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La Chiesa cattolica in Germania mira a mettere i laici «allo stesso livello» dei vescovi: possibile scisma?

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Papa Leone XIV la settimana scorsa ha incontrato il suo nunzio apostolico per la Germania, per l’arcivescovo croato Nikola Eterovic, incombe la possibilità concreta di uno scisma con la Chiesa cattolica in Germania. Lo riporta Il Giornale.

 

In praica, si sostiene che la Chiesa tedesca voglia mettere i laici tedeschi sullo stesso piano dei vescovi e lasciare loro il controllo del denaro, secondo quanto riportato da  Il Giornale.

 

«Si tratta di un progetto, già approvato dal potentissimo Comitato centrale dei cattolici tedeschi, che farà nascere un organo permanente in cui i laici saranno equiparati ai vescovi. Questa Conferenza sinodale avrà potere decisionale e potrà introdurre modifiche alla dottrina a colpi di maggioranza, costringendo chi è in dissenso a fornire una motivazione pubblica. Inoltre, la Conferenza si impossesserà della gestione delle risorse finanziarie della ricchissima Chiesa tedesca».

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La preoccupazione della Santa Sede per quella che molti interpretano come una traiettoria verso lo scisma si estende ben oltre i confini nazionali della Germania.

 

Il Giornale ipotizza che la Chiesa tedesca vorrebbe innescare un contagio che si diffonderebbe nel resto della Chiesa cattolica romana.

 

Un documento inedito mostra che nel 2021 Benedetto XVI contattò il cardinale Reinhard Marx, allora capo della Conferenza episcopale tedesca e principale promotore del «Cammino sinodale» in Germania, per esprimere la sua «grande preoccupazione» per il processo sinodale in Germania.

 

«Fonti vaticane ci confermano che negli ultimi anni Ratzinger era molto scettico sull’andazzo preso dalla Chiesa tedesca ed era convinto che “questo Cammino farà male e finirà male se non viene fermato”», scrive il quotidiano milanese. Il cardinale Reinhard «Marx ignorò l’appello del Papa emerito che poi, qualche mese più tardi, venne screditato pesantemente in patria a causa di un rapporto sugli abusi commissionato proprio dall’arcidiocesi di Monaco, senza venire difeso dal suo successore in carica».

 

«Ora tocca a Leone XIV. Un assist gli arriva dalla relazione del cardinale Mario Grech al concistoro in cui si legge che «spetta sempre al vescovo di Roma se necessario sospendere il processo sinodale» prosegue il quotidiano che fu di Montanelli e Berlusconi. «Prevost condivide le perplessità di Benedetto XVI, ma se non avrà la forza di dire no al progetto di Conferenza Sinodale, il rischio è che la slavina tedesca possa diventare per la Chiesa universale una valanga chiamata scisma».

 

«Prevost condivide le preoccupazioni di Benedetto XVI», ha detto Spuntoni, che ha avvertito che se Papa Leone «non avrà la forza di dire di no al progetto della Conferenza sinodale, c’è il rischio che la valanga tedesca possa trasformarsi in uno scisma per la Chiesa universale».

 

Il Cammino sinodale è un progetto di riforma eterodosso lanciato dalla Conferenza episcopale tedesca e dal Comitato centrale dei cattolici tedeschi nel dicembre 2019, ricorda LifeSite.

 

Entro il 2023, la stragrande maggioranza dei membri del Cammino sinodale, tra cui più di due terzi dei vescovi tedeschi, ha votato a favore di documenti eretici che chiedevano il diaconato delle donne , la «benedizioni»delle unioni omosessuali e persino sacerdoti «transgender» in un testo pieno di ideologia di genere.

 

Il cardinale Gerhard Müller, già presidente della Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF), all’epoca criticò duramente l’eretico Cammino sinodale tedesco, affermando che era peggio di uno scisma e definendolo una variante della «cultura woke materialista e nichilista» che ha abbandonato «l’essenza stessa del cristianesimo».

 

Müller ha spiegato in un’intervista alla rivista conservatrice tedesca Tichys Einblicke che, mentre la Chiesa ortodossa scismatica ha mantenuto la sua attenzione su Cristo, il Cammino sinodale in Germania ha abbandonato «l’essenza stessa del cristianesimo … a favore della sua trasformazione in una variante della cultura woke materialista e nichilista dell’auto-redenzione e dell’auto-creazione dell’uomo».

