Farmaci
Il TAR annulla la circolare tachipirina e vigile attesa. E ora cosa succederà?
Lo avrete letto. Tre giorni fa il Tribuna amministrativo regionale (TAR) del del Lazio ha annullato la circolare del ministero della Salute di speranza dovere erano espresse le linee guida per la cura del COVID a casa. Si tratta del famoso trattamento «tachipirina più vigile attesa».
Con la sentenza di ieri, il TAR ha dato ragione chi, il Comitato Terapie Domiciliari (una rete di medici animata dall’avvocato Erich Grimaldi), chiede la libertà di curare i positivi COVID con antibiotici, integratori e altri farmaci ritenuti utili per sconfiggere la malattia.
La circolare del 26 aprile 2021, che riportava le indicazione dell’AIFA. raccomandava ai medici di base di prescrivere antinfiammatori e talvolta cortisone, oltre che, nei casi idonei, gli anticorpi monoclonali ed eparina.AIFA sconsigliava «l’uso routinario di antibiotici» e di idrossiclorochina.
Secondo il TAR del Lazio, la circolare contrastava «con la professionalità del medico e con la sua deontologia professionale, imponendo, e anzi impedendo l’utilizzo di terapie da questi ultimi eventualmente ritenute idonee», disincentivando il medico ad «agire in scienza e coscienza assumendosi la responsabilità circa l’esito della terapia prescritta».
La sentenza, nel momento in cui la caccia alle streghe si è spostata dall’idrossiclorochina (2020) e ivermetcina (2021) all’azitromicina (2022) – un banale antibiotico ora ritenuto irreperibile per colpa di no vax o vaccinati positivi ma disubbedienti rispetto alle linee guida – è di impatto notevole.
I soloni del regime sanitario si sono affrettati a dire che non cambia nulla, che in fondo è stata annullata non solo la parte della circolare
Ci stanno già ripetendo mantra terroristi: l’idrossiclorichina, il cui uso, cantilenano, è «privo di basi scientifiche» (pazienza, dottor Raoult: che sarà mai la sua carriera ai vertici della virologia?), e anche gli antibiotici. «A causa delle prescrizioni anti-COVID, l’azitromicina è introvabile in molte farmacie – scrive il manifesto, quello che sotto il titolo ha scritto quotidiano comunista – Oltre a danneggiare i pazienti che non ne traggono beneficio, il suo abuso contribuisce alla diffusione di batteri resistenti ai farmaci, secondo l’OMS causa di morte per circa 700 mila persone ogni anno».
700 mila persone l’anno? Cifre quasi da pandemia, un’emergenza sanitaria di cui ci hanno parlato pochissimo.
Massì, in fondo è vero che «l’esercizio della medicina è fondato sulla libertà e sull’indipendenza della professione che costituiscono diritto inalienabile del medico» eprevisto, come da giuramento di Ippocrate «di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento».
Ma in verità, non importa: perché il salvatore ha già salvato tutti, o almeno ha salvato gli eletti che gli si sono sottomessi – il vaccino rende superfluo tutto questo discorso. Lo lascia intendere in una intervista La Stampa l’assessore regionale alla sanità del Lazio Alessio D’Amato: «Con l’ampia diffusione del vaccino il pronunciamento del TAR ha un effetto nullo. Con la maggior parte della gente immunizzata il contagio provoca conseguenze assai meno gravi rispetto al passato. La maggior parte dei malati sono addirittura asintomatici e quindi non richiedono pesanti cure farmaceutiche».
Il Lazio, ricordiamo, è una regione che da ben prima della pandemia molto ha brigato per le vaccinazioni, con multiple plastiche fotografia del presidente Zingaretti a offrire all’ago il deltoide. Lo stesso Zingaretti che, quando entrante il nuovo governo detto «gialloverde» («dal governo posizione antiscientifiche» sui vaccini, virgolettò a inizio 2019 Il Fatto Quotidiano)e con qualche concomitante grana scatenatagli contro dal programma TV Le Iene, prese con sé immediatamente in regione come consulente il dimissionario presidente dell’Istituto Superiore di Sanità. Gualtiero Ricciardi detto Walter. Che, lo sapete bene, è ancora qui. Anzi, si allarga. Grazie al Vaticano vaccinale bergogliano, ora è divenuto membro della Pontificia Accademia per la Vita.
Ma torniamo alla sentenza.
