Spirito
La questione della Tradizione nell’agenda del Papa
Il 5 marzo 2026, Papa Leone XIV ha concesso un’udienza privata a due autori di un importante studio sul dinamismo delle comunità legate alla Messa tradizionale negli Stati Uniti, segnando un passo nella serie di consultazioni condotte dal Pontefice sulla questione della Tradizione.
L’udienza è passata quasi inosservata, se non a coloro che conoscono i meccanismi interni del Vaticano: solo un breve articolo pubblicato dal bollettino quotidiano della Sala Stampa della Santa Sede, che indicava che «il Santo Padre ha ricevuto in udienza i professori Stephen Bullivant e Stephen Cranney la mattina del 5 marzo 2026». Ma potrebbe essere decisivo.
Uno studio approfondito
I due accademici sono infatti i coautori di un libro intitolato Trads: Latin Mass Catholics in the United States («Tradizionalisti: la messa in latino cattolica negli Stati Uniti»), che sarà pubblicato il prossimo novembre dalla prestigiosa Oxford University Press e che il Papa ha probabilmente avuto il privilegio di leggere in anteprima.
A differenza dei dibattiti spesso accesi che circondano la Liturgia detta di San Pio V, questo libro, secondo i suoi autori, si basa su una metodologia rigorosa: sondaggi originali, ricerche sul campo e raccolta di testimonianze. Secondo i due ricercatori, i risultati del loro lavoro sfidano i cliché e le rappresentazioni caricaturali spesso perpetuate contro i cattolici legati al rito tradizionale.
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Un tour di consultazioni
Questa udienza al Palazzo Apostolico non sembra essere un evento isolato. Fa parte di un calendario di udienze particolarmente fitto dall’estate scorsa. Papa Leone XIV ha ricevuto una serie di figure di spicco del pensiero conservatore, persino tradizionalista, tra cui i cardinali Burke, Sarah, Zen e Müller, nonché vescovi come Athanasius Schneider. Per molti osservatori vaticani, questa raffica di scambi suggerisce la volontà di superare le divisioni scaturite dalla lettera apostolica Traditionis Custodes, pubblicata nel 2021 dal suo predecessore. Esaminando attentamente i dati sociologici della comunità tradizionalista americana – una delle più dinamiche al mondo – il Pontefice sta forse cercando una via per stabilizzare la situazione liturgica complessiva?
Sembra, quantomeno, che stia cercando di familiarizzarsi con una questione che, come lui stesso ha ammesso, gli era piuttosto sconosciuta all’inizio del suo pontificato, ma che il recente annuncio delle consacrazioni episcopali all’interno della Fraternità Sacerdotale San Pio X ha riportato alla ribalta.
Verso una nuova direzione?
Il messaggio trasmesso da quest’udienza potrebbe essere interpretato nel modo seguente: rifacendosi al lavoro dei sociologi Stephen Bullivant e Stephen Cranney, il primo pontefice americano della storia dimostra la sua volontà di affrontare la questione della Messa tradizionale non solo dal punto di vista del diritto canonico o della disciplina, ma anche tenendo conto delle realtà umane e spirituali dei fedeli che vi partecipano.
Sebbene sia ancora troppo presto per prevedere il futuro, l’udienza del 5 marzo ha il merito di dimostrare che la «questione della tradizione» è effettivamente entrata nell’agenda del Papa.
Va tuttavia notato che l’indagine non ha incluso i cattolici che frequentano le cappelle della Fraternità Sacerdotale San Pio X. La ragione addotta è che le cappelle della Fraternità sono di gran lunga inferiori alle chiese autorizzate alla celebrazione della Messa tradizionale. Infine, uno degli obiettivi dello studio era dimostrare che i cattolici legati alla Messa tradizionale accettano il Concilio Vaticano II, che limita tale legame a una semplice «preferenza».
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine di Catholic Church England and Wales via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-NC-ND 2.0)
Spirito
La Chiesa nega i funerali ai massoni. Per fortuna
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Spirito
Studiosa ebrea eletta a capo dell’Associazione Biblica Cattolica americana
Una studiosa ebrea del Nuovo Testamento, recentemente eletta presidente della Catholic Biblical Association (CBA), associazione cattolica per lo studio della Bibbia, ha dichiarato che uno dei suoi principali obiettivi è contrastare le interpretazioni, a suo dire antiebraiche, delle Scritture cristiane. Lo riporta LifeSite.
La professoressa Amy-Jill Levine ricoprirà la carica di presidente dell’associazione per l’anno 2026-2027. Nell’annunciare la sua elezione, la CBA ha sottolineato che Levine è stata la prima studiosa ebrea a insegnare il Nuovo Testamento presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma nel 2019 e che il suo «solido rapporto con Roma è testimoniato soprattutto dalle tre udienze avute con papa Francesco».
Secondo un articolo del National Catholic Reporter (NCR) che ne celebrava l’elezione, la Levine ha sostenuto che molti membri del clero «continuano a basarsi su commentari appresi durante la loro formazione in seminario decenni fa, piuttosto che su ricerche più recenti sul contesto ebraico di Gesù, dei farisei e dei Vangeli».
«Vorrei che questo materiale migliore arrivasse nelle mani di coloro che parlano ai fedeli, nelle mani di chi insegna studi biblici agli adolescenti o ai bambini nelle scuole parrocchiali, e che diventasse di uso comune», ha detto Levine a NCR. «Finora non è stato fatto».
