Geopolitica
Ramaswami: i «pazzi» di Washington cercano un cambio di regime in Russia
Il coinvolgimento degli Stati Uniti nel conflitto tra Mosca e Kiev non mira a «difendere l’Ucraina», ma piuttosto a tentare di forzare un cambio di regime in Russia, ha affermato l’ex candidato repubblicano alle presidenziali Vivek Ramaswamy.
Ramaswamy – giovane di origini indiane (si propone come «induista monoteista») che ha fatto i miliardi con investimenti in farmaceutica – ha avvertito che il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il «caucus bipartisan dei guerrafondai» si stanno preparando per una guerra con Mosca per raggiungere il loro obiettivo finale.
«Questi pazzi [«lunatics», in originale] cominciano a sembrare come se volessero un attacco totale alla Russia. È una follia», ha scritto sabato su X, condividendo un’intervista rilasciata alla conduttrice di Fox News Laura Ingraham, in cui si discuteva del coinvolgimento degli Stati Uniti nel conflitto Russia-Ucraina.
Listen carefully to Biden & the bipartisan warmonger caucus on Ukraine. It’s no longer just about “defending” Ukraine. These lunatics are starting to sound like they want full-on offense on Russia. It’s lunacy. pic.twitter.com/yJuR3Bf9o2
— Vivek Ramaswamy (@VivekGRamaswamy) June 8, 2024
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Ramaswamy concorda con le osservazioni di Ingraham secondo cui la Casa Bianca si sta «preparando per una guerra con la Russia», con una «spinta offensiva all’interno della Russia per sconfiggere Putin» e rovesciare il governo, avvertendo che Washington dovrebbe stare attenta alle conseguenze delle sue azioni».
«Victoria Nuland potrebbe non essere più nell’edificio, ma questo è ancora lo stesso spirito che pervade il Dipartimento di Stato e non solo», ha detto il Ramaswamy, riferendosi al sottosegretario di Stato per gli affari politici recentemente in pensione, figura chiave dietro il Crisi ucraina iniziata con il colpo di Stato di Maidan dieci anni fa. La Nuland è stata un’ardente sostenitrice del sostegno all’Ucraina attraverso mezzi militari, chiedendo di prendere di mira il territorio russo con armi NATO, ha sostenuto che il cambiamento di regime è sempre stato l’obiettivo principale di Washington ed è «la ragione per cui non hanno mai dichiarato lo scopo della guerra in Ucraina».
Victoria Nuland may no longer be at the State Department, but her legacy lives on. The reason they never stated the war aim in Ukraine is they wanted the flexibility to move the goalpost. They’re going for what they’ve wanted all along: regime change in Russia (without thinking… pic.twitter.com/oN6GRfk6JC
— Vivek Ramaswamy (@VivekGRamaswamy) June 8, 2024
«Non c’è stato un obiettivo di guerra che sia stato articolato, in parte, perché permette alle persone che tirano le fila di considerare il cambiamento di regime come l’obiettivo finale che stanno pianificando», ha spiegato Ramaswamy.
«Bisogna stare attenti a ciò che si desidera se si intende sostenere un cambio di regime in Russia», ha avvertito, sottolineando che gli Stati Uniti hanno «già giocato a questo gioco» e sostanzialmente hanno fallito.
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«Questa strada non finisce in un luogo che promuove gli interessi americani», ha continuato l’ex candidato repubblicano, aggiungendo che garantire un «accordo ragionevole» per risolvere il conflitto è la strada giusta da percorrere.
La settimana scorsa, Washington e diversi alleati hanno concesso a Kiev il permesso di utilizzare i sistemi d’arma forniti dall’Occidente per colpire più in profondità nel territorio russo, cosa che Mosca considera una significativa escalation che potrebbe innescare una risposta «asimmetrica».
Mentre il Biden insiste sul fatto che è «improbabile» che tale manovra aumenti il coinvolgimento occidentale nel conflitto, il presidente russo Vladimir Putin ha avvertito che potrebbe portare a «problemi molto seri», suggerendo che Mosca potrebbe persino fornire «armi simili» ad altre regioni del mondo in cui verranno utilizzati contro i siti sensibili di questi Paesi occidentali, esacerbando quindi le prospettive di «conflitti asimmetrici» in tutto il mondo.
Come riportato da Renovatio 21, da candidato presidenziale il Ramaswamy aveva detto di volere gli USA fuori dalla NATO, preconizzando che l’Ucraina finirà in mano ad un «signore della guerra post-Zelens’kyj».
