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L’epidemia di Conte. Il discorso del senatore Bagnai in Senato

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Renovatio 21 pubblica il discorso del senatore Alberto Bagnai in Senato, 13 ottobre 2020.

 

Signor Presidente del Consiglio, quando è iniziata la sua relazione mi sono trovato un po’ spaesato: ho pensato che fosse andato fuori tema parlando del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

 

Sono andato a rivedermi l’ordine del giorno del prossimo Consiglio europeo, dove si parla di COVID-19, di relazioni Europa-Regno Unito, di cambiamento climatico, di relazioni con l’Africa; poi, alla fine, ci è arrivato anche lei, ma lì per lì ho pensato che le avessero dato in mano il foglietto sbagliato, cosa che ogni tanto capita.

 

Capitò anche nella legislatura precedente, quando lei venne in Aula a difendere lo strano concetto che l’oro della Banca d’Italia non appartenesse allo Stato italiano. A proposito, quelli che scrivono quei foglietti ieri sono venuti in audizione a spiegarci che la Banca centrale europea acquista titoli creando moneta e, quindi, i 500 nuovi miliardi di aggiunta al piano di emergenza pandemica sono stati creati con un click. Tutto qua.

Quelli che scrivono quei foglietti ieri sono venuti in audizione a spiegarci che la Banca centrale europea acquista titoli creando moneta e, quindi, i 500 nuovi miliardi di aggiunta al piano di emergenza pandemica sono stati creati con un click

 

Resta la domanda politica del perché, invece di 500, non se ne siano creati 5000: glielo dico solo perché lei poco fa ha parlato di risorse scarse. Ma non era questo il tema su cui volevo attirare la sua attenzione.

 

Vede, presidente Conte, dopo il nostro ultimo incontro di centosettantacinque giorni fa, il 21 aprile, in cui mi accadde di chiedere le sue dimissioni, mi sono interrogato per giorni se quella mia veemenza fosse giustificata, se non mi fossi lasciato trascinare dalla foga oratoria, se la mia valutazione – in questa sede ovviamente deve essere politica e non può essere personale – non fosse stata inquinata dall’amarezza e dalla delusione personale, una delusione che, per quanto mi riguarda, è giustificata dal mio punto di vista e che naturalmente può essere pienamente ricambiata da lei.

 

In politica bisogna sempre lasciare uno spiraglio aperto al dubbio, una via di fuga all’avversario; bisognerebbe restare freddi, non affidarsi all’istinto, e però, tra i tanti motivi di gratitudine che ho nei suoi riguardi, c’è anche quello di avermi sollevato dal peso di questo dubbio, perché ex post la mia richiesta si è dimostrata perfettamente giustificata.

 

Quando chiedemmo le sue dimissioni, lei ancora non aveva negato – di fronte ai magistrati di Bergamo – di aver visto il verbale del Comitato tecnico scientifico che consigliava di chiudere in una zona rossa i Comuni di Alzano Lombardo e Nembro. Lo avrebbe fatto poi il 12 giugno, quando negò di averli visti, ma il 7 agosto – sorpresa! – dopo la parziale desecretazione dei verbali del Comitato, lei stesso confessava non solo di aver letto quelle pagine, ma di aver chiesto su di esse uno specifico approfondimento. Quindi, lei sapeva del pericolo ma non agì, o meglio agì in ritardo, e probabilmente in modo esagerato.

Fu forse questa gestione goffa, tutta giocata sulla comunicazione, a costringere poi al drastico provvedimento del lockdown in tutto il territorio nazionale.

 

Parliamo di COVID-19, perché lei ha ricordato che il Paese è leader nell’emergenza pandemica e, quindi, vediamo come siamo stati leader.

 

Partiamo da quel weekend in cui – come ricordiamo – il suo staff di comunicazione, nel desiderio di farla apparire in pieno controllo della situazione, riuscì solo a conseguire il risultato di scatenare il panico, in una girandola di conferenze stampa e di bozze inviate da Palazzo Chigi – lei smentì, i giornalisti confermarono – che scatenò l’esodo dalla Lombardia.

 

Fu forse questa gestione goffa, tutta giocata sulla comunicazione, a costringere poi al drastico provvedimento del lockdown in tutto il territorio nazionale. Sussisteva infatti all’epoca il sospetto – ora ce lo siamo dimenticato – che la fuga disordinata dalla Lombardia, provocata dalla sua gestione della crisi, avesse diffuso ovunque il virus.

