Geopolitica
Larijani avverte: false flag in stile 11 settembre per incolpare l’Iran. Il ministro Araghchi: «guerra illegale senza vittoria»
Il capo del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano Ali Larijani ha avvertito di un possibile attentato sotto falsa bandiera da attribuire a Teheran per scatenare ulteriormente la violenza bellica in Iran.
«Ho sentito dire che i membri rimanenti della rete di Epstein hanno ordito una cospirazione per creare un incidente simile all’11 settembre e attribuirne la responsabilità all’Iran», ha scritto il filosofo Larijani, già presidente del Parlamento iraniano su X. «L’Iran si oppone fermamente a tali piani terroristici e non ha alcuna guerra con il popolo americano».
I’ve heard that the remaining members of Epstein’s network have devised a conspiracy to create an incident similar to 9/11 and blame Iran for it. Iran fundamentally opposes such terrorist schemes and has no war with the American people.
— Ali Larijani | علی لاریجانی (@alilarijani_ir) March 15, 2026
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Nel frattempo, un’intervista di 10 minuti andata in onda su CBS News con Margaret Brennan domenica 15 marzo, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che l’Iran «non ha mai chiesto un cessate il fuoco e non ha mai chiesto nemmeno di negoziare». L’Iran si difenderà finché sarà necessario.
Rispondendo alla dichiarazione del Segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth, secondo cui non ci sarebbe stata «nessuna pietà» nella campagna, Araghchi l’ha definita un crimine di guerra. «Anche solo dirlo è un crimine di guerra».
Quando la Brennan ha affermato che per l’Iran si tratta di una «guerra per la sopravvivenza», Araghchi ha fortemente dissentito, affermando che l’Iran è stabile e forte, sottolineando che non hanno mai avuto esperienze positive nei colloqui con gli americani, che hanno deciso di attaccare l’Iran durante i negoziati.
Quando l’intervistatrice ha accusato l’Iran di aver colpito aree civili, inclusi hotel, Araghchi ha categoricamente respinto l’accusa, insistendo sul fatto che l’Iran sta prendendo di mira solo obiettivi militari americani in territorio straniero. A riprova di ciò, ha citato un recente attacco contro isole iraniane lanciato con razzi HIMARS dal territorio degli Emirati Arabi Uniti e l’abbattimento di tre F-15 sul Kuwait, chiedendo esplicitamente cosa ci facessero gli aerei americani in quella zona. «È ovvio che non possiamo rimanere in silenzio», ha affermato.
Araghchi ha anche confermato che l’Iran è stato contattato da Paesi non specificati che chiedevano un passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Ormuzzoe che le sue forze armate hanno concesso il passaggio ad alcune navi.
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Sul fronte nucleare, Araghchi ha confermato che l’uranio arricchito iraniano – circa 440 chili di materiale arricchito al 60% – è ora sepolto sotto le macerie degli impianti nucleari distrutti. L’Iran sarebbe disposto ad avere la presenza dell’AIEA al momento del recupero. Il ministro ammesso di aver offerto, 48 ore prima dell’inizio degli attacchi statunitensi, di diluire quel materiale nell’ambito di un accordo mediato dall’Oman, ma ha affermato che l’offerta non è più sul tavolo. «Al momento non c’è nulla sul tavolo».
Interrogato sul perché lui abbia accesso a Internet mentre i comuni cittadini iraniani no (l’intervista è stata condotta tramite Zoom), Araghchi ha affermato che la restrizione è una misura di sicurezza in tempo di guerra e che, in quanto «voce degli iraniani», ha bisogno di accedere alla rete per rivolgersi alla comunità internazionale.
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Immagine di Mostafameraji via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Geopolitica
Storico russo scompare in Israele: Mosca protesta
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Geopolitica
L’Iran dice che l’Ucraina deve pagare per l’attacco mortale alla nave
L’Ucraina è tenuta a indennizzare l’Iran per il devastante attacco contro una delle sue navi mercantili nel Mar Caspio, dal momento che Kiev non è riuscita a persuadere Teheran circa la natura involontaria dell’azione, secondo quanto dichiarato dal ministero degli Esteri iraniano.
La nave è stata colpita da un attacco ucraino il mese scorso, che ha causato la morte di un marinaio. Teheran ha condannato l’episodio definendolo «sconsiderato». In un primo momento Kiev ha giustificato le proprie azioni, sostenendo che l’Iran «non ha il diritto di fingere di essere una vittima», ma in seguito ha qualificato l’attacco come un errore e ha precisato di non aver inteso provocare un’escalation con Teheran.
Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha dichiarato lunedì che Teheran ha preso in esame la versione dei fatti presentata da Kiev sull’attacco, ma non ritiene la questione conclusa.
«Abbiamo ascoltato le loro dichiarazioni, ma, vista l’ammissione da parte di alti funzionari ucraini che un simile attacco ha avuto luogo, devono certamente risarcirci», ha dichiarato Baghaei in una conferenza stampa, precisando che, qualora Kiev non provveda al risarcimento, Teheran gestirà la questione autonomamente.
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Dopo l’attacco, il presidente ucraino ha espresso apprezzamento per i «risultati molto positivi» degli attacchi contro le navi che, a suo dire, trasportavano materiale militare. Ha affermato che l’Ucraina non intende aprire un «nuovo fronte» con l’Iran, ma ha accusato quest’ultimo di attaccare il proprio Paese fornendo alla Russia i droni Shahed e la relativa tecnologia.
L’ambasciatore ucraino in Israele ha inoltre dichiarato che la nave, denominata Anna, trasportava componenti per droni e missili. Teheran ha ribattuto che la nave e il suo carico erano interamente civili.
Nel 2022 l’Iran ha dichiarato di aver consegnato alla Russia un «piccolo numero» di droni kamikaze Shahed-136, specificando però che le consegne erano avvenute mesi prima dell’intensificarsi del conflitto in Ucraina. Mosca ha sempre sostenuto che i suoi droni Geran-2, considerati basati sul progetto iraniano, siano prodotti a livello nazionale.
Kiev ha cercato attivamente di inserirsi nel conflitto mediorientale originato dall’attacco israelo-americano contro l’Iran all’inizio di quest’anno. La leadership ucraina ha dichiarato di aver concluso accordi con gli stati del Golfo per la fornitura di specialisti e tecnologie finalizzate a contrastare i droni iraniani, e di sperare di ottenere in cambio ulteriori sistemi di difesa aerea e munizioni.
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Immagine di : Mehr News Agency via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0
Geopolitica
Trump chiede un risarcimento all’Iran
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