Ritiratosi dalla corsa presidenziale, Ramaswamy ha dato il suo totale appoggio a Donald J. Trump.
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Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
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Netanyahu vuole portare Erdogan alla Corte Penale Internazionale
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Geopolitica
La Russia colpisce dante center e siti logistici in Ucraina. Bombardata anche Vodafone
Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che l’esercito russo ha preso di mira i data center degli operatori di telefonia mobile, oltre a numerosi magazzini e infrastrutture critiche in tutta l’Ucraina.
Domenica il ministero ha aggiornato l’ultima serie di attacchi a lungo raggio, elencando gli obiettivi. Nella regione di Kiev è stato colpito un grande magazzino del gruppo Zammler, usato per stoccare e distribuire gli aiuti militari occidentali destinati all’Ucraina.
Filmati online mostrano una colonna di fumo nero dal centro logistico nel villaggio di Krasilovka. Il magazzino avrebbe subito danni consistenti e gli impatti avrebbero innescato un incendio durato diverse ore.
Местни медии разпространяват кадри от удар по Киев през изминалата нощ.
Според кмета Кличко е ударен склад, което е предизвикало пожар.
Руското министерство на отбраната съобщава,
че руските сили са нанесли удар по център за данни на Vodafone в Киев – един от големите… pic.twitter.com/qzRYtJwZTW— Стамен Тошков (@StamenToskov) September 27, 2026
🇷🇺🇺🇦⚡️ — Le conseguenze di un attacco contro un centro logistico appartenente alla società di trasporti Zammler Group nell’oblast di Kiev. pic.twitter.com/yTlMOcrjjJ
— Erny110393 🇮🇹🇷🇺 (@erny110393) September 28, 2026
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Gli attacchi hanno colpito anche un data center a Kiev di Vodafone Ucraina. Il ministero ha descritto il principale fornitore come una delle «maggiori aziende che forniscono servizi di comunicazione mobile e internet ad alta velocità» all’esercito ucraino. Più tardi, nello stesso giorno, sono stati colpiti anche i data center del provider Omega Telecom e dell’operatore Kievstar.
Di recente Mosca ha concentrato l’attenzione sui data center ucraini: diversi fornitori di internet e telefonia hanno segnalato danni e problemi di connettività.
Les forces armées russes 🇷🇺 ont frappé un centre de traitement de données de l’entreprise britannique 🇬🇧 Vodafone.
Elle fournit des services de téléphonie mobile et d’internet aux forces armées 🇺🇦
Vodafone est l’un des plus grands opérateurs de téléphonie mobile au monde. pic.twitter.com/ER2MSN7Bs8
— Benoit Martin (@benoitm_mtl) September 27, 2026
Russia continues to strike Ukrainian internet providers. And really, what do Ukrainian Nazis need the internet for? 😂
In Kiev, a strike hit the office of the mobile operator Vodafone in the Lukyanivka district. pic.twitter.com/UnErf050cY
— Victor vicktop55 commentary (@vick55top) September 27, 2026
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Secondo il ministero, due magazzini usati per lo stoccaggio di droni d’attacco sono stati colpiti nell’oblast’di Nikolaev, e un altro deposito per droni intercettori a Odessa. In precedenza il produttore ucraino Pegasus Arms aveva sospeso le attività, sostenendo che lo stabilimento era stato gravemente danneggiato dai raid russi all’inizio di questa settimana. L’azienda aveva già interrotto le operazioni a fine anno scorso per gli attacchi, per poi riprenderle dopo il trasferimento della produzione.
La città portuale di Kiliya, sul Danubio, è stata colpita duramente nell’ultima ondata. Secondo il ministero sono stati presi di mira siti infrastrutturali portuali, una base navale, un posto di guardia di frontiera e quattro magazzini di equipaggiamento militare. Inoltre l’esercito ha colpito due navi da carico al largo di Odessa, ritenute usate per il trasporto di materiale militare e merci a duplice uso per le forze ucraine.
Nelle ultime settimane sia Kiev sia Mosca hanno intensificato gli attacchi a lungo raggio dopo che l’Ucraina ha lanciato la sua «campagna di pressione» durante l’estate. La Russia ha risposto ampliando in modo marcato il raggio d’azione dei raid in tutto il Paese, paralizzando di fatto il traffico marittimo ucraino nei porti del Mar Nero e causando gravi interruzioni alla logistica in altre zone.
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Immagine screenshot da Twitter
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