Essere genitori
Il film di Natale Disney ha una coppia di genitori omosessuali e dialoghi osceni tra bambini
La Disney sembrerebbe proseguire la promozione dell’agenda omotransessualista anche con il nuovo film di Natale, già presente nel suo servizio di streaming – una pellicola rivolta ovviamente ai bambini.
I terribili nove (The Naughty Nine) è uscito il 22 novembre su Disney Channel e segue la storia di nove bambini che, dopo essersi ritrovati nella lista dei cattivi di Babbo Natale durante una vacanza, partono alla volta del Polo Nord per riprendersi i regali che non hanno ricevuto la mattina di Natale. Il film si ispira al classico pluridecennale Ocean’s Eleven, il cui remake del 2001 è stato molto popolare con un cast stellare che interpretava un gruppo di truffatori che usano le rispettive abilità per eseguire un’intricata rapina in diversi casinò di Las Vegas.
I terribili nove, tuttavia, espande la trama per includere riferimenti all’omosessualità sia tra uomini adulti che tra ragazzi minorenni» scrive LifeSite. che cita una recensione della redattrice di The Federalist Eleanor Bartow, la quale racconta come la protagonista femminile faccia parte di una famiglia con cinque figli cresciuti da due «papà», senza una figura materna. Ciò viene insinuato per la prima volta dopo poco più di 10 minuti dall’inizio del film, quando la famiglia apre i regali la mattina di Natale.
Poco dopo, un ragazzo di nome Jon vende vestiti da lui disegnati e si riferisce a un altro maschio come una «bellezza» (in originale, «hootie»). Successivamente, lo stesso personaggio descrive il protagonista maschile principale come «carino». Anche se l’età di Jon non è chiara, la Bartow ha sottolineato che «sta usando un linguaggio sessualmente carico con un bambino di quinta elementare», aggiungendo che «conosce i veri bambini di quinta elementare che credono ancora in Babbo Natale», sottolineando la bellezza di quella «innocenza» e l’errore dei «registi che vogliono prenderla e sessualizzarli».
Babbo Natale, per la cronaca, è interpretato da Danny Glover, il noto attore afroamericano: sì, a dispetto della canuta barba e dell’origine polare, Santa Claus è nero.
Danny Glover é Papai Noel em novas imagens de 'The Naughty Nine', novo filme de natal que estreia dia 23 de novembro no Disney Plus!
A trama do longa segue 9 crianças que planejam executar um assalto na oficina do Papai Noel no Polo Norte. pic.twitter.com/8UBbJdqqde
— Séries TV Show BR (@SeriesTWBZ) September 28, 2023
Il film è stato pubblicato per la prima volta sul canale americano Disney Channel ma poteva essere visto anche sulla piattaforma Disney Plus a partire dal 23 novembre, la festa del Giorno del Ringraziamento USA.
«Il film di Natale pro-LGBT è ben lungi dall’essere il primo tentativo della compagnia in tal senso», sostiene LSN. «La Disney ha iniziato a cedere alle agende di sinistra quasi dieci anni fa, con l’uscita di Lightyear nel 2022 – un film che aveva aperto nuove strade nella promozione dell’omosessualità introducendo un bacio omosessuale – prima del forte crollo delle azioni della società».
Lightyear, che era servita come storia di origine per il personaggio Buzz Lightyear nella popolarissima serie Disney Toy Story, è stata la prima di molte trame familiari che hanno introdotto contenuti LGBT espliciti. Nei mesi successivi alla sua uscita, la Disney ha aggiunto temi woke come le coppie dello stesso sesso e le cosiddette identità «queer» anche nei prodotti con i supereroi Marvel, che sono ora di proprietà dell’azienda di Topolino.
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Secondo quanto riportato, la società si sarebbe avventurata in un territorio recentemente preoccupante producendo una serie TV chiamata Little Demon, che ha suscitato polemiche per la «normalizzazione del paganesimo» e il sostegno a Satana e all’Anticristo.
Nel febbraio 2023, la Disney è stata sanzionata per non aver aderito alle linee guida del governatore repubblicano della Florida Ron DeSantis che proteggono i bambini dall’ideologia di genere radicale. Nonostante le continue reazioni negative, la perdita di profitti e le critiche da parte degli organi governativi, la Disney ha mantenuto la sua rotta in linea con la cultura altamente sessualizzata, comprese la recente serie su un’adolescente messa incinta dopo una notte di sesso con Satana e un remake del classico Biancaneve con un’enfasi sul femminismo e i sette nani in formato multirazziale.
