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Leone sta pianificando la scomunica della Fraternità Sacerdotale San Pio X

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Secondo fonti romane, papa Leone XIV starebbe pianificando di scomunicare i vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX), e forse anche i sacerdoti e i laici che la sostengono, in occasione della consacrazione dei nuovi vescovi prevista per luglio. Lo riporta LifeSite.

 

Secondo quanto riportato sabato da Rorate Caeli in esclusiva, papa Leone avrebbe deciso di seguire l’esempio di Papa Giovanni Paolo II, dichiarando scomunicati i vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X che parteciperanno alle prossime consacrazioni episcopali della Fraternità il 1° luglio, stando a «fonti romane».

 

Secondo quanto riportato da Rorate Caeli, «Leone avrebbe già fatto preparare un decreto simile, per tono e contenuto, a quello promulgato da Papa Giovanni Paolo II tramite il cardinale Bernardin Gantin, prefetto della Congregazione per i Vescovi, il 1° luglio 1988».

 

Come Giovanni Paolo II, Leone avrebbe dichiarato scomunicati ipso facto i vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X, sia quelli consacranti che quelli neo-consacrati, ovvero sarebbero stati automaticamente scomunicati per il solo fatto di partecipare a consacrazioni episcopali senza l’approvazione papale.

 

In altre parole, questi vescovi della FSSPX sarebbero considerati colpevoli di un «atto scismatico», e il decreto di Leone esorterebbe sacerdoti e fedeli a «non darvi il loro assenso», secondo Rorate Caeli.

 

Lo stesso vescovo della Fraternità Sacerdotale San Pio X, Bernard Fellay, in una recente omelia a St. Mary’s, in Kansas, ha affermato che tali scomuniche imminenti sono molto probabili.

 


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«Preferisco non fare il profeta, ma sono abbastanza sicuro che ci sia un’enorme probabilità che tutti voi, noi compresi, possiate essere scomunicati, dichiarati scismatici, c’è un’altissima probabilità perché lo hanno già detto pubblicamente. Quindi, per così dire, si stanno costringendo a farlo. Ma comunque, Dio può fare miracoli. Non è la fine», ha detto monsignor Fellay.

 

Il corrispondente vaticano Niwa Limbu ha affermato sabato che, secondo le sue fonti, il Dicastero per la Dottrina della Fede (DDF) «sta preparando la possibilità di una scomunica dell’intera Fraternità Sacerdotale San Pio X», intendendo tutti i sacerdoti della Fraternità, non solo i vescovi. Non è chiaro se intendesse includere in questa affermazione anche i laici sostenitori della Fraternità.

 

Il decreto di scomunica del 1988 affermava che «i sacerdoti e i fedeli sono avvertiti di non sostenere lo scisma dell’arcivescovo Lefebvre, altrimenti incorreranno ipso facto nella gravissima pena della scomunica». Tuttavia, tali scomuniche non furono mai dichiarate esplicitamente.

 

All’inizio di quest’anno, la Casa Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X ha rivelato che il Cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto eterodosso della DDF, ha chiarito che i documenti del Concilio Vaticano II devono essere pienamente accettati dalla Fraternità per ottenere lo status di «regolare» nella Chiesa. La piena accettazione del Vaticano II potrebbe essere la condizione da cui dipende il pieno riconoscimento della Fraternità da parte dell’attuale gerarchia ecclesiastica.

 

Tuttavia, la richiesta del Fernandez di una piena accettazione da parte della Fraternità Sacerdotale San Pio X dei testi del Concilio Vaticano II è in contrasto con il chiarimento dell’arcivescovo Guido Pozzo del 2016, secondo cui «alcuni testi del Concilio… non sono dottrinali e quindi non vincolanti per la coscienza cattolica», come riportato dalla giornalista Maike Hickson.

 

Monsignor Pozzo ha specificamente citato i testi con cui la Fraternità San Pio X ha da ridire, tra cui Nostra Aetate sul dialogo interreligioso; il decreto Unitatis Redintegratio sull’ecumenismo; e la Dichiarazione Dignitatis Humanae sulla libertà religiosa, e ha spiegato:

 

«Non si tratta di dottrine o dichiarazioni definitive, bensì di istruzioni e linee guida per la pratica pastorale. Si può [pertanto legittimamente] continuare a discutere di questi aspetti pastorali anche dopo l’approvazione canonica [della FSSPX], al fine di giungere a ulteriori [e accettabili] chiarimenti».

