Gender
La Camera di Washington approva una legge che criminalizza la transizione di genere per i minori
La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una norma che renderebbe penalmente perseguibile l’esecuzione di cure mediche di affermazione di genere sui minori, votando a favore di un disegno di legge presentato dalla deputata repubblicana della Georgia Marjorie Taylor Greene.
La proposta è passata alla Camera mercoledì con un voto ristretto di 216 favorevoli contro 211. Affinché diventi legge, dovrà essere approvata anche dal Senato, un passaggio ritenuto ampiamente improbabile in quanto necessiterebbe di un sostegno bipartisan per procedere.
Il provvedimento, denominato «Legge per la protezione dell’innocenza dei bambini», prevede pene detentive fino a 10 anni per «mutilazioni genitali o corporali» o «castrazione chimica» su un minore. Il testo include vari interventi medici, chirurgici e la somministrazione di bloccanti della pubertà e ormoni per finalità di transizione di genere.
«I bambini NON sono esperimenti. Niente più farmaci. Niente più interventi chirurgici. Niente più danni permanenti. Dobbiamo lasciare che i bambini crescano senza la manipolazione degli adulti che li spingono a prendere decisioni che cambiano la vita», ha scritto Greene su X prima del voto, invitando il Congresso a «proteggere i bambini americani».
🚨Exciting news!! My Protect Children’s Innocence Act just PASSED the House!!!
This is a win for children all over America!!
Thank you to the 3 Democrats that voted to protect kids: Rep. Cueller, Davis (NC), & Gonzalez!
Unfortunately, 4 Republicans decided NOT to vote to… pic.twitter.com/zn5k1k3SOA
— Rep. Marjorie Taylor Greene🇺🇸 (@RepMTG) December 18, 2025
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L’iniziativa della Camera si colloca nel più ampio contesto degli sforzi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per rovesciare le politiche federali in materia transgender. Dall’insediamento per il secondo mandato, ha emanato ordini esecutivi che interrompono il sostegno governativo alle procedure di transizione di genere per i minori di 19 anni e obbligano le agenzie federali a revocare le norme che riconoscono l’identità di genere oltre il sesso biologico.
Trump ha inoltre disposto il divieto di partecipazione delle persone transgender agli sport femminili in eventi regolati a livello federale e ha reintrodotto limitazioni al servizio militare per le persone transgender. Di conseguenza, il Pentagono ha proibito l’arruolamento o la continuazione del servizio a chiunque abbia una diagnosi attuale o pregressa di disforia di genere, con la Corte Suprema che ha ratificato tale divieto.
In un discorso al Congresso tenuto a marzo, Trump ha poi incoraggiato i parlamentari ad approvare una legge che «vieti e criminalizzi in modo permanente il cambio di sesso sui bambini».
Durante il dibattito di mercoledì, i democratici hanno contestato il disegno di legge della Greene, accusando i repubblicani di essere «ossessionati» dalle persone transgender e di concentrarsi su quello che hanno definito un «1% della popolazione incompreso e vulnerabile». Altri deputati hanno argomentato che la misura interferirebbe con le scelte dei genitori ed esporrebbe i medici a procedimenti penali per l’applicazione di protocolli medici consolidati.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Gender
Politica brasiliana si dipinge la faccia: «mi identifico come negra, fatemi presiedere la commissione antirazzismo»
Fabiana Bolsonaro, a Brazilian politician, protests transgenderism using blackface to prove that changing your appearance doesn’t change what you are.
“I identify as black…why can’t I preside over the anti-racism commission?.. Because I am not black.” pic.twitter.com/uMRHepuHjd — Libs of TikTok (@libsoftiktok) March 20, 2026
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Durante il discorso, trasmesso su TV Alesp, la parlamentare si è dichiarata donna bianca e ha chiesto: «Io, essendo una persona bianca, avendo vissuto tutto ciò che ho vissuto come una persona bianca, ora a 32 anni, decido di truccarmi, di travestirmi da persona nera, truccandomi e lasciando trasparire solo l’aspetto esteriore. E qui, chiedo: e adesso? Sono diventata nera?», elaborando un’analogia per sostenere che le persone trans non potevano rappresentare le cause delle donne cisgender.
