Immigrazione
Immigrazione di criminali in USA, Trump: la Harris è «mentalmente compromessa»
L’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito la vicepresidente Kamala Harris «mentalmente compromessa» per le sue politiche sull’immigrazione che apparentemente hanno permesso a più di 400.000 criminali condannati di entrare liberamente negli Stati Uniti.
Secondo i dati pubblicati dall’Immigration and Customs Enforcement (ICE) all’inizio di questa settimana, 425.431 criminali condannati e 222.141 persone con accuse penali pendenti sono entrate illegalmente negli Stati Uniti e vivono libere all’interno del Paese in attesa delle udienze in tribunale o delle procedure di espulsione.
Tra questi, 62.231 sono stati condannati per aggressione, 56.533 per droga e 13.099 per omicidio. Altri 15.811 hanno condanne per aggressione sessuale.
Sabato, durante un comizio elettorale nel Wisconsin, Trump ha dichiarato che Harris dovrebbe essere «sottoposta a impeachment e rimossa dall’incarico» per aver permesso a così tanti criminali di entrare nel Paese.
Biden became mentally impaired. Kamala was born that way.
— Donald J. Trump Posts From His Truth Social (@TrumpDailyPosts) September 29, 2024
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Harris ha fatto entrare «alcuni degli assassini peggiori che abbiate mai visto», ha affermato, «e questo senza nemmeno menzionare gli stupratori, i membri delle gang, gli spacciatori, i predatori di bambini e i trafficanti di donne».
«Joe Biden è diventato mentalmente disabile. Kamala è nata così. È nata così. E se ci pensi, solo una persona mentalmente disabile avrebbe potuto permettere che ciò accadesse al nostro Paese», ha detto.
Non è chiaro se tutti i criminali menzionati dall’ICE siano entrati negli Stati Uniti mentre Biden e Harris erano in carica. Tuttavia, uno dei primi atti di Biden come presidente è stato quello di ripristinare la politica dell’era Obama di «cattura e rilascio», in base alla quale i migranti illegali che entrano negli Stati Uniti vengono trattenuti e poi immediatamente rilasciati con l’ordine di presentarsi alle udienze sull’immigrazione anni dopo.
Sotto Trump, i migranti arrestati dagli agenti delle forze dell’ordine sono stati portati direttamente nei centri di detenzione dal 2019 in poi.
Nel 2020, negli Stati Uniti vivevano circa 10,2 milioni di immigrati clandestini. Sotto Biden, che nel 2021 ha incaricato Harris di supervisionare la sicurezza delle frontiere, almeno altri 10,6 milioni sono entrati nel Paese, secondo i dati della US Customs and Border Protection (CBP).
I 425.431 criminali condannati contati dall’ICE sono tratti da una lista di oltre 7 milioni di migranti che sono in attesa di procedure di espulsione ma non sono in custodia. Pertanto, il numero reale di criminali stranieri che vivono negli Stati Uniti potrebbe essere molto più alto.
Gli elettori preoccupati per l’immigrazione si fidano in modo schiacciante di Trump per affrontare la questione. Nel tentativo di colmare questa lacuna, Harris ha preso le distanze dai commenti passati sull’immigrazione, ad esempio, paragonando l’ICE al Ku Klux Klan e gridando «abbasso le deportazioni» durante una protesta.
Durante una visita al confine tra Stati Uniti e Messico sabato, Harris ha giurato di intensificare le deportazioni e negare l’asilo ai migranti che attraversano il confine al di fuori dei punti di ingresso legali.
Nel corso dell’anno Stati americani come il Texas hanno dichiarato lo stato di invasione a causa degli ingressivi massivi di immigrati illegali.
Alcune voci del mainstream americano stanno ammettendo la «Grande sostituzione elettorale» tramite cui l’amministrazione Biden-Harris accelera l’immigrazione per «rimodellare l’elettorato».
Come riportato da Renovatio 21, riguardo all’immigrazione il Trump ha letto e riletto in varie occasioni la «poesia del serpente».