«La Levine si è descritta come “un’ospite in questa casa”» continuava l’articolo del NCR. Il suo approccio agli studi ebraico-cristiani non consiste nel contestare le dottrine cattoliche, ha affermato, ma nell’esaminare il contesto storico e umano in cui è emerso il cristianesimo».
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«Per la Levine, questo approccio storico non sminuisce la fede cattolica. Al contrario, afferma, può approfondire la teologia cattolica prendendo “con la massima serietà l’umanità di questa persona (Gesù Cristo) che la Chiesa proclama Dio”»
«La Levine ha avuto una brillante carriera accademica e nel campo delle relazioni ebraico-cristiane» continua la testata cattolica. «È autrice o coautrice di oltre 20 libri, tra cui The Misunderstood Jew: The Church and the Scandal of the Jewish Jesus (2006) [«L’ebreo incompreso: la Chiesa e lo scandalo del Gesù ebreo», ndr], nominato tra i migliori libri da Publishers Weekly, The Bible With and Without Jesus: How Jews and Christians Read the Same Stories Differently (2020) [«La Bibbia con e senza Gesù: come ebrei e cristiani leggono le stesse storie diversamente», ndr], scritto in collaborazione con Marc Brettler e acclamato dalla critica, e The Jewish Annotated New Testament (2011 e 2017) [«Il Nuovo Testamento ebreo annotato», ndr], di cui è stata co-curatrice insieme a Brettler.
Tra i numerosi premi e riconoscimenti ricevuti, figurano l’elezione a membro dell’American Academy of Arts and Sciences e sei lauree honoris causa».
La Levine è cresciuta a North Dartmouth, nel Massachusetts, in un quartiere prevalentemente cattolico-portoghese, e ha descritto il suo primo approccio alle tradizioni cristiane in quel contesto. La Levine è stata eletta all’American Academy of Arts and Sciences nel 2021. Ha ricevuto il primo premio Seelisberg nel 2022 per il suo contributo alle relazioni ebraico-cristiane e il Bridge Award del Council of Christians and Jews nel 2022. È stata premiata con l’Hubert Walter Award for Reconciliation and Interfaith Cooperation nel 2023 dall’Arcivescovo di Canterbury. È stata eletta all’Academia Europaea nel 2024. L’American Academy of Arts and Sciences la elenca tra i membri della Sezione di Filosofia e Studi Religiosi eletti nel 2021
È membro della Congregazione Sherith Israel di Nashville, una sinagoga ortodossa, e si è definita una affiliata ortodossa «non ortodossa».
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Immagine di Concord via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International; immagine modificata
Spirito
L’Assunzione della Madre di Dio
Il sacrificio dei Padri della Chiesa
San Gregorio di Tours: «Gesù apparve loro di nuovo e, raccogliendo in una nuvola questo sacro corpo [della Vergine], lo fece trasportare in paradiso, dove ora, avendo assunto la sua anima, Maria gode con gli eletti di Dio delle benedizioni dell’eternità che nessuna fine può raggiungere». Modesto di Gerusalemme: «Cristo l’ha risuscitata dai morti e l’ha fatta salire per stare con Lui in un luogo noto solo a Lui». San Giovanni Damasceno è anche testimone dell’Assunzione della Vergine.Sostieni Renovatio 21
Magistero
Papa Pio XII dichiara nella Costituzione Apostolica Munificentissimus Deus: «affermiamo, dichiariamo e definiamo come dogma divinamente rivelato che l’Immacolata Madre di Dio, Maria sempre Vergine, dopo aver completato il corso della sua vita terrena, fu assunta in corpo e anima nella gloria celeste” (DzS 3903). Non vi è alcun accenno al fatto della morte, né alle circostanze. È una questione di fede che la Vergine, al termine della sua vita terrena, sia stata assunta in Cielo con il corpo e l’anima. I Padri e i teologi dimostrano l’alta pertinenza di questo mistero La dignità di Madre di Dio è il fondamento di tutti i privilegi della Vergine: essa spiega anche l’Assunzione. La pienezza della grazia e l’Immacolata Concezione spiegano perché la Madre di Dio fu esentata dalla corruzione del sepolcro: esentata dalle maledizioni di Eva. Una partecipazione unica alla Redenzione richiede una partecipazione unica ai frutti della Redenzione. La vittoria dell’Immacolata Concezione sul peccato deve essere completa. Ma la morte è il prezzo del peccato. E se la Vergine, con Cristo, consegue una vittoria completa sul peccato, questa vittoria deve includere il trionfo sulla morte: come minimo, una risurrezione anticipata. Anche la pietà filiale di Gesù richiede una grazia di questa natura, così come richiede una speciale apparizione di Gesù risorto a Maria, alla quale apparve nella notte di Pasqua. Se la Madonna non è attualmente in vita in Cielo, non si può dire che Gesù sia figlio di Maria, poiché sua Madre non c’è più, la morte ha dissolto la sua natura e la sua persona di essere umano. È una persona umana che rappresenta la fine della discendenza terrena di Gesù. Nelle considerazioni per la definizione del dogma, Pio XII utilizza il principio di attribuzione dei privilegi: il più perfetto deve essere presunto nella Beata Vergine. Pertanto, l’Assunzione della Beata Vergine Maria in Cielo corona i suoi privilegi di singolare purezza. Concepito senza peccato e in stato di grazia, concependo verginalmente il Figlio di Dio e rimanendo esente dalla degradazione del sepolcro, la Vergine sfuggì così a tutte le occasioni di corruzione, colpevoli o meno, che hanno afflitto l’umanità dal peccato originale. Articolo previamente apparso su FSSPX.NewsIscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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