 

«Invece della parola di Dio nella Sacra Scrittura e nella Tradizione della Chiesa, ci si riferisce ad “autorità” come Michel Foucault, Judith Butler, Helmut Kentler o Yuval Harari», ha continuato il porporato germanico.

 

Il cardinale tedesco ha inoltre affermato che la «cultura woke», rappresentata anche nel Cammino Sinodale, conduce l’umanità ulteriormente verso l’autodistruzione. Alla radice di questo problema Müller individua una «antropologia sbagliata che fa del matrimonio tra uomo e donna una variante arbitraria della libido egocentrica».

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I sostenitori del «Cammino sinodale» tedesco sono «propagandisti di una Chiesa secolarizzata che si è allontanata da Cristo, che vogliono scacciare le violazioni dell’antropologia naturale e rivelata e della morale sessuale distruggendola», ha scritto il cardinale Müller s nel 2022.

 

«L’obiettivo principale dell’intera campagna è la preservazione del cristianesimo come religione civile dello Stato laico e della società nel suo complesso, in gran parte agnostica e indifferente alla religione», ha affermato Müller. «Pertanto, ci si propone al “mondo moderno” – qualunque cosa si voglia intendere – come un’organizzazione religiosa e di servizi sociali utile dal punto di vista socio-psicologico».

 

«Si pretende che la Chiesa non sia stata fondata da Dio per essere il sacramento della salvezza per il mondo in Cristo (Lumen gentium 1; 48; Gaudium et spes 45), che quindi non debba in alcun modo legittimarsi davanti agli atei per quanto riguarda la sua convenienza per lo stato sociale o per un paradiso terrestre di carattere socialista (modello di società cinese rossa) e capitalista (Great Reset entro il 2030)», ha dichiarato il fedele cardinale tedesco.

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Immagine di Elke Wetzig via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International

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Un esorcista racconta: l’anticristo si presenterà come la soluzione ai problemi dell’umanità

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L’esorcista padre Chad Ripperger ha dichiarato all’ex Navy SEAL statunitense Shawn Ryan che l’Anticristo «si presenterà come la soluzione ai problemi degli esseri umani».   Nel corso di un’intervista di quasi tre ore, pubblicata giovedì, Ryan ha chiesto a don Ripperger come si presenta la «battaglia finale».   Il sacerdote esorcista ha richiamato gli indicatori della fine dei tempi descritti nelle Sacre Scritture, tra cui il deterioramento della morale umana e «guerre e voci di guerre». Ripperger aveva già spiegato a Ryan che il mondo ha conosciuto un’«implosione» della moralità almeno dagli anni Cinquanta e che, di fatto, si è assistito a una diffusa ribellione alle leggi di Dio e alla legge naturale.   «A quel punto l’Anticristo si manifesta e si presenta come la soluzione ai problemi dell’umanità, ottenendo così un controllo significativo sulla popolazione», ha affermato don Chad.   In precedenza aveva anche indicato a Ryan che una delle condizioni per il regno dell’Anticristo è «l’unificazione dell’economia mondiale», poiché è proprio attraverso l’economia che l’Anticristo eserciterà il proprio controllo sulle persone, anche se «avrà il controllo anche dei governi».