 

In realtà, alcuni documenti del Concilio Vaticano II sembrano contraddire l’insegnamento perenne del Magistero della Chiesa, come la falsa affermazione della Nostra Aetate secondo cui «nell’induismo gli uomini contemplano il mistero divino» e che il buddismo «insegna una via attraverso la quale gli uomini… possono essere in grado di acquisire lo stato di perfetta liberazione, o raggiungere, con i propri sforzi o tramite un aiuto superiore, la suprema illuminazione».

 

La Fraternità Sacerdotale San Pio X e i suoi difensori sottolineano che insistere sull’insegnamento perenne della Chiesa in queste materie è essenziale per la salvezza delle anime, che è la legge suprema della Chiesa (Canone 1752). Essi sostengono, quindi, che la legittimità dell’esercizio delle leggi e dei procedimenti della Chiesa in generale dipende dalla loro conformità a questa legge suprema.

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Don Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, ha recentemente riferito che Papa Leone XIV non ha ancora risposto alla loro richiesta di un incontro prima della data di consacrazione prevista per il 1° luglio.

 

«Prima di dichiarare eventualmente scismatica una società che conta più di mille membri e che rappresenta un punto di riferimento per centinaia di migliaia di fedeli in tutto il mondo, sarebbe opportuno conoscere personalmente coloro che saranno giudicati», ha affermato Don Pagliarani.

 

Almeno alcuni commentatori hanno notato l’ironia del fatto che la minaccia di scomunica del clero della Fraternità Sacerdotale San Pio X sia stata emessa da un prefetto della DDF, il cardinale Fernandez, che ha egli stesso pubblicato scritti eterodossi, come la Fiducia Supplicans, che permetteva la benedizione delle coppie omosessuali. È stato anche l’autore, in forma anonima, della scandalosa ed eretica Amoris Laetitia, che sosteneva che coloro che vivono in uno stato oggettivo di adulterio, i divorziati e «risposati», potessero essere ammessi alla Santa Comunione senza confessione e pentimento.

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Mons. Viganò, avvertimento ai musulmani d’Italia dopo le parole del cardinale Zuppi

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Renovatio 21 pubblica questo testo dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò apparso su X. Monsignore si riferisce alla questione della CEI Conferenza Episcopale Italiana (CEI) in merito alla presenza e alla conoscenza dell’islam nelle scuole italiane con la redazione e la presentazione delle «Schede per conoscere l’islam». Si tratta di in pacchetto di 11 schede tematiche che affrontano la storia, la teologia, il Corano, la comunità (Umma), la spiritualità e la presenza islamica in Italia. Il progetto è rivolto principalmente ai docenti (in particolare di religione cattolica) e alle scuole, per contrastare, viene detto, l’«analfabetismo religioso». Il materiale è stato presentato formalmente a Roma, presso Palazzo Borromeo (sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede), registrando la partecipazione di esponenti vaticani, istituzionali e delle comunità ebraiche e islamiche. Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della CEI, ha difeso con forza l’iniziativa, dichiarando che «conoscere l’islam è decisivo per imparare a vivere insieme». Secondo la linea della presidenza, lo studio e l’approfondimento della fede musulmana servono ad abbattere i «muri del pregiudizio» e a favorire la coesione sociale e la pace educativa. Varie voci hanno definito l’iniziativa come una «resa» o una «sottomissione» dei vescovi italiani all’islam. Di fatto, la Chiesa italiana si fa carico di spiegare una fede terza nelle scuole, giocoforza inserendo nei sussidi anche riflessioni su temi considerati politici, come la gestione dei flussi migratori (tema a cui vari enti cattolici sono legati economicamente)  o la carenza di moschee sul territorio nazionale, tema che interessa da vicino i cittadini contribuenti che vedono trasformati i loro quartieri una volta che vi arriva il «centro islamico». Sul tema del velo mussulmano dentro e fuori dalla scuola, vero simbolo non solo religioso, ma di programmatica disintegrazione sociale, Renovatio 21 ha scritto un articolo pochi giorni fa.   Ai musulmani d’Italia: un avvertimento fraterno.   Il cardinale Zuppi, presidente della CEI, ha deciso di aiutarvi a «far conoscere l’islam». Come ha spiegato lui stesso all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, voi, insieme a noi Cattolici, avete bisogno di schede, di «percorsi«, di «processi».   Permettete a un arcivescovo Cattolico di mettervi in guardia, con la franchezza che si deve agli ospiti: guardate con attenzione i precedenti. Zuppi ha già prestato la propria opera alla Chiesa Cattolica in Italia, e il risultato è sotto gli occhi di tutti: chiese svuotate, catechismi diluiti, Sacramenti disertati, una liturgia ridotta a convegno e una dottrina trasformata a «cammino».   Tutto, naturalmente, nel segno dell’ascolto, del dialogo e dell’accoglienza. Un cursus honorum che ogni comunità religiosa dovrebbe invidiare, se desiderasse la propria estinzione.  

