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«Ippocrate non è più un riferimento per i medici»

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Cristiano Lugli intervista Roberta Doricchi, Segretaria dell’Ass.ne “Vita al Microscopio”,
“Vita al Microscopio” è in prima linea per la difesa della vita, e lo fa sostenendo le ricerche dei dottori Gatti e Montanari. Perché è così importante riuscire ad acquistare un microscopio? Lo abbiamo capito intervistando un fondatore dell’Associazione.

CL: Quando è nata la vostra Associazione e su quali presupposti?

RD: Nel Febbraio del 2011, con l’intento di restituire alla dottoressa Antonietta Gatti e al dott. Stefano Montanari il microscopio elettronico, quello acquistato mediante la raccolta fondi promossa da Beppe Grillo. Dopo la sottrazione dello strumento e il trasferimento presso l’Università di Urbino nel gennaio del 2010, ai dottori Gatti e Montanari fu impedito di utilizzarlo, nonostante ne fosse garantita la disponibilità per “almeno una volta alla settimana”. Fu veramente un duro colpo per tutti i donatori che sottoscrissero alla raccolta fondi “per acquistare un microscopio per i dottori Gatti e Montanari e nessun altro”. Decidemmo, quindi, con i sostenitori più inossidabili, di affiancarli in giudizio nel procedimento civile contro la Bortolani Onlus. Davanti ad un giudice, riuscimmo a far valere quel diritto. La Bortolani fu condannata alle spese e la ricerca riuscì ad andare di nuovo avanti . Questo è stato il nostro più grande successo.

 

CL: Avete molti membri all’interno di essa?

RD: Fare numeri non è la nostra specialità. Abbiamo puntato sempre alla qualità delle collaborazioni per realizzare il nostro scopo e sostenere la ricerca sulle nanopatologie.

 

CL: Possiamo dire che avete scelto di operare del volontariato su un campo piuttosto articolato a cui non sono risparmiati ostracismi…

RD: Chi ha scelto di affiancarci in questo compito, cioè quello di sostenere la ricerca dei dottori Gatti e Montanari, conosce esattamente tutti gli inconvenienti a cui va incontro, soprattutto sul piano dell’informazione. In Italia, ancora per molti, quello che non passa attraverso la televisione è totalmente sconosciuto. Se poi non hai degli sponsor tra gli attori, i cantanti, le soubrette, i campioni sportivi, non sei nessuno. E’ difficile essere credibili per chi naviga nell’ignoranza più totale, nel senso buono del termine. Ancora più difficile è combattere con l’ignoranza morale. Eppure Antonietta Gatti nel 2012 è stata nominata Fellow (riconoscimento importantissimo tra gli scienziati di tutto il mondo)dalla International Union  of Societies for Biomaterials Science e Engineering, per il suo contributo nel campo delle Scienze di Biomateriali e di Ingegneria, ma in Italia era una perfetta sconosciuta, fino a qualche tempo fa…

 

CL: Fiancheggiate i ricercatori Gatti e Montanari costantemente, cosa vi ha spinti a questo forte interesse nel sostenere le loro ricerche?

RD: Sono gli unici ricercatori che possono garantirci la verità, perché la loro è una ricerca indipendente, non viene finanziata da nessuno, se non dal frutto del loro lavoro e dai risparmi di una vita. Con le loro scoperte sappiamo come tutelare la nostra salute, quella dei nostri figli, quella delle generazioni future e salvaguardare l’ambiente in cui viviamo.  Chiunque abbia questo interesse dovrebbe sostenerli.

 

CL: Ora però rischiano di essere impossibilitati a continuare il lavoro…Potete spiegarci cosa sta per accadere con il microscopio e perché?

RD: Il contratto di comodato d’uso gratuito concesso all’ARPAM dall’Università di Urbino sta per scadere e non verrà rinnovato. Inoltre il microscopio attualmente in uso è in stato di rottamazione e non vi è alcuna possibilità che possa venir utilizzato in qualche altro posto.