Quindi, il regime sanitario dice: non cambia nulla.
È davvero così?
Forse no. Forse ora tanti medici, che ritenevano giusto prescrivere alcuni farmaci per non correre il rischio di essere additati come «no vax» e quindi vedere davanti a sé la possibilità di essere richiamati, sospesi, radiati, lasciati senza stipendio, ora potrebbero trovare il coraggio di prescrivere i medicinali. In fondo, è andata bene: nel 2020, in Australia, ai dottori che prescrivevano l’idrossiclorochina veniva data una multa di 13 mila dollari australiani.
Ma c’è qualcosa d’altro che potrebbe succedere, ora che, nonostante i messaggi tranquilizzanti di quelli che «non cambia niente», un tappo pare essere saltato.
Ci chiediamo: se qualcuno cominciasse a contestare, davanti al popolo e davanti ai giudici, la validità delle linee guida ministeriali?
Ci chiediamo: e se qualcuno ora prendesse il coraggio di avventurarsi nella tesi – tutta da dimostrare, chiaro – che non dare i farmaci, preferendo solo un antipiretico e la «vigile attesa» (attesa di cosa, poi?) è equivalso a mettere a rischio la salute delle persone?
In quel caso, cosa farebbe la Giustizia italiana? Che ne sarebbe del ministro, dei suoi consiglieri, del CTS, del circo di virologi catodici, e delle decine di migliaia di medici che hanno seguito pedissequamente il protocollo governativo?
E se il vento stesse cambiando direzione?
Alimentazione
Morte improvvisa di una diciannovenne è stata collegata a un popolare farmaco dimagrante GLP-1
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
Josephine Nasr, una studentessa di giurisprudenza diciannovenne dell’Università dell’East London, è morta a causa dell’assunzione di un popolare farmaco dimagrante a base di GLP-1, secondo quanto emerso da un’inchiesta a Londra. Josephine Nasr, residente in California e studentessa all’estero, è stata colpita da un’aritmia cardiaca fatale dopo aver riferito alla famiglia di avvertire nausea e vomito. Il suo medico, che risiedeva in California, le aveva prescritto il farmaco, nonostante la ragazza non fosse obesa.
Un’adolescente californiana che studiava a Londra è morta mentre assumeva un popolare farmaco dimagrante a base di GLP-1, secondo quanto emerso da un’inchiesta condotta a Londra.
Josephine Nasr, una studentessa di giurisprudenza diciannovenne dell’Università dell’East London, è morta a causa di un’aritmia cardiaca fatale. È stata trovata senza vita nella sua stanza del dormitorio il 23 settembre 2025, pochi giorni dopo essere tornata a Londra dalla sua casa nel sud della California, secondo quanto riportato per primo dal Daily Mail.
Nell’estate del 2025, un medico californiano prescrisse a Nasr la tirzepatide, nonostante il suo indice di massa corporea la classificasse come sovrappeso e non obesa, secondo quanto emerso dall’inchiesta.
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Una bottiglia vuota del farmaco è stata trovata nella stanza di Nasr quando è stata scoperta morta. Eli Lilly vende il tirzepatide con i marchi Mounjaro, per il diabete di tipo 2, e Zepbound, per la gestione cronica del peso.
Secondo le prove presentate il 3 agosto presso il tribunale del coroner di East London, Nasr ha parlato con i suoi genitori e sua sorella intorno alle 20:30 della sera della sua morte. Ha detto loro di aver avuto nausea e vomito.
I familiari, che si stavano preparando per un viaggio in Egitto, si preoccuparono per le sue condizioni e la incoraggiarono a prendere un po’ d’aria fresca. Sua sorella, particolarmente preoccupata che Nasr potesse disidratarsi, contattò un medico privato per organizzare una flebo.
Quando la sorella tentò in seguito di contattare Nasr telefonicamente senza ricevere risposta, si rivolse alla sicurezza dell’università e richiese un controllo per accertarsi delle sue condizioni.
Nel momento in cui la sorella riuscì a contattare un membro del personale di sicurezza, un’infermiera era già arrivata nel campus per somministrare la flebo. Il personale di sicurezza accompagnò l’infermiera al dormitorio di Nasr. Non avendo ricevuto risposta alla porta, entrarono nella stanza e trovarono Nasr disteso sul pavimento del bagno.
Sono stati allertati i servizi di emergenza, ma il servizio di ambulanza di Londra ne ha constatato il decesso sul posto.
