Geopolitica
Trump: «l’accordo su Gaza è vicino»
Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato venerdì che un accordo per porre fine al conflitto a Gaza è imminente, senza però fornire dettagli specifici.
Le sue parole sono giunte poche ore dopo che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva annunciato all’Assemblea generale delle Nazioni Unite la sua determinazione a «completare l’opera» di eliminazione di Hamas dall’enclave.
«Credo che forse abbiamo raggiunto un accordo su Gaza, siamo molto vicini a un’intesa, sembra proprio che ci siamo», ha affermato Trump ai giornalisti alla Casa Bianca venerdì.
Trump e Netanyahu hanno in programma un incontro a Washington lunedì. «Penso che sarà un accordo che garantirà il rilascio degli ostaggi e metterà fine alla guerra», ha aggiunto Trump.
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All’inizio della settimana, Trump e alti funzionari americani hanno presentato un piano di pace in 21 punti ai leader arabi e islamici, come riferito dall’inviato per il Medio Oriente, Steve Witkoff, durante l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Secondo fonti dei media, il piano include un cessate il fuoco permanente, la liberazione di tutti gli ostaggi, una nuova governance per Gaza senza Hamas e un graduale ritiro israeliano.
«Riteniamo che questo piano risponda alle preoccupazioni di Israele e, al contempo, a quelle dei paesi vicini nella regione», ha dichiarato Witkoff. «Siamo fiduciosi, addirittura molto fiduciosi, che nei prossimi giorni potremo annunciare una svolta significativa».
La posizione di Trump sul futuro di Gaza è apparsa incoerente. A marzo, aveva dichiarato che «nessun palestinese sarà espulso» dall’enclave, ma a maggio aveva espresso il desiderio che gli Stati Uniti assumessero il controllo del territorio per «trasformarlo in una zona di libertà», invitando i residenti a lasciarlo.
Tuttavia, prima del discorso di Netanyahu alle Nazioni Unite di venerdì, Trump ha chiarito che non permetterà l’annessione della Cisgiordania occupata, opponendosi alle richieste di alcuni politici israeliani di estrema destra che chiedono l’estensione della sovranità sull’area. «Non accadrà», ha detto Trump ai giornalisti nello Studio Ovale, aggiungendo: «Ne abbiamo avuto abbastanza. È ora di fermarsi».
Questo mese, Netanyahu ha approvato un controverso piano di espansione degli insediamenti in Cisgiordania.
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Immagine di pubblico dominio Cc0 via Flickr
Geopolitica
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Animali
Il capo della NATO Rutte rivela di aver parlato con un cane
Il segretario Generale della NATO Mark Rutte ha affermato di aver avuto un dialogo con un cane nel corso del suo più recente viaggio a Kiev, mentre insisteva sulla necessità di proseguire con gli aiuti militari all’Ucraina. Queste parole sono state pronunciate durante un dibattito congiunto con il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco di Baviera, svoltasi sabato.
Rutte si era recato nella capitale ucraina all’inizio di febbraio, occasione in cui aveva garantito che i paesi occidentali avrebbero mantenuto il proprio impegno, arrivando persino a ipotizzare l’invio di truppe in Ucraina, ipotesi giudicata inaccettabile da Mosca.
Sabato ha rievocato quella visita, menzionando in particolare l’incontro con un cane addestrato alla ricerca di esplosivi di nome Patron, il cui nome in ucraino significa «cartuccia di proiettile».
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Il Jack Russell Terrier del Servizio di emergenza statale ucraino è diventato una vera e propria mascotte per Kiev nel contesto del conflitto con la Russia ed è stato protagonista di una serie di cartoni animati su YouTube, finanziati attraverso i programmi di sovvenzioni dell’USAID e successivamente sospesi dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sciolto l’agenzia.
«Ho persino guardato il cane negli occhi e mi ha detto: “Non cederemo mai”», ha dichiarato Rutte, ribadendo l’urgenza di un sostegno più deciso a Kiev. Ha poi proseguito sottolineando che il conflitto ha provocato numerose perdite alla Russia, invitando i sostenitori occidentali di Kiev ad «assicurarsi» che l’Ucraina disponga «degli strumenti offensivi di cui ha bisogno… per colpire qualsiasi cosa debba colpire in Russia».
L’anno scorso il Rutte aveva suscitato perplessità quando, durante il vertice NATO all’Aia, aveva chiamato Trump «papà», così come per i suoi messaggi personali di adulazione al presidente statunitense, resi pubblici dallo stesso Trump in più occasioni.
Come riportato da Renovatio 21, il mese scorso l’eurodeputata francese Nathalie Loiseau ha soprannominato il Rutte«dipendente del mese di McDonald’s», dopo che Rutte aveva assicurato a Trump il proprio impegno a individuare una «via d’uscita» al progetto del presidente statunitense di acquisire la Groenlandia.
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Immagine di NATO North Atlantic Threaty via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic
Geopolitica
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