 

CL: Beppe Grillo c’entra in tutto questo?

RD: Non lo so. Stefano Montanari e Antonietta Gatti hanno troppi nemici per identificarne uno solo.

 

CL: In ogni caso diversi genitori cosiddetti “No-Vax” o “Free-Vax” credono molto nella volontà dei 5 Stelle di contrastare la legge 119/2017…

RD: Personalmente ritengo che non ci sia nessun partito politico che abbia questo interesse. Mi ricrederò quando saranno i fatti a parlare.

 

CL: La ricerca da più fastidio della Medicina? Chiedo questo perché mi pare di capire che Gatti e Montanari siano più osteggiati di chiunque altro.

RD: Ippocrate 2500 anni fa diceva che “prevenire è meglio che curare”. Non credo che al giorno d’oggi Ippocrate sia più un riferimento per i medici. Dalle notizie di cronaca sulla malasanità  il malato risulta più essere un cliente che una persona da curare. Quindi, una ricerca in grado di prevenire gravi patologie quali la leucemia, l’infarto cardiaco, l’ictus, la tromboembolia polmonare, il diabete, il morbo di Parkinson, il morbo di Alzheimer e altre patologie neurologiche, le malformazioni fetali, la sensibilità chimica multipla… quanto può infastidire gli interessi delle multinazionali farmaceutiche e di tutto il sistema sanitario internazionale?

“Ippocrate 2500 anni fa diceva che “prevenire è meglio che curare”. Non credo che al giorno d’oggi Ippocrate sia più un riferimento per i medici. Dalle notizie di cronaca sulla malasanità  il malato risulta più essere un cliente che una persona da curare”

 

 

CL: Qualche giornalista di campagna è arrivato a sostenere che il dott. Stefano Montanari sia un infiltrato, addirittura una sorta di spia della NATO. Oltre alla sciocchezza in sé , possibili che certuni siano sempre pronti a gridare al complotto? Questo modus operandi non rischia di far passare la battaglia sul tema delle vaccinazioni come qualcosa di gestito da quattro invasati “dietrologisti” a tutti i costi?

RD: Purtroppo, per esperienza passata, non posso avere una buona opinione su chi cerca di screditare il dottor Montanari.  Questo tipo di atteggiamento non giova alla causa. E’ un autogol. Montanari con le sue analisi scientifiche ci fornisce le prove per vincere le nostre cause nei tribunali. Prove, non chiacchiere. A questo punto mi chiedo chi è l’infiltrato… .

 

CL: Un fenomenologismo molto in voga tra i complottisti è la costante paura verso l’America, come se da questo colosso non potesse mai uscire niente di buono. Potenzialmente la cosa è certamente vera e fonda, tuttavia ci risulta che in America la battaglia sulle vaccinazioni sia affrontata con grande coraggio, soprattutto da Robert F. Kennedy Jr., incaricato dallo stesso Presidente Donald Trump. Non è così?

RD: Questo è quanto è accaduto quando Donald Trump è stato eletto presidente degli Stati Uniti. Siamo rimasti positivamente colpiti dalla  scelta di mettere Robert Kennedy alla guida della commissione che vigila sulla sicurezza dei vaccini. Kennedy è un attivista anti vaccini e sostiene che questi farmaci siamo legati all’autismo. Non ha tardato a convocare i dottori Gatti e Montanari per relazionare su quanto scoperto sul loro contenuto. Ultimamente ha anche scritto un bell’articolo sui nostri due scienziati, mettendo in ridicolo chi tenta di screditarli. Credo, però, che sia presto per cantar vittoria.

 

CL: Siete in contatto con Kennedy?

RD: Sì, confidiamo in un suo aiuto per sostenere la ricerca.

 

CL: Veniamo al senso pratico: cosa proponete per fermare questa deriva?

