Politica
Il capo dell’opposizione in Bangladesh torna dopo 17 anni di esilio
Tarique Rahman, presidente ad interim del Partito Nazionalista del Bangladesh (BNP), che si trovava all’opposizione durante il governo dell’ex primo ministro Sheikh Hasina, è rientrato a Dhaka dopo quasi 17 anni di esilio.
Giovedì mattina Rahman è atterrato nella capitale bangladese, dove è stato accolto da una folla imponente; le misure di sicurezza sono state portate a livelli mai visti prima, vista la recente ondata di violenza e l’illegalità diffusa nel Paese.
Dal palco, il sessantunenne Rahman ha invitato all’unità tra le diverse comunità e forze politiche, ribadendo l’obiettivo di costruire un Bangladesh sicuro.
Entrambi i suoi genitori hanno ricoperto ruoli di vertice nel governo del Paese. Sua madre, l’ex primo ministro Khaleda Zia, è attualmente ricoverata in un ospedale di Dhaka.
Il padre di Tarique, Ziaur Rahman, sesto presidente del Bangladesh, venne assassinato da militari del Paese il 30 maggio 1981. Rahman aveva lasciato la patria nel 2008, definendo la propria fuga una conseguenza di persecuzioni a sfondo politico, e si era stabilito a Londra.
Ora ci si attende che Rahman sia il candidato principale alle prossime elezioni. Il governo ad interim, insediatosi dopo la cacciata dell’ex primo ministro Hasina nell’agosto 2024, ha rinviato per mesi l’annuncio della data elettorale e, sotto la pressione di varie forze politiche, ha infine fissato le urne per il 12 febbraio. Il governo provvisorio è guidato dal premio Nobel Muhammad Yunus.
Leaders Coming 🇧🇩 Tarique Rahman Zaima Rahman #BNP #Bangladesh #BNPMediaCell
. pic.twitter.com/K48LilviEQ— সাখাওয়াত হোসেন is in USA 🇺🇸 (@Shakhaw96379350) December 24, 2025
Millions gather in Dhaka to welcome Tarique Rahman, when he returns to Bangladesh after 17 years of exile. Sheikh Hasina, who had forced him to go on exile is herself on exile in India. NEVER BE VINDICTIVE IN POLITICS! pic.twitter.com/hJ5l6WCA1t
— Ashok Swain (@ashoswai) December 26, 2025
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Alla Lega Awami, il partito di Hasina, è stato vietato di partecipare alle elezioni.
Nelle ultime giornate il Bangladesh è stato teatro di un’ondata di violenza seguita alla morte di Sharif Osman Hadi, uno dei principali leader della rivolta del 2024, ucciso a colpi d’arma da fuoco da aggressori mascherati a Dhaka all’inizio del mese.
In seguito al suo assassinio, manifestanti sono scesi in piazza in tutto il Paese chiedendo l’arresto dei responsabili, intonando slogan anti-indiani e dando vita a sommosse. I dimostranti hanno attaccato e dato alle fiamme le sedi di due importanti quotidiani bengalesi, The Daily Star e Prothom Alo.
Le proteste si sono ulteriormente inasprite quando un operaio di fede indù è stato linciato da una folla e successivamente bruciato a Mymensingh. L’episodio ha acuito le tensioni diplomatiche tra Nuova Delhi e Dhaka, portando entrambi i Paesi a convocare i rispettivi ambasciatori. Mercoledì, a Dhaka, un passante è rimasto ucciso quando una bomba artigianale lanciata da un cavalcavia è esplosa.
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Immagine screenshot da YouTube
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La Takaichi e il Jiminto stravincono le elezioni anticipate in Giappone
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Politica
Sondaggio: le donne hanno fino al 21% di probabilità in più rispetto agli uomini di sostenere gli omicidi politici
Un recente sondaggio ha evidenziato che le donne mostrano una maggiore propensione rispetto agli uomini a tollerare la violenza politica e che, in generale, una larga parte degli americani risulta disposta a giustificare l’uccisione di figure politiche in carica. Il Network Contagion Research Institute (NCRI) della Rutgers University ha condotto un’indagine su 1.055 adulti americani, ponendo loro la domanda se fosse giustificato uccidere il presidente Donald Trump e il sindaco socialista di New York City Zohran Mamdani.
Per quanto riguarda Trump, il 67% degli intervistati di centro-sinistra ha ritenuto giustificato assassinare il presidente in carica, mentre il 58% dei centristi e il 43% di quelli di centro-destra ha espresso la stessa opinione. Per Mamdani, invece, il 54% degli intervistati di centro-destra, il 54% dei centristi e il 40% di quelli di centro-sinistra ha considerato legittimo il suo assassinio.
Nel complesso, il 66% degli intervistati «ha approvato un certo livello di giustificazione per l’omicidio di uno o entrambi Zohran Mamdani e Donald Trump». L’NCRI ha rilevato che le donne erano più inclini degli uomini a sostenere l’uccisione di esponenti politici in carica, con un divario del 15% nel caso di Trump e del 21% per Mamdani.
Questo risultato è stato definito «sorprendente» dall’istituto, che ha commentato: «Ciò che colpisce di più è un inaspettato aumento della tolleranza per la retorica dell’assassinio tra le donne in condizioni di elevata esposizione ai social media e di percepito declino nazionale. Questa non è un’affermazione di colpa o di predisposizione. È un segnale empirico che qualcosa di fondamentale nell’ambiente morale è cambiato».
«Questo cambiamento è importante perché le donne hanno storicamente svolto un ruolo stabilizzante nella vita civica e sociale. In tutte le culture sono più fortemente associate a norme di cura, prevenzione del danno e coesione sociale. Quando anche gruppi da tempo legati alla moderazione morale iniziano a mostrare un’elevata tolleranza per la violenza politica, ciò suggerisce che l’erosione non è ideologica ma strutturale. L’ambiente stesso non riesce a rafforzare i confini morali fondamentali», ha aggiunto l’NCRI.
L’istituto ha inoltre constatato che la giustificazione per l’omicidio di Trump «era fortemente correlata» con quella per l’omicidio di Mamdani, «indicando non un odio puramente partigiano, ma una più ampia e generalizzata accettazione dell’omicidio politico come legittimo strumento politico». Il sostegno all’assassinio di figure politiche «era costantemente legato a convinzioni pessimistiche sulla futura traiettoria dell’America e a un maggiore consumo di social media, suggerendo che la disperazione e le camere di risonanza online potrebbero alimentare una tolleranza condivisa per la violenza estrema da entrambe le parti del divario politico».
Il sondaggio arriva circa un anno e mezzo dopo che Trump, allora in corsa per le elezioni presidenziali del 2024, è stato oggetto di due tentativi di assassinio: uno a luglio, che gli ha provocato una ferita all’orecchio durante un comizio in Pennsylvania, e un altro a settembre, sventato mentre si trovava nel suo campo da golf in Florida.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Politica
Immagini dagli scontri tra polizia e manifestanti anti-Olimpiadi
Flares fired at police and media in Milan as anti-Olympics protests spread
Thousands marched past Olympic Village opposing Milano Cortina 2026 Italy passed preventive detention decree 🅱️efore the Games opened Protesters say public funds burned on Olympics instead of healthcare pic.twitter.com/2XYDvi5L7R — Boi Agent One (@boiagentone) February 7, 2026
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