Oligarcato
Morta suicida l’accusatrice di Epstein e del principe Andrea
Virginia Giuffre, una delle principali sopravvissute all’organizzazione dedita al traffico sessuale di esseri umani guidata da Jeffrey Epstein e una delle principali sostenitrici delle vittime di abusi sessuali, si è suicidata all’età di 41 anni, ha dichiarato la sua famiglia in una dichiarazione alla NBC News venerdì.
Giuffre è mancata nella sua fattoria a Neergabby, nell’Australia Occidentale, dove viveva con il marito e i tre figli dal 2019.
«È con il cuore profondamente spezzato che annunciamo che Virginia è morta ieri sera nella sua fattoria nell’Australia Occidentale. Si è suicidata, dopo essere stata vittima per tutta la vita di abusi sessuali e traffico di esseri umani», ha dichiarato la sua famiglia a NBC News.
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L’hanno descritta come «una fiera guerriera nella lotta contro gli abusi sessuali e il traffico sessuale», aggiungendo che «il prezzo degli abusi è così pesante che per Virginia è diventato insopportabile gestirne il peso.
Giuffre ha avuto un ruolo determinante nel portare l’attenzione mondiale sulla rete di abusi di Epstein, fornendo informazioni cruciali alle forze dell’ordine che hanno contribuito alla condanna della complice di Epstein, Ghislaine Maxwell, figlia del magnate della stampa britannica finito in disgrazia Robert Maxwell, secondo alcuni spia del Mossad.
La Giuffre anche intentato una causa civile di alto profilo contro il principe Andrea d’Inghilterra, sostenendo che lui avesse abusato sessualmente di lei quando aveva 17 anni. Il caso è stato risolto in via stragiudiziale nel 2022, con il principe Andrea che ha negato le accuse.
Jeffrey Epstein è morto in una cella di un carcere di Nuova York nell’agosto 2019, in attesa del processo per accuse federali di traffico sessuale. La sua morte è stata ufficialmente dichiarata suicidio, sebbene sia rimasta oggetto di un intenso scrutinio pubblico e di diffuse speculazioni, dati i personaggi di alto profilo legati al suo caso.
Non si tratta del primo suicidio tra le ragazze legate al caso Epstein. Documenti giudiziari desecretati lo scorso anno hanno anche rivelato la vicenda di Ruslana Korshunova, una modella kazaka-russa che si è suicidata gettandosi dal suo appartamento di Manhattan nel 2008. Secondo quanto riferito, Korshunova aveva volato sul jet privato di Epstein fino alla sua isola privata, Little St. James, due anni prima della sua morte. Dopo la morte di Korshunova, Giuffre ha ricevuto un’e-mail dal suo avvocato che le chiedeva se conoscesse la giovane modella.
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A marzo, la Giuffre aveva rivelato su Instagram di essere rimasta coinvolta in un incidente stradale con uno scuolabus e di soffrire di insufficienza renale, dichiarando che i medici le avevano dato «quattro giorni di vita» e condividendo una sua foto con lividi visibili. La sua famiglia ha poi chiarito che era stata ricoverata in ospedale e che stava ricevendo cure mediche.
Suo fratello, Danny Wilson, ha dichiarato alla NBC News che aveva provato «un vero dolore fisico» e «soffriva di insufficienza renale», ma che «il dolore mentale era peggiore».
L’avvocato di Giuffre, Sigrid McCawley, l’ha descritta come «una cara amica e un’incredibile paladina delle altre vittime», mentre il suo rappresentante, Dini von Mueffling, ha affermato: «Virginia è stata una delle persone più straordinarie che abbia mai avuto l’onore di conoscere».
La Giuffre, al secolo Virgina Roberts, aveva fondato Victims Refuse Silence, un’organizzazione no-profit negli Stati Uniti, nel 2015, rilanciata con il nome Speak Out, Act, Reclaim (SOAR) nel novembre 2021.
Originaria della capitale della California Sacramento, aveva raccontato di una storia di abusi dentro e fuori casa prima ancora di compiere 14 anni. Il padre lavorava come manager delle pulizie a Mar-a-Lago, dove aveva poi lavorato lei stessa. La Giuffre mai ha detto parole negative nei confronti di Donald Trump.
Qui avrebbe conosciuto Ghislaine Maxwell, che, con la scusa del massaggio professionale, la introdusse a Jeffrey Epstein. Secondo i racconti della ragazza, entrambi abusavano di lei, anche contemporaneamente. Cominciò a viaggiare nelle tenute di Epstein in Nuova Messico e soprattutto nell’Isola caraibica di San Giacomo piccolo.
Secondo le sue dichiarazioni, Epstein e Maxwell le ordinarono di avere rapporti sessuali con, tra gli altri, il gestore di hedge fund Glenn Dubin, l’avvocato Alan Dershowitz, il politico Bill Richardson, il defunto scienziato del MIT Marvin Minsky, l’avvocato George J. Mitchell e l’agente di modelle MC2 Jean-Luc Brunel. Molti negano le affermazioni, con Dershowitz che ha ottenuto un ritiro dell’accusa in tribunale. Brunel è stato poi trovato anche lui impiccato in cella.
