Cina
La Cina lancia una missione orbitale di un anno con ambizioni lunari
Tre astronauti cinesi hanno raggiunto con successo la stazione spaziale Tiangong, e uno di loro trascorrerà più di un anno in orbita. Questo rappresenta un ulteriore passo avanti nei preparativi di Pechino per un futuro allunaggio.
La sonda spaziale Shenzhou-23 è stata lanciata a bordo di un razzo Lunga Marcia-2F dal Centro di lancio satellitare di Jiuquan, nel deserto del Gobi, nella tarda serata di domenica.
Meno di quattro ore dopo, a seguito di una rapida procedura di rendezvous e attracco, l’equipaggio, guidato dal comandante Zhu Yangzhu, ha raggiunto con successo la stazione spaziale Tiangong, il cui nome si traduce come «Palazzo Celeste».
L’ex pilota dell’aeronautica militare Zhang Zhiyuan e la specialista di carico utile Lai Ka-ying, ex agente di polizia di Hong Kong e prima persona della città ad aver viaggiato nello spazio, sono stati accolti dal team uscente della missione Shenzhou-22.
Si prevede che gli astronauti trascorreranno circa sei mesi a bordo della stazione orbitale, svolgendo esperimenti scientifici, lavori di manutenzione ed escursioni spaziali. Un membro dell’equipaggio rimarrà per il doppio del tempo per completare la prima missione orbitale cinese della durata di un anno.
L’Ufficio cinese per l’ingegneria spaziale con equipaggio (CMSEO) ha affermato che la stazione spaziale Tiangong svolge un ruolo chiave nei piani di Pechino di portare due astronauti sulla Luna entro il 2030.
China launched three astronauts to the Tiangong space station aboard Shenzhou-23, with one expected to stay for up to a year, marking one of its longest missions https://t.co/s6HLiJW0Dj pic.twitter.com/VBnipDTB8k
— Reuters (@Reuters) May 24, 2026
🚀 Long March 2F Y23
📷 15:08UTC May 24
📍 Jiuquan
🛰️ Shenzhou-23 👨🚀👩🚀🧑🚀 https://t.co/qZh7RwNSUk pic.twitter.com/JSmIzOv294— CNSPACE (@CNSpaceflight) May 24, 2026
Shenzhou-21 crew opened the hatch to welcome Shenzhou-23, marking China’s 8th “space reunion” and the first time a Hong Kong astronaut joins the Tiangong family. pic.twitter.com/KlVF0tU1Mg
— Shanghai Daily (@shanghaidaily) May 25, 2026
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L’avamposto orbitale contribuisce a fornire esperienza di volo spaziale di lunga durata e consente alla Cina di testare le tecnologie necessarie per le future missioni lunari, ha affermato il portavoce dell’agenzia Zhang Jingbo. Ha aggiunto che il nuovo razzo Lunga Marcia-10A e la navicella spaziale con equipaggio Mengzhou effettueranno una serie di voli verso Tiangong nei prossimi due anni per verificare i sistemi necessari per gli allunaggi con equipaggio.
«Portiamo avanti il progetto di esplorazione lunare con equipaggio secondo il piano stabilito. Non siamo in competizione con altri Paesi nello spazio», ha affermato l’ingegnere capo dell’agenzia, Zhou Yaqiang. «Quando in futuro gli astronauti cinesi atterreranno sulla Luna, sarà una grande impresa per tutta l’umanità».
L’uomo non è più atterrato sulla Luna dalla missione Apollo 17 della NASA nel 1972. Gli Stati Uniti hanno inviato un equipaggio per un sorvolo all’inizio di quest’anno nell’ambito del programma Artemis, ma Pechino sta cercando di sfidare gli sforzi di Washington per diventare la prima potenza a stabilire una presenza lunare permanente.
Negli ultimi anni Mosca e Pechino hanno intensificato la cooperazione spaziale, concordando la creazione di un centro dati congiunto per l’esplorazione lunare e dello spazio profondo, incentrato sulla Luna e su Marte. Nel 2021, i due Paesi hanno annunciato il progetto International Lunar Research Station (ILRS), con l’obiettivo della Russia di costruire una centrale elettrica sulla Luna entro il prossimo decennio per alimentare la base.
