Spirito
Le élite politiche usano la pornografia per schiavizzare i nostri figli: parla il vescovo Schneider
Il vescovo Athanasius Schneider ha avvertito durante un’intervista rilasciata martedì a Candace Owens che le élite del mondo moderno utilizzano la pornografia per ridurre in schiavitù i bambini.
La Owens aveva osservato che le scuole americane insegnano agli studenti che guardare il porno è «sano», al che il vescovo ha risposto: «la pornografia è uno dei veleni spirituali più pericolosi. Quindi stanno dando veleno ai nostri figli. Questo è criminale».
Monsignor Schneider ha osservato che è «dimostrato» che la pornografia è «una delle dipendenze più schiavizzanti» oggi, un’affermazione sostenuta da un crescente corpo di ricerche che dimostrano danni morali, fisici, psicologici e relazionali che vanno dall’aumento dell’infedeltà e del divorzio alla perdita di memoria e alla disfunzione erettile fino all’aumento dei crimini sessuali tra i minori.
«E non c’è amore. Perché solo con l’amore puoi guarire, con il vero amore. Siamo creati da Dio… per amare Lui, il Bene assoluto», ha detto il vescovo, aggiungendo che dobbiamo imparare ad amarlo «ora, qui sulla Terra», Dio «che ha dimostrato il suo amore per noi dando la sua vita e il suo sangue per noi, morendo sulla croce ed elevandoci alla dignità di figli di Dio».
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Il vescovo è arrivato al punto di mettere in guardia dal fatto che la pornografia sta «trasformando i nostri bambini e i nostri giovani in animali», citando la citazione dell’Inferno di Dante: «Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza».
«Questo ci restituisce la nostra dignità e la nostra felicità», ha affermato il vescovo Schneider, esortando gli ascoltatori a educare i bambini alla virtù.
Al contrario, le «élite politiche sociali» vogliono che i nostri figli diventino dipendenti dalla pornografia e da altre droghe perché in questo modo possono «essere manipolati molto facilmente».
Il fatto che la pornografia possa essere utilizzata per manipolare attraverso la distrazione e la dissipazione è dimostrato dal fatto che, come ha sottolineato la British Psychological Society, «tutti i principali combattenti coinvolti nella seconda guerra mondiale» hanno utilizzato la pornografia come una parte minore della loro strategia di operazioni psicologiche, riporta LifeSite.
Il vescovo Schneider ha invitato gli ascoltatori a lanciare una crociata per «liberare i nostri figli» «dalla schiavitù» della pornografia e dall’ideologia «gnostica satanica» che si oppone al matrimonio. Il ripristino della «vera saggezza» e della «vera virtù» è «in ultima analisi possibile solo con l’aiuto di Dio» che è Saggezza, Amore e Verità stessa, ha osservato il prelato.
Quando la Owens ha detto al vescovo kazako che si chiedeva se «è naturale che le persone vogliano essere ridotte in schiavitù perché non hanno il coraggio di essere libere», Schneider ha risposto «esatto», sottolineando che spesso le persone non vogliono affrontare le conseguenze «spiacevoli» del vivere come persone veramente e spiritualmente libere.
Eppure, ha osservato il religioso, «nella storia ammiriamo tutte le persone che hanno resistito alla corrente comune», come San Tommaso Moro o Aleksandr Solženicyn.
«E per la tua autostima, devi rifiutare ogni forma di schiavitù. Devi essere indipendente. Ma sarai libero solo quando troverai la verità, la virtù e l’amore. Allora sarai libero. Allora non avrai paura. Allora sarai senza paura. Allora avrai paura solo di Dio».
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Immagine screenshot da YouTube
Spirito
Arcivescovo riduce allo stato laicale sacerdote per messaggi in cui definiva Francesco e Leone «usurpatori»
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Spirito
Il paradiso è un dono, mai un diritto
Pubblicata il 24 giugno 2026, la Professione di Fede Cattolica della Fraternità Sacerdotale San Pio X viene qui presentata in più parti. Questa quarta parte ricorda che l’umanità, creata a immagine di Dio, è liberamente chiamata a un destino soprannaturale che trascende le facoltà della natura umana. Ribadisce che solo la grazia eleva l’umanità a Dio e respinge le dottrine che riducono la fede al mero umanesimo.
III. La creazione dell’uomo e l’ordine soprannaturale della grazia
23. Credo che Dio abbia creato l’uomo a sua immagine, dotandolo di un’anima spirituale e immortale, capace di conoscere la verità, di amare il bene conosciuto attraverso la ragione naturale e di rivolgersi liberamente al suo Creatore. L’uomo non è quindi il prodotto necessario di una cieca evoluzione, né il mero risultato di forze materiali; proviene da Dio come sua causa creatrice, dipende da Dio che lo sostiene nell’esistenza ed è destinato a Dio come fine ultimo.