Come riportato da Renovatio 21, il film natalizio della Disney dell’anno scorso conteneva una sequenza che mostrava un gruppo di bambini che tengono in mano cartelli che recitano «WE LOVE YOU SATAN», cioè «TI AMO SATANA». Si tratta di un equivoco che dovrebbe far ridere: «Satan» è l’anagramma di «Santa», cioè Santa Claus, Babbo Natale, quindi nella pellicola i bambini si sono sbagliati, del resto basta invertire due lettere.
"We Love You Satan" – Richtig funny, Disney. pic.twitter.com/JKwO046goY
— Miró (@unblogd) November 28, 2022
La trovata, bisogna ammettere, non è divertente per niente – specie in questo contesto.
L’anno passato la cancel culture della Disney in mano agli zeloti del gender e del politicamente corretto si era abbattuta sull’attrice e lottatrice Gina Carano, licenziata per le sue opinioni personali non allineate.
Come riportato da Renovatio 21, a Disneyworld il Pentagono ha premiato, per mano del comico ebreo Jon Stewart con a fianco un signore vestito da Topolino, un veterano del Battaglione Azov divenuto atleta militare paralimpico.
Disneyland in California, invece, è divenuta sito di vaccinazione di massa. Tuttavia, cose divertenti vi avvengono ancora: per esempio l’eccezionale rissa della scorsa estate. Un ennesimo scazzottamento tra visitatori del celebre parco a tema scatenosi implacabile sei mesi fa.
Come riportato da Renovatio 21, la Disney ha anche prodotto un documentario sul papa e i giovani, al quale Bergoglio si è prestato entusiasticamente. E non poteva essere altrimenti. Il taglio dell’opera potete immaginarlo.
Dal papa a Babbo Natale – versione Satan Claus – il passo, per i programmi a cui vorremmo affidassimo i nostri figli, è brevissimo.
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Immagine screenshot da YouTube
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Botte da orbi tra adulti alla partita dei «pulcini». Drammatico quanto naturale?
Two coaches were suspended indefinitely after getting into an altercation during a youth football game in Pittsburgh, Pennsylvania, on Saturday. pic.twitter.com/GIqQRt9HXh
— CBS News (@CBSNews) September 1, 2026
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Bambina traumatizzata si butta dalla finestra. L’assistente sociale ha tatuaggi sul viso e corna da diavolo
Una bambina traumatizzata in Austria si è buttata da una finestra dopo essere stata prelevata da un assistente sociale dal look inquietante. Lo riporta LifeSite.
La precedente casa famiglia per bambini con problemi comportamentali, dove viveva la dodicenne, è stata chiusa dall’Agenzia per la tutela dell’infanzia e della gioventù di Vienna (MA 11) a seguito di alcune segnalazioni. I bambini di questa struttura avrebbero dovuto essere trasferiti in una nuova casa famiglia gestita da un organizzazione privata senza scopo di lucro il cui direttore era uno degli assistenti sociali che sono andati a prendere la ragazza.
Il caso si è trasformato in uno scandalo politico quando la ragazza è saltata da una finestra e si è rotta diverse ossa poco dopo aver incontrato l’uomo. La dodicenne tirolese è considerata traumatizzata a causa di sospetti gravi abusi. Secondo Pro Child Vienna, l’organizzazione che gestiva la sua precedente casa famiglia, la ragazza reagisce in modo molto negativo agli uomini e pertanto non dovrebbe essere affidata alle cure di assistenti sociali di sesso maschile.
Tuttavia, le linee guida non sono state rispettate quando la ragazza doveva essere prelevata da lì e portata in una nuova sistemazione condivisa, ha criticato Sabine Keri, portavoce dei giovani del Partito Popolare Austriaco (ÖVP) a Vienna. Alla Keri è stato fornito un resoconto scritto dell’incidente e ha affermato: «Era stato chiarito in modo inequivocabile che la ragazza non doveva essere prelevata da un uomo. E poi si presenta un uomo che esercita pressioni».
‼️🇦🇹 Sexually abused 12y.o. girl jumps out of a window to escape “Pedagogical Managing Director” at a private youth welfare organization in Vienna — Kronen Zeitung
The girl had developed an acute, paralyzing phobia of men before being scheduled for transfer into the care of the… pic.twitter.com/jkzDkrJwAt
— Lord Bebo (@MyLordBebo) July 26, 2026
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I giornali viennesi sostengono che l’aspetto fisico dell’assistente sociale abbia spaventato la ragazza, poiché ha diversi tatuaggi sul viso, tra cui un pentagramma sulla fronte. L’uomo indosserebbe anche spesso delle piccole corna nere sulla testa che si possono avvitare e svitare, come si può vedere nel suo ritratto sul sito web ufficiale dell’organizzazione.
