Politica
Il Partito Socialista spagnolo vieta ai propri membri di pagare per fare sesso
Il Partito Socialista (PSOE), attualmente al governo del Regno di Spagna, ha vietato ai propri membri di fare sesso a pagamento e ha avvertito che le violazioni potrebbero comportare l’espulsione.
La decisione, annunciata dal primo ministro Pedro Sanchez, arriva in risposta a uno scandalo di corruzione che ha coinvolto alti funzionari del partito e ad accuse di utilizzo di fondi pubblici per attività illecite, tra cui l’assunzione di prostitute.
Santos Cerdán, ex segretario organizzativo del PSOE e stretto collaboratore del Sánchez, è stato disposto a giugno dalla Corte Suprema spagnola in custodia cautelare senza cauzione. È accusato di corruzione, associazione a delinquere e traffico di influenze illecite in relazione alla presunta manipolazione di appalti pubblici per un valore di oltre 500 milioni di euro.
Sostieni Renovatio 21
I pubblici ministeri spagnuoli sostengono che Cerdán abbia avuto un ruolo centrale nell’orchestrazione del piano, che avrebbe comportato la distribuzione di tangenti per almeno 5 milioni di euro tra alti funzionari, tra cui l’ex ministro dei Trasporti José Luis Abalos e il suo collaboratore Koldo García.
Le indagini hanno scoperto che i funzionari avrebbero utilizzato fondi pubblici non solo per commissioni illecite, ma anche per spese personali, tra cui l’acquisto di prestazioni sessuali. Cerdan nega qualsiasi illecito, sostenendo di essere oggetto di «vendetta politica».
In risposta, il PSOE ha annunciato un rimpasto di leadership e rigide regole disciplinari. «Chiedere, accettare o ottenere atti sessuali in cambio di denaro» sarà ora punito con «la massima sanzione: l’espulsione dal partito», ha dichiarato il partito.
«Se crediamo che il corpo di una donna non sia in vendita, il nostro partito non può tollerare comportamenti contrari», ha affermato Sanchez durante un incontro a Madrid sabato.
La posizione del PSOE e del Sanchezzo sul meretricio è peraltro problematica nel contesto dell’ideologia morale della sinistra globale che va verso la tolleranza assoluta, se non l’incoraggiamento vero e proprio, per le prostitute, ora definite con eufemismo tecnico «sex workers», o lavoratrici del sesso.
Nonostante le crescenti critiche e le richieste di dimissioni, il Sanchez si è rifiutato di dimettersi. «Il capitano non si volta dall’altra parte quando il mare si agita. Resta per guidare la nave nella tempesta», ha detto ai leader del partito.
Lo scandalo non finisce. Poche ore prima del suo discorso programmato, il primo ministro si è trovato ad affrontare nuovi disordini dopo lo scoppio di un nuovo scandalo che ha coinvolto uno dei suoi più stretti alleati. Francisco Salazar, che avrebbe dovuto ricoprire un ruolo dirigenziale di alto livello, si è dimesso in seguito alle accuse di comportamento inappropriato da parte di diverse donne del PSOE.
Secondo la testata spagnuola elDiario.es, alcune dipendenti anonime del PSOE hanno accusato Salazar di aver fatto commenti osceni sul loro abbigliamento e sul loro corpo, di averle invitate a cena da sole e di aver chiesto loro di pernottare a casa sua mentre lavoravano per lui al Palazzo della Moncloa. Il partito ha confermato di non aver presentato denunce formali, ma ha affermato che avrebbe avviato un’indagine.
Il leader dell’opposizione Alberto Núñez Feijoo del Partido Popular ha accusato i socialisti di agire come una «mafia» e ha chiesto elezioni. «Gli spagnoli meritano un governo che non menta loro, che non li deruba, ma li serve», ha affermato.
Come riportato da Renovatio 21, nelle scorse ore il Regno di Spagna è stato turbato dal caso di un africano che ha violentato brutalmente una ragazza nei pressi di un centro di accoglienza, scatenando una rivolta popolare.
Il Sanchez era stato pesantemente contestato dai cittadini di Valenzia quando vi si era recato in seguito al disastro alluvionale dello scorso anno. Di fronte alla rabbia popolare, a differenza del re Filippo di Borbone e della regina Letizia, il primo ministro fuggì.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Ministry of the Presidency. Government of Spain via Wikimedia
Politica
Deputati USA sugli attacchi congiunti USA-Israele contro l’Iran: «è la fine del MAGA»
Aiuta Renovatio 21
This is the Trump I supported, the man who called out the truth about the WMD in Iraq and declared NO MORE FOREIGN WARS.
Now for some unknown reason, Trump has joined the neocons and will soon go to war against Iran with the same BS excuses. End of MAGA pic.twitter.com/NNY7xLkJaF — Former Congresswoman Marjorie Taylor Greene🇺🇸 (@FmrRepMTG) February 26, 2026
I am opposed to this War.