RD: Nella soluzione politica non vedo alcuno spiraglio di luce, ma invito tutti a ricordare alle prossime elezioni i nomi di chi ci ha messo in questo inferno. L’altra strada che possiamo percorrere è quella giuridica. Bisogna avere coraggio ed esporsi per difendere la salute dei propri figli, il nostro diritto di scelta verso di loro. Abbiamo le prove, le abbiamo tutti, perché Gatti e Montanari le hanno messe a nostra disposizione scrivendo libri, articoli scientifici, rilasciando interviste. Però, per continuare a fornirci le prove scientifiche, indiscutibilmente esatte, dobbiamo sostenerli anche economicamente, perché loro hanno già dato tanto e non possono più permettersi di aiutarci.

 

CL: Molti genitori cadono però spesso nell’utilitarismo, una vera piaga moderna. Questo succede perché ognuno vorrebbe condurre la propria battaglia per sistemare la situazione personale, e una volta ottenuto il proprio contento – ovviamente solo apparente-, come si suol dire, chi si è visto si è visto! Rischia di diventare una mera battaglia legale, perdendo di vista, ipso facto, il cuore del problema. Quale messaggio vorreste lanciare ai genitori?

RD: E’ umano tirare l’acqua al proprio mulino. L’importante è che non si leda l’interesse di nessuno. Purtroppo molto spesso accade che  alcuni genitori affidino le loro speranze a chi non ha gli strumenti necessari per aiutarli. Quindi, il messaggio che vorremmo inviare a tutti coloro che non vogliono vaccinare i propri figli o che hanno figli danneggiati dai vaccini o semplicemente vogliono avere informazioni esatte sull’argomento di rivolgersi a veri esperti, sia sul campo legale che sul campo scientifico. Informatevi sulla loro professionalità e non fatevi incantare dalle belle parole. Sono sempre i fatti che contano.

 

CL: Come si può aiutare la raccolta fondi e qual è il materiale utile per diffondere questa urgente campagna?

RD: Principalmente donando quello che si può e pensando alla donazione come ad un investimento per la propria salute e quella dei nostri cari. Poi divulgando il più possibile questa richiesta d’aiuto, attraverso i social network o utilizzando il volantino scaricabile a questa pagina pagina. E’ vitale che la ricerca sulle nanopatologie non si fermi.

 

CL: Per concludere: possiamo parlare di una “vita al microscopio” per difendere la Vita?

RD: Assolutamente sì.

CL: Grazie, per il prezioso tempo dedicatoci e per tutta la grande opera che con coraggio state portando avanti.

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Chiesta la pena di morte per la madre accusata per i due gemelli deceduti 8 giorni dopo la vaccinazione

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

I pubblici ministeri dell’Idaho chiedono la pena di morte per Andrea Shaw, accusata di aver ucciso i suoi due gemelli piccoli otto giorni dopo che avevano ricevuto le vaccinazioni di routine. La Shaw nega le accuse. In base a una legge entrata in vigore nel luglio 2026, la fucilazione è il principale metodo di esecuzione in Idaho. L’avvocato di Shaw, Joseph Filicetti, ha definito «oltraggiosa» la richiesta della pena di morte da parte dell’accusa.

 

I pubblici ministeri dell’Idaho chiederanno la pena di morte per Andrea Shaw , una giovane madre accusata di aver ucciso i suoi due gemelli piccoli, alzando drasticamente la posta in gioco in un caso penale che ha attirato l’attenzione nazionale.

 

In un avviso depositato alla fine della scorsa settimana presso il Tribunale del Terzo Distretto Giudiziario dell’Idaho, il vice procuratore della contea di Payette, Ryon Sirucek, ha identificato quattro circostanze aggravanti previste dalla legge che i pubblici ministeri intendono utilizzare per giustificare la pena capitale qualora Shaw venisse condannata per omicidio di primo grado.

 

In base a una legge entrata in vigore nel luglio 2026, la fucilazione è il principale metodo di esecuzione nello stato dell’Idaho. La legge è stata emanata in seguito a un tentativo fallito, avvenuto nel 2024, di giustiziare un uomo di 73 anni tramite iniezione letale.