Sussisteva infatti all’epoca il sospetto – ora ce lo siamo dimenticato – che la fuga disordinata dalla Lombardia, provocata dalla sua gestione della crisi, avesse diffuso ovunque il virus

 

Non era la prima volta però che la sua inerzia ci metteva in pericolo. Sempre dopo la desecretazione dei verbali, abbiamo saputo che il 12 febbraio, tre giorni dopo gli infausti spot della Presidenza del Consiglio, secondo cui il contagio non era affatto facile, lei riceveva uno studio dell’epidemiologo Stefano Merler, ricercatore della fondazione Bruno Kessler, secondo cui il Covid-19 avrebbe potuto provocare fra 35.000 e 60.000 morti, quello studio sul quale il 22 aprile scorso l’onorevole Molinari le avrebbe poi chiesto chiarimenti e del quale si sapeva che non era stato diffuso per non scatenare il panico. Mentre si evitava però di scatenare il panico, non ci si preparava.

 

Fu lei, non altri, signor Presidente del Consiglio, a dire il 27 gennaio, intervistato dalla signora Gruber: «Siamo prontissimi», ma il primo bando Consip per l’acquisto di materiale sanitario venne completato il 10 marzo, a emergenza largamente conclamata. (Applausi). Risparmio la storia di tutti i successivi fallimenti della gestione commissariale; fallimenti che ovviamente verranno premiati con prestigiosi incarichi.

 

La situazione però è ancora peggiore di così, perché non solo non ci si preparava; dopo aver avuto la piena consapevolezza dei rischi che il Paese correva – rischi che poi si sono materializzati con discreta precisione, ad onore del ricercatore che li aveva previsti – la sua preoccupazione fu il 15 febbraio di inviare 18 tonnellate di materiale sanitario in Cina (Applausi), perché noi siamo buoni, anzi di più: siamo politicamente corretti e, infatti, chiamiamo spagnola la spagnola, ma la cinese la chiamiamo COVID-19.

Il primo bando Consip per l’acquisto di materiale sanitario venne completato il 10 marzo, a emergenza largamente conclamata

 

Vorrei aggiungere che il 21 aprile, l’ultima volta che ci siamo visti, non potevo sapere che quella intollerabile forzatura, consistente nel disporre per atto amministrativo di diritti costituzionali soggetti a riserva di legge e a riserva giurisdizionale, che allora fummo fra i primi a denunciare, si sarebbe prolungata a oltranza.

 

Non lo sapevo, non lo potevo sapere e non potevo nemmeno immaginare – nessuno di noi poteva immaginare – che lei si sarebbe preso e tenuto i pieni poteri, naturalmente sotto lo sguardo benedicente dell’Unione europea, sempre pronta a rampognare il discolo Orban, gli irrequieti polacchi, ma singolarmente muta sulle forzature dello stato di diritto cui il suo Governo cerca di abituarci. (Applausi).

 

Eppure, perfino voci non solo autorevoli, ma in linea di principio a lei e a questa maggioranza ideologicamente vicine, come quella del professor Cassese, lo hanno chiarito autorevolmente; difficile giustificare una proroga dello stato di emergenza in assenza di emergenza.

La sua preoccupazione fu il 15 febbraio di inviare 18 tonnellate di materiale sanitario in Cina, perché noi siamo buoni, anzi di più: siamo politicamente corretti e, infatti, chiamiamo spagnola la spagnola, ma la cinese la chiamiamo Covid-19

 

Quindi le cose stanno peggio di come ci potevano apparire il 21 aprile; solo una profonda vocazione autoritaria che si dispiega senza alcun contrappeso può giustificare simili provvedimenti. Grazie quindi per avermi tolto un peso. La mia richiesta era perfettamente giustificata, oltre quanto potessi immaginare e resta sul tavolo. Lei è un ostacolo non solo alla ripresa economica, ma in tutta evidenza anche all’incolumità fisica degli abitanti del Paese, che non sarà sicurezza finché lei resterà dove è.

 

Dobbiamo però tutti ringraziarla per un’altra cosa: per averci fatto capire come deve comportarsi un vero leader. Ora che va di moda il digital – mi perdoni se le ricordo i tempi vetusti della foto analogica – lei in qualche modo è il negativo di un leader.

 

Basta leggere al contrario quello che lei ha fatto. Vogliamo parlare della sua inguaribile «annuncite»? Gli italiani aspettavano fatti, aspettavano quella che nel linguaggio manageriale si chiama l’execution, non hanno avuto neanche le brioche di fausta memoria, ma semplicemente l’annuncio della brioche: decreti-legge senza decreti attuativi, misure fatte per intralciarsi l’una con l’altra.

 

Lei è un ostacolo non solo alla ripresa economica, ma in tutta evidenza anche all’incolumità fisica degli abitanti del Paese, che non sarà sicurezza finché lei resterà dove è

È però un’altra sua qualità ad averci colpito fin dall’inizio: la sua incapacità congenita di assumersi, essendo in posizione di comando, le responsabilità delle sue scelte, a partire da quando il 24 febbraio accusava l’ospedale di Codogno, con parole sconsiderate e vigliacche (Applausi) che servirono a diffondere in tutto il mondo la falsa idea che l’untore fosse l’Italia e che motivarono, per tutto ringraziamento dell’abnegazione del personale sanitario, l’apertura di un’inchiesta dei NAS.