This is not “America First.” When Congress reconvenes, I will work with @RepRoKhanna to force a Congressional vote on war with Iran. The Constitution requires a vote, and your Representative needs to be on record as opposing or supporting this war. — Thomas Massie (@RepThomasMassie) February 28, 2026
Aiuta Renovatio 21
Who else wishes Charlie Kirk was still with us today? 😔 pic.twitter.com/n9eR0ZNn4m
— James Li (@5149jamesli) February 28, 2026
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Politica
AfD: l’UE manipola i sondaggi nel tentativo di estromettere Orban
L’Unione Europea sta tentando con disperazione di organizzare un «cambio di regime» contro il primo ministro ungherese Viktor Orbán nelle elezioni parlamentari del mese prossimo, ricorrendo a tattiche quali la manipolazione dei sondaggi e il ricatto energetico, ha affermato la leader dell’opposizione tedesca Alice Weidel.
In un post pubblicato mercoledì su X, la co-presidente del partito Alternativa per la Germania (AfD) ha accusato Bruxelles di aver impiegato «il loro burattino», il leader dell’opposizione ungherese Peter Magyar, nel tentativo di destituire Orban.
«Vogliono che Orbaán se ne vada e sono disposti a usare qualsiasi mezzo per ottenerlo», ha scritto la Weidel, evidenziando l’attuale «blocco delle forniture di petrolio» dall’Ucraina all’Ungheria attraverso l’oleodotto Druzhba e la «manipolazione dei sondaggi elettorali».
Weidel stava commentando un recente sondaggio condotto dall’istituto ungherese Median, secondo il quale il partito di opposizione Tisza di Magyar sarebbe in vantaggio con il 55% contro il 35% dell’alleanza di governo Fidesz-KDNP di Orban. L’economista irlandese Philip Pilkington ha definito i dati «sondaggi davvero folli», paragonandoli a quelli realizzati in Georgia in vista delle elezioni del 2024, seguiti poi da disordini.
I sondaggisti vicini all’opposizione ungherese hanno una lunga storia di rilevanti imprecisioni. Nel 2022, la società di sondaggi di sinistra Publicus ha mancato il bersaglio di 20 punti, mentre la stessa Median ha sottostimato Fidesz di 7 punti nel suo ultimo sondaggio pre-elettorale. L’Orban alla fine ha ottenuto una vittoria con uno scarto di 20 punti.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Lo Orban accusa Bruxelles di rappresentare una «minaccia» alla sovranità dell’Ungheria
Budapest e Brusselle si trovano in una fase di crescente stallo a causa dell’opposizione continua dell’Ungheria alle politiche dell’UE su Ucraina e Russia. Budapest ha ripetutamente bloccato o posto il veto a iniziative dell’Unione, tra cui un recente prestito di emergenza da 90 miliardi di euro per Kiev e l’ultimo pacchetto di sanzioni contro Mosca.
Orbán si è opposto con forza anche all’adesione dell’Ucraina all’UE, sostenendo che il sostegno di Bruxelles a Kiev avvicina il blocco a una guerra diretta con la Russia e ignora il fatto che l’Ucraina non soddisfa i requisiti per i candidati.
Il leader ungherese ha definito i recenti tentativi di offrire a Kiev una sorta di «adesione light» come «un’aperta dichiarazione di guerra contro l’Ungheria», accusando Bruxelles di ignorare la volontà del popolo ungherese e di essere «determinata a rimuovere il governo ungherese con qualsiasi mezzo necessario».
Orban ha inoltre accusato Bruxelles di ricorrere a «censura, intervento e manipolazione» per indebolire il suo governo, presentando le prossime elezioni del 12 aprile come una scelta tra «guerra o pace».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Elekes Andor via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Politica
I servizi segreti uccidono un uomo armato entrato a Mar-a-Lago
Press Conference: The Secret Service, FBI, and PBSO discuss overnight investigation at Mar-a-Lago. pic.twitter.com/nZpQD2Ahs2
— PBSO (@PBCountySheriff) February 22, 2026
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Oligarcato2 settimane faEpstein aveva proposto a JPMorgan un piano per ottenere «più soldi per i vaccini» da Bill Gates
-



Cina7 giorni faEnigmi femminili cinesi alle Olimpiadi
-



Vaccini2 settimane faVaccini e COVID, l’architetto chiave della lista contro la «disinformazione» si dimette dopo l’uscita dei documenti Epstein
-



Spirito1 settimana faMons. Viganò sul set della «Resurrezione» del cattolico tradizionalista Mel Gibson
-



Spirito2 settimane faL’élite ostracizza chi si non si converte all’ideologia infernale del globalismo: omelia di mons. Viganò nel Mercoledì delle Ceneri
-



Predazione degli organi1 settimana faUn cuore «bruciato», due vite spezzate dalla predazione degli organi
-



Oligarcato2 settimane faEpstein e Gates hanno finanziato un portale di ricerca per controllare il dibattito scientifico
-



Occulto2 settimane faMarina Abramovic si lamenta di aver bisogno dei bodyguard