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Se dunque volete che anche la vostra religione conosca la medesima fioritura, la strada è semplice: invitatelo, ascoltatelo, lasciategli scrivere i vostri sussidi e correggere le vostre formule, e accogliete con gratitudine la sua certezza che ogni critica sia «pregiudizio».   Se invece avete a cuore la vostra fede, vi suggerisco una prudenza che i vescovi della Chiesa Cattolica hanno smarrito da un pezzo: non affidate la custodia della vostra casa a chi non ha saputo custodire la propria.   Vi lascio un’ultima considerazione. Noi non abbiamo bisogno di un presidente che ci faccia vergognare di essere Cattolici, e voi non avete bisogno di un cardinale che vi spieghi che cosa siete. La conoscenza reciproca nasce dalla verità professata, non dalla fusione di due sussidi redatti a quattro mani da eunuchi e cortigiani.   Il giorno in cui qualcuno, tra noi, tornerà a dire con chiarezza CHI È CRISTO, voi saprete finalmente con chi state parlando.   + Carlo Maria Viganò Arcivescovo

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Immagine di Meeting Rimini via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-SA 4.0
 
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Il vescovo FSSPX Goldade definisce l’evento di Assisi «un grande scandalo e un’offesa a Dio»

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Il neovescovo della Fraternità San Pio X (SSPX), monsignor Michael Goldade, ha definito la GiornataMondiale di preghiera per la pace di Assisi del 1986 un «grande scandalo e un’offesa a Dio», mentre è in corso un evento per commemorare il 40° anniversario. Lo riporta LifeSite.

 

Durante un sermone tenuto al Seminario San Tommaso d’Aquino della Fraternità Sacerdotale San Pio X il 25 ottobre, festa di Cristo Re, monsignor Goldade ha parlato di «una guerra totale del diavolo e dei suoi agenti umani contro il regno sociale di nostro Signore Gesù Cristo», che si è «diffusa» fino alla Chiesa cattolica stessa.

 

Secondo Sua Eccellenza, una «prova» che questa rivolta contro la regalità di Cristo si sia diffusa nella Chiesa è l’incontro di Assisi del 1986, promosso da Papa Giovanni Paolo II, di cui il Vaticano ha appena celebrato il quarantesimo anniversario.

All’evento di Assisi furono invitati i leader di varie sette eretiche e scismatiche e di religioni non cristiane, tra cui protestanti, ebrei, musulmani, buddisti guidati dal Dalai Lama, indù, giainisti, sikh, shintoisti e zoroastriani.

 

Durante l’incontro la delegazione buddista ha scandalosamente collocato una statua dorata di Buddha sopra il tabernacolo della chiesa di San Pietro, si è inchinata davanti ad essa, le ha offerto incenso e si è prostrata in segno di adorazione.

 

Assisi ha dimostrato «che la Chiesa ormai non considera più queste altre religioni come false religioni dedicate a falsi dèi, ma che queste altre religioni hanno una missione sociale al fianco della Chiesa cattolica, al fianco di Nostro Signore», ha osservato monsignor Goldade.

 

Durante l’evento inaugurale di Assisi, «fu garantito a queste false religioni che avrebbero potuto avere uno spazio per praticare il loro culto secondo i loro ’diritti tradizionali’, come disse il papa», ha ricordato il giovane prelato. «Per offrire il loro falso culto, la loro falsa religione ai loro falsi dei nella Chiesa cattolica accanto alla Chiesa di nostro Signore Gesù Cristo».

 

«Questo è un grandissimo scandalo. È un’offesa ai primi comandamenti di Dio», ha sottolineato monsignore . Di conseguenza i prelati cattolici coinvolti hanno fatto molto più che semplicemente «abbassare Nostro Signore al livello di una falsa religione».

 

«In realtà, si tratta di una vera e propria negazione del nostro Signore Gesù Cristo che dice: “Io sono l’unico Figlio di Dio. Io sono l’unigenito Figlio di Dio. Io sono l’unica via per il Padre”. Quindi, è una negazione di ciò che Egli ha detto nel Suo ruolo unico di Salvatore, di Figlio che riconduce le anime al Padre. È un grandissimo scandalo. Ed è un grandissimo rifiuto della Sua regalità, della Sua regalità universale».