La storia principale è tuttavia quella che riguarderebbe il principe Andrea d’Inghilterra, che ottenne lo stralcio del processo con una transazione privata, secondo alcuni non decisa nemmeno da lui ma dal vertice del Casato Windsor.
La Giuffre conobbe il marito, l’istruttore di arti marziali australiano Robert Giuffre, quando, diciannovenne, fu spedita dal duo Epstein-Maxwell in Tailandia per studiare alla Scuola Internazionale di Massaggio. I due si sposarono subito e lei decise così di non tornare più indietro.
La donna ha sostenuto che la decisione fu presa dopo che Epstein e la Maxwell avevano le chiesto di diventare la madre surrogata di un loro futuro figlio fatto in provetta.
Come riportato da Renovatio 21, Epstein aveva programmi eugenetici degni di un cattivo di James Bond, con le sue ninfette inseminate dai grandi scienziati suoi amici per creare una generazione di geni.
Secondo alcuni, più che le donne (anche se è vero che almeno una ragazza, una giocatrice di bridge russa, gli fu presentata da Epstein) erano progetti di questa portata il possibile trait-d’union con Bill Gates, che con il miliardario pedofilo aveva questa strana amicizia. È stato ipotizzato persino che i due avessero discusso, anni prima della pandemia, di progetti di vaccinazione massiva a lungo termine.
I documenti fatti uscire dall’amministrazione Trump nelle ultime settimane, dopo grandi promesse elettorale, non spiegano in realtà nulla, perché non costituiscono nulla di nuovo.
Come riportato da Renovatio 21, il rilascio dei documenti di Epstein del mese scorso si è dimostrato un fiasco senza precedenti: tutto ciò che è uscito era noto da lustri. Il segretario della Giustizia USA Pam Bondi aveva tuttavia promesso altre rivelazioni. Trump aveva promesso di pubblicare i file espteiniani ripetutamente in campagna elettorale.
Secondo Elon Musk molti miliardari hanno sostenuto la corsa a presidente di Kamala Harris perché «terrorizzati» dalla possibile pubblicazione della lista di clienti del miliardario pedofilo.
L’anno passato erano emerse rivelazioni da un processo in corso secondo le quali l’Epstein affermava di essere una spia israeliana. Ruolo che con grande probabilità era ricoperto dal padre della sua socia-amante Ghislaine Maxwell, il magnate mediatico britannico (ma di origini ebraico-boeme) Robert Maxwell, e forse, dicono, la stessa figlia, ora in carcere, dove avrebbe adottato la «fede ebraica del defunto padre».
Una foto dell’autopsia, ora impugnata dal fratello, dimostrerebbe che Epstein non si è suicidato.
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Oligarcato
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Intelligenza Artificiale
La moglie del CEO di Anthropic aveva proposto a Epstein un’azienda di «pornografia di lusso»
Mentre Anthropic si prepara a quella che potrebbe diventare la più grande IPO (offerta pubblica iniziale di borsa) della storia, con una valutazione stimata oltre i 2.000 miliardi di dollari, un’inchiesta del Wall Street Journal pubblicata giovedì punta i riflettori su una figura che, pur non comparendo in alcun organigramma né documento societario, avrebbe esercitato una notevole influenza sull’amministratore delegato Dario Amodei: sua moglie, Cami Clark.
Secondo la ricostruzione del giornale, la Clark avrebbe affiancato Amodei per cinque anni come consulente strategica informale, senza percepire uno stipendio né ricoprire un titolo ufficiale. Il WSJ segnala inoltre come i riferimenti pubblici al matrimonio siano stati progressivamente rimossi dal web: la voce Wikipedia di Amodei non menzionava l’unione fino a questa estate e tuttora non riporta il nome della moglie, mentre persino Claude, interrogato sullo stato civile del suo creatore, risponderebbe in modo evasivo.
L’inchiesta ricostruisce anche il percorso personale della Clark: un primo matrimonio nel 1999, a vent’anni, con l’architetto di Reno Waldemar Eklof III, poi finito dopo tre anni. Attorno al 2010, insieme a Michelle Capocefalo, avrebbe fondato Eddice, startup nel settore della produzione pornografica pensata per un pubblico femminile.
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Documenti giudiziari resi pubblici dal dipartimento di Giustizia americano nell’ambito del caso Epstein mostrano che, nel 2011 — meno di due anni dopo la scarcerazione del finanziere per reati legati alla prostituzione minorile — l’agente letterario John Brockman mise in contatto la Clark ed Epstein per discutere di un possibile finanziamento del progetto.
Le email agli atti, riportate dal giornale economico neoeboraceno, mostrano un primo scambio cordiale e un secondo contatto l’anno successivo, in cui Epstein — che secondo quanto riferito disse di non ricordarsi di lei — avrebbe comunque risposto con interesse, salvo poi declinare l’investimento specifico spiegando: «Non posso fare televisione a sfondo sessuale». I contatti tra i due sarebbero proseguiti per circa due anni su altri progetti imprenditoriali della Clark.
