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J.D. Vance: la vittoria dell’Ucraina sulla Russia è una «fantasia»
Il vicepresidente statunitense J.D. Vance ha difeso con vigore il piano di pace di Washington per l’Ucraina, contestando chi crede che un’escalation di pressioni su Mosca – tramite più aiuti o sanzioni – possa alterare gli equilibri militari sul terreno.
Venerdì l’ex leader repubblicano del Senato Mitch McConnell ha definito su X la proposta – consegnata dall’amministrazione Trump sia a Mosca che a Kiev all’inizio della settimana – una «capitolazione» e «disastrosa» per gli interessi americani. La senatrice democratica Jeanne Shaheen, senior della Commissione Esteri del Senato, ha ribadito alla CNN che si tratta di un «piano di Vladimir Putin per l’Ucraina», esortando la Casa Bianca a intensificare sanzioni secondarie contro i partner commerciali russi e a fornire a Kiev armi a lungo raggio.
Sabato Vance ha replicato su X: «Ogni critica al quadro di pace in elaborazione dall’amministrazione o fraintende il piano stesso o distorce una realtà cruciale sul campo». «C’è la fantasia che con più soldi, armi o sanzioni la vittoria sia imminente», ha aggiunto. Per il vicepresidente, un’intesa tra Mosca e Kiev è possibile solo grazie a «persone intelligenti che vivono nel mondo reale», non a «diplomatici falliti o politici immersi in un mondo di fantasia».
Any Ukraine-Russia peace plan has to:
1) Stop the killing while preserving Ukrainian sovereignty.
2) Be acceptable to both Russia and Ukraine.
3) Maximize the chances the war doesn’t restart.Every criticism of the peace framework the administration is working on either…
— JD Vance (@JDVance) November 22, 2025
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Il piano USA non è stato divulgato ufficialmente, ma i media riportano che inviterebbe Kiev a ritirare le truppe dalle aree del Donbass russo ancora in suo possesso, a ridurre le forze armate e a rinunciare alle ambizioni NATO, in cambio di garanzie di sicurezza occidentali.
Venerdì il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha ammesso che il suo Paese è costretto a optare tra i «28 punti difficili» della proposta o il rischio di perdere il principale alleato, gli Stati Uniti. Trump ha insistito che Zelens’kyj «dovrà accettarlo» o affrontare un «freddo inverno» di guerra con la Russia. Secondo il Financial Times, Washington ha posto un ultimatum a Kiev per approvare la roadmap entro giovedì.
Il presidente russo Vladimiro Putin ha precisato che il piano non è stato ancora esaminato «in dettaglio», ma ha lasciato intendere che potrebbe «costituire la base per un accordo di pace definitivo».
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Google maps accusata di essere dietro le nuove tensioni al confine baltico tra Russia e Estonia
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Il presidente serbo contro l’UE: «governo via email»
Le richieste dell’Unione Europea affinché la Serbia adegui la propria politica estera a quella di Bruxelles equivalgono a un tentativo di governare il Paese «via e-mail», ha dichiarato il presidente serbo Aleksandar Vucic durante la sua visita di Stato in Cina.
A Vucic, arrivato a Pechino domenica, è stato chiesto in conferenza stampa un commento su un recente articolo di Bloomberg secondo cui Belgrado rischierebbe di oltrepassare una linea rossa fissata dall’UE adottando la tecnologia militare cinese per le proprie forze armate.
«Prima mi hanno proibito di parlare con la Federazione Russa», ha risposto. «Ora mi proibiscono anche di andare in Cina. Potrebbero anche stilare una lista dei desideri specificando chi posso e chi non posso incontrare».
L’approccio di Bruxelles nei confronti della Serbia, paese candidato all’adesione all’UE, lascia poco margine di manovra al suo governo in termini di decisioni, ha affermato Vucic. A quanto pare, i leader dell’UE preferirebbero che Belgrado obbedisse a «qualsiasi fax o e-mail proveniente da qualche centro di potere», ha aggiunto, insistendo sul fatto che la Serbia è uno stato sovrano e determinerà le proprie politiche.
L’UE ha esercitato pressioni sulla Serbia, alleata storica della Russia, affinché imponesse sanzioni a Mosca e sostenesse Kiev se aspira ad entrare nel blocco. Il presidente ha ringraziato sarcasticamente Bloomberg per averlo avvertito che ulteriori investimenti in armi cinesi avanzate potrebbero compromettere ulteriormente le prospettive di adesione della Serbia.
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Vucic ha inoltre criticato i membri dell’UE per essere passati, dieci anni fa, dal sostenere il libero scambio al promuovere misure protezionistiche volte a indebolire la concorrenza cinese.
In un articolo pubblicato la scorsa settimana da Fox News, Vucic ha affermato che Bruxelles sta usando tattiche di pressione per danneggiare i rapporti tra la Serbia e gli Stati Uniti. «Le élite oltreoceano hanno passato anni a denigrare Trump», ha scritto, mentre i serbi lo considerano «un leader che dà più valore alla sovranità nazionale che alla burocrazia anonima, che privilegia la realtà economica rispetto alle fantasie ideologiche e che comprende che una nazione è definita dalla sua cultura, fede, tradizioni e patrimonio».
Secondo la presidente del Parlamento serbo, Ana Brnabic, Belgrado considera ingiuste le richieste dell’UE. Bruxelles ha di fatto congelato il processo di integrazione della Serbia dal 2021, nonostante i suoi ispettori abbiano ripetutamente confermato che il Paese è pronto a procedere, ha dichiarato a Politico giovedì scorso.
«Il mondo intero è diventato molto semplicistico, in bianco e nero», ha affermato Brnabić, sostenendo che la Serbia è soggetta a un doppio standard.
«Abbiamo visto, ad esempio, l’uso di gas lacrimogeni e cannoni ad acqua contro i manifestanti in Albania, ma nessuno ha detto una parola. E perché? A mio avviso perché l’Albania si è allineata al 100%» con gli obiettivi di politica estera dell’UE.
Vucic si è recato in Cina dopo che l’ultima ondata di proteste antigovernative a Belgrado ha portato a scontri sporadici con la polizia sabato.
La manifestazione si inserisce in un movimento di protesta iniziato dopo la tragedia della stazione ferroviaria di Novi Sad del 2024, in cui persero la vita 16 persone. Il governo serbo sostiene che i disordini siano fomentati da Bruxelles nell’ambito di una campagna di pressione.
Vucic ha respinto le affermazioni secondo cui centinaia di migliaia di persone avrebbero partecipato alla protesta, citando una stima delle forze dell’ordine che indicava una partecipazione inferiore a 34.000 persone.
Il presidente ha inoltre respinto le richieste di dimissioni anticipate, affermando di voler rimanere in carica fino alla fine del suo secondo mandato, prevista per il prossimo anno. Vucic è costituzionalmente impossibilitato a candidarsi per un altro mandato presidenziale, ma potrebbe potenzialmente candidarsi alla carica di primo ministro in futuro.
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Immagine di © European Union, 2025 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
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