Catastrofi
Presunta sabotatrice del Nord Stream mostrata ignuda sul tabloide tedesco
Il tabloide tedesco Bild ha pubblicato immagini di nudo di una donna ucraina presumibilmente coinvolta nel sabotaggio del gasdotto Nord Stream avvenuto nel 2022.
Secondo quanto riportato dalla stampa, la donna faceva parte di un gruppo di cittadini ucraini sospettati dagli investigatori tedeschi di aver noleggiato lo yacht Andromeda per condurre la complessa operazione sottomarina.
Le affermazioni sul passato della donna come modella erotica – identificata con lo pseudonimo di «Freya» – sono state riportate per la prima volta da Bojan Pancevski, capo corrispondente politico europeo del Wall Street Journal, nel suo libro sull’attacco al Nord Stream. Il resoconto del Pancevski si basa in parte su interviste con persone presumibilmente collegate al caso.
🇺🇦🇷🇺🇩🇪 Ukraine’s Nord Stream diving team included Freya, a former erotic model.
In her twenties she’d posed for erotic magazines, including a cover shot in a captain’s coat with the headline “Why does the Crimean sun awaken sexy feelings?”
She was also reportedly the best… pic.twitter.com/CE7dHVNMST
— Mario Nawfal (@MarioNawfal) April 27, 2026
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Le foto pubblicate dalla Bild includono immagini di Freya completamente nuda, il cui vero nome era stato precedentemente indicato dalla stampa.
Una foto la ritrae sulla copertina di una rivista erotica del 2004; un’altra la mostra su un divano. In entrambe le foto il volto della donna è oscurato.
Funzionari russi hanno espresso scetticismo riguardo alle narrazioni dei media occidentali sull’indagine, suggerendo che tali resoconti tentino di attribuire la responsabilità ad elementi ucraini deviati per quello che Mosca considera un atto di terrorismo appoggiato o potenzialmente perpetrato dalla NATO.
Renovatio 21 all’epoca, di fronte alla notizia che dai media germanici rimbalzava sul New York Times, aveva definito la questione come «l’ultima barzelletta». La storia fu rimpolpata anche dal Washington Post, che disse che un alto ufficiale ucraino aveva coordinato le esplosioni. La possibile colpevolezza degli USA nel frattempo aveva scaldato anche la diplomazia cinese. Putin parlava di «terrorismo di Stato».
Come riportato da Renovatio 21, la storia del commando di sub ucraini sabotatori era nata proprio sulla stampa tedesca, in quella che appariva come la negazione diretta della tesi del premio Pulitzer Seyomur Hersh, che dopo un’inchiesta con fonti all’interno dell’organizzazione aveva indicato come l’operazione fosse stata comandata dalla Casa Bianca di Joe Biden (in particolare, si faceva il nome di Jake Sullivan) con l’aiuto di elementi militari norvegesi.
Come riportato da Renovatio 21, la negazione della tesi di Hersh – che ha in seguito ripetuto che il vero obbiettivo della devastante operazione non era solo la Russia, ma soprattutto la Germania e di conseguenza l’intera Europa – trovò grandi sostenitori al Bundestag, dove parlamentari democristiani della CDU accusarono il partito AfD, che aveva chiesto una commissione di inchiesta sul Nord Stream, di collusione con la Russia, dicendo pure oscuramente che a Hersh nessuno crede più. La mozione per la commissione di inchiesta al Bundestaggo fu quindi bloccata, e l’allora cancelliere Scholzo andò nello Studio Ovale di Biden scodinzolando con la coda fra le gambe.
In seguito, la CIA ha continuato a seminare indizi sulla pista ucraina, al punto da comunicare, due mesi fa, di essere stata a conoscenza del complotto.
Le presunte responsabilità ucraine nella distruzione del Nord Stream non arrivano a poco prezzo: a inizio anno la leader del partito tedesco AfD Alice Weidel ha dichiarato che lo Zelens’kyj deve pagare per aver fatto saltare in aria il Nord Stream. Nel frattempo, la Corte Federale di Giustizia tedesca ha stabilito che dietro al sabotaggio del gasdotto vi siano «intelligence straniere».
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La Polonia ha domandato la sospensione delle indagini sulla catastrofe. Varsavia aveva inoltre rifiutato l’estradazione di un cittadino ucraino sospettato. Secondo ricostruzioni emerse sui giornali in questi anni, la Polonia avrebbe coperto la squadra di guastatori, una narrativa lontana da quella secondo cui sarebbero stati invece americani,
La stampa nazionale aveva riportato che un arresto per il Nord Stream era stato effettuato anche in Italia.
Come riportato da Renovatio 21, un’isola danese vicina al Nord Stream ha registrato il fenomeno di misteriose onde acustiche.
Ricordiamo un significativo commento analitico di Hersh successivo allo scoop: il disastro del Nord Stream potrebbe costituire la fine della NATO. Il Nord Stream, come l’avevamo definito su Renovatio 21, è l’incredibile concrezione del Mulino di Amleto, gorgo cosmico-marittimo che, nella mitologia nordica, ingoia tutto quanto. Lo stesso Patto Atlantico, quindi, potrebbe finirci dentro.
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Immagine da Twitter