 

L’evento di Assisi del 1986 servì da catalizzatore per le consacrazioni episcopali dell’arcivescovo Marcel Lefebvre, fondatore della Fraternità Sacerdotale San Pio X, avvenute nel 1988, ricorda LifeSite. Già nel gennaio del 1986 Lefebvre aveva denunciato le varie cerimonie interreligiose a cui il papa e altri prelati avevano partecipato, sostenendo che avessero generato «indifferentismo religioso» e diffusione dell’eresia.

 

Nel giugno del 1988, quando l’arcivescovo annunciò finalmente le consacrazioni e ne spiegò le motivazioni, menzionò Assisi, che aveva già condannato:

 

«Non si può dire che, quando c’è un raduno come quello di Assisi, si è ancora cattolici. Non è possibile. Non si può dire lo stesso, quando c’è Kyoto, e le dichiarazioni fatte agli ebrei nella sinagoga, e la cerimonia che si è svolta a Santa Maria in Trastevere l’anno scorso, no? Nel cuore di Roma! È scandaloso, assolutamente scandaloso. Non è più cattolico».

Monsignor Lefebvre ha inoltre sottolineato ripetutamente l’importanza di Assisi nel suo sermone durante le consacrazioni del 1988: «è chiaro che l’unica verità che esiste oggi per il Vaticano è la verità conciliare, lo spirito del Concilio, lo spirito di Assisi. Questa è la verità di oggi. Ma noi non ne vogliamo sapere nulla per niente al mondo!»

 

«Ecco perché, tenendo conto della forte volontà delle attuali autorità romane di ridurre a nulla la Tradizione, di ricondurre il mondo allo spirito del Concilio Vaticano II e allo spirito di Assisi, abbiamo preferito ritirarci e dichiarare che non potevamo continuare. Non era possibile. Saremmo stati evidentemente sotto l’autorità del Cardinale Ratzinger, Presidente della Commissione Romana, che ci avrebbe diretti; ci stavamo mettendo nelle sue mani e, di conseguenza, nelle mani di coloro che vogliono trascinarci nello spirito del Concilio e nello spirito di Assisi. Questo era semplicemente impossibile».

 

«E credo davvero che non ci sia mai stata iniquità più grande nella Chiesa di quella di Assisi, che è contraria al Primo Comandamento di Dio e al Primo Articolo del Credo. È incredibile che una cosa del genere possa essere mai accaduta nella Chiesa, agli occhi di tutta la Chiesa: che umiliazione! Non abbiamo mai subito un’umiliazione simile!»

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Immagine screenshot da Twitter

 

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Una nuova mappa mondiale dei centri per la Santa Messa FSSPX

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Trovare una Messa, le coordinate di una cappella o gli orari di un priorato ora è più facile. La Fraternità Sacerdotale di San Pio X sta lanciando online un nuovo servizio globale, pensato per raccogliere in un unico luogo informazioni utili per i fedeli.   Accessibile all’indirizzo map.fsspx.org, questa mappa interattiva è destinata a sostituire quella attualmente offerta sul sito internazionale.   La ricerca può essere effettuata direttamente per città o per località, ma anche navigando sul planisfero. Le località possono essere consultate anche per paese o distretto.

Orari e informazioni pratiche

Ogni località ha una propria scheda, con, a seconda dei dati disponibili, gli orari delle messe domenicali e feriali, l’indirizzo, i recapiti, il sito web o il priorato di appartenenza.   L’accesso diretto al percorso facilita anche gli spostamenti. L’origine degli orari e le date del loro ultimo aggiornamento sono indicate affinché i fedeli possano conoscere la provenienza delle informazioni pubblicate.   Sono inoltre visibili i diversi legami tra le case: dal fascicolo di un priorato, è quindi possibile individuare le cappelle e i luoghi di culto che dipendono da esso.   In caso di errore o modifica, un sistema di reporting aiuta a mantenere aggiornate queste informazioni.  

Anche le scuole sono elencate

Il servizio non riguarda solo chiese, cappelle, priorati e missioni. Una sezione è dedicata alle scuole legate alla Fraternità Sacerdotale San Pio X o alle comunità amiche della Società.   Diversi filtri facilitano la ricerca in base al paese, al livello di istruzione, al tipo di istituto o alla presenza di un convitto.   Disponibile in francese, inglese, tedesco, spagnolo e italiano, map.fsspx.org riunisce in un’unica interfaccia informazioni finora distribuite su siti diversi.   Sia che siate vicino a casa, durante le vacanze o in occasione di un viaggio, trovare un luogo per la Messa e consultare immediatamente informazioni pratiche diventa più semplice.   Articolo previamente apparso su FSSPX.News  

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