita che imita l’arte – la fantascienza in realtà.   Ascoltarlo nei vari podcast cui va ospite è sempre un’esperienza densa: che parli di geopolitica (è filoucraino, e dice di essere bandito dalla Cina per le forniture a Taiwano), di tecnologia, di letteratura, di politica o anche solo di retrogaming (sua altra grande passione, per la quale ha una startup che produce repliche attualizzate del Nintendo Game Boy) è sempre un’esperienza densa. Le sue idee sono non solo innovative, ma profondamente meditate – anche quando sembrano molto provocatorie.   Va sentito quello che dice anche quando parla di famiglia. Racconta dell’homeschooling impartito dai suoi genitori, che quindi gli hanno fatto iniziare i corsi universitari a 14 anni. Dice di aver sposato la compagna del liceo che aveva fatto piangere durante un dibattito. Divenuto padre, intima che chi fa meno di tre figli va considerato come un traditore. Luckey, ma questo non lo dice mai, è il cognato dell’ex deputato floridiano Matt Gaetz, molto inviso ad Israele, la cui candidatura ad Attorney General, guardasigilli americano, fu silurata ad inizio mandato Trump. C’è da dire che il Gaetz e la bellissima Ginger Luckey costituiscono una coppia che non è sgradevole guardare.   Ora Luckey ha alzato il tiro, ad un evento, ha rivelato il tipo di startup che creerebbe oggi: costruirebbe un’azienda di doping a base di ossitocina per porre fine al divorzio.   «Cercherei di porre fine alla tragedia del divorzio con il doping con ossitocina per la terapia di coppia» ha dichiarato il giovanissimo tecnologo miliardario. «Conosciamo piuttosto bene il legame di coppia nei mammiferi. Ci sono molte persone che vogliono stare insieme. La maggior parte delle persone che non vogliono stare insieme dovrebbero farlo, soprattutto per i loro figli».   L’ossitocina è un neuropeptide prodotto dall’ipotalamo e rilasciato sia nel sangue, tramite l’ipofisi posteriore, sia direttamente nel cervello. Nei mammiferi è nota per il ruolo nel parto e nell’allattamento, ma agisce anche su circuiti legati alla socialità e all’attaccamento. Gli studi più celebri riguardano le arvicole della prateria, specie monogama in cui il legame di coppia dipende dall’azione dell’ossitocina e della vasopressina in aree cerebrali del sistema di ricompensa, mentre nelle specie affini non monogame questi recettori sono distribuiti diversamente.   Nelle pecore l’ossitocina favorisce il riconoscimento e l’accettazione dell’agnello subito dopo il parto, e nei roditori incentiva le cure materne.   Luckey non si pone problemi bioetici riguardo la creazione del doping ossitocinico. «Possiamo farlo, se la gente pensa che gli SSRI vadano bene, cosa che non è, ma se lo fossero, allora il doping con ossitocina per restare insieme sarebbe sicuramente accettabile». La stoccatina agli psicofarmaci inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina gli fa guadagnare, nel computo di Renovatio 21, altri mille punti.   «È la sostanza chimica che lega le coppie nei mammiferi» continua Luckey. «Ci sono cose che si possono fare per aumentarne l’assorbimento, ed è ben compresa. Inoltre, è totalmente non regolamentata, il che è fantastico. Gli spazi non regolamentati sono molto più facili da gestire. Puoi andare a comprare un chilo di ossitocina su Sigma Aldrich Chemical Supply proprio ora, e se lo fai, forse non morirai da solo».    

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«È pura biologia. Viene utilizzato per le donne che non riescono a instaurare un legame con i propri figli, e ora anche per le donne che non riescono a creare un legame con i propri mariti. Viene utilizzato anche per i bambini con vari problemi neurologici, e per alcuni bambini autistici che faticano a creare legami».   «La cosa interessante è che si tratta di un circolo virtuoso. Lo sappiamo benissimo. A differenza della maggior parte dei farmaci, non crea dipendenza chimica. Anzi, libera dalla dipendenza chimica».   Le parole del giovane imprenditore sono di precisione assoluta. Non solo per la considerazione dell’ossitocina, sostanza che in passato ha suscitato qualche polemica. Ricordiamo come a luglio 2018 un epistemologo del CNR proponeva di «combattere il razzismo» potenziando i circuiti biologici dell’altruismo tramite l’ossitocina. In pratica, «ormone dell’amore» per accettare l’invasione calergista del Terzo Mondo. Parimenti, la reporter Annie Jacobsen nel suo libro The Pentagon Brain raccontava di aver appreso che il reparto tecnologico dell’esercito USA stava considerando l’uso dell’ossitocina per aiutare in futuro soldati umani ad accettare la presenza di commilitoni androidi.   Questi sono, tuttavia, obiettivi innaturali, se non malvagi. Luckey parla di qualcosa di diverso: è la prima voce che sentiamo, da anni ed anni, a scagliarsi contro il divorzio, considerando il danno immane che esso cagione a tutta la società e all’umanità tutta.   Sappiamo quali effetti ha avuto il divorzio: bambini feriti (che spesso si colpevolizzano per la separazione dei genitori) divengono adulti instabili, che ripetono gli errori che hanno subito, e creano altre famiglie devastate. È il ciclo che abbiamo visto spiegato perfettamente dal poeta Robert Bly e da storie come quella di Fight Club, l’interruzione della figura paterna, e dell’iniziazione che da essa è impartita al ragazzo, crea una Società di eterni adolescenti che cura la sua percepita incompletezza con dipendenze drogastiche e sessuali, creando caos, crimine e disagio sociale, e soprattutto replicando, più o meno involontariamente, quanto subito alla generazione successiva di bambini abbandonati – via divorzio, se per caso vi è stato il matrimonio.   Nessuno lo fa, ma Renovatio 21 non esclude la questione omosessuale: più divorzi significano più madri sole, e quindi meno figure paterne, e quindi secondo lo schema psicologico noto, più omosessuali.   Qui è possibile capire dunque come il divorzio abbia agito come vera catastrofe nella società mondiale, creando disordine ed infelicità per miliardi di individui. Come ciò non sia compreso dalle menti illuminate di politici ed intellettuali, è un mistero, o forse no: tutta l’élite ha un divorzio alle spalle, o uno in canna, o la brama di potersene avvantaggiare.

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Il divorzio è un dogma, una vacca sacra: nessuno osa parlarne, nemmeno coloro che, timidamente, accennano all’ingiustizia dell’aborto: come se la legge sul divorzio non avesse preparato giuridicamente (la cancellazione della morale cristiana dalla legge pubblica) e spiritualmente (la distruzione della famiglia nucleare, la disintegrazione del potere paterno) il Paese all’assassinio figlicida legalizzato.   Il divorzio fu introdotto in Italia, ma guarda, dai democristiani. Sì, i sedicenti cattolici furono coloro che introdussero nel 1974 la legge che distruggeva le famiglie, e quindi la società italiana. Lo stesso accadde quattro anni dopo con la legge sull’aborto. Il primo ministro del divorzio era il doroteo vicentino Mariano Rumor, la legge sul feticidio di massa di Stato la firmò Giulio Andreotti.   La società da allora ci ha dato milioni di individui compromessi da questo immane errore. Persone che soffrono, finite in un ciclo del dolore che ha devastato tutto il consorzio umano transgenerazionalmente.   Crediamo che aiuti psicochimici per risolvere questa catastrofe debbano essere presi in seria considerazione. Bravo Palmer.   Roberto Dal Bosco  

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