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Nella sua più recente conversazione con Ryan, Ripperger ha spiegato che questo periodo, in cui l’Anticristo farà la sua comparsa, sarà articolato in «fasi». Tra queste figurano la presenza di Enoch ed Elia e lo scontro tra l’arcangelo Michele e l’Anticristo.   «Alla fine è Cristo che si manifesta e mette a morte l’Anticristo», ha dichiarato Ripperger. Questo è quanto affermato in nella Seconda Lettera ai Tessalonicesi (2, 8): «Allora l’iniquo si manifesterà, e il Signore Gesù lo distruggerà col fiato della sua bocca e lo annichilirà con lo splendore di sua venuta».   Riguardo al Marchio della Bestia, don Rippergerro aveva detto a Ryan in un’ulteriore intervista uscita a marzo che «ci siamo quasi».   «Potrebbero letteralmente decidere che, a meno che tu non accetti determinate condizioni, non avrai accesso alla valuta digitale che [loro] intendono introdurre a livello globale», ha affermato l’esorcista. «Credo che questo sia uno dei modi in cui intende controllare le persone, attraverso le valute digitali», ha proseguito, evidenziando che queste valute possono essere utilizzate per precludere alle persone l’accesso a beni e servizi.   «Ed è così che, in pratica, faranno morire di fame le persone che non sono disposte ad accettare il regno dell’Anticristo», ha detto Ripperger, confermando a Ryan che ciò potrebbe essere realizzato come un sistema di punteggio di credito sociale.   Il Ryan ha quindi chiesto a Ripperger cosa dovrebbero fare le persone una volta che il Marchio della Bestia fosse stato impresso. «Cosa dovremmo fare se non potessimo mangiare, prenderci cura di noi stessi, provvedere alle nostre famiglie?»   Il sacerdote ha evidenziato la natura del marchio, che a suo giudizio sarà «qualcosa impiantato nei nostri corpi che ci darà accesso» ai beni, come un chip RFID scansionabile oppure un dispositivo simile a Neuralink.   «I Padri della Chiesa affermano che non sarà possibile ottenere quel chip senza una qualche forma di rinuncia a Cristo», ha detto Ripperger. Ciò implica che le persone dovranno accettare qualcosa che «sanno essere contrario alla volontà di Dio e alla volontà di Cristo». In ultima analisi, per rifiutare il marchio è necessario essere disposti a sacrificare il bene minore in favore del bene maggiore.   Tuttavia, ha sottolineato che Dio può sostenere le persone anche senza il segno. «Dio molto spesso provvede alle persone. Se è sua volontà che le persone sopravvivano a quel periodo di tempo, Lui lo renderà possibile», ha detto il sacerdote.   L’esorcista ha consigliato alle persone di «essere intelligenti, di imparare le tecniche di sopravvivenza di base e di sapersela cavare da sole», aggiungendo che «sarà straordinariamente difficile anche solo riuscire a eludere il rilevamento», considerato l’attuale livello tecnologico.   Sulla questione del segno della Bestia, e ancora prima del «filtro» dell’Anticristo di cui parla l’Apocalisse, Renovatio 21 aveva rilevato la riflessione di un sacerdote tradizionista ancora anni fa, tra green pass e obbligo di vaccino genico («È il Nuovo Ordine dell’Anticristo. E il vaccino è il suo filtro magico»).  

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Immagine: Luca Signorelli (1450–1523), Sermone e opere dell’Anticristo (tra il 1499 e il 1502), dettaglio, Cappella di San Brizio, Orvieto. Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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Le riforme liturgiche post-Vaticano II hanno trasformato le messe in una «parodia»: parla il cardinale Rouco Varela

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Il cardinale Antonio María Rouco Varela, arcivescovo emerito di Madrid, ha dichiarato questa settimana in un’intervista che i dilaganti abusi liturgici successivi al Concilio Vaticano II hanno trasformato il Santo Sacrificio della Messa in una «parodia». Lo riporta LifeSite.

 

Nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano spagnuolo El Debate e pubblicata il 21 luglio, in cui discuteva della sacra liturgia e del suo recente appello per il ripristino del Summorum Pontificum, il prelato ottantanovenne ha sottolineato come l’attuazione delle «riforme liturgiche» del Concilio abbia portato a diffusi abusi.

 

Il cardinale Rouco Varela ha inoltre evidenziato che la «parodia» ha raggiunto un «livello così profondo» da ledere «la verità stessa del sacramento, la coscienza dei fedeli e persino la sensibilità estetica dell’umanità».

 

«Con il Concilio Vaticano II è stata attuata una riforma liturgica che, in molti e diffusi casi, si è trasformata in una parodia della liturgia», ha dichiarato al giornale.

 

«E, naturalmente, quando la parodia raggiunge un livello così profondo da intaccare la verità stessa del sacramento, la coscienza dei fedeli e persino la sensibilità estetica dell’umanità – di fronte all’indisciplina quasi anarchica della liturgia in molti casi e in molte parti della Chiesa durante gli anni Settanta – ha indotto gruppi di fedeli a tornare ancora una volta alla tradizione che precedeva la riforma del Concilio Vaticano II», ha aggiunto.

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Il porporato iberico ha espresso la convinzione che gli abusi liturgici seminino divisione tra i fedeli, e che alcuni reagiscano passando all’«altro estremo» ed «esagerando» la soluzione al problema, forse riferendosi alla Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) e ai sedevacantisti.

 

Il prelato ha poi ricordato diversi esempi di abusi della Messa e della Santa Eucaristia avvenuti negli anni Settanta dopo le riforme post-conciliari, sottolineando come tali abusi abbiano ridotto il Santo Sacrificio della Messa a un «gioco tra amici».

