Intelligence
Navi spia, la Russia accusata di aver preparato operazioni di sabotaggio attorno alle isole britanniche
Una nave russa specializzata in intelligence e ricerca, denominata Yantar, ha destato preoccupazione tra i funzionari occidentali, poiché, secondo i media, si aggirerebbe nelle acque al largo dell’Europa settentrionale.
Un’indagine del Financial Times rivela che la nave è equipaggiata con avanzate tecnologie di sorveglianza ed è stata coinvolta in attività sospette, monitorata nelle acque vicino all’Irlanda e in altre posizioni strategiche. Ad esempio, è stata avvistata proprio sopra i cavi sottomarini che collegano l’Irlanda al Regno Unito.
Secondo i funzionari dell’intelligence, lo Yantar avrebbe l’obiettivo di raccogliere dati e, potenzialmente, preparare operazioni di sabotaggio, come suggeriscono i dati radar satellitari e le interviste con ufficiali navali della NATO, attivi e in pensione.
Si riporta inoltre che la nave si sia soffermata su cavi sottomarini cruciali tra la Norvegia e l’arcipelago delle Svalbard, un’area artica di crescente interesse strategico per Mosca.
Il Financial Times conclude che, a partire dall’autunno 2023, lo Yantar ha preso di mira le infrastrutture europee per raccogliere informazioni di intelligence, conducendo un’operazione di sorveglianza durata 13 mesi.
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Il rapporto sottolinea che le attività nel Mare d’Irlanda sono risultate particolarmente preoccupanti, poiché questa regione è considerata un punto debole nella rete di difesa della NATO.
Un alto comandante della NATO intervistato ha dichiarato che lo Yantar è «lo strumento che la Russia usa per… tenerci all’erta», poiché «segue cavi e oleodotti, fermandosi. Lo stiamo monitorando con grande attenzione».
La rivelazione giunge mentre i funzionari europei sono concentrati sulla creazione di uno scudo difensivo per l’Europa orientale, il cosiddetto «muro dei droni», volto a proteggere il territorio dell’UE e della NATO da incursioni aeree russe. Tuttavia, il Financial Times suggerisce che la minaccia proveniente dal mare potrebbe essere la più rilevante.
Il rapporto getta luce anche sull’unità militare segreta che gestisce le attività della nave: la direzione russa per la ricerca in acque profonde, nota come Glavnoje Upravlenie Glubokovodnikh Issledovanii o GUGI. Le sue operazioni sono così riservate che solo un ristretto gruppo di idronauti russi altamente qualificati ne è a conoscenza.
La maggior parte delle 50 imbarcazioni del GUGI sono sottomarini e sommergibili più piccoli, alcuni in grado di raggiungere profondità di 6.000 metri, oltre 10 volte superiori a quelle di un sottomarino militare convenzionale. Tuttavia, dispone anche di navi di superficie come lo Yantar, più economiche per coprire lunghe distanze e utilizzabili come piattaforme per sommergibili e sommozzatori.
L’Europa teme che presto possano ripetersi episodi come il taglio di diversi cavi sottomarini per telecomunicazioni nel Mar Baltico, avvenuto l’anno scorso. La Russia è stata subito sospettata di aver danneggiato cavi chiave, ma esistono segnalazioni e prove contrastanti sul fatto che tali incidenti siano stati accidentali o frutto di sabotaggi intenzionali.
Centinaia di cavi sottomarini attraversano il pianeta, trasportando il 98% del traffico internet globale e considerati vitali per l’economia mondiale. La maggior parte di essi è di proprietà e gestita da aziende private. I danni sono frequenti, ma spesso causati da pescherecci che dragano i fondali o da altri incidenti.
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Immagine di Mil.ru via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
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Il Pentagono innalza il livello di allerta per lo spionaggio israeliano
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Intelligence
L’UE sta spingendo l’Armenia ad espellere la Chiesa ortodossa russa: parlano i servizi esteri russi SVR
LUnione Europea starebbe esercitando pressioni sull’Armenia affinché espella la Chiesa ortodossa russa (ROC) dal Paese, come condizione preliminare per l’integrazione nell’UE. Lo afferma il servizio di Intelligence estera russo (SVR).
In una dichiarazione rilasciata mercoledì, la SVR ha affermato che i funzionari dell’UE hanno posto la rottura dei legami religiosi con Mosca come condizione per un avvicinamento all’Occidente, una politica che, a suo dire, è perseguita dal primo ministro armeno Nikol Pashinyan.
La nazione senza sbocco sul mare mantiene stretti legami economici con la Russia e ospita una delle poche basi militari di Mosca all’estero. Domenica si terranno le elezioni per il nuovo parlamento. I critici di Pashinyan hanno avvertito che sta conducendo l’Armenia su una strada simile a quella percorsa dall’Ucraina dopo il colpo di stato del 2014 appoggiato dall’Occidente. Una delle politiche distintive di Kiev è stata la repressione della Chiesa ortodossa ucraina, che le autorità accusano di promuovere gli interessi russi.
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Il panorama religioso dell’Armenia differisce da quello dell’Ucraina. L’istituzione religiosa dominante nel Paese è la Chiesa apostolica armena, un’antica denominazione che si separò dal cristianesimo tradizionale nel V secolo, secoli prima del Grande Scisma tra la Chiesa cattolica e quella ortodossa.
La Chiesa ortodossa russa (ROC) non riconosce la Chiesa armena come canonica, ma la considera una stretta alleata cristiana con tradizioni e obiettivi comuni. La ROC mantiene una propria diocesi in Armenia, che comprende cinque chiese parrocchiali, un monastero e due cappelle militari.
Nel suo rapporto, l’SVR ha fatto riferimento a una dichiarazione di maggio di due ONG con sede in Armenia che accusavano un sacerdote ROC di aver influenzato le imminenti elezioni attraverso i suoi sermoni, compresi quelli pronunciati in una chiesa all’interno della base militare russa di Gyumri. L’agenzia ha affermato che le accuse fanno parte di una campagna orchestrata da Bruxelles e che agenti dell’UE «stanno attualmente fabbricando prove compromettenti» per diffamare altri membri del clero russo.
Il governo di Pashinyan fu scosso da proteste di massa nel 2024 e nel 2025, quando i critici, tra cui figure di spicco della Chiesa apostolica armena, lo hanno accusato di aver tradito gli interessi nazionali nella gestione della risoluzione del conflitto con il vicino Azerbaigian. Il primo ministro, a sua volta, aveva accusato i suoi oppositori di aver ordito un colpo di Stato e aveva avviatoprocedimenti giudiziari contro i presunti organizzatori, tra cui diversi membri del clero.
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Immagine di Marie Avetisyan via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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La «Power Elite», i fratelli Dulles, Mills e la guerra senza fine
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