 

I pubblici ministeri devono dimostrare almeno una circostanza aggravante prevista dalla legge prima che Shaw possa essere considerata passibile della pena di morte. In caso di condanna, sarà una giuria a stabilire se tali circostanze sussistano.

Secondo quanto riportato nel documento, i pubblici ministeri hanno individuato quattro circostanze aggravanti: che Shaw avrebbe commesso due omicidi contemporaneamente; che gli omicidi sarebbero stati «particolarmente efferati, atroci o crudeli, manifestando una depravazione eccezionale»; che avrebbe mostrato «un totale disprezzo per la vita umana»; e che la sua condotta dimostra una propensione a commettere omicidi che la renderebbe una minaccia continua per la società.

 

La Shaw è stata incriminata da un gran giurì e arrestata il 30 giugno con l’accusa di aver soffocato deliberatamente i suoi gemelli, deceduti il ​​1° maggio 2025. I pubblici ministeri sostengono che Shaw abbia ucciso i bambini mentre dormivano nello stesso letto. Il suo processo inizierà l’11 gennaio 2027.

 

La Shaw, che si è dichiarata non colpevole, ha sempre negato le accuse. Ha ipotizzato che la morte dei suoi gemelli possa essere stata causata dai vaccini ricevuti durante una visita medica di routine poco più di una settimana prima del decesso.

 

Secondo i documenti depositati in tribunale dalla sua difesa, la Shaw portò i gemelli al pronto soccorso il 24 aprile 2025, il giorno dopo aver ricevuto le vaccinazioni di routine, perché erano letargici e avevano le labbra blu.

 

Secondo quanto riportato nel documento, il medico del pronto soccorso che ha curato i bambini ha diagnosticato loro una «reazione post-vaccinazione».

 

I bambini rimasero malati nei giorni precedenti la loro morte e la Shaw chiese ripetutamente un consulto medico.

 

Né la polizia né la procura hanno reso pubbliche le prove che, a loro avviso, supportano l’affermazione secondo cui la Shaw avrebbe ucciso deliberatamente i suoi figli piccoli. L’atto d’accusa del gran giurì è secretato e non accessibile al pubblico, e i referti del medico legale non sono stati resi pubblici.

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La cauzione di Shaw era stata inizialmente fissata a 2 milioni di dollari. Un giudice distrettuale della contea di Payette, in Idaho, ha successivamente revocato la cauzione, che è a discrezione del giudice nei casi di pena capitale.

 

Commentando le affermazioni dell’accusa, Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense (CHD), ha dichiarato:

 

«Non ci sono elementi di cui siamo a conoscenza che suggeriscano che lei rappresenti una minaccia per la società, né riteniamo che vi siano prove a sostegno dell’accusa di aver ucciso i suoi figli, come lei stessa ha affermato. Siamo fermamente convinti della sua innocenza».

 

L’avvocato di Shaw, Joseph Filicetti, ha definito «oltraggiosa» l’intenzione dell’accusa di chiedere la pena di morte. Ha dichiarato a The Defender: «Non c’è alcuna possibilità che una giuria giunga a una conclusione in questo caso al di là di ogni ragionevole dubbio, quindi non credo che [la pena di morte] verrà nemmeno presa in considerazione».

 

Nel frattempo, Rick Jaffe, consulente esterno di CHD, si è unito la scorsa settimana al team di difesa legale di Shaw in qualità di co-difensore.

 

Jaffe è l’avvocato principale di una causa intentata da CHD all’inizio di quest’anno, in cui si accusa l’American Academy of Pediatrics (AAP) di aver gestito per decenni un sistema di frode ai danni delle famiglie americane in merito alla sicurezza del calendario vaccinale infantile.

 

La Shaw è il principale querelante nella causa intentata da CHD contro l’AAP.

 

Brenda Baletti

Ph.D.