 

«Si assisteva a ogni sorta di comportamento, e, quel che era peggio, nelle case di formazione – per religiosi e religiose, nei seminari… Celebrare l’Eucaristia in salotto a un tavolino basso», ha detto Rouco Varela. «Seduti o accovacciati, prendendo il vino dal frigorifero, pane di chissà cosa, e poi ognuno diceva quello che gli veniva in mente… Quasi l’unica cosa che poteva essere ricondotta a una verità teologica erano le parole della consacrazione».

 

«In altre parole, siamo passati dalla celebrazione dell’Eucaristia istituita dal Signore – il sacramento della sua presenza sacrificale e sacrificata sulla croce che nutre le nostre anime; la sua carne e il suo sangue; la presenza del Divino in mezzo alla nostra vita e alla nostra storia – a una sorta di gioco tra amici, niente di più. C’è un abisso tra le due cose», ha aggiunto.

 

Non è chiaro come il cardinale, comprendendo l’estrema gravità della situazione con il sacrilegio eretto a rito, possa definire «estreme» le posizioni di coloro che non vi si sottomettono.

 

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Immagine di Barcex via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported

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Roma condanna canonicamente, ma rimane in silenzio dottrinalmente

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Il 2 luglio 2026, il giorno dopo le consacrazioni episcopali a Écône, il cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, ha firmato un «decreto di scomunica latae sententiae» che colpiva automaticamente i vescovi consacranti e consacrati, minacciando la stessa sanzione a sacerdoti e fedeli che avessero aderito a questo «atto scismatico».   Alla singola cerimonia del 1° luglio erano presenti oltre 16.500 fedeli, 589 sacerdoti, frati e seminaristi e 397 suore, in rappresentanza di 68 nazionalità.   La Roma moderna scomunica molti. Ma tace sulla Dichiarazione di Fede della Fraternità Sacerdotale San Pio X del 14 maggio (Nouvelles de Chrétienté n. 219, maggio-giugno 2026, pp. 3-5) e sulla Lettera Aperta al Papa e ai Cardinali e sulla Professione di Fede Cattolica del 24 giugno (DICI n. 470, luglio 2026, pp. 8-11, e questo numero di Nouvelles de Chrétienté, pp. 13-22). Questa dichiarazione e questa professione sono forse eterodosse? Non rivelano forse le vere ragioni dottrinali della lotta per la fede? Roma tace.   E Leone XIV non ha ricevuto padre Davide Pagliarani, nonostante le ripetute richieste, nel 2025 e nel 2026.

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Roma preferisce applicare la legge automaticamente, senza considerazioni dottrinali. La sanzione si applica da sola, o, meglio ancora, secondo alcuni commentatori, i vescovi si sono scomunicati da soli… «Dura lex, sed lex; la legge è dura, ma è la legge», è la scusa offerta sottovoce , perché questo legalismo preconciliare si concilia a fatica con l’accoglienza fraterna ed ecumenica riservata all’«arcivescova» anglicana Sarah Mullally, che ha benedetto i cardinali romani il 4 maggio. Meglio che la “scomunica” sia automatica, senza che le autorità debbano intervenire. Per contraddirsi.   E che dire del benessere delle anime legittimamente offese da questo ecumenismo aberrante? A chi importa a Roma? Il 2 febbraio, dopo l’annuncio delle consacrazioni, padre Davide Pagliarani ha ricordato che «l’assioma “suprema lex, salus animarum” è una massima classica della tradizione canonica, esplicitamente ribadita, inoltre, dal canone finale del Codice del 1983; nell’attuale stato di necessità, è su questo principio superiore che si fonda in ultima analisi tutta la legittimità del nostro apostolato e della nostra missione verso le anime che si rivolgono a noi. Per noi è un ruolo di sostituzione, in nome di questa stessa carità».   Ma la Roma odierna preferisce un «arcivescovo» anglicano a un prete cattolico. L’ecumenismo è una conquista conciliare «irreversibile», dicono. Non ci sarà alcun ritorno alle scomuniche e agli anatemi tridentini, eccetto per coloro che difendono la Messa tridentina. Per loro, saranno schierati i cannoni automatici.   C’è un altro adagio su cui vale la pena riflettere oggigiorno: «summum jus, summa injuria; la giustizia portata all’estremo diventa estrema ingiustizia. La legge senza fede non è altro che la rovina della giustizia.   Padre Alain Lorans   Articolo previamente apparso su FSSPX.News.  

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Immagine di Livioandronico2013 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International 
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