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Immagine di Gage Skidmore via Flickr pubblicata su licenza CC BY-SA 2.0
Immigrazione
Vescovo spagnolo denuncia: «strumentalizzazione geopolitica» a Ceuta
«La carità non può mai essere disgiunta dalla prudenza»
Il prelato ha anche espresso la propria posizione sul controverso tema delle espulsioni di migranti. «Penso che le associazioni o le ONG che definiscono immorali i respingimenti immediati abbiano torto», ha dichiarato. «Perché la difesa di una frontiera nazionale non è di per sé un atto di ostilità verso gli immigrati». Il vescovo di Orihuela-Alicante spiega che «il diritto di emigrare non equivale a un diritto incondizionato di stabilirsi in qualsiasi Paese, in spregio alle leggi che ne regolano l’accesso». Mons. Munilla prosegue esponendo la dottrina sociale della Chiesa a questo proposito: «La vera risposta morale esige dunque di conciliare due esigenze. Sì a un’accoglienza solidale verso chi ha veramente bisogno di un sistema di protezione, ma anche a una gestione responsabile della protezione delle frontiere. Quando uno di questi princìpi viene eretto ad assoluto al punto da annullare l’altro, cessiamo di servire il bene comune. La carità non può mai essere disgiunta dalla prudenza, così come la giustizia non può essere disgiunta dalla misericordia. La dottrina sociale della Chiesa non ci invita a scegliere tra l’una o l’altra, ma a trovare un equilibrio. E solo a partire da questo equilibrio possiamo affrontare una delle sfide più complesse che oggi ci troviamo di fronte». Non ha esitato a evocare le conseguenze inevitabili di una simile migrazione: se si dà l’impressione che basti varcare fisicamente una frontiera per ottenere automaticamente un diritto di soggiorno, ciò può incitare a correre rischi sempre maggiori. Per questo ritiene che certi respingimenti possano contribuire a evitare situazioni di violenza, a condizione che siano effettuati nel rispetto della dignità delle persone e tenendo conto delle circostanze particolari. La posizione cattolica, ha concluso mons. Munilla, obbliga proprio a evitare due estremi: ignorare la sofferenza di chi ha veramente bisogno di protezione e negare agli Stati la responsabilità di organizzare l’immigrazione e di proteggere le proprie frontiere. Articolo previamente apparso su FSSPX.NewsIscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immigrazione
Parigina progressista affronta inutilmente i saccheggiatori: la storia dietro il video virale
Un video ampiamente diffuso relativo ai disordini del 17 ottobre a Parigi mostrava una giovane donna che cercava disperatamente di impedire ai saccheggiatori di devastare un supermercato Franprix vicino a Place de la République.
La donna i giovani mascherati: «Fermatevi, fermatevi, perché lo fate? Non è questa la ragione!» e «Ehi, non toccatemi! Fermatevi. Che senso ha fare questo? C’è un uomo dentro, da solo! Guardate! Smettetela!»
Sui social media, alcuni hanno subito diffuso una storia inventata: si diceva che fosse un’attivista di sinistra da sempre, una «donna progressista» e difensore dei migranti, la cui boutique di lusso era stata distrutta proprio dalle persone che aveva difeso. Alcuni post affermavano che avesse detto ai saccheggiatori di essere a favore dell’asilo, venendo poi picchiata, sputata addosso e calpestata. Niente di tutto ciò era vero, scrive LifeSite.
Il quotidiano francese Le Monde l’ha identificata come Emma Kunstlich, 24 anni, studentessa di recitazione e modella. Era una cliente occasionale del supermercato Franprix di Rue du Faubourg-du-Temple, non la proprietaria di una boutique.
Secondo un’analisi di Web Stat, intervenuta in sua difesa, non vi sono prove di affiliazione politica, di dichiarazioni a difesa dei migranti o che sia stata aggredita nel modo descritto.
A French liberal woman, in tears, begging the looters: “I’m one of you! I voted for this! Why are you doing this?”
They shove her aside, loot her shop, and keep going.
This is suicidal empathy in real time.
The same useful idiots stand on American street corners — the… pic.twitter.com/6RYdBN26eV
— GRANDPA’s FREE ADVICE (@GOP_is_Gutless) October 19, 2026
La Kunstlich ha poi dichiarato a Le Monde che «non hanno nemmeno un messaggio politico. Stanno solo distruggendo e rubando, senza rendersi conto delle conseguenze delle loro azioni. E se il RN [Raggruppamento Nazionale, il partito della Le Pen] andrà al potere, saremo tutti nei guai fino al collo!»
Il direttore del negozio ha confermato al Daily Mail che Kunstlich era semplicemente un cliente abituale che aveva agito con coraggio.
L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha descritto i disordini come tutt’altro che spontanei, proponendoli invece come un «piano attraverso il quale l’élite tecnocratica globalista intende introdurre e alimentare sacche di guerra civile tra la popolazione». «L’obiettivo è chiaro: creare un pretesto per legittimare nuove forme di repressione, controllo sociale e limitazione delle libertà residue. Non c’è nulla di spontaneo in tutto questo», ha affermato il prelato lombardo.
Più recentemente, lo scorso fine settimana, alcuni video diffusi sui social media sembrano mostrare contro-manifestanti scesi in piazza in Francia, descritti come affiliati a gruppi di «destra». Sfilando con lo slogan «questa è casa nostra», hanno cercato di riappropriarsi delle strade, sottraendole a coloro che avevano trasformato le manifestazioni in saccheggi.
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Immagine screenshot da Twitter
Immigrazione
Funzionari dell’immigrazione tedeschi accusati di traffico di immigrati
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