 

Questo è stato il suo metodo: nascondersi dietro il Comitato tecnico-scientifico, nonostante questo non sempre abbia dato ottima prova di sé. Vogliamo parlare di quando il 28 aprile, una settimana esatta dopo il nostro ultimo breve, ma appassionato incontro, il Comitato tecnico-scientifico previse 150.000 ricoveri in terapia intensiva per giugno in caso di riapertura? Ci ricordiamo questa previsione particolarmente azzeccata?

 

E qui sorge effettivamente un problema.

 

Se ci avete nascosto – come ci avete nascosto – informazioni essenziali per non scatenare il panico, perché poi tutta la vostra comunicazione sul tema è stata confusa, isterica, contraddittoria, incoerente? A partire da quel week-end del 23 febbraio quando, mentre venivano istituite le prime zone rosse, lei, signor Presidente del Consiglio, passava da una trasmissione televisiva all’altra con estrema disinvoltura, per apparire l’uomo della provvidenza, con l’unico risultato di amplificare i timori della popolazione, senza peraltro contribuire né desiderare di informarla correttamente.

 

Se ci avete nascosto – come ci avete nascosto – informazioni essenziali per non scatenare il panico, perché poi tutta la vostra comunicazione sul tema è stata confusa, isterica, contraddittoria, incoerente?

Tutto è infatti confuso e velatamente terroristico nel modo in cui veniamo informati, a partire dall’enfasi posta sul concetto di caso.

 

Un caso in medicina normalmente indica un malato: un caso di morbillo è uno che si è preso il morbillo; ma oggi indica per lo più un portatore sano, sulla cui contagiosità il dibattito scientifico esprime dubbi, mentre i guitti da talk show passano di certezza in certezza.

 

Del resto, siamo nel Paese che ha ritenuto contagiose le salme: ricordiamo tutti che vennero proibite le autopsie. (Applausi).

Un caso in medicina normalmente indica un malato: un caso di morbillo è uno che si è preso il morbillo; ma oggi indica per lo più un portatore sano, sulla cui contagiosità il dibattito scientifico esprime dubbi, mentre i guitti da talk show passano di certezza in certezza

 

Eppure, fra i tanti dubbi che si possono avere, di una cosa possiamo essere certi: i cadaveri non respirano ed è difficile quindi che trasmettano una malattia che, notoriamente, rischia di essere trasmessa per via aerea, con – glielo dico in inglese così mi segue – le droplet. Quanti morti sono imputabili al rifiuto di approfondire in termini scientifici lo studio della malattia e alle cremazioni disposte in fretta e furia senza neanche interpellare i parenti?

 

In questa gestione ci ammorba ovunque il lezzo del paternalismo. C’è addirittura un membro del Comitato tecnico-scientifico che pare abbia detto – spero di no, io non c’ero quando l’ha detto, ma l’ho letto su un giornale, quindi ci credo fino a un certo punto – che l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto è un richiamo; non importa se scientificamente ha senso oppure no, perché è un segnale di attenzione per noi stessi e per la comunità.

Quanti morti sono imputabili al rifiuto di approfondire in termini scientifici lo studio della malattia e alle cremazioni disposte in fretta e furia senza neanche interpellare i parenti?

 

Cioè, c’è un Comitato tecnico-scientifico che ci chiede di fare delle cose di cui non importa se abbiano un senso. E questo è lo strumento che lei ha autorizzato per scaricarsi delle sue responsabilità.

 

Le previsioni catastrofiche degli esperti si sono susseguite una dietro l’altra, amplificate dai media, mentre l’unica previsione corretta era passata inascoltata. A chi, frastornato da questa girandola di contraddizioni – mascherina sì, no, forse, lockdown sì, totale, parziale, no – osava portare nel dibattito scientifico quell’elemento fecondo, quell’elemento veramente scientifico che è il dubbio, viene opposto con un disprezzo rivoltante per la memoria della Shoah (Applausi), un disprezzo degno della peggiore feccia antisemita, il termine di negazionista. (Applausi).

 

Come se chi si chiede quale sia l’utilità di indossare la mascherina in un luogo isolato sia paragonabile a chi nega che ci sia stato l’Olocausto. Una «reductio ad Hitlerum» che la dice lunga sul rapporto fra il PD e la scienza: non luogo del dubbio e della ricerca, ma strumento per una gestione autoritaria del dibattito; manganello nelle mani di un potere intrinsecamente repressivo.