Secondo fonti citate dal WSJ, pur senza un ruolo formale, la Clark parteciperebbe agli eventi pubblici di Amodei e curerebbe le relazioni con investitori a Davos e Sun Valley. Sarebbe stata inoltre lei a presentare ad Amodei l’ex CEO di Google Eric Schmidt — con cui aveva avuto una relazione tra il 2011 e il 2014 — che in seguito avrebbe partecipato al round di finanziamento Serie A di Anthropic da 124 milioni di dollari nel 2021.
Nello stesso periodo, la Clark avrebbe proposto a Schmidt un veicolo d’investimento per formalizzare il proprio coinvolgimento nell’azienda, proposta poi respinta dai co-fondatori, tra cui Daniela Amodei.
Più di recente, riporta ancora il giornale, la Clark si sarebbe fatta portavoce di posizioni politiche dell’azienda presso alcuni interlocutori, in un momento in cui Anthropic è in contenzioso con l’amministrazione Trump riguardo alle restrizioni sull’uso di Claude da parte del Pentagono.
Il WSJ sottolinea che nessuna delle condotte descritte risulta illegale. Tuttavia, con la documentazione riservata già depositata presso la SEC il 1° giugno e una quotazione attesa per ottobre, le norme sulla trasparenza richiedono la divulgazione di eventuali soggetti con influenza significativa sulla governance, anche in assenza di un ruolo formale — un elemento che, secondo l’inchiesta, renderebbe rilevante la posizione di Clark agli occhi dei futuri investitori istituzionali.
Secondo alcune fonti, Claude sarebbe stato incorporato nel software di analisi e sorveglianza dell’azienda americana Palantir, impiegato dalle agenzie governative statunitensi nell’ambito dell’iniziativa di Washington per integrare l’IA nei suoi sistemi militari, politici e di Intelligence.
Durante la guerra contro l’Iran, il software avrebbe identificato la scuola elementare iraniana di Minab come bersaglio. Un attacco statunitense ha ucciso quasi 160 persone nell’edificio, la maggior parte delle quali bambini.
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Secondo l’Amodei, tuttavia, un utilizzo simile di Claude non avrebbe violato le «linee rosse» dell’azienda. In seguito vi è stato uno scontro con il Pentagono, di cui l’azienda è fornitrice, mentre sui giornali sono apparse accuse secondo cui il modello di Intelligenza Artificiale dell’azienda sarebbe stato utilizzato durante l’operazione per rapire il presidente venezuelano Nicolas Maduro all’inizio di gennaio.
Come riportato da Renovatio 21, negli ultimi mesi vi era stato un progressivo deterioramento dei rapporti tra Anthropic e il Pentagono, legato alla volontà del dipartimento della Guerra statunitense di utilizzare l’IA per il controllo di armi autonome senza le garanzie di sicurezza che l’azienda ha cercato di imporre.
Come riportato da Renovatio 21, settimane fa Anthropic ha dichiarato di aver disabilitato l’accesso ai suoi modelli di IA più avanzati, Fable 5 e Mythos 5, in seguito a un ordine governativo di sospendere l’accesso ai cittadini stranieri. Secondo quanto comunicato in precedenza, Mythos sarebbe in grado di penetrare i sistemi informatici con una facilità mai vista.
Amodei, ha più volte espresso gravi preoccupazioni sui rischi della tecnologia che la sua azienda sta sviluppando e commercializzando. In un lungo saggio di quasi 20.000 parole pubblicato il mese scorso, ha avvertito che sistemi AI dotati di «potenza quasi inimmaginabile» sono «imminenti» e metteranno alla prova «la nostra identità come specie».
Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato l’Amodei ha dichiarato che l’AI potrebbe eliminare la metà di tutti i posti di lavoro impiegatizi di livello base entro i prossimi cinque anni.
Mesi fa Mrinank Sharma, fino a poco prima responsabile del Safeguards Research Team presso l’azienda sviluppatrice del chatbot Claude, ha pubblicato su X la sua lettera di dimissioni, in cui scrive che «il mondo è in pericolo. E non solo per via dell’Intelligenza Artificiale o delle armi biologiche, ma a causa di un insieme di crisi interconnesse che si stanno verificando proprio ora».
Il Fondo Monetario Internazionale ha citato il recente rilascio controllato di Claude Mythos Preview da parte di Anthropic, descritto come «un modello di Intelligenza Artificiale avanzato con eccezionali capacità informatiche». Secondo il FMI, Mythos sarebbe in grado di individuare e sfruttare vulnerabilità in tutti i principali sistemi operativi e browser web, «anche se utilizzato da utenti non esperti».
Anthropic è l’azienda di IA coinvolta direttamente dal Vaticano nel lancio della nuova Enciclica Magnifica Humanitas.
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Immagine di TechCrunch via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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