«Per me, quello è uno sguardo satanico. E non posso certo permettere a una persona con quell’aspetto di lavorare con bambini gravemente traumatizzati», ha detto la Keri.
L’uomo ha risposto alle accuse definendole diffamatorie e insistendo sul fatto di non essere un satanista, affermando di non indossare le piccole corna sulla testa quando è andato a prendere i bambini.
La dodicenne è saltata fuori dalla finestra non chiusa a chiave quando nessuno la guardava. La consigliera comunale Bettina Emmerling ha avviato un’indagine sull’accaduto. Tuttavia, sostiene che finora non ci siano prove che la ragazza si sia buttata per paura dell’assistente sociale. Secondo la Emmerling, l’uomo dall’aspetto satanico e la badante donna avevano già parlato con la bambina il giorno prima dell’incidente. La consigliera ha sostenuto che la paura per il suo aspetto non fosse la ragione del gesto, bensì la riluttanza della bambina a cambiare residenza o la persona a cui era affidata. Inoltre, ha affermato Emmerling in un’intervista, la bambina era stata anche con un badante uomo nell’appartamento condiviso prima dell’incidente.
«Il fatto che questa finestra non fosse chiusa a chiave non è consentito in un alloggio condiviso», ha affermato. «La finestra può essere lasciata leggermente aperta, ma in linea di principio, quando un bambino è solo in una stanza», le finestre devono essere chiuse a chiave.
Secondo Emmerling, la consigliera comunale non ha ancora ben chiaro se – e con quanta chiarezza – sia stato effettivamente comunicato che la ragazza non doveva essere prelevata da un uomo. Secondo quanto riferito, la ragazza si è ripresa dalla caduta e ora si trova in una nuova casa famiglia a Vienna. Le notizie non specificano se si tratti di una struttura della precedente organizzazione o di un’altra.
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Un altro elemento di dibattito politico in questo caso è il fatto che il responsabile dell’azienda che ha prelevato la ragazza, sia il figlio di un alto funzionario del MA 11. L’ÖVP e il FPO hanno criticato aspramente la cosa. La consigliera Emmerlinga ha difeso l’accordo: «il fatto che esistesse questo legame familiare è stato reso noto fin dall’inizio», ha dichiarato in un’intervista. Il padre del direttore (…) non aveva alcuna autorità né alcun ruolo nel processo decisionale relativo all’assegnazione degli appalti da parte dell’agenzia, ha aggiunto.
Anche il pubblico italiano ricorda prelievi traumatici eseguiti da assistenti sociali e forze istituzionali ai danni di famiglie, con azioni stile commando che tagliano la luce e ingannano i genitori per procedere al prelievo del minore. Il caso più noto degli ultimi anni, quello di un paesino emiliano, è finito con l’assoluzione dei principali accusati.
Nella dinamica di questi eventi è evidente come entri in giuoco uno scontro – metapolitico, metafisico – tra la sovranità della famiglia e la volontà dello Stato, con immani conseguenze filosofiche ed antropologiche: da una parte chi considera la famiglia come l’unita primigenia ed indivisibile del consorzio umano, dall’altra chi crede che lo Stato rappresenti una forza superiore che possa permettersi di scinderla e riformularla.
Da un punto di vista di filosofia del diritto, si deve parlare della primazia del diritto positivo dello Stato moderno contro la legge naturale che è base dell’esistenza della famiglia: da una parte chi crede che oltre lo Stato non vi sia nulla, e quindi che esso goda di un potere assoluto, dall’altra chi crede che lo Stato sia invece un’entità inferiore che si deve conformare a qualcosa di superiore – appunto, la legge naturale, o Dio… – e che non possa quindi infrangerne i principi.
In teoria, la Costituzione repubblicana italiana considera la famiglia come il nucleo fondamentale della società, definendola espressamente una «società naturale fondata sul matrimonio». I principi costituzionali che regolano la famiglia sono contenuti principalmente negli articoli 29, 30 e 31.
All’articolo 29, che tratta della società naturale, lo Stato riconosce la famiglia come un’istituzione che esiste prima dello Stato stesso, dotata di propri diritti originari che la legge non crea, ma si limita a proteggere.
All’articolo 31 è detto che la La Repubblica deve agevolare la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi con misure economiche, con particolare riguardo alle famiglie numerose, e proteggere la maternità, l’infanzia e la gioventù.
Quanto la Costituzione Italiana che pure non riteniamo proprio essere un documento perfetto, sia presa sul serio dallo Stato repubblicano (con la Corte Costizionale che per allargare le maglie della morte parla di «Costituzione materiale»), lo lasciamo decidere al lettore di Renovatio 21 che ci segue sin da prima della devastazione pandemica.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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