 

Una «reductio ad Hitlerum» che la dice lunga sul rapporto fra il PD e la scienza: non luogo del dubbio e della ricerca, ma strumento per una gestione autoritaria del dibattito; manganello nelle mani di un potere intrinsecamente repressivo

(…)

 

Questa è la scienza che ci sta guidando in frangenti così difficili e dietro cui lei si nasconde: la scienza della Santa Inquisizione, la scelta dell’universo geocentrico, oggi «PDcentrico».

 

Le poche cose certe su questa epidemia le ho apprese da mia madre: lavarsi le mani, non starnutire in faccia a chi ti sta di fronte; le normali e basilari norme di igiene.

 

Sinceramente devo dire, con tutto il rispetto, che non ho bisogno – almeno io – che mi vengano ricordate da un illustre medico – o qualcosa del genere – etiope, con tutto il rispetto che ho per quel Paese di lunga civiltà. Qui in sala Zuccari abbiamo l’incontro tra la Regina di Saba e Salomone, che avvenne trecento anni prima che venisse fondata questa città, quando qui era tutta campagna.

 

Signor Presidente del Consiglio, qualche giorno fa l’onorevole Sgarbi le ha rivolto un appello che ha il pregio dell’incisività e della sincerità. Le consiglio di riflettere sulle sue parole. (Applausi).

 

 

 

 

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Epidemie

Collaboratore di alto livello di Fauci si dichiara colpevole di accuse federali. Tradirà il suo capo?

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

Il dottor David Morens si è dichiarato colpevole martedì di un’accusa di cospirazione per frodare gli Stati Uniti. Secondo il Washington Post, Morens, 78 anni, ha dichiarato a un giudice federale di aver tentato di eludere le leggi federali sulla conservazione dei documenti utilizzando il suo account di posta elettronica privato per discutere informazioni relative alle origini del COVID-19. Il biologo molecolare della Rutgers University, Richard Ebright, Ph.D., ha affermato che Morens «probabilmente» ha agito «su ordine del suo capo, Fauci».

 

Un ex consigliere chiave del dottor Anthony Fauci si è dichiarato colpevole di occultamento di documenti pubblici relativi alle origini del COVID-19, nell’ambito di un patteggiamento raggiunto con i procuratori federali: uno sviluppo che, secondo alcuni esponenti politici e analisti, potrebbe coinvolgere Fauci.

 

Il dottor David Morens si è dichiarato colpevole martedì di un’accusa di cospirazione per frodare gli Stati Uniti. Secondo il Washington Post, Morens, 78 anni, ha dichiarato a un giudice federale di aver tentato di eludere le leggi federali sulla conservazione dei documenti utilizzando il suo account di posta elettronica privato per discutere di ricerche – e di una sovvenzione federale revocata – relative alle origini del COVID-19.

 

Morens, inizialmente incriminato ad aprile con cinque capi d’accusa federali, ha dichiarato al giudice di aver intenzionalmente reindirizzato le comunicazioni al suo account di posta elettronica personale per proteggere Fauci e perché le email avrebbero potuto essere fraintese in futuro, qualora fossero state rese pubbliche.

 

Dai documenti depositati in tribunale emerge che alcune delle email sono state inoltrate informalmente a un alto funzionario del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID). Secondo la CBS News, il funzionario in questione è probabilmente Fauci, che ha diretto il NIAID fino a dicembre 2022. Morens ha ricoperto il ruolo di consulente senior nell’ufficio di Fauci al NIAID tra il 2006 e il 2022.

 

Morens ha dirottato i messaggi sulla sua email personale mentre si moltiplicavano le speculazioni sul fatto che il COVID-19 fosse emerso in natura, come affermavano pubblicamente all’epoca Fauci e altri funzionari dell’amministrazione Biden e virologi chiave, oppure fosse stato sviluppato presso l’Istituto di Virologia di Wuhan, in Cina, e si fosse poi diffuso da lì.

 

In base all’accordo raggiunto con la procura, Morens rischia fino a cinque anni di carcere e una multa massima di 250.000 dollari, sebbene la sua pena potrebbe essere inferiore. Secondo il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ), «le condanne effettive per i reati federali sono in genere inferiori alle pene massime previste». La sentenza è prevista per il 12 novembre, come riportato da Politico.

 

«Dichiarandosi colpevole oggi, il dottor Morens si è assunto la responsabilità delle sue azioni e continuerà a farlo», ha affermato Tim Belevetz, avvocato di Morens, in una dichiarazione riportata dal Post.

 

James Billot, direttore di UnHerd, ha dichiarato a News24 Digital, testata australiana, che la dichiarazione di colpevolezza di Morens rappresenta la «prima grande vittoria» nell’indagine sulle origini del COVID-19. «Vedremo presto emergere molti altri dettagli su questo argomento».