 

© 19 ottobre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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«Propaganda ingannevole»: scienziata afferma che il vaccino contro l’HPV non previene il cancro

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.   La scienziata specializzata in vaccini Lucija Tomljenović, Ph.D., ha dichiarato a Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense, che Gardasil non offre una protezione significativa al di là dei regolari screening per il cancro cervicale e che i suoi rischi «superano nettamente» i benefici. Ha inoltre messo in dubbio le prove che suggeriscono che il vaccino prevenga il cancro cervicale e ha sollevato preoccupazioni sui possibili legami con la POTS, la sindrome da stanchezza cronica e altre patologie.   Il vaccino Gardasil non offre una protezione significativa al di là dei regolari screening per il cancro cervicale e i suoi rischi «superano nettamente» i benefici, ha dichiarato questa settimana a Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense (CHD) , la scienziata specializzata in vaccini Lucija Tomljenović, Ph.D. , durante la trasmissione CHD.TV.   Tomljenović ha affermato che Gardasil, l’unico vaccino contro il papillomavirus umano (HPV) attualmente disponibile negli Stati Uniti, non previene il cancro cervicale, ma lo screening di routine per il cancro cervicale previene i decessi.   Anche se il vaccino offrisse una certa protezione contro il cancro, ha affermato, non è stato dimostrato che migliori i risultati ottenuti dai programmi di screening.   «È solo uno scenario di fantasia», ha detto Tomljenović riguardo all’idea che Gardasil offra benefici reali.   Ciononostante, i funzionari sanitari statunitensi continuano a raccomandare la vaccinazione contro l’HPV, nonostante le crescenti revisioni sulla sicurezza che alimentano il dibattito sul vaccino.   Merck, l’azienda produttrice di Gardasil, ha recentemente accettato di pagare 50 milioni di dollari per risolvere oltre 200 cause legali relative a presunti danni causati dal vaccino. L’azienda sta inoltre sviluppando un vaccino sperimentale contro l’HPV, progettato per colpire ulteriori ceppi virali ad alto rischio.   Tomljenović, che ha prestato servizio come perito nel contenzioso relativo al Gardasil , ha affermato che gli ultimi sviluppi hanno fatto ben poco per risolvere le preoccupazioni di lunga data.   «È sempre la solita storia, che viene solo ribadita», ha detto. «Il problema principale del Gardasil è che non è efficace come affermato, né sicuro».   Holland ha condiviso le sue preoccupazioni. «Fino all’arrivo sul mercato dei vaccini contro il COVID, il vaccino contro l’HPV era di gran lunga il più pericoloso», ha affermato.

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«Tutta questa propaganda fa semplicemente schifo»

Gardasil agisce su sette dei 14 tipi di HPV classificati ad alto rischio di cancro.   Tuttavia, «i dati degli studi clinici, e persino quelli epidemiologici, non dimostrano che prevenga effettivamente il cancro cervicale», ha affermato Tomljenović.   Anche se il vaccino offrisse una certa protezione contro il rischio di cancro, «la domanda chiave è: può migliorare quanto già ottenuto con i programmi di screening regolari?», ha chiesto. «La risposta è no».   Tomljenović ha indicato diverse ragioni per cui il vaccino non è vantaggioso per le donne che si sottopongono già a screening di routine:  
  • Copertura limitata : Gardasil non è efficace contro tutti i tipi di HPV ad alto rischio associati al cancro cervicale.
  • Nessun trattamento per la malattia già in atto : il vaccino non può curare un’infezione da HPV già presente, lesioni precancerose o il cancro.
  • Nessuna protezione contro i tumori HPV-negativi : il vaccino non può prevenire i tumori della cervice uterina, dell’ano, del pene o della vulva che non sono correlati all’HPV.
  • Preoccupazioni sull’uso dei contraccettivi : Tomljenović ha citato una ricerca che suggerisce che la vaccinazione contro l’HPV potrebbe aumentare il rischio di cancro cervicale nelle donne che assumono contraccettivi orali a lungo termine.
  I Pap test di routine rilevano le alterazioni delle cellule cervicali che possono essere monitorate o trattate prima che si trasformino in cancro. Lo screening e le visite ginecologiche regolari hanno contribuito a mantenere bassa la mortalità per cancro cervicale nei paesi sviluppati, ha affermato Tomljenović. Ha citato un tasso di mortalità annuale negli Stati Uniti di circa due decessi ogni 100.000 donne.   Tomljenović sostenne che, affinché la vaccinazione eliminasse tali decessi, Gardasil avrebbe dovuto proteggere da tutti i tumori rilevanti, compresi quelli non causati dall’HPV.   «Non c’è bisogno di essere uno scienziato con un dottorato di ricerca per capire che tutta questa propaganda è semplicemente disgustosa», ha detto.

