Economia
Le riserve petrolifere mondiali si stanno esaurendo a un ritmo record
Le scorte globali di petrolio si stanno riducendo al ritmo più rapido mai registrato a causa delle continue interruzioni nello Stretto di Ormuzzo. Lo riporta Bloomberg.
La testata ha citato sabato dati di Morgan Stanley che mostrano come le scorte globali di petrolio siano diminuite di circa 4,8 milioni di barili al giorno tra il 1° marzo e il 25 aprile. Questa cifra supera i precedenti record di riduzione delle scorte monitorati dall’Agenzia Internazionale dell’Energia, ha aggiunto.
Lo Stretto ormusino, al largo delle coste iraniane, è normalmente attraversato da circa un quinto del commercio mondiale di petrolio e GNL. Il traffico di petroliere attraverso questo stretto è rimasto fortemente interrotto a seguito della campagna militare israelo-americana contro l’Iran e delle ripetute accuse reciproche di violazione del fragile cessate il fuoco.
Venerdì, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che Washington potrebbe rilanciare ed espandere il «Progetto Libertà», un’operazione navale nello Stretto ermisino, se non si raggiungerà un accordo di pace con l’Iran. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha avvertito che le opzioni militari restano sul tavolo se la diplomazia fallirà.
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Se le interruzioni dovessero continuare, le scorte commerciali di petrolio potrebbero scendere a «livelli di stress operativo» entro giugno e raggiungere i livelli di «minimo operativo» entro settembre, il che significa che le scorte si avvicinerebbero ai volumi minimi necessari per mantenere efficienti oleodotti, terminali di esportazione e raffinerie, ha scritto Bloomberg.
Gli Stati Uniti, che hanno aumentato le esportazioni di petrolio greggio e carburanti per compensare le interruzioni delle forniture globali, hanno anche ridotto le proprie scorte interne, ha osservato la testata finanziaria neoeboracena. Secondo i dati dell’Energy Information Administration, le scorte di carburante statunitensi sono recentemente diminuite dell’11% rispetto alla media stagionale quinquennale. Nonostante le affermazioni del presidente Trump secondo cui gli Stati Uniti «non hanno bisogno» dello Stretto di Hormuz, il Paese continua a importare petrolio greggio dai produttori del Golfo Persico.
L’interruzione dei flussi petroliferi nel Golfo ha rafforzato l’importanza delle forniture energetiche russe, nonostante la spinta dell’UE a eliminare gradualmente le importazioni di combustibili fossili dal Paese sanzionato. Secondo quanto riportato dalla stampa, Brusselle ha rinviato i piani per un divieto permanente sul petrolio russo, temendo che la rimozione di ulteriore greggio dal mercato possa ridurre l’offerta di carburante e far aumentare i prezzi dell’energia in tutta l’Unione.
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Economia
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Cina
La Cina inizia a mandare le navi in Europa attraverso la rotta del Nord
La Cina avvierà questo mese un servizio regolare di trasporto container verso l’Europa attraverso la Rotta Marittima del Nord (NSR) russa, con otto viaggi programmati fino a ottobre, secondo quanto dichiarato dall’amministratore delegato dell’ente per l’energia atomica russa Rosatom, Aleksey Likhachev. Lo riporta la stampa russa.
La rotta marittima artica si sviluppa principalmente attraverso le acque territoriali e la zona economica esclusiva della Russia e si avvale delle infrastrutture portuali e della flotta di rompighiaccio russe. Rosatom, la società statale russa per l’energia atomica, è la principale responsabile dello sviluppo di questa rotta.
La compagnia cinese Sealegend Shipping ha effettuato la sua prima spedizione di merci attraverso il canale navigabile fino al porto di Felixstowe, in Inghilterra, alla fine dello scorso anno, completando il viaggio in 20 giorni. Un viaggio attraverso il Canale di Suez avrebbe richiesto circa 37 giorni, ha dichiarato Likhachev ai giornalisti venerdì.
«Oggi compiamo un ulteriore passo avanti. La compagnia di navigazione cinese Sealegend Shipping ha infatti in programma di lanciare la prima rotta regolare verso l’Europa e Rosatom ha già rilasciato i permessi per il transito di sette navi nella Rotta Marittima del Nord», ha dichiarato l’amministratore delegato di Rosatom.
Mentre le precedenti spedizioni di container erano in gran parte sperimentali o occasionali, il programma di quest’anno prevede viaggi settimanali da agosto a ottobre, condizioni del ghiaccio permettendo, ha affermato.
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La crescente domanda di trasporto marittimo attraverso la Rotta Marittima del Nord si verifica in un contesto di «situazione permanentemente difficile» nel Golfo Persico, ha affermato. Lo Stretto di Ormuzzo che normalmente trasporta circa un quarto del commercio marittimo di petrolio e GNL, è rimasto in gran parte chiuso dall’attacco israelo-americano all’Iran di febbraio.
Secondo l’AD della società atomica statale di Mosca, il traffico container cinese attraverso la Rotta Marittima del Nord è cresciuto notevolmente negli ultimi anni, più che triplicando tra il 2023 e il 2025. Oggi, il traffico marittimo bilaterale tra i porti cinesi e russi rappresenta il 15% di tutto il traffico attraverso il corridoio. Si prevede che il traffico merci totale tra Russia e Cina raggiungerà i 20 milioni di tonnellate entro il 2030, ha aggiunto.
L’India e la Russia stanno inoltre lavorando per finalizzare un accordo sulla cooperazione nel trasporto marittimo di merci lungo la Rotta Marittima del Nord.
La rotta marittima artica rimane il passaggio marittimo più breve tra la regione Asia-Pacifico e l’Europa settentrionale. La Russia, che gestisce la più grande flotta di rompighiaccio al mondo con oltre 40 navi convenzionali e nucleari, sta investendo nella Rotta Marittima del Nord con l’obiettivo di farne un’arteria commerciale globale fondamentale.
L’importanza di questa rotta come percorso «più sicuro, affidabile ed efficiente» sta diventando sempre più evidente a causa delle interruzioni causate dai conflitti in tutto il mondo, ha affermato il presidente russo Vladimir Putin all’inizio di quest’anno, aggiungendo che Mosca sta lavorando per rafforzare la logistica artica su «scala massiccia».
La navigazione globale risente dei problemi geopolitici. Già da prima della guerra di Ormuzzo, il passaggio per il Canale di Suez era reso difficoltoso dalle attività degli Houthi yemeniti, che sono arrivati a colpire e sequestrare navi merci e persino attaccare portaerei USA.
A fine 2025, tuttavia, si era appreso che il traffico attraverso Suez era aumentato.
Gli Houthi il mese scorso hanno dichiarato il blocco navale dell’Arabia Saudita, Paese che sostiene gli avversari interni dello Yemen e che ha bombardato porti ed aeroporti Houthi negli ultimi giorni pure.
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa si parlò di un aumento del 400% del prezzo di spedizione delle merci dall’Asia all’Europa. Un’analisi della banca d’affari Goldman Sachs aveva previsto un possibile aumento del 200%. dei prezzi del petrolio.
Il caos nel Mar Rosso aveva spinto compagnie di logistica come Maersk a dirottare il traffico Asia-Europa verso il periplo dell’Africa.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Economia
Putin legalizza le criptovalute in Russia
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