Dopo la sessione, la Fabiana ha negato di aver praticato il cosiddetto blackface, descrivendo l’atto come un’«analogia» e un «esperimento sociale», e ha affermato che il suo discorso era stato «distorto». La messa in scena ha generato una reazione immediata in plenaria da parte delle forze gosciste. La deputata Mônica Seixas (PSOL) ha sollevato una questione di ordine, classificando l’episodio come razzismo e transfobia, chiedendo l’interruzione della sessione. Dopo la fine della sessione, Seixas e la consigliera comunale di San Paolo Luana Alves (PSOL) hanno presentato una denuncia alla stazione di polizia per la repressione dei crimini razziali e dei crimini di intolleranza (Decradi). La Seixas ha riferito che il delegato della Polizia Civile presente all’Assemblea Legislativa dello Stato di San Paolo(ALESP) si è rifiutata di registrare l’arresto in flagranza di reato, invocando l’immunità parlamentare. Un gruppo di 18 parlamentari di PT, PSOL, PCdoB e PSB ha presentato una denuncia al Consiglio etico dell’ALESP chiedendo la rimozione di Fabiana per violazione del decoro parlamentare, sostenendo che la condotta era «premeditata e intenzionale» e superava i limiti dell’immunità parlamentare. La deputata Ediane Maria (PSOL) ha anche annunciato una denuncia alla Procura della Repubblica per razzismo e transfobia, mentre Beth Sahão (PT) ha presentato separatamente una denuncia al Consiglio etico, sottolineando che entrambe le condotte costituiscono reati. In una dichiarazione ufficiale, l’ALESP ha informato che la Costituzione garantisce l’inviolabilità dei parlamentari per le loro opinioni, parole e voti espressi in plenaria e che il Consiglio etico è l’organo competente ad analizzare eventuali eccessi di immunità parlamentare. «Eu sou uma mulher» ha esclamato la Bolsonaro durante la performanza assembleare mentre si spalmava la cute di una sostanza marròn. «Io sono una donna». Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato il Brasile ha visto il caso di una femminista brasiliana che ha ottenuto asilo in Europa dopo aver rischiato 25 anni di carcere solo per aver detto che un trans è un uomo e non una donna.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Gender
La Corte suprema polacca ordina il riconoscimento dei documenti dei matrimoni omosessuali validi nell’UE
La Corte amministrativa suprema polacca ha ordinato alle autorità locali di riconoscere i matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati in altri Stati membri dell’UE, in seguito a una sentenza della Corte di giustizia europea (CGUE) dello scorso anno.
Nel Paese a maggioranza cattolica, i matrimoni tra persone dello stesso sesso non possono ancora essere legalmente celebrati perché l’articolo 18 della Costituzione polacca definisce il matrimonio come «unione tra un uomo e una donna».
Venerdì, tuttavia, la Corte suprema polacca ha ordinato alle autorità locali di registrare nel registro nazionale, a fini amministrativi e di residenza, i certificati di matrimonio tra persone dello stesso sesso rilasciati all’estero. Con la loro sentenza, i giudici hanno ribaltato una precedente decisione del Tribunale amministrativo provinciale di Varsavia.
I gruppi omotransessualisti in Polonia hanno salutato la sentenza come il «primo passo» verso la modifica delle leggi a loro favore.
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Nell’ottobre del 2024, il governo di coalizione filo-europeo del primo ministro polacco Donald Tusk ha presentato un progetto di legge per il riconoscimento delle unioni civili, comprese quelle tra persone dello stesso sesso. Tuttavia, ha incontrato l’opposizione del partner conservatore del governo, il Partito Popolare Polacco (PSL), e del partito di opposizione Diritto e Giustizia (PiS).
Il presidente Karol Nawrocki, eletto lo scorso giugno con la promessa di difendere i valori cattolici, ha escluso la firma di qualsiasi legge che possa minare la definizione costituzionale di matrimonio. Nawrocki ha accusato l’UE di «follia ideologica» e ha promesso di resistere a quelli che ha definito i tentativi del blocco di interferire nella politica polacca.
Lo scorso anno, la Corte di giustizia dell’UE ha stabilito che la Polonia aveva violato il diritto comunitario rifiutandosi di riconoscere il matrimonio di due cittadini polacchi, celebrato in Germania nel 2018. La Corte, con sede in Lussemburgo, ha affermato che le leggi nazionali violavano le garanzie dell’UE in materia di libera circolazione e diritto a «condurre una normale vita familiare».
La sentenza della Corte di giustizia europea si applica automaticamente a tutti i 27 Stati membri, alcuni dei quali, tra cui Bulgaria, Romania, Lituania e Slovacchia, non riconoscono i matrimoni tra persone dello stesso sesso.
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Immagine di bert kommerij via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-SA 2.0
Gender
La Corte UE ordina le carte d’identità transessuali
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