 

Secondo Politico, Fauci non è stato «accusato né incriminato per illeciti nel caso contro Morens e il suo nome non viene menzionato negli atti processuali».

 

Ma in un post su X, il senatore Rand Paul (repubblicano del Kentucky), che sta guidando l’indagine del Congresso sulle origini del COVID-19, ha suggerito che Fauci potrebbe essere implicato: «Un alleato di lunga data di Fauci si dichiara colpevole. La sua dichiarazione di colpevolezza potrebbe implicare il coinvolgimento di Anthony Fauci?», ha scritto Paul.

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Morens si vantava di essere in grado di «far sparire le email»

Nel corso della sua testimonianza davanti alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti nel 2024, Fauci negò di avere avuto uno stretto rapporto di lavoro con Morens, suggerendo che Morens non gli forniva consulenza su «politiche dell’istituto o altre questioni sostanziali».

 

Tuttavia, l’accordo di patteggiamento di Morens include una dichiarazione in cui ammette di essersi spesso consultato con un ricercatore esterno, Peter Daszak, Ph.D., all’epoca presidente dell’EcoHealth Alliance, per preparare briefing per Fauci che suggerivano che il COVID-19 avesse origini naturali.

 

In un’email del 2021 resa pubblica dalla Camera e citata da The Hill, Morens scrisse a Daszak: «Posso inviare materiale a Tony [Fauci] tramite la sua Gmail privata, oppure consegnarglielo di persona al lavoro o a casa. È troppo intelligente per lasciare che i colleghi gli mandino cose che potrebbero causargli problemi».

 

In un’altra email del 2021, Morens affermò di sapere come «far sparire le email dopo una richiesta FOIA», riferendosi alle richieste di accesso agli atti federali previste dal Freedom of Information Act.

 

John Leake, vicepresidente della McCullough Foundation e autore di Mind Viruses: America’s Irrational Obsessions, ha scritto su Substack che la dichiarazione di colpevolezza di Morens per un singolo capo d’accusa di cospirazione è «simile alla condanna di Al Capone per evasione fiscale». Leake ha suggerito che la dichiarazione di colpevolezza avrà un impatto minimo sull’indagine sulle origini del COVID-19.

 

«Sebbene Morens probabilmente sconterà una pena detentiva, la sua dichiarazione di colpevolezza e la sua condanna per questo particolare atto di frode mi sembrano un diversivo rispetto al problema principale», ha scritto Leake, riferendosi alla «creazione illegale e al successivo occultamento illegale di un’arma biologica in un laboratorio di biosicurezza cinese».

 

Ma per altri analisti e commentatori, l’attenzione sta tornando a concentrarsi su Fauci in seguito alla dichiarazione di colpevolezza di Morens.

 

Jeffrey Tucker, presidente e fondatore del Brownstone Institute, ha ipotizzato che Morens abbia probabilmente accettato di testimoniare contro altre persone in cambio del patteggiamento e, forse, di una pena più mite.

 

«Ora è disposto a parlare in cambio di una pena più lieve. Sicuramente parlerà e sarà affascinante sapere tutto quello che sa», ha detto Tucker.

 

Il biologo molecolare della Rutgers University, Richard Ebright, Ph.D., si è detto d’accordo. Ebright è stato un acceso critico della ricerca sul guadagno di funzione, che secondo i sostenitori della teoria della fuga dal laboratorio avrebbe probabilmente portato alla creazione in laboratorio del SARS-CoV-2 e alla sua successiva fuoriuscita dal laboratorio di Wuhan.

 

Ha affermato che Morens «probabilmente» ha agito «su ordine del suo capo, Fauci».

 

«La dichiarazione di colpevolezza di Morens è un primo passo importante per assicurare alla giustizia i funzionari statunitensi che hanno finanziato la sconsiderata ricerca sul guadagno di funzione a Wuhan, che ha causato il COVID-19» ha detto Ebright.

 

«Sembra possibile, persino probabile, che Morens sia stato ‘ingannato’ dai procuratori e che la sua dichiarazione di colpevolezza sia il risultato di un patteggiamento in cui Morens ha accettato di testimoniare contro Fauci, Daszak… e altri».

 

L’accordo di patteggiamento di Morens prevedeva un fascicolo sigillato, il che, secondo Ebright, indica che Morens ha accettato di testimoniare contro altri: un’opinione condivisa dal ricercatore e autore James Lyons-Weiler, Ph.D., che ha scritto su Substack:

 

«Infine, poiché l’accordo di patteggiamento include un supplemento sigillato e una separata dichiarazione di fatto, la documentazione attualmente pubblica è incompleta. Tale lacuna è particolarmente rilevante per le speculazioni secondo cui Morens starebbe collaborando contro altri. Tale collaborazione è possibile in teoria, ma non può essere ragionevolmente dedotta dalla sola esistenza del documento sigillato».