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Holland: Merck «aveva i dati» da analizzare, ma «ha scelto di non farlo»

Durante il contenzioso relativo al Gardasil, Tomljenović ha affermato di aver analizzato le segnalazioni di eventi avversi e di aver identificato segnali di sicurezza significativi per patologie quali la sindrome da tachicardia ortostatica posturale (POTS), un disturbo che colpisce il sistema nervoso autonomo, e la sindrome da stanchezza cronica.   Ha affermato che gli esperti di farmacovigilanza della Merck, specialisti che monitorano e analizzano i potenziali problemi di sicurezza di farmaci e vaccini, hanno confermato alcuni di questi segnali.   «Avevano dei dati che hanno analizzato e che mostravano segnali estremamente significativi di segnalazioni sproporzionate per patologie come la POTS, la sindrome da stanchezza cronica e una serie di altre condizioni», ha affermato Tomljenović. «Ma, sapete, queste cose non vengono rese pubbliche. È solo grazie a questa azione legale che siamo riusciti a ottenere questi dati».   Holland ha messo in dubbio che i produttori di vaccini e le agenzie sanitarie abbiano indagato a sufficienza su tali segnali, paragonando la situazione al monitoraggio della sicurezza del vaccino contro il COVID-19.   «La loro farmacovigilanza… era discutibile», ha affermato. «Proprio come abbiamo visto durante la pandemia di COVID, avevano a disposizione dati che avrebbero potuto analizzare, ma hanno scelto di non farlo».   Tomljenović ha affermato che altri effetti collaterali segnalati associati al Gardasil includono artrite, lupus e altre malattie autoimmuni, sclerosi multipla e problemi ginecologici, tra cui disturbi mestruali e infertilità.   «Questi sono anche gli eventi avversi che osserviamo con i vaccini contro il COVID», ha affermato.   Ha fatto notare che le persone con COVID lungo possono manifestare sintomi simili alla sindrome da stanchezza cronica e alla POTS. «Quindi, ancora una volta, si tratta di reazioni avverse simili a quelle che osserviamo con Gardasil».

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«Le adolescenti non muoiono di cancro cervicale»

Tomljenović ha criticato l’ordine esecutivo del 10 agosto del presidente Donald Trump che ha rivisto le raccomandazioni federali sui vaccini infantili . Sebbene le modifiche abbiano ridotto il numero di vaccini raccomandati di routine, la vaccinazione contro l’HPV è rimasta nell’elenco.   Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha invitato il pubblico a presentare osservazioni sulle raccomandazioni riviste. Tomljenović ha affermato che lei e altri critici hanno presentato obiezioni al mantenimento della vaccinazione contro l’HPV come raccomandazione di routine.   «I rischi superano chiaramente i benefici», ha affermato. «Le adolescenti non muoiono di cancro cervicale… Ma ci sono stati diversi casi di adolescenti decedute a seguito della vaccinazione contro l’HPV».   Tomljenović ha citato il caso di Christina Tarsell, morta nel 2008 dopo aver ricevuto il vaccino Gardasil. La famiglia di Tarsell ha ricevuto un risarcimento tramite il Programma nazionale di risarcimento per danni da vaccino.   Nel frattempo, Merck sta testando un vaccino sperimentale, V540B, progettato per estendere la copertura ad altri tipi di HPV ad alto rischio.   Tomljenović ha promesso di continuare a contestare l’uso del vaccino. «Il mio motto è che si perde solo quando ci si arrende», ha affermato. «Io non mi arrendo».   Jill Erzen   © 15 ottobre, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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Vaccinazione, il video in cui il futuro papa Leone parlava di «atto d’amore»