L’autopsia, condotta dal patologo e autore dr. Alan Bates, ha rivelato che Nasr soffriva di una cardiopatia congenita nota come ponte miocardico, che può influenzare il flusso sanguigno attraverso il cuore e potrebbe aver contribuito all’aritmia fatale.
Bates ha inoltre dichiarato durante l’inchiesta che il tirzepatide può causare nausea e vomito. Il vomito grave, ha spiegato, può contribuire all’ipoglicemia, ovvero a livelli di zucchero nel sangue anormalmente bassi, e a uno squilibrio elettrolitico.
Secondo lui, questo tipo di squilibrio può innescare un ritmo cardiaco anomalo e la patologia cardiaca di base di Nasr potrebbe aver aumentato il rischio.
«Era una giovane donna in buona salute», ha detto Bates. Il medico legale Graeme Irvine ha concluso che la morte di Nasr è stata causata sia dalla sua cardiopatia congenita sia dalla terapia a base di tirzepatide.
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Pediatra: la morte di Nasr è stata una «tragedia evitabile».
La dottoressa Michelle Perro, coautrice di What’s Making Our Children Sick? («Cosa fa ammalare i nostri bambini?»), che da tempo solleva preoccupazioni sull’uso di farmaci in età pediatrica, ha definito la morte di Nasr una «tragedia evitabile». Il medico californiano di Nasr le aveva prescritto un farmaco con effetti collaterali noti, presumibilmente per trattare un sintomo senza affrontare la causa principale.
Questi effetti collaterali «hanno innescato una reazione a catena fatale», ha dichiarato Perro a The Defender. «Questo è l’incubo che il boom del GLP-1 ha sempre comportato, e dovrebbe essere un campanello d’allarme: questi farmaci non sono una buona idea per i giovani».
La dottoressa Perro, pediatra, si è detta «così allarmata» dal fatto che i farmaci per la perdita di peso fossero stati approvati per i bambini, da aver scritto un opuscolo per mettere in guardia i genitori sui rischi.
Il documento informativo cita potenziali effetti negativi sulla salute dei giovani, tra cui problemi gastrointestinali, pancreatite, malattie della cistifellea, tumori alla tiroide, carenze nutrizionali, rischi per la salute mentale ed effetti a lungo termine sconosciuti, poiché non sono ancora stati condotti studi a lungo termine.
Alcuni pazienti che assumono farmaci a base di GLP-1 hanno anche segnalato che tali farmaci hanno causato carie dentale e anoressia.
Le prescrizioni di GLP-1 per i bambini aumentano vertiginosamente dopo la raccomandazione dell’AAP
Secondo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), circa il 20% dei bambini e degli adolescenti statunitensi soffre di obesità cronica.
Nel dicembre 2020, la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha approvato il farmaco GLP-1 Saxenda per il trattamento dell’obesità nei bambini dai 12 anni in su. Nel 2022, l’agenzia ha approvato Wegovy per la stessa fascia d’età.
Settimane dopo, nel gennaio 2023, l’American Academy of Pediatrics (AAP) ha pubblicato nuove linee guida sull’obesità infantile, raccomandando una diagnosi precoce e un trattamento aggressivo, inclusi farmaci per la perdita di peso per i bambini obesi a partire dagli 8 anni e una consulenza per la chirurgia bariatrica per i bambini con obesità grave a partire dai 13 anni.
Nel 2025, un’inchiesta del BMJ ha portato alla luce legami finanziari non dichiarati tra l’AAP e le principali aziende farmaceutiche produttrici dei farmaci dimagranti di maggior successo. L’analisi del BMJ ha riscontrato legami finanziari con l’industria tra i membri dell’AAP, inclusi coloro che hanno redatto le linee guida, coloro che le hanno revisionate e l’organizzazione nel suo complesso.
Prescrivere questi farmaci a bambini di età inferiore ai 12 anni costituisce un uso non conforme alle indicazioni approvate dall’AAP.
Poco dopo la pubblicazione delle raccomandazioni dell’AAP, le prescrizioni di farmaci GLP-1 per quelle fasce d’età sono aumentate vertiginosamente, con un incremento del 38% nel primo anno successivo alla modifica. MedPage Today ha riportato che le prescrizioni di due di questi farmaci sono aumentate del 700%.