 

«… Avevamo previsto che a [Morens] sarebbe stato offerto un patteggiamento e che le accuse specifiche sarebbero state ritirate in cambio della sua testimonianza contro Fauci e altri.»

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Morens ha ricevuto regali per «marachelle dietro le quinte»

L’atto d’accusa contro Morens faceva ampio riferimento a due complici, indicati come «Co-cospiratore 1» e «Co-cospiratore 2».

 

Secondo il Post, i documenti resi pubblici nell’ambito dell’indagine del Congresso indicano che le due persone in questione sono Daszak e il dottor Gerald Keusch, ex direttore del Fogarty International Center del NIH, che finanziava scienziati stranieri.

 

Secondo quanto riportato dal Post, Morens, Daszak e Keusch «hanno discusso ripetutamente della possibilità di limitare le loro conversazioni alle email private».

 

Sotto la guida di Daszak, l’EcoHealth Alliance ha ricevuto una sovvenzione dai National Institutes of Health (NIH), l’agenzia madre del NIAID, per uno studio intitolato «Comprendere il rischio di emergenza del coronavirus nei pipistrelli». Il laboratorio di Wuhan ha successivamente ricevuto un sub-finanziamento dall’EcoHealth Alliance, a sua volta finanziato dalla sovvenzione.

 

Nell’ambito del patteggiamento, Morens ha ammesso di aver ricevuto «gratificazioni illegali» da Daszak, tra cui pasti in ristoranti stellati Michelin e bottiglie di vino, come ringraziamento per i suoi «consigli, il suo supporto e i suoi intrighi dietro le quinte» nell’aiutare Daszak a «ripristinare la sospensione del finanziamento per la ricerca sul coronavirus dei pipistrelli e a contrastare la narrazione secondo cui il COVID-19 sarebbe fuoriuscito da un laboratorio».

 

Secondo il Dipartimento di Giustizia, «Morens avrebbe poi individuato un atto ufficiale che avrebbe potuto compiere per ‘meritarsi’ il regalo, ovvero scrivere un commento scientifico su un’importante rivista medica in cui sosteneva che il COVID-19 avesse origini naturali».

 

Ad aprile, il New York Post ha riportato che il commento è probabilmente un articolo di cui Morens è coautore, pubblicato nel luglio 2020 sull’American Journal of Tropical Medicine and Hygiene.

 

Tucker ha affermato che Morens era «un intellettuale promettente» che «si è convertito al lato oscuro» agendo su «ordine di Fauci», tra cui la pubblicazione di articoli su riviste scientifiche a sostegno della narrativa ufficiale sul COVID-19.

 

Tucker ha citato un articolo del settembre 2020, scritto da Morens in collaborazione con Fauci e pubblicato sulla rivista Cell, in cui si auspicava la «ricostruzione delle infrastrutture dell’esistenza umana».

 

«Era distopico all’estremo e lui lo sapeva», ha detto Tucker. «Rifletteva il suo stato d’animo: l’assurdità al servizio del potere».

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Altri collaboratori di Fauci faranno a gara per «denunciarsi a vicenda» in cambio di patteggiamenti?

La dichiarazione di colpevolezza di Morens rappresenta l’ultimo sviluppo nell’indagine congressuale in corso sulle origini del COVID-19. Nel 2024, quando testimoniò davanti al Congresso nell’ambito dell’indagine  Morens negò di aver tentato di eludere la legge federale instradando le comunicazioni attraverso il suo account di posta elettronica personale.

 

All’inizio di questo mese, Paul ha segnalato Fauci al Dipartimento di Giustizia per oltraggio al Congresso, per essersi rifiutato di rispondere alle domande durante l’udienza del mese scorso. Secondo il Washington Post, il Dipartimento di Giustizia sta esaminando la richiesta. È la terza volta che Paul segnala Fauci al Dipartimento di Giustizia per possibili accuse penali.

 

La settimana scorsa, Fauci ha rifiutato la richiesta di comparire volontariamente davanti a un’altra commissione del Senato.

 

Negli ultimi istanti del suo mandato, lo scorso anno, l’allora presidente Joe Biden concesse preventivamente la grazia a Fauci per tutti i suoi atti ufficiali risalenti al 2014, anno in cui il NIH approvò un finanziamento per la ricerca di Daszak sul coronavirus nei pipistrelli.

 

Esperti legali avevano precedentemente dichiarato a The Defender che, sebbene la grazia protegga Fauci da procedimenti penali federali per i suoi atti ufficiali, non impedisce agli Stati di sporgere denuncia contro di lui. Inoltre, non lo protegge dalle accuse di oltraggio al Congresso o di falsa testimonianza in successive deposizioni.

