Geopolitica
I sauditi bombardano in Yemen i proxy degli Emirati
Una coalizione a guida saudita ha condotto quello che ha descritto come un «attacco aereo limitato» contro un importante porto yemenita, colpendo una presunta fornitura di armi destinata ai separatisti appoggiati dagli Emirati Arabi Uniti.
In un comunicato diffuso martedì dall’agenzia di stampa statale saudita SPA, la Coalizione per il ripristino della legittimità in Yemen – alleanza guidata dall’Arabia Saudita costituita nel 2015 per contrastare i ribelli Houthi su richiesta del governo yemenita riconosciuto internazionalmente – ha dichiarato che l’operazione mirava a armi e veicoli da combattimento sbarcati da navi provenienti dagli Emirati Arabi Uniti. Tali rifornimenti militari erano presumibilmente diretti al Consiglio di Transizione Meridionale (STC), che mira all’autogoverno del sud del Paese.
Secondo il comunicato, due navi partite dal porto di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, sono giunte nel fine settimana senza autorizzazione governativa nel porto di Mukalla, unico scalo marittimo del governatorato meridionale di Hadramout, nello Yemen. Le imbarcazioni avrebbero disattivato i sistemi di tracciamento e scaricato ingenti quantitativi di equipaggiamento militare destinato «a supportare l’STC».
Su richiesta del presidente del Consiglio di leadership presidenziale, Rashad al-Alimi, le forze aeree della coalizione hanno colpito i materiali scaricati martedì mattina, sostenendo che l’attacco non ha provocato vittime né danni collaterali.
BIG: Saudi airstrikes hit Yemen’s Mukalla Port, targeting ships from the UAE carrying armored vehicles and weapons for UAE-backed Southern Transitional Council (STC) separatists.
Tensions between Saudi-backed and UAE-backed forces have escalated sharply after pro-UAE forces… pic.twitter.com/ExPP78VVTz
— Clash Report (@clashreport) December 30, 2025
The United Arab Emirates said it was pulling out its remaining forces in Yemen after Saudi Arabia backed a call for UAE forces to leave the country within 24 hours, in a major crisis between the two Gulf powers and oil producers https://t.co/CfKt8obCD2 pic.twitter.com/qMauZbf8I2
— Reuters (@Reuters) December 30, 2025
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Inizialmente, i separatisti dell’STC hanno combattuto fianco a fianco con la coalizione guidata dall’Arabia Saudita, intervenuta nello Yemen dopo l’inizio della guerra civile nel 2014, ma successivamente si sono orientati verso l’autonomia nel sud.
Dal 2022 controllano larga parte dello Yemen meridionale in virtù di un accordo di condivisione del potere e hanno conquistato vaste zone territoriali, tra cui le province strategicamente rilevanti di Hadramout e Mahrah, entrambe confinanti con l’Arabia Saudita. Gli Houthi dominano lo Yemen settentrionale, inclusa la capitale Sanaa, dopo aver costretto il governo sostenuto da Riad a ritirarsi verso sud. Il raid di martedì segue notizie su recenti bombardamenti sauditi contro postazioni separatiste nell’Hadramout.
Il ministero degli Esteri emiratino non ha ancora rilasciato commenti immediati. Alimi ha proclamato lo stato di emergenza in Yemen per 90 giorni, imponendo un blocco aereo, marittimo e terrestre della durata di 72 ore, e ha revocato un accordo di sicurezza con gli Emirati Arabi Uniti in seguito all’attacco. In un discorso trasmesso in televisione, ha ordinato al Consiglio di Sicurezza Nazionale di consegnare i territori alle forze appoggiate dall’Arabia Saudita, ha qualificato l’avanzata separatista come una «ribellione inaccettabile» e ha chiesto il ritiro delle truppe emiratine dallo Yemen entro 24 ore.
L’Arabia Saudita ha messo in guardia che il sostegno degli Emirati Arabi Uniti ai separatisti costituisce una «minaccia alla sicurezza nazionale del Regno, nonché alla sicurezza e alla stabilità nello Yemen e nella regione in generale», invitando contestualmente Abu Dhabi ad accogliere la richiesta yemenita di ritiro delle proprie forze.
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Immagine di Steve Lynes via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Geopolitica
Trump: gli USA potrebbero unirsi agli attacchi sauditi contro lo Yemen
“Have you decided whether to join the Saudi strikes on the Houthis?”@POTUS: “We may. We’re going to look at it. We just found out about the recent attack, so we’ll make a decision. We move very quickly.” pic.twitter.com/8aUAneK2xB
— Rapid Response 47 (@RapidResponse47) October 10, 2026
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Geopolitica
Il colloquio telefonico tra Putin e Trump: dettagli
Venerdì i presidenti russo Vladimir Putin e americano Donald Trump hanno tenuto una telefonata di 90 minuti. Hanno trattato il conflitto in Ucraina, un accordo rilevante sulle forniture di gasolio russo, la crisi con l’Iran e le prospettive di una cooperazione più ampia tra Mosca e Washington.