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Oltre 150 decessi collegati ai farmaci GLP-1
Secondo i dati dell’Agenzia britannica per la regolamentazione dei medicinali e dei prodotti sanitari (MHRA), che raccoglie informazioni sulle reazioni avverse spontanee e sospette ai farmaci, oltre 150 decessi nel Regno Unito sono stati collegati alle iniezioni di GLP-1.
Il BMJ ha riportato la ripartizione di tali decessi per nome del farmaco: al 7 luglio:
- Sono stati segnalati 98 decessi a seguito dell’assunzione di tirzepatide.
- Almeno 37 decessi sono stati associati alla semaglutide, prodotta da Novo Nordisk e venduta con il marchio Ozempic/Wegovy.
- Diciannove decessi sono stati collegati alla liraglutide, venduta con il nome commerciale Victoza e prodotta anch’essa da Novo Nordisk.
Tuttavia, il BMJ ha fatto riferimento a cifre presenti in altre sezioni del sito web dell’MHRA che suggerivano un numero reale di decessi superiore, senza però fornire il link alla pagina web dell’MHRA contenente tali cifre più elevate.
Negli Stati Uniti, la FDA ha recentemente avvertito Novo Nordisk di non aver divulgato correttamente le informazioni sugli eventi avversi, compresi i decessi, relativi ai suoi farmaci per la perdita di peso.
In una lettera di avvertimento del 5 marzo, la FDA ha citato cinque casi in cui pazienti che assumevano Ozempic e Wegovy hanno subito un ictus, hanno contemplato il suicidio o sono deceduti, casi che Novo Nordisk non ha segnalato correttamente.
Il 4 giugno, Forbes ha riportato che circa il 12% degli adulti statunitensi dichiara di utilizzare farmaci GLP-1 per perdere peso. Si prevede che entro il 2030 quasi il 50% degli adulti negli Stati Uniti sarà obeso.
Si prevede che il mercato globale dei farmaci contro l’obesità raggiungerà i 50 miliardi di dollari entro il 2030.
Suzanne Burdick
Ph.D.
© 13 agosto 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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Immagine © Raimond Spekking via Wikimedia pubblicata su licenza CC BY-SA 4.0
Big Pharma
La Bayer: gli europei dovranno pagare di più per i farmaci
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Farmaci
Wegovy, produttrice di Ozempic, non ha segnalato ictus, ideazione suicidaria e decessi
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
La FDA ha rimproverato Novo Nordisk per «gravi violazioni» relative alla mancata segnalazione di gravi effetti collaterali associati ai suoi farmaci di successo a base di GLP-1, tra cui Ozempic e Wegovy. Gli investigatori hanno affermato che l’azienda non ha segnalato casi di ictus, tendenze suicide e decessi di pazienti, sollevando preoccupazioni circa problemi sistemici nel monitoraggio della sicurezza dei farmaci.
Secondo la Food and Drug Administration (FDA) statunitense, il produttore di diversi farmaci dimagranti di grande successo non ha segnalato gravi effetti collaterali, tra cui ictus, ideazione suicidaria e decessi.
Questo mese la FDA ha inviato una lettera di avvertimento formale a Novo Nordisk, rimproverando il colosso farmaceutico per «gravi violazioni» relative alla mancata segnalazione di gravi effetti collaterali legati a Ozempic, Wegovy e Saxenda.
La lettera del 5 marzo faceva seguito alle ispezioni della FDA, condotte a gennaio e febbraio, presso le attività statunitensi di Novo Nordisk a Plainsboro, nel New Jersey.
Gli inquirenti hanno concluso che l’azienda non ha rispettato le normative federali che regolano la segnalazione degli eventi avversi post-commercializzazione (PADE), un sistema di sicurezza fondamentale utilizzato per individuare segnali di pericolo dopo che i farmaci sono già stati immessi sul mercato.
In base alla legge federale, le aziende farmaceutiche devono segnalare tempestivamente alla FDA tutti i casi gravi di eventi avversi entro 15 giorni dal ricevimento della segnalazione, in modo che le autorità di regolamentazione possano monitorare i rischi emergenti per i consumatori.
Tuttavia, Novo Nordisk, in violazione della legge, ha scelto di non segnalare eventi avversi gravi, tra cui ictus e decessi di pazienti, dopo che il suo personale o i suoi collaboratori esterni avevano stabilito che gli effetti collaterali non erano correlati ai farmaci.
