Economia
L’oro batte un nuovo record
Il prezzo dell’oro ha toccato nuovi massimi storici, mentre gli investitori cercano rifugio in un clima segnato da crescenti tensioni geopolitiche e da persistenti incertezze economiche.
I future sull’oro hanno proseguito la loro corsa al rialzo: il contratto Comex di febbraio 2026 ha segnato un picco record a 5.600 dollari l’oncia troy giovedì mattina, per poi ritracciare intorno ai 5.550 dollari, secondo i dati di borsa.
Anche i future sull’argento hanno prolungato il loro apprezzamento, con il contratto Comex di marzo 2026 che ha superato i 119 dollari l’oncia troy prima di un lieve ripiegamento.
Nell’ultimo anno sia l’oro sia l’argento hanno registrato rialzi spettacolari, confermando il ruolo di beni rifugio in fasi di turbolenza finanziaria. L’oro ha guadagnato oltre il 60% nel corso del 2025, spinto soprattutto dalle preoccupazioni legate alle tensioni globali e alla volatilità economica. L’argento ha segnato un balzo ancora più accentuato, con un incremento del 127% nello stesso periodo, alimentato dalla robusta domanda degli investitori e dagli acquisti difensivi.
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Gli analisti indicano come principale motore del recente rally l’escalation delle tensioni internazionali, tra cui l’ultimatum lanciato mercoledì dal presidente statunitense Donald Trump all’Iran affinché torni al tavolo dei negoziati sul nucleare, sullo sfondo delle minacce di ritorsione da parte di Teheran contro Stati Uniti, Israele e i loro alleati.
Un ulteriore sostegno all’oro è arrivato dall’annuncio di Tether di destinare il 10-15% del proprio portafoglio all’oro fisico, decisione confermata mercoledì dall’amministratore delegato Paolo Ardoino.
Nel frattempo la Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi di interesse mercoledì, in linea con le attese. Il presidente Jerome Powell ha rilevato che l’inflazione di dicembre dovrebbe attestarsi nettamente al di sopra dell’obiettivo del 2% della banca centrale.
L’analista di Marex Edward Meir ha spiegato a Reuters che l’aumento del debito pubblico statunitense e l’incertezza derivante dalla frammentazione del sistema commerciale globale in blocchi regionali – anziché rimanere centrato sugli Stati Uniti – stanno spingendo gli investitori verso l’oro.
L’attuale impennata ha generato guadagni inattesi per la Russia, stimati in una cifra paragonabile al valore degli asset sovrani congelati in Occidente, circa 300 miliardi di dollari. A differenza di questi ultimi, le riserve auree russe possono essere vendute o utilizzate come collaterale, restituendo a Mosca una notevole capacità finanziaria.
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Economia
Le banche di Wall Street hanno aiutato Epstein a trasferire miliardi di dollari
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Cina
La Cina inizia a mandare le navi in Europa attraverso la rotta del Nord
La Cina avvierà questo mese un servizio regolare di trasporto container verso l’Europa attraverso la Rotta Marittima del Nord (NSR) russa, con otto viaggi programmati fino a ottobre, secondo quanto dichiarato dall’amministratore delegato dell’ente per l’energia atomica russa Rosatom, Aleksey Likhachev. Lo riporta la stampa russa.
La rotta marittima artica si sviluppa principalmente attraverso le acque territoriali e la zona economica esclusiva della Russia e si avvale delle infrastrutture portuali e della flotta di rompighiaccio russe. Rosatom, la società statale russa per l’energia atomica, è la principale responsabile dello sviluppo di questa rotta.
La compagnia cinese Sealegend Shipping ha effettuato la sua prima spedizione di merci attraverso il canale navigabile fino al porto di Felixstowe, in Inghilterra, alla fine dello scorso anno, completando il viaggio in 20 giorni. Un viaggio attraverso il Canale di Suez avrebbe richiesto circa 37 giorni, ha dichiarato Likhachev ai giornalisti venerdì.
«Oggi compiamo un ulteriore passo avanti. La compagnia di navigazione cinese Sealegend Shipping ha infatti in programma di lanciare la prima rotta regolare verso l’Europa e Rosatom ha già rilasciato i permessi per il transito di sette navi nella Rotta Marittima del Nord», ha dichiarato l’amministratore delegato di Rosatom.
Mentre le precedenti spedizioni di container erano in gran parte sperimentali o occasionali, il programma di quest’anno prevede viaggi settimanali da agosto a ottobre, condizioni del ghiaccio permettendo, ha affermato.
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La crescente domanda di trasporto marittimo attraverso la Rotta Marittima del Nord si verifica in un contesto di «situazione permanentemente difficile» nel Golfo Persico, ha affermato. Lo Stretto di Ormuzzo che normalmente trasporta circa un quarto del commercio marittimo di petrolio e GNL, è rimasto in gran parte chiuso dall’attacco israelo-americano all’Iran di febbraio.
Secondo l’AD della società atomica statale di Mosca, il traffico container cinese attraverso la Rotta Marittima del Nord è cresciuto notevolmente negli ultimi anni, più che triplicando tra il 2023 e il 2025. Oggi, il traffico marittimo bilaterale tra i porti cinesi e russi rappresenta il 15% di tutto il traffico attraverso il corridoio. Si prevede che il traffico merci totale tra Russia e Cina raggiungerà i 20 milioni di tonnellate entro il 2030, ha aggiunto.
L’India e la Russia stanno inoltre lavorando per finalizzare un accordo sulla cooperazione nel trasporto marittimo di merci lungo la Rotta Marittima del Nord.
La rotta marittima artica rimane il passaggio marittimo più breve tra la regione Asia-Pacifico e l’Europa settentrionale. La Russia, che gestisce la più grande flotta di rompighiaccio al mondo con oltre 40 navi convenzionali e nucleari, sta investendo nella Rotta Marittima del Nord con l’obiettivo di farne un’arteria commerciale globale fondamentale.
L’importanza di questa rotta come percorso «più sicuro, affidabile ed efficiente» sta diventando sempre più evidente a causa delle interruzioni causate dai conflitti in tutto il mondo, ha affermato il presidente russo Vladimir Putin all’inizio di quest’anno, aggiungendo che Mosca sta lavorando per rafforzare la logistica artica su «scala massiccia».
La navigazione globale risente dei problemi geopolitici. Già da prima della guerra di Ormuzzo, il passaggio per il Canale di Suez era reso difficoltoso dalle attività degli Houthi yemeniti, che sono arrivati a colpire e sequestrare navi merci e persino attaccare portaerei USA.
A fine 2025, tuttavia, si era appreso che il traffico attraverso Suez era aumentato.
Gli Houthi il mese scorso hanno dichiarato il blocco navale dell’Arabia Saudita, Paese che sostiene gli avversari interni dello Yemen e che ha bombardato porti ed aeroporti Houthi negli ultimi giorni pure.
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa si parlò di un aumento del 400% del prezzo di spedizione delle merci dall’Asia all’Europa. Un’analisi della banca d’affari Goldman Sachs aveva previsto un possibile aumento del 200%. dei prezzi del petrolio.
Il caos nel Mar Rosso aveva spinto compagnie di logistica come Maersk a dirottare il traffico Asia-Europa verso il periplo dell’Africa.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Economia
Putin legalizza le criptovalute in Russia
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