Trump ha definito lo scambio «un grande successo» e ha annunciato che la Russia aveva accettato di fornire milioni di tonnellate di gasolio ai mercati americani e globali per contenere l’aumento dei prezzi energetici.
Secondo Yurij Ushakov, consigliere del Cremlino per la politica estera, il colloquio è stato cordiale e sostanziale. Trump avrebbe riorganizzato la propria agenda per parlare con Putin dopo il 74° compleanno del leader russo.
Il risultato più immediato è stato un importante accordo energetico: la Russia aumenterà le esportazioni di gasolio verso gli Stati Uniti e i mercati globali, contribuendo a ridurre la carenza internazionale di carburante. Washington ha sospeso le sanzioni sul commercio di carburante russo, comprese le importazioni negli Stati Uniti.
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Trump ha precisato che la Russia fornirà subito oltre 300.000 tonnellate di gasolio, altre 500.000 a novembre e 1 milione di tonnellate poco dopo, con la possibilità di ulteriori 3 milioni di tonnellate a seconda delle condizioni delle raffinerie. Il vice primo ministro russo Alexander Novak ha confermato che Mosca revocherà prima del previsto le restrizioni all’esportazione, ribadendo i volumi e indicando che le esportazioni potrebbero arrivare a 3 milioni di tonnellate al mese, senza compromettere il mercato interno.
Il dipartimento del Tesoro statunitense ha concesso una deroga temporanea alle sanzioni fino al 7 aprile 2027. Trump ha previsto che l’accordo, insieme al controllo rivendicato da Washington sullo Stretto di Ormuzzo, farà scendere rapidamente i prezzi del diesel, a beneficio di agricoltori, autotrasportatori e consumatori americani.
Putin ha aggiornato Trump sulla situazione al fronte e sulla risposta di Mosca agli «attacchi terroristici» ucraini contro infrastrutture e obiettivi civili in territorio russo. Ha ribadito che Mosca mantiene l’iniziativa e resta impegnata a perseguire i propri obiettivi, pur restando disponibile a una soluzione diplomatica duratura.
Il leader russo ha però affermato che Kiev ha di fatto sabotato la ripresa immediata dei negoziati trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti. Nella precedente conversazione si era discusso di riavviare i colloqui dopo le elezioni della Duma di Stato; secondo Ushakov, gli attacchi di droni ucraini, anche contro seggi elettorali e personale, hanno cambiato radicalmente la situazione. Mosca riconsidererà quindi i tempi di eventuali nuovi negoziati. Trump avrebbe promesso di comunicare la posizione russa agli inviati ucraini che incontreranno Steve Witkoff e Jared Kushner a Miami.
Putin ha sottolineato che una soluzione negoziata con Teheran rimane possibile, citando l’incontro dell’8 ottobre con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in Turkmenistan. Secondo Ushakov, Washington e Teheran hanno mantenuto contatti indiretti tramite il Qatar nonostante la retorica di confronto. Mosca ha ribadito l’offerta di accettare uranio iraniano altamente arricchito come possibile via d’uscita dallo stallo nucleare, e Trump ha accolto positivamente il coinvolgimento russo.
Putin ha ringraziato personalmente la First Lady Melania Trump per il suo impegno nel riunire i bambini separati dalle famiglie durante il conflitto. I due leader hanno inoltre discusso della situazione a Aleshki (regione di Kherson) e concordato che la funzionaria russa per i diritti umani Yana Lantratova manterrà contatti diretti con l’ufficio di Melania.
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I presidenti si sono detti soddisfatti dei canali di comunicazione esistenti tra le rispettive amministrazioni e agenzie, e hanno concordato di mantenerli. Putin ha apprezzato l’attenzione di Trump e del suo team alle relazioni con la Russia, nonostante le priorità interne e mediorientali di Washington. Non è stato discusso alcun vertice specifico, ma Ushakov ha indicato che il prossimo summit APEC in Cina potrebbe offrire un’occasione di incontro se entrambi vi partecipassero. Non sono state rese note eventuali concessioni americane in cambio dell’accordo sul gasolio.
La telefonata era stata inizialmente proposta dalla parte americana per gli auguri di compleanno (7 ottobre). Witkoff aveva contattato il Cremlino quel giorno per trasmettere gli auguri di Trump, suoi e di Kushner. La chiamata è stata organizzata tenendo conto del viaggio di Putin in Turkmenistan e del fuso orario; Trump ha aperto la conversazione con gli auguri di Melania
I due hanno anche parlato di sport, con Trump che ha elogiato il contributo della stella dell’hockey Alexander Ovechkin.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
Musk: Zelens’kyj si è spinto troppo oltre
@RapidResponse47 @POTUS Zelensky has gone too far
— Elon Musk (@elonmusk) October 10, 2026
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