Gli inquirenti hanno scoperto che la casa farmaceutica non ha rispettato alcune delle proprie procedure interne, tra cui l’aver tentato di ottenere informazioni sulla sicurezza in casi gravi di decessi segnalati.
Nella corrispondenza intercorsa con l’agenzia dopo l’ispezione, l’azienda ha dichiarato di aver intrapreso «azioni correttive e preventive» per porre rimedio alle violazioni.
Ciononostante, la FDA ha inviato all’azienda una lettera di avvertimento perché, a suo dire, la risposta di Novo non forniva dettagli sufficienti a dimostrare se tali azioni avrebbero effettivamente risolto i problemi.
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Novo non ha segnalato ideazione suicidaria, decessi e ictus collegati ai farmaci
La lettera della FDA delinea una serie di argomentazioni fallaci utilizzate da Novo per giustificare la mancata segnalazione di diversi eventi.
La lettera descriveva il caso di un paziente che aveva subito un ictus invalidante dopo aver assunto liraglutide (Saxenda). L’azienda non lo aveva segnalato perché, a suo dire, il consumatore non riteneva che l’ictus fosse correlato al farmaco.
In un altro caso, un medico ha segnalato che un paziente in cura con semaglutide si era suicidato. Novo ha scelto di non indagare sul caso.
L’azienda ha segnalato un altro caso di ideazione suicidaria alla FDA solo dopo che gli ispettori dell’agenzia si sono imbattuti nella documentazione mentre indagavano su un decesso per ictus non segnalato.
Studi indipendenti hanno collegato questi farmaci all’ideazione suicidaria.
In un altro caso, Novo ha dichiarato di non aver indagato sul decesso di un paziente correlato a semaglutide (Ozempic, Wegovy) perché l’azienda non aveva ricevuto il consenso dalla persona che aveva segnalato il decesso. Secondo la FDA, il consenso non è richiesto per le indagini PADE (Patient-Related Event).
La FDA ha inoltre riscontrato che, anche dopo aver avvertito Novo che stava violando la legge, i suoi appaltatori hanno continuato a «invalidare in modo improprio» i casi di eventi avversi gravi. L’azienda ha affermato che gli eventi non erano validi perché privi di identificativi del paziente, ovvero informazioni protette, come il nome o il codice fiscale, che collegano una persona alla sua cartella clinica.
Tuttavia, stando alla lettera, gli ispettori della FDA hanno trovato identificativi validi dei pazienti nei documenti originali dei rapporti interni dell’azienda.
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Guasti sistemici che coinvolgono l’intero portafoglio prodotti di Novo.
Questi casi di mancata segnalazione non sono stati eventi isolati. Al contrario, «suggeriscono fallimenti sistemici» nel modo in cui l’azienda riceve, valuta e comunica i dati sulla sicurezza alle autorità federali, ha affermato la FDA.
«In base alla natura dei risultati dell’ispezione e alla vostra risposta scritta e alla corrispondenza, nutriamo serie preoccupazioni circa la portata e l’impatto di queste violazioni sull’intero portafoglio prodotti», ha comunicato la FDA all’azienda.
I dirigenti di Novo hanno difeso l’azienda in una dichiarazione pubblicata sul suo sito web, indicando che «si sta adoperando per risolvere le osservazioni» contenute nella lettera.
«Novo Nordisk prende sul serio i requisiti di segnalazione degli eventi avversi correlati al farmaco e prevediamo di rispondere alle richieste contenute nella lettera di avvertimento in modo rapido e completo», ha dichiarato Anna Windle, responsabile dello sviluppo clinico, degli affari medici e regolatori di Novo Nordisk US.
I sistemi di segnalazione degli eventi avversi sono fondamentali per il monitoraggio della sicurezza dei farmaci. Se i problemi non vengono segnalati tempestivamente e in modo accurato, le autorità di regolamentazione potrebbero non cogliere i segnali precoci di un potenziale danno causato da un farmaco.
Gli esperti di sicurezza dei farmaci avvertono da tempo che i sistemi di sorveglianza post-marketing dipendono fortemente dalle aziende produttrici per la segnalazione accurata dei dati sulla sicurezza, sollevando preoccupazioni circa potenziali conflitti di interesse.
Molte riviste mediche hanno sollecitato una migliore segnalazione degli eventi avversi, soprattutto a seguito di importanti scandali, come il ritiro dal mercato del Vioxx da parte della Merck dopo che aveva causato decine di migliaia di problemi cardiaci e decessi.