 

Nel 2024, il dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha sospeso tutti i finanziamenti a EcoHealth Alliance dopo aver constatato che l’organizzazione non aveva monitorato adeguatamente gli esperimenti sul coronavirus.

 

Ad aprile, il NIH avrebbe revocato tutti i finanziamenti concessi al virologo Ralph Baric, Ph.D., che aveva collaborato con Fauci e i ricercatori del laboratorio di Wuhan prima e durante la pandemia di COVID-19.

 

A giugno, l’FBI ha incriminato due ricercatori del NIH, tra cui Vincent Munster, Ph.D., legato a Fauci, con l’accusa di aver introdotto clandestinamente negli Stati Uniti, all’inizio di quest’anno, il virus del mosaico del mais (mpox) e altri agenti patogeni pericolosi.

 

Documenti resi pubblici il mese scorso suggeriscono che nel 2021 l’FBI abbia fatto pressioni sugli agenti della dogana e della protezione delle frontiere statunitensi affinché non interrogassero Daszak al suo rientro negli Stati Uniti dalla Cina, dove si era recato nell’ambito di un’indagine dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulle origini del COVID-19.

 

L’anno scorso, Daszak è diventato presidente di Nature.Health.Global, un’organizzazione no-profit che svolge ricerche sulla salute pubblica e sulla prevenzione delle pandemie. Morens lavora per questa organizzazione.

 

Ebright ha suggerito che «ora è iniziata la corsa ai topi» per gli ex stretti collaboratori e alleati di Fauci, che si «denunciano a vicenda».

 

«Morens, Daszak, Keusch e gli altri probabilmente stanno già facendo a gara per essere i primi a collaborare e quindi ad accaparrarsi i migliori accordi di patteggiamento».

 

Michael Nevradakis

Ph.D.

 

© 19 agosto 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

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Epidemie

Fauci si rifiuta di comparire davanti alla commissione del Senato

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Il dottor Anthony Fauci si è rifiutato di presentarsi al Campidoglio di Washington per deporre a porte chiuse dopo la sua audizione del 29 luglio davanti alla Commissione per la Sicurezza Interna del Senato (SHSC), durante la quale non ha risposto alle domande sulla sua responsabilità nell’origine e nella cattiva gestione della crisi COVID-19, invocando il Quinto Emendamento oltre 100 volte nonostante avesse ricevuto la grazia generale dal presidente Joe Biden. Lo riporta LifeSite.   Una settimana dopo, i membri repubblicani della commissione hanno votato all’unanimità per deferire Fauci al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) con l’accusa di oltraggio al Congresso.   Nonostante il silenzio impassibile di Fauci durante l’udienza televisiva del 29 luglio, i senatori intendono ancora ottenere risposte, ma Fauci continua a ripararsi dietro i suoi costosi avvocati.

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«L’avvocato del dottor Fauci ci ha appena informato che Fauci si rifiuta di presentarsi per un’intervista privata trascritta», ha scritto il senatore repubblicano statunitense Ron Johnson del Wisconsin, che insieme al senatore repubblicano statunitense Rand Paul del Kentucky da tempo cerca di ritenere l’ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) responsabile del suo ruolo durante la pandemia.   «Il popolo americano merita risposte a domande legittime riguardo alla nostra disastrosa gestione della pandemia di COVID-19», ha dichiarato Johnson. «Ad alcune di queste domande può rispondere solo il dottor Fauci. Una volta ha affermato con arroganza di essere “molto felice di testimoniare davanti a qualsiasi commissione di controllo del Congresso. Non ho nulla da nascondere”».   «A quanto pare, ha molto da nascondere», ha aggiunto il Johnson.   «Dato che Fauci si rifiuta di parlare del suo ruolo e delle decisioni prese in relazione al COVID-19, la mia sottocommissione continuerà a richiedere i suoi documenti e a chiedere di parlare con le persone chiave con cui ha collaborato. Valuteremo le opzioni legali a nostra disposizione prima di decidere i prossimi passi», ha promesso il senatore del Wisconsin.   Il senatore Johnson, grande critico della follia pandemica e vaccinale che ricopre anche la carica di presidente della Sottocommissione permanente per le indagini del Senato, ha inviato lettere agli ex funzionari della Food and Drug Administration (FDA) dottor Peter Marks, dottor Narayan Nair, dottor Steven Anderson e dottor Manette Niu, nonché a Fauci, richiedendo la trascrizione delle interviste sul loro ruolo nella risposta alla pandemia di COVID-19, compresa la sicurezza e l’efficacia dei vaccini contro il COVID-19.   Il 29 aprile Johnson ha pubblicato un rapporto preliminare che descriveva in dettaglio come alti funzionari della FDA avessero ignorato gli avvertimenti secondo cui il loro sistema di monitoraggio della sicurezza dei vaccini nascondeva segnali di pericolo per i vaccini contro il COVID-19.   Nella sua lettera a Fauci, Johnson ha scritto: «Voglio darle un’altra opportunità per fornire la necessaria trasparenza sulla pandemia di COVID-19 e sulla risposta del governo ad essa, compresi i trattamenti precoci e lo sviluppo, la distribuzione, il monitoraggio della sicurezza e l’efficacia dei vaccini contro il COVID-19».