Come riportato un anno fa da Renovatio 21, la Cina sta investendo in armi progettate per bloccare o distruggere i satelliti statunitensi, cioè armi antisatellite (ASAT). Di fatto, la Cina ha già schierato missili terrestri per distruggere i satelliti in orbita terrestre bassa (LEO).
La corsa internazionale verso la Luna si sta intensificando in grande stile e la Cina si pone tra i paesi più avvantaggiati nella sfida cosmonautica che poche potenze al mondo sono in grado di portare avanti. Essa non ha dubbi riguardo l’idea di sfruttare le risorse minerarie della Luna.
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Immagine di Shujianyang via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Cina
La Cina ha commissionato ufficialmente il Tokamak BEST
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Cina
Il Pentagono raddoppia gli sforzi per contenere la Cina
Il Pentagono ha rafforzato i piani per tenere la Cina all’interno della Prima Catena di Isole, in linea con l’aggiornamento 2026 della Strategia di Difesa Nazionale. Nel rapporto del 22 settembre al Comitato per le Forze Armate del Senato sulla NDS 2026, consegnato due giorni prima del vertice Trump-Xi Jinping, il sottosegretario alla Difesa per le Politiche Elbridge Colby ha messo in evidenza l’impegno del Dipartimento a costruire nell’Indo-Pacifico una postura di «deterrenza per negazione» nei confronti della Cina. Si tratta del punto d’arrivo di un lavoro durato circa un decennio per predisporre le forze americane a un eventuale scontro con Pechino, che imporrebbe una logistica ampia e lanci di missili sulle grandi distanze del Pacifico.
«Il Dipartimento della Guerra è concentrato al massimo per garantire un equilibrio di potere favorevole nell’Indo-Pacifico», ha detto il Colby. «Il nostro obiettivo, così facendo, non è quello di dominare la regione o chiunque al suo interno. Piuttosto, è quello di garantire che nessun Paese possa dominare noi o i nostri alleati – in sostanza, creare le condizioni militari necessarie per raggiungere l’obiettivo fissato dalla Strategia di Sicurezza Nazionale 2025, ovvero un equilibrio di potere nell’Indo-Pacifico che permetta a tutti noi di godere di una pace dignitosa».
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Il Colby ha ricordato che da circa un anno i militari statunitensi e cinesi tengono un dialogo. Ha però aggiunto che «siamo sempre consapevoli della direttiva del Presidente Trump di negoziare sempre da una posizione di forza». «Pertanto, pur lavorando per evitare il confronto, proseguiamo i nostri sforzi per rafforzare la deterrenza attraverso la negazione lungo la Prima Catena di Isole (FIC), con l’obiettivo, come ha affermato il Segretario Hegseth, di garantire che “l’aggressione sia impraticabile, l’escalation non attraente e la guerra considerata irrazionale”».
A sostegno di questa linea, il Corpo dei Marines schiererà sull’isola giapponese di Yonaguni, per l’esercitazione Keen Sword, i propri sistemi missilistici terrestri antinave e di difesa aerea, aprendo nuove capacità congiunte Stati Uniti-Giappone su un’isola a soli 110 chilometri da Taiwan, come ha riferito Defense News.
Keen Sword, la maggiore esercitazione congiunta biennale tra Washington e Tokyo, impiegherà due sistemi centrali della forza costiera dei Marines: l’NMESIS (Navy-Marine Expeditionary Ship Interdiction System), per l’interdizione navale, e il MADIS (Marine Air Defense Integrated System), per la difesa aerea. Sarà la prima volta che questi sistemi arrivano a Yonaguni: l’edizione di quest’anno si sposta infatti verso operazioni di negazione del mare basate a terra e distribuite su più isole, con l’intento di disperdere le capacità.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Cina
L’FBI arresta una presunta spia cinese all’aeroporto di Los Angeles
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