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Ordine e giurisdizione: inconsistenza dell’accusa di scisma
La Fraternità si difende da ogni accusa di scisma e ritiene, sulla base della teologia tradizionale e dell’insegnamento costante della Chiesa, che una consacrazione episcopale non autorizzata dalla Santa Sede, quando non sia accompagnata né da un’intenzione scismatica, né dal conferimento della giurisdizione, non costituisca una rottura della comunione ecclesiale.
La costituzione Lumen gentium sulla Chiesa enuncia al capitolo III, n° 21, che il potere di giurisdizione è conferito dalla consacrazione episcopale contemporaneamente al potere d’ordine. Il decreto Christus Dominus, sull’ufficio pastorale dei vescovi nella Chiesa, enuncia il medesimo principio nel suo Preambolo al n° 3. Tale affermazione è ripresa dal Codice di Diritto Canonico del 1983, al canone 375 § 2.
Ora, nella Chiesa, la ricezione del potere episcopale di giurisdizione dipende per diritto divino dalla volontà del Papa, e lo scisma si definisce precisamente come l’atto di colui che si arroga una giurisdizione in modo autonomo e senza tenere conto della volontà del Papa. È per questo motivo che, secondo tali documenti, una consacrazione episcopale compiuta contro la volontà del Papa sarebbe necessariamente un atto scismatico.
Questa argomentazione, che vorrebbe concludere che le future consacrazioni episcopali in seno alla Fraternità sarebbero scismatiche, riposa interamente sul postulato del Concilio Vaticano II, secondo cui la consacrazione episcopale conferirebbe contemporaneamente il potere d’ordine e quello di giurisdizione.
Ora, secondo il parere di pastori e teologi la cui autorità era riconosciuta al tempo del Concilio Vaticano II, questo postulato non è tradizionale ed è privo di fondamento solido. Durante il Concilio, il cardinal Browne e Mons. Luigi Carli lo hanno dimostrato nelle loro osservazioni scritte sullo schema della futura costituzione Lumen gentium. Lo stesso fece Mons. Dino Staffa, appoggiandosi ai dati meglio attestati della Tradizione.
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Pio XII ha dichiarato a tre riprese, nella Mystici corporis nel 1943, nella Ad Sinarum gentem nel 1954 e nella Ad apostolorum principis nel 1958, che il potere episcopale ordinario di governo di cui godono i vescovi, e che essi esercitano sotto l’autorità del Sommo Pontefice, è loro comunicato in modo immediato – vale a dire senza l’intermediario della consacrazione episcopale – dallo stesso Sommo Pontefice: «immediate sibi ab eodem Pontifice Summo impertita». Se questo potere è loro conferito in modo immediato dal solo atto della volontà del Papa, non si vede come esso possa derivare dalla consacrazione.
Tanto più che la maggior parte dei teologi e dei canonisti nega assolutamente che la consacrazione episcopale conferisca il potere di giurisdizione.
Anche la disciplina della Chiesa è in contraddizione con questa tesi. Infatti, se il potere di giurisdizione fosse conferito dalla consacrazione, come potrebbe essere vero che un Sommo Pontefice eletto, che non fosse ancora consacrato vescovo, possiede già per diritto divino la pienezza del potere di giurisdizione, nonché l’infallibilità, a partire dal momento stesso in cui accetta la sua elezione?
Secondo la stessa logica, se fosse la consacrazione a conferire la giurisdizione, i vescovi residenziali nominati ma non ancora consacrati, nonostante siano già posti a capo della loro diocesi come veri pastori, non avrebbero alcun potere di giurisdizione né alcun diritto di sedere in concilio, mentre in realtà possiedono formalmente entrambe queste prerogative prima della loro consacrazione episcopale.
Quanto ai vescovi titolari, che non godono di alcuna autorità su alcuna diocesi, essi sarebbero stati privati per secoli dell’esercizio di un potere di giurisdizione che, secondo la Lumen gentium, avrebbero ricevuto in virtù della loro consacrazione.