Questa settimana la FDA ha lanciato un nuovo sistema per il monitoraggio degli eventi avversi, affermando che migliorerà l’efficienza e la trasparenza. Mentre alcuni hanno accolto con favore il nuovo Sistema di Monitoraggio degli Eventi Avversi (AEMS), alcuni critici hanno sostenuto che il nuovo sistema non risolve tutti i problemi di lunga data dei sistemi che intende sostituire.
La FDA richiede una risposta entro 15 giorni
Le lettere di avvertimento sono tra gli strumenti di controllo più efficaci della FDA, dopo le azioni legali. Notificano alle aziende violazioni normative significative e richiedono l’adozione immediata di misure correttive per evitare ulteriori provvedimenti.
Novo Nordisk dovrà rispondere entro 15 giorni lavorativi fornendo una spiegazione dettagliata delle azioni correttive intraprese.
Se la FDA ritiene che la risposta dell’azienda sia inadeguata, l’agenzia può adottare ulteriori misure coercitive, tra cui multe, sequestri di prodotti o ingiunzioni.
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L’azienda deve affrontare 4.000 cause legali negli Stati Uniti per effetti collaterali che cambiano la vita.
La domanda globale dei farmaci dimagranti di Novo, appartenenti alla classe di farmaci noti come agonisti del recettore GLP-1, è aumentata vertiginosamente negli ultimi anni, alimentata da aggressive campagne di marketing.
Questi farmaci, prodotti anche dalla concorrente di Novo, Eli Lilly, sono diventati tra i prodotti farmaceutici più redditizi al mondo.
I farmaci GLP-1 vengono sempre più spesso presentati come una panacea per problemi che vanno oltre la perdita di peso, includendo una vasta gamma di disturbi, dalla dipendenza al COVID a lungo termine fino al morbo di Alzheimer.
Oggi negli Stati Uniti, circa 1 adulto su 8 – ovvero circa 31 milioni di persone – dichiara di assumere un farmaco GLP-1. Secondo un sondaggio di KFF News del novembre 2025, circa 1 adulto su 5 ne ha fatto uso almeno una volta.
Tuttavia, la rapida diffusione di questi farmaci è stata accompagnata anche da un numero crescente di segnalazioni di effetti collaterali, tra cui problemi gastrointestinali, pancreatite acuta, maggiore incidenza di malattie della cistifellea e delle vie biliari, calcoli renali, artrite, disturbi del sonno, carie dentale, malnutrizione, perdita di capelli e perdita di densità ossea e massa muscolare.
Questi farmaci potrebbero anche essere collegati al cancro. La ricerca indica inoltre che potrebbero avere effetti collaterali di natura psicologica, tra cui l’apatia nei consumatori.
Secondo quanto riportato giovedì dal quotidiano The Independent, oltre 4.000 americani hanno intentato causa contro le case farmaceutiche, sostenendo che i farmaci abbiano causato effetti collaterali che hanno cambiato la loro vita e di cui le aziende non li avevano mai avvertiti.
Tra i querelanti figurano i familiari di persone decedute improvvisamente dopo aver assunto il farmaco. Altri querelanti affermano che il farmaco ha causato loro lo sviluppo di neuropatia ottica ischemica anteriore non arteritica (NAION), che provoca la perdita della vista.
Uno studio pubblicato la scorsa settimana sul British Journal of Ophthalmology ha rilevato che, tra le 1 persona su 10.000 che assumono farmaci e che soffrono di NAION, gli utilizzatori di Ozempic hanno una probabilità molto maggiore di sviluppare questa patologia rispetto agli utilizzatori di Wegovy.
Nel dicembre 2024, Novo ha dichiarato a The Defender di aver condotto un’indagine interna approfondita e di non aver riscontrato alcun collegamento tra la NAION e i suoi farmaci.
Nel giugno 2025, l’Agenzia europea per i medicinali ( EMA) ha confermato il collegamento tra i farmaci e la neuropatia ottica ischemica anteriore non arteritica (NAION). La condizione è riportata nell’etichetta europea, ma non compare ancora come effetto collaterale nell’etichetta statunitense di Ozempic. Quest’ultima si limita a raccomandare ai pazienti di contattare il proprio medico in caso di alterazioni della vista.
Brenda Baletti
Ph.D.
© 13 marzo 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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Immagine di pubblico dominio CCO via Flickr.
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