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Il futuro Papa Leone XIV incoraggiò la vaccinazione contro il COVID-19 come un «atto d’amore» in un video del 2021 recentemente riscoperto, nonostante i gravi problemi morali legati all’uso di cellule fetali abortite nei vaccini e i dubbi, poi confermati, sulla loro efficacia. Lo riporta LifeSite.

 

Nel filmato, archiviato sul sito web Un Católico Perplejo, l’allora vescovo Robert Prevost di Chiclayo, in Perù, affermò di voler «incoraggiare tutti a partecipare alle campagne di vaccinazione in corso in diverse parti della regione», secondo una traduzione in inglese delle sue dichiarazioni.

 

«Impegnatevi al massimo. È molto importante che tutti noi facciamo questo sforzo per vaccinarci. È qualcosa che aiuta noi stessi ed è anche un servizio agli altri, perché solo così potremo abbassare il tasso di contagio, proteggendoci da quella terza ondata che è già stata preannunciata», ha detto il futuro capo della Chiesa cattolica, ribadendo poi le parole del defunto Papa Francesco che definiva la vaccinazione contro il COVID un «atto d’amore».

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Molti all’epoca hanno rilevato che la retorica dell’«atto d’amore» lanciata da Bergoglio si scontrasse con l’obbligo: un «atto d’amore» forzato è di fatto un eufemismo per lo stupro.

 

Come noto, gli oppositori cattolici e non ai vaccini contro il COVID hanno sollevato obiezioni etiche all’assunzione dei vaccini, basate sulle modalità con cui sono stati sviluppati.

 

Secondo un’analisi dettagliata condotta dal Charlotte Lozier Institute, un’organizzazione pro-vita, Pfizer, Moderna e Johnson & Johnson hanno tutte utilizzato cellule fetali derivate da feti abortiti durante la fase di sperimentazione dei loro vaccini anti-COVID; Johnson & Johnson ha inoltre utilizzato queste cellule anche nelle fasi di progettazione, sviluppo e produzione.

 

Come ripetuto negli anni da Renovatio 21, la questione delle linee cellulari da aborto – usate dalla biomedicina non solo per i vaccini – è un fatto incontrovertibile, è sanitariamente pericoloso.

 

La rivista Science dell’American Association for the Advancement of Science e persino il sito di «fact-checking» di sinistra Snopes hanno ammesso il legame tra i vaccini e l’aborto, il che suscita in molti una forte avversione morale nei confronti di queste aziende.

 

Nonostante queste convinzioni, per le quali diversi cattolici fedeli hanno perso il lavoro, Leone continua nella tradizione di Francesco, che ha invitato in Vaticano l’ex responsabile COVID della Casa Bianca, Anthony Fauci, caduto in disgrazia, per promuovere i vaccini. Prima di assumere il pontificato, Leone avrebbe imposto la ricezione della Comunione sulla mano durante la pandemia e la Confessione per telefono, pratica invalida e sacrilega.

 

Da papa, Leone ha inoltre promosso altri vescovi che si sono schierati a favore dei vaccini anti-COVID, e punito severamente quanti vi si erano opposti: è il caso, lampante, di monsignor Joseph Strickland, strenuo nemico della vaccinazione con cellule di aborto, che è stato rimosso ex abrupto nel 2023 dalla sua diocesi di Tyler, Texas, dal dicastero per i Vescovi, di cui allora era prefetto Robert Prevost.

 

Come riportato da Renovatio 21, Leone in seguito ha promosso a vescovo il vicario don John Gomez, definito come il «giuda di Strickland».

 

 

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