Se si obietta che la consacrazione conferisce già un potere di giurisdizione propriamente detto, ma che richiede l’intervento del Papa per poter essere esercitato concretamente, rispondiamo che tale distinzione è fittizia, poiché Pio XII afferma chiaramente che è il potere di giurisdizione nella sua essenza a essere immediatamente comunicato dal Papa, il quale non si limita dunque a realizzare una condizione richiesta per il buon esercizio di tale potere.
I vescovi che saranno consacrati il prossimo 1° luglio come ausiliari della Fraternità non si arrogheranno dunque alcuna giurisdizione contro la volontà del Papa, e non saranno affatto scismatici.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine da FSSPX.News
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Profanazione in una cappella di Bari
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La Russia colpisce uno stabilimento di Kiev per la produzione di droni
Il ministero della Difesa russo ha riferito che la Russia ha condotto attacchi di alta precisione contro installazioni militari e industriali ucraine a Kiev.
In una dichiarazione rilasciata sabato, il ministero ha affermato che le forze russe hanno condotto attacchi notturni contro lo stabilimento Aerodron di Kiev, che produce velivoli a pilotaggio remoto (UAV).
Gli attacchi hanno colpito anche gli stabilimenti della Fanplit, dove vengono assemblati e stoccati i droni Fire Point-2. Il sito era stato camuffato da impianto civile per la produzione di compensato e mobili, ha aggiunto il ministero.
🇷🇺💥🇺🇦 RUSSIAN MOD: STRIKES HIT KIEV DEFENSE INDUSTRY, TWO DRONE PLANTS TARGETED
Russian Armed Forces struck defense industry facilities in Kiev, hitting the Aerdron enterprise, which manufactures UAVs, the Russian Defense Ministry reported.
Forces also struck the Fanplit… pic.twitter.com/nl1B53UZZf
— DD Geopolitics (@DD_Geopolitics) July 11, 2026
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Il ministero della Difesa di Mosca ha inoltre segnalato attacchi contro i porti di Izmail, Chernomorsk e Yuzhny nella regione di Odessa, descrivendoli come importanti snodi logistici utilizzati dalle forze armate ucraine. Tra gli obiettivi figuravano depositi di carburante, magazzini per il trasporto di materiale militare, depositi di armi e attrezzature e infrastrutture portuali a supporto delle operazioni militari ucraine.
La valutazione degli attacchi a lungo raggio in corso ha confermato che gli armamenti russi mantengono la capacità di «penetrare in modo affidabile qualsiasi sistema di difesa antiaerea o missilistica fornito a Zelens’kyj da sponsor occidentali», ha affermato il ministero della Difesa in una dichiarazione separata rilasciata nel corso della giornata. Le capacità di attacco a lungo raggio del Paese non sono concentrate esclusivamente sugli «obiettivi nella presunta Kiev meglio difesa», poiché le truppe continuano a colpire località designate in tutta l’Ucraina, così come nel Mar Nero su «vari tipi di navi che trasportano armi e attrezzature militari per il regime di Zelens’kyj», ha aggiunto il ministero.
Secondo il ministero della Difesa russo, il bombardamento notturno è stato effettuato in risposta agli attacchi di Kiev contro le infrastrutture civili russe.
Kiev ha intensificato gli attacchi con droni a lungo raggio contro infrastrutture energetiche e obiettivi civili all’interno della Russia, a fronte delle continue battute d’arresto sul campo di battaglia. La scorsa settimana, il ministero della Difesa russo ha annunciato la liberazione dell’importante roccaforte ucraina di Konstantinovka, nel Donbass nord-occidentale, dopo settimane di aspri combattimenti, affermando che l’avanzata ha aperto la strada verso l’agglomerato di Slavjansk-Kramatorsk, le ultime due grandi città della regione ancora in mano alle forze ucraine.
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Immagine di Kevin M. Gill via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
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Google maps accusata di essere dietro le nuove tensioni al confine baltico tra Russia e Estonia
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