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Come riportato da Renovatio 21, in settimana Fauci sapeva del rischio di aborto spontaneo legato al vaccino anti-COVID.   Fauci, che dinanzi al Congresso si è avvalso del Quinto Emendamento (la facoltà di non rispondere per non incriminarsi) ben 111 volte, non rispondendo di fatto a nulla di quanto gli chiedevano i senatori, sarebbe ora oggetto di un’indagine annunciata dal procuratore generale della Florida.   Nei documenti desecretati dall’ex diretttrice dell’Intelligence nazionale americana Tulsi Gabbard è rivelato che Fauci finanziava la ricerca che diede origine al COVID, e condusse l’insabbiamento con lo spionaggio USA. Al contempo, dai documenti appare che Fauci sapesse dell’origine laboratoriale del coronavirus di Wuhano e pure della scarsa efficacia dei vaccini mRNA.

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Epidemie

Epidemie colpiscono Ceuta invasa dai migranti

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Nell’enclave spagnola di Ceuta, nel Nord Africa, sono stati segnalati casi di malattie infettive, tra cui gastroenteriti, tra i migranti a partire dall’invasione perpetrata dal vicino Marocco alla fine di luglio.

 

L’Istituto Nazionale per la Gestione Sanitaria spagnolo (INGESA) ha confermato la diffusione di casi di gastroenterite tra i migranti arrivati di recente, secondo quanto riportato venerdì dai media spagnoli. L’agenzia ha inoltre confermato casi di scabbia e impetigine, precisando che entrambe le patologie erano già presenti a Ceuta prima dell’ultimo afflusso di migranti.

 

Tuttavia, l’INGESA ha respinto le affermazioni secondo cui il sistema sanitario di Ceuta sarebbe collassato. L’agenzia ha anche smentito le notizie relative a un’epidemia di tubercolosi, affermando che il caso sospetto è risultato negativo al test

 

L’epidemia si verifica mentre i professionisti sanitari locali avvertono che il sovraffollamento e le condizioni igienico-sanitarie inadeguate tra le migliaia di migranti che vivono all’aperto potrebbero facilitare un’ulteriore diffusione della malattia. Si dice che molti migranti non abbiano un accesso adeguato all’acqua potabile, ai servizi igienici e alle docce.

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La gastroenterite è un’infiammazione dello stomaco e dell’intestino, solitamente causata da un’infezione virale o batterica, con sintomi quali diarrea, vomito e crampi addominali. La scabbia è un’infestazione cutanea contagiosa causata da acari microscopici che provoca prurito intenso ed eruzione cutanea, mentre l’impetigine è un’infezione batterica della pelle caratterizzata da piaghe che possono rompersi e sviluppare croste giallastre.

 

Oltre 72.000 migranti sono entrati a Ceuta tra il 30 e il 31 luglio, molti a nuoto o attraversando le barriere frangiflutti costiere: una cifra equivalente a circa il 70 % della popolazione residente dell’enclave. L’afflusso ha messo a dura prova i centri di accoglienza e ha esercitato ulteriore pressione sulle risorse sanitarie e delle forze dell’ordine. La maggior parte di coloro che sono entrati è stata rimpatriata in Marocco, ma si stima che fino a 11.000 persone siano ancora a Ceuta, secondo le autorità locali.

 

L’afflusso ha inoltre alimentato le tensioni all’interno dell’UE, dove la migrazione è da tempo una questione controversa. Ventidue leader europei hanno firmato una lettera accusando la Spagna di minare la sicurezza delle frontiere del blocco, mentre diversi hanno chiesto l’espulsione del Paese dall’area Schengen.

 

Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha replicato, definendo le azioni dei suoi vicini europei «egoistiche».

 

Come riportato da Renovatio 21, in molti sostengono che l’invasione sia stata programmata dal Marocco su spinta di Israele (che vorrebbe punire la Spagna per le sue posizioni su Gaza, Libano, UNIFIL etc.) e degli Stati Uniti, che avevano passato leggi proprio su quei territori negli scorsi mesi.

 

Secondo varie testate, terroristi islamici avrebbero approfittato del disordinato afflusso di immigrati clandestini marocchini in Spagna per introdursi in Europa.

 

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