Militaria
Londra e Parigi dichiarano impegni di truppe per l’Ucraina
I vertici di Gran Bretagna e Francia Francia hanno annunciato di aver accettato di schierare le loro forze in Ucraina se Kiev raggiungerà un accordo di pace con la Russia, nonostante Mosca escluda categoricamente la presenza di forze NATO nel Paese con qualsiasi pretesto.
L’accordo è stato presentato martedì a Parigi durante una riunione della cosiddetta «coalizione dei volenterosi». Il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato che i tre paesi hanno firmato una «Dichiarazione d’intenti» sullo schieramento di forze «in caso di accordo di pace». Ha definito l’accordo «una parte vitale del nostro ferreo impegno», affermando al contempo che creerebbe un quadro giuridico per le forze britanniche, francesi e dei partner che potranno operare sul suolo ucraino.
Starmer ha affermato che «in seguito a un cessate il fuoco», Gran Bretagna e Francia avrebbero istituito «centri militari» in tutta l’Ucraina e costruito strutture protette per armi ed equipaggiamento, unendosi al contempo al monitoraggio della tregua guidato dagli Stati Uniti.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha descritto il contingente proposto come una forza non combattente composta da «potenzialmente migliaia» di soldati, sottolineando che saranno dislocati «molto lontano dietro la linea di contatto».
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Tuttavia, né Starmer, né Macron, né il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj hanno citato il numero esatto delle truppe, i luoghi di dispiegamento o le tempistiche.
Nel frattempo, Zelens’kyj ha affermato che l’Ucraina ha avuto «colloqui molto sostanziali» con il team americano sulla questione. «L’America è pronta a collaborare», ha affermato, aggiungendo che le parti hanno compiuto progressi sui documenti relativi alle garanzie di sicurezza.
L’inviato statunitense Steve Witkoff, che ha partecipato anche lui ai colloqui di Parigi, non ha confermato l’impegno degli Stati Uniti a schierare truppe, ma ha parlato di rigidi «protocolli di sicurezza» volti a scoraggiare gli attacchi all’Ucraina.
La Russia si è ripetutamente opposta alla presenza di truppe straniere in Ucraina, avvertendo che queste forze sarebbero state trattate come «obiettivi legittimi». Mosca ha anche affermato che l’ambizione dell’Ucraina di aderire alla NATO e ospitare le truppe dell’alleanza militare è stata una delle ragioni principali del conflitto nel Paese.
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Immagine di UK Prime Minister Number 10 via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-ND 4.0
Cina
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Militaria
Trump: missili forniti all’Ucraina venduti sul «libero mercato»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che i missili americani inviati all’Ucraina sotto la presidenza del suo predecessore Joe Biden sarebbero stati rivenduti sul «mercato libero». Nell’intervista andata in onda giovedì su Newsmax, Trump ha espresso dubbi sul destino di miliardi di dollari di aiuti militari e finanziari statunitensi destinati a Kiev.
Le affermazioni sono arrivate dopo che il leader ucraino Volodymyr Zelens’kyj aveva detto di sentirsi tradito dalla decisione improvvisa di Trump di revocare le sanzioni sulle esportazioni di diesel russo, misura adottata per contenere il rialzo dei prezzi dell’energia.
Interrogato dal conduttore Rob Finnerty sul fatto che Zelens’kyj non abbia assecondato la richiesta di Trump di interrompere gli attacchi agli impianti energetici russi, il presidente ha risposto: «Zelens’kyj non è una brava persona con cui trattare. Biden gli ha dato miliardi e miliardi di dollari».
Trump ha inoltre sostenuto che Zelens’kyj non fosse realmente interessato a una soluzione diplomatica del conflitto con la Russia. «Dice di voler raggiungere un accordo, ma non è vero», ha affermato.
«No, non sono un grande fan di Zelensky. Hanno distrutto quel Paese», ha aggiunto.
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Il presidente ha criticato Biden per aver consegnato all’Ucraina «enormi quantità» di missili, intercettori e aiuti finanziari senza contropartite. Ha poi paragonato Zelens’kyj a P.T. Barnum, l’impresario circense americano dell’Ottocento noto per le sue trovate pubblicitarie e le attrazioni sensazionalistiche, a cui viene attribuita la frase «nasce un ingenuo ogni minuto».
«Dove sono i soldi che abbiamo dato all’Ucraina? Dove sono tutte le attrezzature? Biden stava dando loro missili, che venivano poi venduti sul mercato libero», ha detto Trump, senza fornire ulteriori dettagli.
L’intervista è stata trasmessa poco dopo che la CNN aveva riferito dell’esaurimento dei pochi missili intercettori Patriot rimasti all’Ucraina, impiegati per contrastare gli attacchi balistici russi. Negli ultimi mesi Zelensky aveva più volte sollecitato ulteriori intercettori ai partner americani ed europei.
Parlando a Newsmax, Trump ha chiarito che gli Stati Uniti intendono dare priorità al rifornimento dei propri arsenali. «Una volta che saremo ben riforniti, inizieremo a permettere ai nostri alleati di acquistarle da noi», ha dichiarato.
Secondo numerosi media americani e un rapporto dell’ispettore generale del Pentagono pubblicato il mese scorso, gli Stati Uniti avrebbero consumato gran parte delle proprie scorte di missili intercettori durante il conflitto con l’Iran. Trump aveva in precedenza minimizzato tale carenza, sostenendo che le riserve statunitensi fossero praticamente illimitate.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Militaria
Kiev non ha più intercettori Patriot
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