24. Io affermo che Dio non ha destinato l’uomo alla sola perfezione naturale, ma lo ha chiamato liberamente a un fine soprannaturale che trascende completamente i poteri e i diritti della natura creata: la visione beatifica, attraverso la quale l’anima vedrà Dio faccia a faccia e parteciperà alla vita intima della Santissima Trinità. Che l’uomo sia chiamato a diventare figlio di Dio, partecipe della natura divina ed erede del Cielo, non è il necessario compimento della sua natura, ma un puro effetto della generosità divina.
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25. Pertanto, respingo qualsiasi dottrina che dissolva la distinzione tra natura e grazia, che renda la vita soprannaturale un requisito della natura umana, o che presenti la grazia come un mero sviluppo interiore delle capacità naturali dell’uomo. Tale confusione mina sia la gratuità del soprannaturale sia la realtà della natura. In definitiva, riduce la fede a un’antropologia religiosa e la Redenzione a una rivelazione dell’uomo a se stesso.
26. Affermo inoltre che la grazia non distrugge né sostituisce la natura: la guarisce, la eleva e la perfeziona, preservandola al contempo. L’ordine soprannaturale non mette in discussione la ragione, la legge naturale o le creature; le guarisce e le subordina a un fine superiore. Per questo motivo, la moderna contrapposizione tra libertà umana e grazia, tra dignità della persona e dipendenza da Dio, tra cultura e fede, è fondamentalmente errata.
27. Rifiuto il falso umanesimo religioso che celebra l’umanità in sé, come se l’Incarnazione avesse rivelato innanzitutto l’immagine di Dio nella creazione del genere umano, anziché la miseria del peccato e la misericordia di Dio che si estende fino al peccatore. L’umanità è veramente grande solo quando accoglie umilmente la grazia che la guarisce ed eleva, si pente dei suoi peccati, si sottomette alla verità e vive come figlia di Dio. Separandosi da Dio, non viene esaltata: si perde.
28. Affermo che la dignità umana, nella quale Dio ha posto la sua creatura al vertice del mondo materiale, non può mai essere invocata contro la legge di Dio, contro la necessità della conversione o contro la sottomissione alla verità rivelata. Questa dignità è ferita dal peccato; deve essere restaurata ed elevata, per grazia, alla dignità dei figli adottivi di Dio.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine: Tintoretto (1519–1594), Paradiso (1588-592), Palazzo Ducale, Venezia.
Immagine di Sailko via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Spirito
Mons. Schneider: la FSSPX ha dovuto scegliere tra Roma e «l’integrità della fede»
Il dilemma tra preservare l’ integrità inequivocabile della fede cattolica ed essere canonicamente riconosciuti dal Papa
È utile ricordare un caso storico in cui un grande santo si trovò di fronte al seguente dilemma: la scelta tra preservare l’integrità inequivocabile della fede cattolica ed essere canonicamente riconosciuto dal papa. Quel santo era il padre della Chiesa del IV secolo, Sant’Atanasio di Alessandria. Nel 357, papa Liberio, dopo aver firmato una formula di fede ambigua (che ometteva il termine dottrinale cruciale «consustanziale»), ordinò a Sant’Atanasio di entrare in comunione con i vescovi ariani e semi-ariani, vescovi con i quali lo stesso papa, sotto la pressione dell’Imperatore, era purtroppo entrato in comunione. Sant’Atanasio si rifiutò di obbedire al papa, il quale, secondo la testimonianza di Sant’Ilario di Poitiers e altre fonti storiche, lo scomunicò, accusandolo di turbare la pace della Chiesa. Nonostante la scomunica, Sant’Atanasio continuò a governare la sua diocesi ad Alessandria e mostrò persino comprensione per la deplorevole condotta di papa Liberio. Tuttavia, papa San Damaso, successore di papa Liberio, ringraziò Sant’Atanasio e si consultò con lui sulle questioni relative ai vescovi orientali. Papa Liberio fu il primo papa a non essere canonizzato, mentre Atanasio non solo fu canonizzato, ma anche dichiarato Dottore della Chiesa. Oggi Sant’Atanasio sarebbe considerato uno scismatico secondo la definizione di «scisma» contenuta nell’attuale Codice di Diritto Canonico, poiché si rifiutò di entrare in comunione con i membri della Chiesa (vescovi eretici e semi-eretici) che erano canonicamente riconosciuti e quindi soggetti al papa.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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